Biscotto di Pontedassio, un’eccellenza del Ponente Ligure

 

Biscotto di Pontedassio
Per me che sono ligure, scoprire dell’esistenza del Biscotto di Pontedassio solo in età adulta è stato davvero uno smacco. Mi consolo pensando che è sempre meglio tardi che mai, ma mi duole essermi sottratta per una quarantina d’anni dal mangiare questa eccellenza del Ponente Ligure che mi ha conquistato al primo morso per la sua semplicità, fragranza e anche per la sua storia. La storia del Biscotto di Pontedassio è di quelle che piacciono tanto a me e che riguardano tradizioni antiche arrivate intatte fino ai nostri giorni grazie a persone (spesso famiglie) che hanno fatto di tutto e di più affinché non andassero perdute.

Cominciamo col localizzarci: ci troviamo a Pontedassio, un piccolo comune di poco più di 2000 anime sulla sponda del torrente Impero, lo stesso torrente che prosegue poi per qualche chilometro fino ad arrivare a Imperia (la provincia di riferimento) e gettarsi nel mar Ligure.
Nota di folklore off topic: Pontedassio è anche la patria del marchio di pasta più antico del mondo, ossia la pasta Agnesi, che è nata qui nel lontano 1824.

Ma torniamo al protagonista di questo racconto, il biscotto. Si tratta di una produzione molto antica, che risale a oltre un secolo fa. Secondo una leggenda la ricetta del Biscotto di Pontedassio è stato il dono di nozze che il parroco del paese fece alla sua perpetua Caterina, promessa sposa di Sebastiano Semeria. Non si ha la certezza che sia andata proprio così, ma Caterina e Sebastiano sono esistiti davvero ed è proprio nel loro forno pontedassino che nel lontano 1906 ha visto la luce per la prima volta il biscotto, che in pochissimo tempo conquistò tutti gli abitanti del paese.

Diversi forni a Pontedassio si sono poi messi a preparare questi biscotti fragranti e croccanti, ma che non si spappolano quando vengono inzuppati nelle bevande calde, e per un bel po’ di tempo la produzione è proceduta a ritmi sostenuti. Poi, pian piano, i forni del paese si sono estinti quasi tutti e l’ultimo ha abbassato la serranda una trentina di anni. A quel punto, per fortuna, è entrato in scena un pasticcere, Giovanni Ardissone, che ha deciso di tenere in vita la tradizione e continuare a produrre il celebre biscotto, utilizzando sempre la ricetta originale: un metodo rigorosamente artigianale (che è poi il punto di forza del biscotto) e ingredienti semplici ma di primissima qualità.

La preparazione del biscotto di Pontedassio è lunga, dura all’incirca 24 ore.
Si inizia di buon mattino a preparare un primo impasto con farina, acqua e lievito naturale che si lascia lievitare per poi aggiungere gli altri ingredienti: zucchero, burro, olio e sale. Dall’impasto ottenuto si tirano dei filoni che vengono lasciati a lievitare e, dopo essere stati “segnati” con una spatola, vengono fatti lievitare una seconda volta. I filoni “segnati” vengono poi infornati nel forno in pietra, cotti e fatti raffreddare. A questo punto vengono strappati a mano, uno a uno (!) e ripassati in forno per essere biscottati: prima da un lato, poi dall’altro. Ma mica è finita qui! Poiché dopo la biscottatura risultano ancora un po’ umidi, vengono lasciati ad asciugare nel forno spento per tutta la notte. Il mattino successivo, finalmente, i biscotti son pronti per essere impacchettati e per essere venduti!

Il risultato è un biscotto semplice, sicuramente non perfetto nella forma ma che regala un’esplosione di gusto.

E la bella notizia è che, a differenza di un tempo in cui il Biscotto di Pontedassio veniva prodotto solo in occasione delle feste, al giorno d’oggi si trova tutto l’anno grazie alla popolarità che ha conquistato (è stato apprezzato anche dalla Casa Reale Sabauda). Purtroppo, più ci si allontana dalla provincia di Imperia, più diventa difficile trovarlo nei negozi. Ma c’è un’altra bella notizia: esiste la possibilità di acquistarlo online! 🙂

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