Tokyo: cosa vedere e fare. 5 esperienze TOP

Tokyo top 5Una delle città più incredibili e pazze che abbia visto in vita mia è Tokyo. Il Giappone in generale è un posto che definirei vagamente curioso, ma Tokyo in particolare regala emozioni che nessun altro luogo al mondo è in grado di regalare. Perfino New York in confronto sembra quasi noiosa.

Partiamo dalla gente: tanta, troppa, ovunque. Non c’è fermata della metro, nemmeno quella più periferica, dove non si venga travolti da una fiumana di gente. Non parlo, quindi, solo della tentacolare stazione di Shinjuku, da dove transitano ogni giorno oltre 3 milioni e mezzo di passeggeri e in cui perdersi è questione di un attimo. Ovunque a Tokyo c’è gente, talmente tanta che ti chiedi da dove spunti. Ma la cosa ancora più sorprendente è che, nonostante la quantità ingestibile di persone, tutto è perfetto, tutto funziona e tutto è pulito. In una parola: civiltà. Dovrebbe essere la norma ovunque, ma noi italiani sappiamo bene che non lo è e nel visitare una città come Tokyo si rimane inevitabilmente senza parole.
Un altro aggettivo che utilizzerei per definire Tokyo è: oltre. Pensate a qualcosa di strano, Tokyo è oltre. Pensa a qualcosa di pazzo, Tokyo è oltre. Pensa a qualcosa di efficiente, Tokyo è oltre. Da occidentale forse esagero: un giapponese non la penserebbe così, trattandosi di ordinaria amministrazione.

Ok mi son già dilungata troppo in questa premessa (ma ce ne sarebbe ancora da dire o.O), adesso cerco di essere più concreta e, penna alla mano, vi faccio una lista delle esperienze, più che cose da vedere, che mi hanno fatto perdere la testa per Tokyo. La mia personale top 5 insomma, in ordine assolutamente casuale 🙂

#1 Mangiare il sushi più buono di sempre al mercato del pesce
Sushi, mercato del pesce di TokyoPrima di sfatare il mito che in Giappone si mangia solo sushi, lo sfizio di mangiarlo in loco bisogna toglierselo. Non sto qui a farvi l’elenco di tutti i posti in cui mangiare un buon sushi a Tokyo (anche perché non li so o.O), ma posso affermare con la certezza più assoluta che al mercato del pesce di Tokyo (Tsukiji), un posto da cui transitano ogni giorno 1800 tonnellate di pesce freschissimo, si può assaggiare un sushi che non si dimenticherà per il resto della vita. Qualcuno provi a dire il contrario. La nota negativa è che i sushi che mangerete dopo saranno sempre troppo mediocri, ma è un rischio che vale la pena correre. Ci sono numerosi posti in cui mangiare sushi al Tsukiji, il più rinomato è Daiwa Sushi. Ci si mette in coda dalle 6 del mattino (!) e, se si è fortunati, si aspetta soltanto un’ora prima di aggiudicarsi un posto al bancone, dove diversi cuochi accostano con maestria riso e pesce che più fresco non si può. Se arrivate più tardi, rischiate di farne anche 3 di ore di coda. Ho sentito di gente che nel frattempo è morta mentre era in attesa (scherzo). E chissenefrega se è ancora mattino presto, non ci sono scuse che reggono (del tipo: ma io la mattina ho lo stomaco chiuso, il pesce di prima mattina che schifo, ecc. ecc.): fatelo e basta, non ve ne pentirete.
Per quanto riguarda l’aspetto economico: il menù degustazione -l’unico che riuscirete a ordinare se non parlate una parola di giapponese- costa sui 35€ e comprende diversi pezzi di sushi e una tazza di tè verde matcha. Orgasmico.

