Cosa vedere a Palermo in un weekend: due giorni per scoprire la città

Cosa vedere a Palermo in un weekendA dirla tutta Palermo meriterebbe molto di più che un weekend soltanto: 2 giorni non bastano per vedere le tante attrattive che la città offre né, tanto meno, per assaggiare le delizie della cucina palermitana e siciliana in generale (qui un bignami sullo street food da non perdere). Palermo andrebbe vissuta con calma, avendo almeno una settimana di tempo a disposizione -il minimo sindacale per abituarsi ai ritmi del sud e assaporare per bene l’atmosfera- ma quando il tempo è tiranno… non possiamo fare altro che accontentarci. Di seguito una proposta di itinerario di due giorni (qui la mappa).

*GIORNO 1*

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina
Palazzo dei Normanni, PalermoL’attrazione più visitata della città e probabilmente anche dell’intera Sicilia è il Palazzo Reale di Palermo, meglio conosciuto come Palazzo dei Normanni. Un luogo da non perdere per nessuna ragione al mondo anche -ma non solo- perché custodisce al suo interno la meravigliosa Cappella Palatina, una piccola basilica all’interno tutta tempestata di mosaici. Da rimanere davvero senza parole. Il Palazzo dei Normanni, che costituisce la più antica residenza reale d’Europa, è attualmente la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. Le sue sale, visitabili in determinati orari, vi faranno rivivere i fasti del passato.
Importante: organizzate la visita combinata di Palazzo e Cappella in un giorno e soprattutto in un orario in cui entrambi siano visitabili. La Cappella, infatti, è chiusa al pubblico durante le funzioni religiose -ossia nei giorni festivi dalle 9:45 alle 11:15-, mentre il Palazzo non si può visitare durante la celebrazione di matrimoni, ma questo non si può sapere in anticipo. Normalmente gli orari di apertura sono i seguenti: da lunedì a sabato 8:15 > 17:40, domenica e festivi 8:15 > 13.
Il biglietto intero per visitare Palazzo e Cappella costa 12€. Più informazioni pratiche a questo link.

San Giovanni degli Eremiti
San Giovanni agli Eremiti, Palermo
Un luogo molto mistico, a due passi dal Palazzo dei Normanni è la chiesa dalle cupole rosse di San Giovanni degli Eremiti, del cui complesso fanno parte anche un bel giardino profumatissimo e un romantico chiostro. La chiesa rappresenta uno dei più interessanti esemplari dell’arte siculo-normanna visitabili in città.

Mercato di Ballarò
Da non perdere a Palermo sono i suoi pittoreschi mercati. I più importanti sono 4, tra i quali una menzione speciale va data a quello di Ballarò, il mercato più antico della città da dove transitano ogni giorno centinaia di persone tra palermitani e turisti. I primi scelgono molto spesso il mercato di Ballarò per fare la spesa quotidiana (principalmente generi alimentari), mentre i secondi non possono stare alla larga da questo interessante spaccato di vita: le strade sono letteralmente invase dai banchi dai quali si affacciano i venditori che con le loro abbaniate cercano di attirare l’attenzione dei passati. Frutta, verdura, pesce ma anche spuntini pronti (principalmente roba fritta tipo panelle e crocché), tutto in un contesto decisamente vivace e per molti aspetti stravagante. Come tutti i mercati è più bello la mattina, ma le bancarelle sono attive anche nel pomeriggio inoltrato, quindi non serve svegliarsi all’alba per visitarlo.

Cattedrale di Palermo
Cattedrale di Palermo
Bella da togliere il fiato e pomposa al punto giusto da non risultare stucchevole la Cattedrale di Palermo, dedicata a Santa Maria Vergine Assunta, è un’enclave di pace e serenità nella folkloristica confusione palermitana, soprattutto se visitata tra un mercato e l’altro.
All’interno da non perdere sono le tombe imperiali (visita a pagamento), la cripta e andare alla ricerca della meridiana che attraversa la navata centrale.
Da qualche anno a questa parte è possibile (e assolutamente raccomandabile) salire sui tetti della Cattedrale, anche di sera, per ammirare tutta la bellezza di Palermo dal suo cuore nonché la stessa Cattedrale ma da un punto di vista diverso e privilegiato. Sul sito ufficiale della Cattedrale, trovate qualche informazione pratica in più su orari e prezzi.

