Vigevano: cosa vedere in un giorno (oltre a Piazza Ducale)

Piazza Ducale VigevanoA soli 25 minuti di treno da Milano (in partenza dalla stazione di Porta Genova) si arriva comodi comodi in una delle piazze più belle d’Italia, se non la più bella di tutte: piazza Ducale di Vigevano. Un delizioso salotto urbano dove niente sembra essere lasciato al caso: è tutto così armoniosamente perfetto che quasi non sembra vero. Nelle giornate di sole, seduti a sorseggiare un caffè o un aperitivo in uno degli eleganti bar che ci sono in piazza, la perfezione è largamente superata, chevvelodicoafare.

Ritorniamo coi piedi per terra: a Vigevano, anche se l’attrazione top è indubbiamente la sua piazza (non si era capito, vero?), c’è anche altro e una giornata, senza troppo correre grazie alle distanze contenute della città, è sufficiente per vedere tutto.
Per quanto riguarda il periodo dell’anno, possibilmente eviterei di visitare Vigevano in estate: tra caldo e zanzare rischia di diventare una tortura. In inverno fa freddo ma nulla di insopportabile, mentre le stagioni di mezzo, sono il periodo migliore (aperitivi in piazza come se non ci fosse un domani).
Ma quindi, che c’è da vedere? Di seguito una lista dei must see di Vigevano e, come al solito, qualche suggerimento gastronomico 😉

Introduzione (più o meno colta)
Tanto per inquadrare meglio di cosa stiamo parlando, comincio con qualche cenno storico-geografico-culturale: non vi preoccupate, si tratta solo del minimo sindacale, se poi volete approfondire l’Internet è pieno di risorse.

Vigevano è il centro più importante della Lomellina, ossia quella porzione di Lombardia a forte vocazione agricola situata a sud della regione. Un mosaico di acqua e di terra dove sorgono risaie (non a caso il riso è protagonista di diversi piatti tipici) e bellissimi castelli.
La città conosce il suo massimo splendore durante il periodo visconteo-sforzesco, quando diventa residenza ducale (la piazza viene realizzata proprio in questi anni) oltre che un importante centro commerciale per la lavorazione dei panni di lana e di lino.

Vigevano è inoltre legata al mondo della moda, in primis della produzione di scarpe: qui, nel 1866, nasce il primo calzaturificio a modello industriale, che inaugura una ricca stagione di produzione di scarpe, esportate in tutto il mondo; qui ha visto la luce il tacco a spillo; qui ancora oggi si producono scarpe di altissima qualità. A testimonianza di tutto ciò, un piccolo ma interessante museo ospitato nel Castello.
E poi vogliamo fare almeno un cenno a Leonardo Da Vinci? Il suo rapporto con la città di Vigevano, e la regione in generale, è documentato sia alla Leonardiana che presso il Mulino di Mora Bassa, dove si possono vedere molte sue invenzioni fedelmente riprodotte.

E adesso cominciamo, sul serio.

Piazza Ducale
Piazza Ducale, VigevanoNon c’è nulla da fare: la prima cosa da vedere a Vigevano, nonché il cuore pulsante della città, è la sua bellissima piazza, riconosciuta da molti come la piazza più bella d’Italia (sarà vero? I presupposti ci sono tutti).

Un piacere per gli occhi, un capolavoro dell’architettura, un salotto da cui non si vuole più andare via. Piazza Ducale viene costruita tra il 1492 e il 1494, anche se l’attuale forma è frutto di alcuni rimaneggiamenti avvenuti in epoca successiva. È Lodovico il Moro che ne richiede la costruzione, affidando il progetto (tra gli altri) ad architetti del calibro di Leonardo Da Vinci e Donato Bramante, per dare al Castello, ormai trasformato in Palazzo Ducale, una degna anticamera. Che dire? È riuscito così bene nel suo intento, tanto da eclissare (e quasi nascondere) l’imponenza dello stesso Castello.

La piazza su tre lati è impreziosita da portici e arcate: si contano 84 colonne con capitelli tutti diversi tra di loro. Sopra ogni colonna un medaglione con un ritratto di un personaggi dell’epoca romana e rinascimentale tra cui non mancano quello di Ludovico il Moro e della moglie Beatrice d’Este, accompagnati da motti e proverbi. Un tempo sotto i portici si trovavano le botteghe dei commercianti di lana e seta, mentre oggi ospitano negozi, bar e ristoranti con i loro dehors che contribuiscono, soprattutto nella bella stagione, a dare alla piazza l’aspetto di un vero e proprio salotto (come tra l’altro viene affettuosamente soprannominata dai vigevanesi).