#2 Rimanere letteralmente senza parole guardando Tokyo dall’alto (gratis o a pagamento)
Tokyo dall'altoAlzi la mano chi di voi, come me, si è quasi commosso alle lacrime dalla vetta dell’Empire State Building di New York di notte. E se nessun’altra città mi aveva fatto questo effetto dall’alto, con Tokyo la prospettiva mi è un po’ cambiata. Sono esperienze diverse, lo so, ma nel momento in cui ti rendi conto di cosa è effettivamente Tokyo esci pazzo. Una città che non ha confini per quanto è grande, tanto che non si riesce a trovare l’orizzonte. Palazzi, grattacieli e palazzi. Si intravede qualche macchia verde in prossimità dei parchi. Si riconoscono a fatica alcuni riferimenti perché, nonostante l’imponenza degli edifici di Tokyo, le sue dimensioni esponenziali rendono tutto insignificante. La notte poi diventa tutto un sogno: avrei passato ore dagli oltre 200 metri di altezza del Tokyo Metropolitan Government Building a fantasticare su cosa stava succedendo là sotto, dal momento che la città non si ferma mai.
Quindi il quesito è: da dove è meglio ammirare Tokyo dall’alto? Non mi voglio esporre né posso farlo dal momento che non ho provato tutti i punti di osservazione (magari un giorno lo farò…). Ho deciso di limitarmi al Tokyo Metropolitan Government Building di cui sopra e alla Asahi Sky Room e ad attraversare a piedi il Rainbow Bridge (anche se la prospettiva da quest’ultimo è più che altro sul waterfront, non dall’alto) principalmente per una questione economica ma anche per il poco tempo a disposizione. Sì, pensate pure che sono una genovese –che peraltro è vero– ma salire sulle varie torri (Tokyo Sky Tree, Tokyo Tower, Mori Tower) costa davvero una fortuna, peggio che a New York. E nell’economia della mia vacanza ho deciso di tralasciare. Son stata pirla? Può darsi, ma ‘sto giro ormai è andato, aspetto il prossimo 😉 Per non fare la figura della taccagna al 100% mi sento di aggiungere che i miei troppo pochi giorni a disposizione per vedere Tokyo non mi hanno permesso di fare anche quello, ho scelto di fare altro.

#3 Scoprire la Tokyo di “periferia”
Tokyo, ShibamataIl concetto di periferia a Tokyo è molto, molto relativo. In una metropoli così grande, dove ogni singolo centimetro quadrato è ottimizzato nel migliore dei modi per farci stare più gente possibile, anche uscendo un bel po’ dal centro (che poi, esiste un centro città a Tokyo?), non si ha per nulla l’impressione di non essere più in mezzo al mucchio. Perché di giapponesi ce ne sono tanti, troppi e in ogni dove: non fanno eccezione le zone che gravitano intorno alle fermate della metro “più fuori”, che potrebbero corrispondere a Molino Dorino sulla linea rossa della metro milanese. Ma la cosa più bella è che se i turisti si ammassano principalmente in centro (aridaje), le zone più appartate sembrano essere japanese only. Ci sono infatti dei quartieri di Tokyo che rimanendo un po’ fuori mano non godono di tutte le giuste attenzioni da parte dei turisti. Meglio, no? Così, qualora decideste di visitarli, li avrete praticamente solo per voi. Consiglio di trovare l’albergo proprio in questi quartieri per cominciare e terminare la giornata in un luogo non troppo contaminato dai turisti ma al contempo a poche fermate di metro o treno dalle attrazioni principali (i mezzi pubblici sono efficientissimi, non c’è da preoccuparsi). Io ho adorato dormire a Otsuka e andare a mangiare assolutamente a caso un una izakaya (birreria con cucina) anche se ho dovuto ordinare lanciando la monetina per aria, non riuscendo a decifrare i geroglifici sul menù -ma vuoi mettere l’atmosfera?-; fare un bagno di folla a Ikebukuro e cercare di orientarmi tra i suoi miliardi di centri commerciali a più piani; piuttosto che passeggiare per la via principale di Sugamo, il quartiere per i diversamente giovani, sgranocchiare crackers di riso e spiare divertita le vecchiette che acquistano biancheria rossa. Ho adorato curiosare tra i negozi delle vie di Mitaka e osservare i ragazzi giocare a pallone nel parco prima di arrivare al fiabesco museo dello studio Ghibli. Ma soprattutto ho adorato fare un salto nel periodo Edo, a Shibamata. Qui sì che siamo in periferia -bisogna fare qualche cambio di mezzo per trovarsi anni luce dalla Tokyo di oggi- ma un po’ di ore questa tranquilla località sul fiume se le merita. Ci si può intrattenere in diversi modi: ammirare il bellissimo tempio Taishakuten con il bizzarro albero davanti a sé e le affascinanti sculture in legno; rilassarsi ammirando i giardini zen della casa da tè Yamamoto-tei (e bevendo appunto un tè); visitare il museo dedicato a Tora-san, l’Alberto Sordi giapponese; mangiare i dolcetti a base di fagioli delle tante bancarelle sulla via principale o acquistare la cacca d’oro come souvenir (c’è sul serio, ma a onor del vero, non è diffusissima).