Mercato del Capo
Se non si fosse ancora capito: a Palermo bisogna andare per mercati. Ce ne sono diversi e tutti molto folkloristici. Da non perdere è quello del Capo, coloratissimo e pittoresco, un must della città. Fatevi un giro tra le strette vie affollate di bancarelle, comprate qualcosa da sgranocchiare e semplicemente godetevi l’atmosfera.

Teatro Massimo e Politeama
A due passi dal mercato uno dei monumenti più appariscenti della città, affacciato sulla via del passeggio palermitano, la brulicante via Maqueda. Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, solo Massimo per gli amici, è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia, e anche a livello europeo non scherza mica (è il terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna). Appariscente, appunto. Già una visione esterna basta per capire con cosa si ha a che fare, ma solo entrando ci si rende conto della complessa eleganza che lo distingue. Assistere a uno degli appuntamenti della stagione teatrale è un buon modo per poter ammirare il teatro al suo interno, ma ancora meglio è prendere parte a una visita guidata diurna con una guida che spiega vita, morte e miracoli del teatro che, volendo, può culminare con un aperitivo in terrazza. A questo link tutte le informazioni del caso.
Anche se non siete mai stati a Palermo, scommetto che il Teatro Massimo un po’ vi è familiare… se avete visto Il Padrino – Parte III.
Proseguendo per via Maqueda, ma sull’altro lato della strada, si trova l’altro caposaldo del teatro palermitano, il Politeama Garibaldi, più semplicemente solo Politeama, oggi sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. La piazza che lo ospita, piazza Ruggero Settimo, è molto spaziosa, e permette alla struttura di emergere in tutta la sua imponenza: un edificio circolare preceduto da un arco di trionfo sul quale svetta una quadriga bronzea.
Teatro Massimo e Politeama rappresentano i simboli della Palermo di fine Ottocento, una città che guardava al futuro con positività.

Direi che è giunto il momento di concludere la prima giornata palermitana con una buona cena. Immagino vorrete un consiglio su dove andare a cena. Non avendo provato tutti i ristoranti della città (mio malgrado) non posso affermare che i ristoranti in cui ho mangiato siano i migliori. Tuttavia male non mi son trovata, quindi mi sento di suggerirveli. Trovate gli indirizzi a questa pagina.

*GIORNO 2*

Quattro Canti e Chiesa di San Giuseppe dei Teatini
L’ombelico di Palermo è rappresentato da piazza Villena, meglio conosciuta dal grande pubblico come Quattro Canti. È un’elegante piazza resa circolare dalle facciate concave di quattro palazzi -i Canti, per l’appunto- tutti decorati con una simbologia ben precisa (approfondisco qui al punto #7) e che rappresenta il punto in cui le due vie principali della città, via Maqueda e via Vittorio Emanuele, si incontrano. Uno dei quattro palazzi della piazza, quello andando in direzione Cattedrale/Palazzo dei Normanni, è ospitato nel fianco della chiesa di San Giuseppe dei Teatini, una chiesa che si distingue per la sua grande cupola policroma, per il grazioso campanile tortile ma soprattutto per il suo esuberante interno, un tripudio barocco all’ennesima potenza.

Fontana Pretoria
Fontana della Vergogna, Palermo
C’è chi la definisce la fontana più bella d’Italia: se non proprio la più bella -la concorrenza è agguerrita- indubbiamente una delle più belle. Situata nell’omonima piazza, la Fontana Pretoria è soprannominata dai palermitani la Fontana della Vergogna sia per la nudità delle statue che la compongono, ma anche perché individuata per molto tempo come il simbolo della corruzione e del malcostume di alcuni rappresentanti della vita civile e politica del XVIII e XIX secolo.
La sua storia è in effetti piuttosto travagliata, nonché particolarmente curiosa. Non mi dilungo in questa sede perché sto per scrivere un pezzo di approfondimento, stay tuned!

