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Cosa vedere a Cesena in un giorno: un itinerario a piedi nella città malatestiana

Cesena è una città che sapevo non mi avrebbe lasciata indifferente, ancor prima di visitarla. Tant’è vero che ci sono tornata più volte e mi auguro di poterlo fare ancora. È una destinazione forse un po’ inconsueta, soprattutto per chi parte da Milano come me, e che viene suo malgrado messa in ombra dalle località vicine più conosciute, come Rimini. Il solo progettare di trascorrerci un’intera giornata, transitando in direzione della più rinomata riviera romagnola, potrebbe quindi risultare strano: tuttavia chi capita a Cesena, anche solo casualmente, finisce quasi sempre per innamorarsene. 🙂


In definitiva, se oltre a essere persone curiose e amanti delle mete fuori dal coro, siete alla ricerca di una base strategica che sia al contempo piacevole e ricca di sorprese, Cesena è il posto che fa per voi.

È una città a misura d’uomo, grandicella ma non enorme (non arriva a 100.000 abitanti), vivace ma non caotica, graziosa e non eccessiva, discreta e creativa. Ha un delizioso centro storico che si gira a piedi, in parte attraversato da portici e case colorate, e offre un po’ di interessanti attrazioni da visitare. Alcune son delle vere e proprie chicche!

Da ultimo, come impone la tradizione romagnola, è anche una località gastronomicamente godereccia e che dà tanta soddisfazione anche a chi cerca gratificazioni per il palato (non passate da qui se siete a dieta).

Le principali attrattive cittadine si visitano senza troppo affanno in una giornata, ma il mio consiglio è quello di trascorrere almeno una notte in città per viverla anche “by night” e dedicare così la seconda giornata a esplorare le belle colline che la circondano o qualche altra località nei dintorni.

In qualsiasi caso, una cosa che sconsiglio è passare di fretta da Cesena e dedicarle solo qualche ora per smarcare le cose più importanti: dedicatele almeno una giornata intera perché, oltre a meritarsela, è una di quelle località che vanno vissute lentamente, godendosele fino in fondo.

Non ho preparato come al mio solito un itinerario pronto all’uso, perché le cose da non perdere a Cesena sono tutte vicine tra loro e non si presenta quindi la necessità di fornire tabella e senso di marcia. Le elenco in ordine più o meno sparso nei paragrafi che seguono e nei quali non manca, ovviamente, una digressione mangereccia:

Inoltre segnalo che il Lions Club di Cesena mette a disposizione delle brevi audioguide gratuite sui principali luoghi della città, che potete scaricare direttamente in loco inquadrando il QR code che trovate nel cartello contentente alcune informazioni sul punto di interesse in cui vi trovate. Se volete portarvi avanti col lavoro, le trovate tutte qui.

Piazza del Popolo e la fontana del Masini

A mio modesto parere, Piazza del Popolo di Cesena è una delle piazze più belle che abbia mai visto. Non è maestosa come Piazza San Pietro né ospita monumenti del calibro del Duomo di Milano, ma rappresenta un insieme armonico e grazioso che mi trasmette tanta serenità (a questo link una mini galleria di foto della piazza).

La piazza è sorta sotto il governo di Andrea Malatesta tra fine 1300 e inizio 1400 ai piedi del colle Garampo, come punto nevralgico della nuova città dopo il sacco dei Bretoni. E ancora oggi rappresenta il cuore pulsante di Cesena.

Sulla piazza si affacciano numerosi edifici tra cui la sede del Comune e la Rocchetta di Piazza, sulle cui mura si trova la lapide in cui è incisa la famosa terzina che Dante ha dedicato alla città nell’Inferno (canto XXVII): E quella cu’ il Savio bagna il fianco, così com’ella sie’ tra ’l piano e ’l monte, tra tirannia si vive e stato franco.

Al centro di Piazza del Popolo sorge uno dei monumenti più belli di Cesena, la Fontana Masini. Prende il nome dall’architetto che l’ha realizzata sul finire del Cinquecento, il cesenate Francesco Masini, un personaggio eclettico e talentuoso, il cui capolavoro è proprio la fontana che abbellisce la piazza, con la sua stupefacente e misurata simmetria e l’armonia composta. La fontana è in pietra d’Istria e marmi policromi e ha una ricca decorazione il cui tema principale è l’acqua.

