Catania: cosa vedere in uno o due giorni

Catania, cosa vedere in due giorniVulcanica, vivace, chiassosa e accogliente al tempo stesso: Catania ha tutte le caratteristiche di una città del Sud Italia, quelle dove un forestiero si trova contestualmente spaesato ma anche a casa.
Un weekend (volendo anche un giorno soltanto, ma molto intenso) è sufficiente per visitare le attrazioni principali, ma non abbastanza per esplorare anche i suoi favolosi dintorni o per farsi travolgere dalla sua voglia di vivere. E non è nemmeno abbastanza per assaggiare tutte le prelibatezze della tavola (che sono tante, e tutte molto caloriche!). Quindi cominciate con 2 miseri giorni per avere un antipasto di Catania, ma ripromettetevi di tornare presto.

In questa sede, focalizziamoci quindi sul weekend: nelle righe che seguono cerco di fornirvi un po’ di materiale per ottimizzare la vostra visita di Catania, inserendo il minimo sindacale da vedere, combinandolo con gli orari di apertura. E buttando qua e là qualche suggerimento gastronomico che non fa mai male 🙂
Il centro città non è enorme e le attrazioni principali relativamente vicine le une dalle altre: le proprie gambe sono quindi il mezzo di trasporto ideale nonché economico ed ecologico per visitare Catania. Quindi mettetevi un paio di scarpe comode che si comincia 😉

***Giorno uno***

La mattina al mercato
A' Piscaria, CataniaIl sabato mattina è d’obbligo un giro al mercato. Anzi, ai mercati.
Innanzitutto a’ Piscaria, il vivace mercato del pesce che si svolge nelle viuzze a sud ovest della piazza del Duomo. Intercettate la fontana dell’Amenano (nonché il chiasso): dietro ad essa c’è una scalinata in pietra lavica che vi permette di buttarvi nella mischia. Anche se ormai è diventato tappa fissa di tutti gli itinerari turistici, a’ Piscaria non ha perso nemmeno un po’ la sua autenticità e non visitarlo sarebbe davvero una grossa mancanza.
Un po’ più trascurabile, ma comunque un’esperienza interessante soprattutto per chi ama curiosare tra le bancherelle, è un altro mercato catanese che ha luogo in piazza Carlo Alberto e vie limitrofe, la Fera ‘o Luni. Qui non c’è solo pesce, ma si spazia dall’abbigliamento alla frutta e verdura passando per i dolciumi. Il tutto condito da una buona dose di folklore siciliano contaminato da una presenza extracomunitaria. Un melting pot piuttosto interessante 🙂
Ricordatevi che entrambi i mercati si svolgono tutti i giorni tranne la domenica e che, anche nei giorni di apertura, dopo una certa ora (indicativamente le 14) le bancarelle cominciano a diradarsi.
Il mio suggerimento è quello di fare un giro a’ Pescaria, visitare il Duomo e altre attrazioni lungo la via Etnea, per poi immergersi nel caos della Fera ‘o Luni prima che finisca.

Piazza Duomo e dintorni
Cattedrale di Sant'Agata, CataniaIn Piazza del Duomo si raccolgono diverse attrazioni non trascurabili della città. Al centro della piazza, si trova fiera la riconoscibilissima Fontana dell’Elefante, composta da un basamento sopra il quale si erge un elefantino (che poi tanto ino non è o.O) in pietra lavica che regge un obelisco sulla schiena.
Fontana dell'Elefante, CataniaIl fotografatissimo simbolo di Catania guarda in direzione della maestosa Cattedrale di Sant’Agata, dedicata alla santa patrona della città che riposa al suo interno. Tra le altre opere d’arte racchiuse nel Duomo, non distante dall’entrata principale sulla destra, date un’occhiata al monumento funebre del celebre compositore catanese Vincenzo Bellini (la sua tomba si trova invece a Parigi, al cimitero monumentale di Père-Lachaise). La Cattedrale di Catania è visitabile tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 16 alle 19, la domenica dalle 7:30 alle 12 e dalle 16:30 alle 19, l’ingresso è gratuito.
Informandosi all’adiacente Museo Diocesano è possibile visitare anche le Terme Achilliane, nella parte sotterranea della piazza (dovete sapere che Catania custodisce nel sottosuolo una sorta di città parallela proprio sotto la sfarzosa ricostruzione barocca, che comprende appunto le Terme Achillane).
Fontana dell'Amenano, CataniaNe ho già fatto cenno nel paragrafo prima, ma vale la pena ripetersi: porta d’accesso al mercato ittico a’ Piscaria è la Fontana dell’Amenano, sul lato sud della piazza. Rappresenta appunto il fiume Amenano, il cui percorso oggi è sotterraneo, nelle sembianze di un giovane che tiene una cornucopia dalla quale fuoriesce dell’acqua.
Chiesa della Badia di Sant'Agata, particolare (Catania)Dirimpettaia al fianco destro della Cattedrale, sull’altro lato di via Vittorio Emanuele II è la Chiesa della Badia di Sant’Agata che va visitata se non altro per poter salire sulla sua cupola (3 €) da cui si gode di un panorama fantastico sulla città (se avete la fortuna di beccare una giornata limpida, potrete vedere anche sua maestà l’Etna).

