Como: cosa vedere e fare in un giorno

 
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Como: cosa vedere e fare in un giornoInizio il post in maniera un po’ brutale: Como mi sta un po’ sulle balle. Non chiedetemi perché, la risposta non ce l’ho. È una cosa così, a pelle. Ne riconosco il fascino lacustre e la bellezza sofisticata del suo centro in cui è piacevole passeggiare, ma non riesco proprio a farmela stare simpatica. Forse se la tira un po’ troppo per i miei gusti, ma mi tocca ammettere che se lo può permettere. E, nonostante tutto, ci torno anche piuttosto spesso 🙂
A parte le mie inclinazioni personali che interessano poco, Como è una deliziosa località posta sul lago omonimo (non sul ramo che volge a mezzogiorno di manzoniana memoria), meta ideale per una gita in giornata da Milano, da cui dista un’oretta di treno, ma anche da altre città del nord Italia. Un giorno è sufficiente per visitarla più o meno tutta a piedi, ma non dimentichiamoci che il lago e i suoi dintorni offrono un sacco di escursioni simpatiche da fare e posti molto belli da visitare, quindi fate la pensata di rimanere in zona per più di una giornata, soprattutto se venite da una certa longitudine in giù (se siete del nord potete tornare più spesso e facilmente). Ma adesso concentriamoci su cosa vedere e fare a Como in una giornata.
Importante: arrivate presto in città (facciamo non oltre le 9:30, ok?) perché, nonostante le dimensioni ridotte del suo centro, ci sono un po’ di cose da vedere “distaccate” quali l’escursione a Brunate o la visita di Villa Olmo sul lungolago. E mettete un paio di scarpe comode, che si cammina! 😉

Il centro storico di Como
Duomo di ComoArrivando in treno, appena scesi si sbatte contro il lungolago e in cinque minuti a piedi, si arriva in pieno centro. Più comodo di così si muore 😉
La mattina è dedicata alla visita del centro storico e delle sue attrazioni tra cui la parte del leone spetta indubbiamente al Duomo, che con le sue imponenti dimensioni, non passa certo inosservato. Una struttura notevole -87 metri di lunghezza, 36-56 metri di larghezza e 75 metri di altezza (al culmine della cupola)- che, costretta nel contesto di un piccolo centro storico composto da vicoli lunghi e stretti, sembra ancora più grossa. La Cattedrale ci appare oggi un tutt’uno con il Broletto e la Torre Civica, casistica difficile da trovare altrove. Questo perché la Cattedrale fu realizzata sull’area che ospitava un’antica chiesa, su un terreno che non era libero da vincoli e preesistenze. L’originale struttura del Broletto venne addirittura mutilata nel lato meridionale per far posto al Duomo. Il risultato però, bisogna ammetterlo, è unico e molto scenografico (peccato si faccia fatica a fotografarlo nella sua interezza, vista l’esigua estensione della piazza antistante!). I lavori per la costruzione del Duomo furono avviati nel 1396 e si protrassero per quattro secoli: osservandone la struttura, è facile rilevarne il susseguirsi delle epoche e degli stili (facciata tardo-gotica, zona absidale rinascimentale, cupola settecentesca). Da notare sulla facciata le statue in onore di due celebri cittadini comensi dell’antichità, Plinio il vecchio e Plinio il giovane. L’interno, maestoso, è riccamente decorato e conserva degli arazzi del XVI secolo e XVII secolo. L’ingresso è gratuito.
Casa del Fascio, Como
Spostiamoci poi sul retro della chiesa dove, in piazza Giuseppe Verdi, si respira un po’ di più. Qui si può ammirare il bel lato B della Cattedrale, l’imponente facciata del Teatro Sociale (volendo si può prendere parte a una visita guidata in alcuni giorni e orari, controllate qui) e, in lontananza dall’altra parte della strada, la cosiddetta Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, uno dei tanti capolavori di architettura razionalista che si vedono in città.