Il quarto lato è invece occupato dalla facciata concava della Cattedrale. Non è sempre stato così, ma soltanto dal 1680: precedentemente la piazza aveva un altro aspetto ma il vescovo-architetto Juan Caramuel Lobkowitz l’ha ridisegnata consacrandola a capolavoro rinascimentale.

Non posso che essere d’accordo col compositore Arturo Toscanini, il quale si faceva portare a Vigevano ad ammirare la piazza anche da malato: secondo lui è una sinfonia musicale, una composizione orchestrale su quattro lati.

Se alzate la testa dalla piazza noterete sicuramente la Torre del Bramante (ne parlo sotto) ma anche una riga di comignoli di mattoni sui tetti delle case. Se li osservate attentamente noterete che son tutti diversi! Questa non omogeneità è assolutamente voluta, in quanto riproducono le torri dei castelli che facevano parte del feudo di Vigevano al tempi degli Sforza.

Cattedrale di Sant’AmbrogioCattedrale di Sant'Ambrogio, Vigevano
No, non mi sto confondendo con Milano: anche Vigevano ha come santo patrono Sant Ambroeus, a cui è dedicato il principale edificio religioso della città. La Cattedrale di Vigevano, sembra il completamento perfetto alla piazza, anche se è stata sistemata in un secondo tempo.
Se osservate di lato la facciata, noterete che non è un tutt’uno con il resto dell’edifico, ma è stata giustapposta a questo nel Seicento dal vescovo di Vigevano Juan Caramuel Lobkowitz per rimediare appunto all’asimmetria della chiesa con la piazza.
L’interno è grandioso e molto luminoso e conduce al Museo del Tesoro del Duomo.

Castello Sforzesco
Strada Coperta di Palazzo Ducale VigevanoUna rampa di scale tra un negozio e l’altro sotto i portici della piazza porta nel cortile del Palazzo Ducale, già Castello di Vigevano. Questo non è l’unico accesso al Castello, ma quello diretto dalla piazza e che permette di trovare subito l’accesso alla Torre del Bramante.

Il Castello ha origini antichissime (si hanno notizie di un castrum in epoca longobarda) ma, a partire dal 1345, comincia la trasformazione in Palazzo Ducale completata il secolo successivo da Lodovico il Moro con la complicità tecnica del Bramante. Il Palazzo è molto grande -si estende su una superficie di 70.000 metri quadri per 5 piani- e articolato. Molti spazi si possono visitare in autonomia e gratuitamente, fatta eccezione per la Leonardiana, il nuovo museo dedicato a Leonardo da Vinci. In alternativa si può prendere parte ad una visita guidata di 90 minuti (costo del biglietto 7€, contattare infopointcastello@comune.vigevano.pv.it per aver conferma degli orari).

All’interno del complesso del Castello sono sicuramente da non perdere il Museo della Calzatura (a cui dedico il paragrafo sotto), la strada coperta che aveva come scopo quello di proteggere il passaggio dei Signori di Milano, le strade sotterranee e appunto la Torre del Bramante. Quest’ultima permette di vedere tutto il complesso del Castello e la Piazza Ducale dall’alto. A onor del vero, l’altezza della torre non è vertiginosa, ma quanto basta per avere un punto di vista privilegiato. È possibile salire sulla torre nei seguenti giorni e orari: da martedì a venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10:30 alle 13 e dalle 14 alle 18. Il biglietto d’ingresso costa 3€.

Altri ambienti degni di nota nel complesso del Castello, sono le scuderie, il piccolo museo archeologico (da martedì al sabato, dalle 8:30 alle 13.30, ingresso gratuito) e la Loggia delle Dame.

Museo Internazionale della Calzatura
Un paragrafo a parte lo merita il museo più curioso della città, ossia quello dedicato alle scarpe. Nell’introduzione parlavo di quanto la tradizione calzaturiera sia stata importante per lo sviluppo di Vigevano, tanto da affibbiarle il soprannome di Capitale della Calzatura. È proprio a Vigevano che vide la luce nel 1866 il primo calzaturificio inteso in senso moderno, con divisione e specializzazione delle fasi lavorative, e nel 1929 venne avviata la produzione di scarpe in gomma. Non si fa fatica a credere che la città arrivò a produrre fino a 20 milioni di paia di scarpe l’anno nel corso del Novecento. Se non qui, dove poteva sorgere un museo dedicato alla storia e all’evoluzione della scarpa? Scarpe a 360°: sia come indumento, ma anche come oggetto di moda e di design (ricordiamo che proprio a Vigevano è stato inventato il tacco a spillo).