Lungo via Etnea
Dopo la visita del mercato, delle chiese e volendo anche del Museo Diocesano e delle Terme Achillane, imboccate la lunga ed elegante via Etnea tenendo gli occhi ben aperti perché, oltre ai negozi che si trovano in qualsiasi centro di qualsiasi città, si possono ammirare dei pregevoli edifici. Arrivati in Piazza Stesicoro, affacciatevi a vedere quel che rimane dell’Anfiteatro Romano, prima di imboccare via San Gaetano alla Grotta e immergervi nella Fera ‘o Luni di cui ho accennato sopra. Dopo aver attraversato a passo di lumaca tutta la piazza del mercato (la concentrazione di gente munita di trolley da riempire di acquisti è esagerata), troverete nuovamente respiro in via Umberto I. Proseguite verso ovest per tornare in via Etnea e se nel frattempo vi è venuta fame, recuperate un arancino (mi raccomando, UN arancino: a Catania è maschio) da Savia, un locale storico e sempre affollatissimo dove, per 2 € -questo è il prezzo di un arancino- tapperete il buco nello stomaco (a dire il vero un arancino è più che sufficiente per un pranzo, ma io ho in serbo per voi altri programmi… nonché di farvi mangiare tardi!). E comunque vi svelo un segreto: da Savia preparano anche dei dolci spaziali, cannoli in primis, quindi valutate voi se dare un’inclinazione dolce o salata alla vostra pausa.

Giardini e trionfo barocco
Via dei Crociferi, CataniaAdesso, anziché ripercorrere via Etnea in direzione Duomo, arrampicatevi fino alla sommità dei giardini Bellini, dalla cui terrazza si gode di un bel panorama sulla città (anche qui: se l’Etna decide di mostrarsi, tutto è ancora più magico). Portatevi dall’altra parte del parco e, dopo aver percorso il viale degli uomini illustri, vi ritroverete all’inizio di via della Maddalena. Ce la fate a resistere ancora un po’ prima del pranzo, vero? Perché ho un posto -più che altro un’esperienza- da suggerirvi non troppo distante da qui, ma prima vorrei farvi camminare ancora un po’ e mostrarvi dell’altro. Spostatevi verso sud fino a raggiungere quella che è definita la via più bella della città, via Crociferi. Un susseguirsi di edifici barocchi, uno più bello dell’altro, culminanti in villa Cerami, sede della facoltà di Giurisprudenza.

Pausa pranzo, finalmente
Adesso dirigetevi verso via Plebiscito per scoprire una Catania autentica e ruspante, assolutamente epurata di fighetti e schizzinosi. Laddove la lunga via fa una curva a gomito (civici intorno al 700), comincia il mondo dei mangiatori di carne di cavallo, carne consumata e apprezzata da sempre in città. Un susseguirsi di locali non troppo raccomandabili ma assolutamente raccomandati (semicit. Dissapore) che vi faranno vivere un’esperienza 100% catanese. Davide e Achille è il posto più popolare, ma se troppo affollato (come sempre) anziché sedersi ad uno dei suoi traballanti tavolini bordo strada, potete ripiegare su altri locali analoghi che da queste parti non mancano. Fino alle 15 non vi faranno storie e vi daranno da mangiare: dopo è possibile che sia già tutto chiuso o in via di chiusura.