Chiesa della Martorana e Chiesa di San Cataldo
Chiesa della Martorana e Chiesa di San Cataldo, Palermo
Queste due chiese sono talmente vicine tra di loro, che quasi sembra appartengano a un unico, variegato complesso. Sia all’esterno che all’interno non c’entrano niente l’una con l’altra, ma se è vero che chi si somiglia si piglia, insieme stanno proprio bene!
La chiesa della Martorana (nome completo chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio alla Martorana) è un imponente edificio dove non domina uno stile in particolare, ma se ne possono riconoscere un po’: partita come edificio bizantino, durante il corso dei secoli è stata arricchita non poco. L’interno è riccamente decorato da mosaici e affreschi e recentemente è stato restaurato. L’ingresso è a pagamento (2€) ma ne vale la pena.
Al suo fianco c’è la più piccola chiesa di San Cataldo, si riconosce dalle tre cupole rosse. Si tratta di un piccolo ed essenziale tempietto cristiano che contrasta indubbiamente con l’esuberanza della vicina chiesa della Martorana. Anche qui l’ingresso è a pagamento (2,5€ biglietto intero, 1,5€ se si presenta il biglietto della chiesa della Martorana).

Vucciria
Piazza Garraffello - Vucciria, Palermo
La Vucciria è un quartiere di Palermo, molto vivace e colorito, dove i giovani palermitani si riversano in piazza fino a tarda notte e sede di uno storico mercato (quello ritratto da Guttuso) che, nonostante abbia perso il fascino del passato, quando rappresentava il cuore pulsante delle attività commerciali della città, rimane comunque un punto di riferimento. Adesso la strada in cui si svolge il mercato è piuttosto sottotono, ma la sera il quartiere si sveglia e la musica cambia. Tra piazza Caracciolo e Garraffello, entrambe piuttosto sgarruppate, si riversa una fiumana di giovani che trascorrono la serata tra una partita di calcetto, un bicchiere di vino e la musica dei locali. Al tramonto la Vucciria prende quindi un’altra sembianza: spuntano i baracchini dello street food (qui, se avete il coraggio, potete assaggiare le stigghiole) e tutto lo spazio a disposizione durante il giorno si riempie in un istante.
Oltre a questa buona dose di folklore, la Vucciria offre anche diverse attrazioni culturali tra cui non posso non citare i Tesori della Loggia, ossia cinque gioielli architettonici tra chiese e oratori, a pochi passi gli uni dagli altri. A questa pagina qualche informazione in più sulla loro visita (che in alcuni casi è a pagamento).

Kalsa
Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, Palermo
Ritorniamo quindi nel quartiere Kalsa, l’eletta, nato durante la dominazione islamica. Qui vivevano, all’interno di una cittadella fortificata, l’emiro e i suoi ministri. È un quartiere a vocazione popolare dove ancora oggi si respira un’atmosfera orientale grazie alla presenza di monumenti realizzati proprio durante la dominazione araba. Ed è un quartiere che nel corso degli anni ha assunto una vivacità culturale che lo fa apprezzare ancora di più.
Passeggiate senza fretta per le via della Kalsa per godere della sua bellezza e del suo fermento. Il quartiere, a due passi dal mare, offre un sacco di cose interessanti da vedere tra cui, la mia preferita, è senza dubbio la chiesa che non c’è di Santa Maria dello Spasimo, un concentrato di fascino difficile da trovare in giro. Un luogo suggestivo e se vogliamo anche un po’ magico, caratteristiche amplificate dal fatto che non ci sono mai troppi turisti. Non perdetevela per nessuna ragione al mondo!

Palazzo Chiaramonte-Steri
Palazzo Chiramonte-Steri, Palermo (Carceri dell'Inquisizione)
Nel quartiere Kalsa si trova l’ultima tappa di questo itinerario di due giorni per le vie di Palermo, rappresentata da Palazzo Chiaramonte-Steri e l’affascinante Museo dell’Inquisizione, di recente apertura (2003) ma diventato già una delle attrattive principali della città. Qui sono conservati i graffiti dei carcerati dell’Inquisizione spagnola e prendendo parte ad una visita guidata, che poi è l’unico modo per accedervi (qui più info), vi verranno raccontate le storie vere o presunte dei carcerati che li hanno realizzati. Davvero toccante. Prendendo parte alla visita, si ha anche l’opportunità di vedere dal vivo la Vucciria di Renato Guttuso, il quadro che rappresenta con un forte realismo l’omonimo mercato.

E con questo concludo la mia proposta di due giorni a Palermo. Rimangono fuori un bel po’ di cose, ma in città c’è talmente tanto da vedere e fare, che in un weekend ci si limita soltanto alle attrazioni principali. A titoli di esempio, cito qualche nome di posti che, avendo un po’ più di tempo andrebbero visitati: le macabre ma interessanti catacombe, l’arabeggiante castello della Zisa e l’orientale palazzina cinese, un gioiellino nei pressi del parco della favorita.

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