Visto tutto quello che c’è da vedere nei dintorni del Duomo, buttiamoci ora nelle vie del centro per raggiungere la graziosissima piazza San Fedele. Qui da vedere la Basilica di San Fedele addossata ad un altro edificio da cui spunta il campanile. È risalente al XII secolo, anche se venne ritoccata e restaurata più volte nel corso del tempo. La parte più interessante della chiesa è l’abside poligona col suo elegante loggiato, che per ammirare dovrete andare sul retro della chiesa imboccando il vicoletto sulla destra del portale d’ingresso.
Piazza San Fedele a Como, con le case tardo-rinascimentali
Ritornate poi in piazza per dare uno sguardo alle bellissime case tardo-rinascimentali che vi si affacciano. Impossibile non notarle dal momento che si differenziano un bel po’ dagli edifici vicini.
Continuiamo poi a gironzolare per le vie del centro fino ad uscire dalle mura: ci spostiamo un attimo fuori per poi rientrare. Sarà una deviazione breve ma ne varrà la pena, promesso! Prendiamo dapprima via Alessandro Volta percorrendola tutta fino alla torre di Porta Nuova o torre Gattoni (già che ci siete buttate un occhio sulla casa natale di Volta: purtroppo non è visitabile, ma una targa ricorda i suoi natali comensi), proseguiamo per via Cadorna e giriamo a destra in via Croce Rossa che diventa poi via Antonio Gramsci e, infine, percorriamo via Sant’Abbondio fino per arrivare alla nostra meta, la bella e tranquilla Basilica di Sant’Abbondio. È una chiesa romanica dalla facciata severa e disadorna, dalla cui struttura sorgono due torri campanarie alleggerite da bifore e trifore e con un notevole ciclo di affreschi trecenteschi all’interno nella parte absidale. Un piccolo gioiellino appartato nella quiete di una via secondaria.
Porte delle mura di Como
Ripercorrete poi al contrario la strada che avete fatto per arrivare nuovamente davanti alla torre Gattoni per scoprire che si tratta della torre degli esperimenti voltiani: fu qui che Alessandro Volta condusse i primi esperimenti scientifici intorno al 1765. Costeggiate le mura fino alla principale e più bizzarra porta della città, porta Torre. È una massiccia struttura di 40 metri alleggerita da un lato da 8 finestroni (2 per piano, anche se i piani interni sono andati distrutti) fuori asse rispetto all’arco più grande al piano terra.
Curiosità sulle mura di Como: esse circondano il centro storico cittadino su tre lati e sono ancora conservate in ottimo stato per il 70% del perimetro originario e risalgono al periodo medievale. Se avete occasione di vedere Como dall’alto in una bella giornata tersa, le noterete subito!
Proprio fuori dalle mura, in alcuni giorni della settimana si tiene il mercato (martedì mattina, giovedì mattina, sabato tutto il giorno). In queste occasioni potrebbe esserci un po’ di confusione.
Adesso gironzolate ancora un po’ per le viuzze del centro di Como, andando alla ricerca di angolini nascosti e sbirciando all’interno dei portoni aperti (alcuni celano dei cortili meravigliosi!), fate uno snack leggero e poi dirigetevi verso la funicolare per Brunate (dovete tornare sul lago, prendere lungo Lario Trieste e arrivare fino in piazza Alcide De Gasperi), a pranzo vi porto in vetta! 😉

Como-Brunate-Como (in funicolare o a piedi)
Incamminatevi quindi verso Brunate, un piccolo comune a poco più di 700 metri sul livello del mare che regala delle vedute impareggiabili su Como e il lago. L’incamminarsi può essere in senso figurativo o letterale:
– nel primo caso prendete la storica funicolare che in pochi minuti conduce in vetta. La stazione di partenza è visibile dal lungolago, la funicolare è attiva tutti i giorni dalle 6 del mattino alle 22:30 o 24 e il biglietto di andata e ritorno costa 5,50€ (3€ la corsa singola)
– nel secondo caso potete percorrere a piedi diversi sentieri che conducono fino in cima, a dire il vero non troppo battuti, visto il costo esiguo della funicolare, l’importante dislivello tra Como e Brunate (~500 metri) e la pigrizia diffusa della gente. Se come me preferite camminare, il sentiero più popolare per raggiungere Brunate è quello che segue più o meno il percorso della funicolare. Ci si mette un po’ meno di un’oretta ad arrivare fino in cima e, per quanto la passeggiata in sé non sia impossibile, la pendenza picchia e le gambe non allenate potrebbero sentirla. L’imbocco del sentiero lo trovate superando la stazione di partenza della funicolare: non ci sono tantissime indicazioni, ma non è difficile trovarlo (fate solo attenzione a non buttarvi nella variante che entra nel bosco verso nord: vi conduce lo stesso a Brunate, ma allunga di un bel po’).
Io vi suggerisco di salire a piedi: non tanto per risparmiare i pochi euro del biglietto della funicolare, ma perché personalmente preferisco camminare e perché in questo modo posso godermi il bel paesaggio sul lago più a lungo.