#4 Fare qualcosa che… solo a Tokyo: purikura
Fare purikura a TokyoSe in tutto il Giappone si possono sperimentare cose che per noi occidentali sono inverosimili (dall’hanami, la contemplazione dei ciliegi in fiore, al bagno nell’onsen, le terme giapponesi, all’assistere a un incontro di sumo) un’attività che ha più gusto se provata in quel di Tokyo è il purikura, uno dei passatempi preferiti dalle adolescenti giapponesi. In breve consiste nel farsi delle foto nelle cabine fotografiche e poi ritoccarle. Tutto qui? Sì, ma questo è un mondo, e non c’è filtro di Snapchat che tenga: il purikura è qualcosa “di più”. Ci sono dei centri apposta in cui si fa solo purikura, ma queste cabine fotografiche si trovano anche nelle sale gioco. D’accordo, con la diffusione dei telefonini e delle app che permettono di conciarsi per le feste il rito del purikura è andato un po’ scemando, ma non è ancora arrivato il momento del tramonto. Dicevamo, fotoritocco: dopo aver fatto qualche scatto, ci si fionda nella cabina di regia dove si scelgono i temi e ci si trasforma in un manga in un attimo (gli occidentali potrebbero avere qualche problema in questa operazione essendo le istruzioni solo in giapponese, ma anche facendo cose a caso si ottengono risultati fantastici!). Nei centri di purikura (io sono stata qui) i ragazzi da soli non possono accedere, devono essere in gruppo o più semplicemente accompagnati da una donzella. Un’esperienza divertentissima, non perdetevela!

#5 Fare people watching come se non ci fosse un domani
Far people watching a TokyoA Tokyo essere strani è la normalità. Parlo di stranezza di outfit, non di carattere essendo tutti i giapponesi personcine a modo che mettono in imbarazzo da quanto siano gentili e servizievoli. E Tokyo è il posto ideale per poter osservare questa apparentemente bizzarra umanità che, come un branco di formiche operose, si sposta velocemente da un punto all’altro. Ogni singolo anfratto di Tokyo è un buon posto per fare people watching, ma alcuni luoghi sono sicuramente dei punti di vista privilegiati. Takeshita Street nei pressi della fermata della metro Harajuku vince a pieno titolo il premio di posto in cui si concentra il maggior numero di persone estrose a Tokyo. Si tratta di una via pedonale, nemmeno tanto lunga, dove la gioventù di Tokyo e di fuori si presenta in una versione di sé diversa dal solito: gothic lolita, sweet lolita, personaggi dei manga e chi più ne ha più ne metta. Un piacere per gli occhi vedere tutta questa eterogeneità concentrata in poco spazio. Per inciso: non è raro che dalla provincia i giovani vadano in trasferta in giornata a Tokyo. Arrivano con la valigia e si cambiano nei bagni della stazione per vestire il loro personaggio. Gli abiti borghesi li lasciano nei lockers della stazione, e vanno così alla conquista di Tokyo.
Altro tipo di people watching si può fare ad esempio a Sugamo (già citato qualche paragrafo sopra): vedere i vecchietti fare acquisti nelle bancarelle di quartiere è un piacere per gli occhi… e per lo spirito 🙂

E adesso ditemi le vostre esperienze preferite a Tokyo!

 

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