Durante il percorso museale, in parte interattivo, si ha l’occasione di vedere dei pezzi davvero unici: dalla zeppa appartenuta a Beatrice d’Este alla scarpa numero 59 (!) del cestista Shaquille O’Neal che fa impressione da quanto è lunga, passando per pezzi etnici, come gli zoccoli africani dotati di sonagli, e di altissima moda da far morire di invidia Carrie Bradshaw. Non manca ovviamente una collezione di tacchi a spillo che nemmeno potete immaginare. Un’attrazione da non perdere, insomma!

Il museo è aperto da martedì a venerdì dalle 14 alle 17, mentre sabato, domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 18. L’ingresso è gratuito.

Mulino di Mora Bassa
Mulino di Mora Bassa VigevanoAll’epoca di Leonardo da Vinci esistevano nel vigevanese numerosi mulini ad acqua da lui ritratti e studiati: questi suoi studi furono preziosi per l’opera di bonifica di tutto il territorio. Oggi di mulini ne sono sopravvissuti pochi, ma la loro importanza storica rimane fondamentale. Per questo suggerisco una visita a quello di Mora Bassa, trasformato in un museo dedicato alle opere meccaniche di Leonardo, nonché percorso didattico e sede di eventi.

Al suo interno si trovano qui numerosi modellini delle geniali macchine progettate da Leonardo da Vinci, basate sugli schizzi da lui realizzati. Non tutti questi disegni erano poi destinati effettivamente a diventare realtà ed è importante soffermarsi sui particolari, non tanto sull’insieme (l’ideale è riuscire a fare una visita guidata con qualcuno che aiuti a comprendere meglio queste opere, soprattutto se non si hanno nozioni di meccanica – io ho avuto la fortuna di essere guidata dal costruttore delle opere in persona, Dario Noè!).

All’esterno del mulino invece, un percorso-laboratorio per lo studio dei sistemi di misurazione delle acque irrigue, materia fondamentale da queste parti.

Il museo si trova a 20/25 minuti a piedi dal centro città ed è aperto il sabato dalle 14:30 alle 18 e la domenica dalle 10:30 alle 12:30 e 14:30 alle 18. L’ingresso costa 5€, ma presentando il biglietto della Torre del Bramante o della Leonardiana si ha diritto a uno sconto.

Passando ad aspetti più di gossip: il Mulino di Mora Bassa fu il regalo di nozze di Ludovico il Moro alla moglie Beatrice d’Este. Tuttavia si dice che in una sala avvenissero gli incontri tra Ludovico e la sua amante Cecilia Gallerani (aka Dama con l’Ermellino, sì proprio quella del famoso dipinto di Leonardo).

E ancora…
Nelle righe sopra ho più o meno esaurito le attrazioni principali della città, quelle che non si possono tralasciare per nulla al mondo. Tuttavia, se avanza tempo ci sono anche altre cose da vedere quali:
– la chiesa della Madonna della Neve che custodisce il dipinto la Madonna del Gatto, che si dice abbia ispirato Leonardo da Vinci;
– la chiesa di San Francesco e la graziosa statua sul sagrato che ritrae il santo con degli uccellini;
– (fuori dal centro) il Colombarone della Sforzesca, ossia il modello di azienda agricola per eccellenza in territorio lombardo;
– (fuori dal centro) il Parco del Ticino e i vari percorsi naturalistici che offre.

Cosa si mangia a Vigevano?
Ma parliamo di cose serie… il cibo! Vigevano si colloca nel cosiddetto triangolo del riso (i vertici sono Novara, Vercelli e Pavia), ossia la zona di maggior produzione risicola europea. Va da sé che il riso è protagonista della tavola vigevanese, nei primi piatti ma non solo: anche il dolce tipico di Vigevano è a base di riso (Il Dolceriso del Moro).
I secondi piatti sono principalmente a base di carne: dai più classici manzo e maiale alle rane e lumache, passando ai vari animali allevati in cortile tra cui l’oca (un ottimo posto in cui mangiare pietanze a base di oca è L’oca ciuca dove ho assaggiato dei ravioli d’oca al burro e riduzione di nocciola tostata favolosi).

 

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