Como vista da BrunateUna volta in cima, è inutile che ve lo dica, ma la visuale su Como e la parte bassa di questo ramo del lago è davvero bellissima, sempre se non c’è la foschia a fare da guastafeste. Proprio all’uscita della funicolare ci sono un po’ di ristoranti che, per quanto turistici, hanno terrazze o tavolini all’aperto che vi permetteranno di mangiare un bel piatto di polenta uncia con vista lago.
Chi non si accontenta di questo punto di vista, può salire ancora un po’: con una mezzoretta di cammino in salita, si arriva fino al Faro Voltiano, una torre ottagonale alta 29 metri costruita in occasione del centenario della morte di Volta nel 1927, dalla cui vetta è possibile vedere un panorama superlativo sul lago e, in caso di cielo sereno, anche tutto l’arco alpino occidentale. Si può salire sul faro soltanto sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 17:30 da ottobre a marzo (in caso di maltempo è chiuso). Il biglietto per salire i suoi 146 scalini costa 2€.

Faro o non faro, vi consiglio di pranzare a Brunate (tra l’altro se state seguendo il mio itinerario, si è fatta l’ora di pranzo!), per poi rientrare a Como e continuare la visita della città nel primo pomeriggio. Potete scendere in funicolare o nuovamente a piedi (se volete variare il percorso, seguite le indicazioni per l’eremo di San Donato: una bella e ripida strada vi ricondurrà a Como nei pressi di via Tommaso Grossi attraverso quella che era la mulattiera originaria per arrivare a Brunate, prima dell’avvento della funicolare).

Sulle orme di Alessandro Volta
Life Electric, ComoRientrati a Como nel primo pomeriggio, buttatevi subito sul lungolago. Dapprima date un’occhiata alla nuova opera posta nella piattaforma in mezzo al lago Life Electric, realizzata da Daniel Libeskind per omaggiare il cittadino più famoso di Como, Alessandro Volta. Un’opera di discutibile bellezza (a me, ad esempio, non piace) e che ha suscitato non poche polemiche ai tempi dell’installazione. Fungerebbe da trait d’union tra due monumenti dedicati al celebre scienziato, il Faro Voltiano di Brunate e il Tempio Voltiano.

Tempio Voltiano, ComoContinuiamo sulle tracce di Alessandro Volta trasferendoci proprio al vicino Tempio Voltiano. Volta, colui che inventò la pila e scoprì il metano, nacque a Como nel 1745 e qui ebbe -è proprio il caso di dirlo- folgoranti illuminazioni, tanto che si sente parlare ancora di lui in più punti in città (lo abbiamo visto con la via a lui dedicata, il Faro Voltiano e Life Electric). Ma è al Tempio Voltiano, realizzato anch’esso per il primo centenario della morte di Volta, che si ha la possibilità di conoscerlo un po’ meglio. L’edificio -qualcuno lo ricorderà ritratto nelle banconote da 10.000 lire– al suo interno è piccolino ma ospita numerosi cimeli dell’operato di Volta, tanto che un appassionato può starci dentro ore ad analizzarli uno per uno. I profani come me, invece, faranno un po’ fatica ad apprezzare la fornita collezione perché risulterà principalmente un’esposizione di oggetti, indubbiamente geniali, ma buffi e incomprensibili. L’ideale è andarci con l’amico secchione per farsi spiegare un po’ di cose su questi marchingegni che hanno dato vita a scoperte rivoluzionarie. Il Tempio Voltiano è aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 18 e il biglietto d’ingresso costa 4€.

Monumento ai Caduti, ComoPoco distante dal tempio voltiano, si nota il Monumento ai Caduti, un’enorme struttura di oltre 30 metri nel cui sacrario è conservato un monolito di granito col nome di 750 caduti comaschi nella Prima Guerra Mondiale. Il monumento è opera di Giuseppe Terragni, il massimo esponente del razionalismo italiano, che abbiamo già incontrato nel nostro itinerario per Como (la Casa del Fascio è stata progettata da lui). In alcuni giorni e periodi dell’anno (indicativamente solo la domenica da aprile a ottobre, dalle 15 o 16 alle 18 NB tenete monitorata questa pagina) è possibile salire fino in cima pagando un biglietto di 3€.

Se non si è fatto troppo tardi e se c’è ancora luce, proseguite per il lungo lago fino a raggiungere Villa Olmo e il suo scenografico giardino. La villa, in una invidiabile posizione sul lago, rappresenta un pregevole esempio di architettura neoclassica. È visitabile gratuitamente dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Io concludo qui l’itinerario di un giorno a Como, ricordandovi che vale assolutamente la pena approfondire anche i suoi bei dintorni lacustri. Prima di andare via, fate un salto al panificio Beretta in via Boldoni per portarvi a casa una Nuvola: non incarnerà la tradizione gastronomica comense essendo un dolce relativamente giovane, ma lo fanno solo qui 🙂

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