Pomeriggio culturale: Teatro Greco-Romano, Odeon e Monastero dei Benedettini
Teatro Greco Romano - CataniaDopo pranzo dedicate un po’ di tempo alla visita al Teatro Greco-Romano e il quasi contiguo Odeon e soprattutto all’affascinante Monastero dei Benedettini, entrambi non distanti dal micromondo della carne di cavallo. Decidete l’ordine di visita in base all’ora che si è fatta: le visite guidate di un’ora e mezza al Monastero (prenotazione consigliata, qui contatti) hanno luogo tutti i giorni dalle 9 alle 17 stando a quello che c’è scritto sul sito ufficiale, ma è bene chiederne conferma (biglietto intero 7 €); il Teatro e l’Odeon sono aperti invece da lunedì a sabato dalle 9 alle 17, mentre la domenica soltanto dalle 9 alle 13 (biglietto intero 6 €).
Monastero dei Benedettini - CataniaEntrambi i luoghi, pur nella loro abissale diversità, sono di grande fascino. Mentre il teatro ci catapulta in gloriose epoche passate dandoci la possibilità di immaginare come potessero svolgersi gli intrattenimenti in epoca greca e romana, il monastero è invece un gioiello del tardo barocco pieno di mistero che, nel corso delle varie epoche, ha subito numerosi rimaneggiamenti.
Imperdibili.

…e dopo il teatro che si fa?
Palazzo Biscari - Catania
A questo punto potete decidere, anche in base all’ora che si è fatta e alla luce a disposizione, se è il momento di “smetterla con la cultura” oppure se continuare. In questo secondo caso, dirigetevi nuovamente verso Piazza Duomo e proseguite fino in via Museo Biscari per visitare il superlativo Palazzo Biscari (gli orari di apertura sono dalle 7 alle 13 e dalle 15 alle, 19, ma su appuntamento è possibile visitare il palazzo eccezionalmente fino alle 22). Questo palazzo privato, il più importante della città, uno dei più vecchi e indubbiamente uno dei più belli, appartiene agli attuali principi di Biscari che accompagnano personalmente i visitatori nella loro umile dimora, svelandone la raffinata eleganza e i segreti tra le molteplici stanze. Perché non basta dare un’occhiata da fuori per rendersi conto del valore artistico di questo luogo. Un visitatore del calibro di Goethe, durante il suo viaggio in Italia a fine Settecento, ne rimase incantato e lo stesso è accaduto in tempi decisamente più recenti alla band britannica Coldplay che ha deciso addirittura di girarci il videoclip di Violet Hill nel 2008.
Statua senza testa davanti a Palazzo Biscari, Catania

Finalmente l’ora di cena
La giornata è stata piuttosto intensa, vero? Adesso vi concedo un salto in albergo per riprendervi un po’ e poi… si va a mangiare la pasta alla norma migliore della città! Il ristorante che vi suggerisco per cena è la Nuova Trattoria del Forestiero, al 24 di via Coppola, un’istituzione di Catania dove, oltre ad assaggiare una pasta alla norma mondiale (con caserecci fatti a mano), potrete provare un sacco di altri piatti catanesi senza spendere una fortuna.

***Giorno due***
Catania cosa vedereSe nella giornata precedente siete riusciti a vedere tutto quello che vi ho suggerito nelle righe sopra, prima di continuare a conoscere la città, se il tempo lo permette, dedicate qualche ora per visitare le vicine Aci Trezza e Aci Castello di malavogliana memoria (ne ho già parlato qui, non sto a ripetermi).
Silos decorati - CataniaRientrati in città vi suggerisco di fare due passi nella zona del porto per ammirare i silos tutti decorati e il murales più grande del mondo, alto come un palazzo di 10 piani e largo come un campo di calcio (!) e di fare anche una visita veloce a San Berillo, un quartiere con un passato difficile e con un presente non esattamente facile. A seguito di numerose vicende, tra cui uno sventramento mai portato a termine, San Berillo è diventato un quartiere bistrattato, indubbiamente degradato, ma che sta cercando di riqualificarsi in qualche modo, nonostante l’etichetta di quartiere a luci rosse sia difficile da togliere (anche perché, purtroppo, di prostitute se ne vedono ancora diverse tra i suoi vicoli). C’è chi lo considera il quartiere degli emarginati nel centro di Catania e chi invece gli dà qualche possibilità. Io mi accodo a questa seconda scuola di pensiero, non negando però la presenza di potenziali situazioni spiacevoli che possono presentarsi. Visitatelo, date un’occhiata ai numerosi murales che decorano i suoi vicoli, ma fatelo di giorno cercando di adottare un comportamento idoneo (no foto alla gente, no mostra di oggetti di valore, ecc.).
Pupi siciliani, Catania

 

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