Dando le spalle alla Rocchetta e alzando lo sguardo verso sinistra si nota, affacciata a un balcone, la cosiddetta ragazza più fotografata di Cesena. Per ora non vi svelo nulla su di lei, ma tenetela a mente perché ve ne parlo tra non molto!

Biblioteca Malatestiana

Fiore all’occhiello del panorama culturale di Cesena è senza dubbio la Biblioteca Malatestiana, accessibile solo prendendo parte a una visita guidata.

La Malatestiana è l’unica biblioteca umanistica conventuale giunta integra fino ai giorni nostri: è rimasta inalterata sia negli arredi originali che nei preziosi codici e nell’edificio che la ospita. Per questa sua unicità e importanza l’Unesco l’ha inserita nel 2005 nel registro dei beni “Memoria del Mondo” (è il primo in Italia ad aver ottenuto questo riconoscimento).

A dare il via alla costruzione della biblioteca intorno alla metà del 1400 furono i frati francescani, ma pochi anni dopo l’allora Signore di Cesena, Malatesta Novello, fece proprio il progetto dei frati portandolo a compimento. E, come si nota durante la visita, costui non ha mancato di lasciare impresso nell’edificio il suo nome e quello della sua famiglia, a futura e imperitura memoria.

L’architetto a cui venne affidato il progetto della biblioteca fu Matteo Nuti di Fano, che prese come modello la biblioteca fiorentina del convento domenicano di San Marco, a firma di Michelozzo. Dettero il loro contributo artistico alla biblioteca anche Agostino di Duccio, che si è occupò della parte scultorea mentre lavorava al Tempio Maletestiano di Rimini, e Leon Battista Alberti.

Non appena aperta la porta in legno scuro chiusa con due chiavi (servono entrambe per aprirla e in passato una era custodita dai frati e l’altra dal Comune) compare la biblioteca antica, avvolta in una debole luce che le conferisce un’atmosfera quasi mistica. A prima vista può sembrare una piccola chiesa senza altare, poiché la struttura è quella: ha tre navate separate da colonne con capitelli scolpiti, delle finestrelle laterali e un grande rosone in fondo all’aula. Disposti ordinatamente nelle navate laterali sono gli imponenti banchi di legno di pino in cui si conservano i preziosissimi codici. Un po’ ovunque si trovano rimandi e simboli alla famiglia dei Malatesta, nulla è lasciato al caso. Non mi dilungo oltre nelle spiegazioni anche per non spoilerare più di tanto, ma ci sono davvero tanti particolari e simboli che vale la pena approfondire con una guida.

Dirimpettaia alla biblioteca antica, sempre all’interno dello stesso edificio, si trova la Biblioteca Piana ossia quella che era un tempo la biblioteca privata di papa Pio VII (il cesenate Gregorio Barnaba Chiaramonti). Vi sono esposti i Corali della Cattedrale e quelli del cardinale Bessarione e, a rotazione, libri antichi, manoscritti e volumi a stampa. A titolo di curiosità, qui si può ammirare (e magari, tentare di leggere) il libro più piccolo del mondo leggibile a occhio nudo!

La visita guidata, della durata di circa un’ora, include entrambe le sale e il costo del biglietto intero è 5€. Per maggiori informazioni su giorni e orari di visita, vi rimando al sito ufficiale.

Rocca Malatestiana

La Rocca Malatestiana, una delle rocche più imponenti di tutta l’Emilia Romagna, sorge in cima al colle Garampo nel pieno centro di Cesena. Per raggiungerla bisogna fare una breve passeggiata (ovviamente in salita!) e uno degli accessi è quello che parte da Piazza del Popolo prendendo la rampa che si intravede nell’arco dietro la fontana del Masini. Tutto intorno alla Rocca è il Parco della Rimembranza, polmone verde della città.

La mole della Rocca di Cesena è davvero maestosa e comprende, oltre al Maschio – l’ultimo baluardo di difesa in caso di attacco – e alla torre Femmina, degli spalti da cui godere di un bellissimo panorama (nelle giornate terse porta fino al mare), dei suggestivi camminamenti interni e una fitta rete sotterranea.
La Rocca odierna, edificata per volere dei Malatesta (anche qui c’è lo zampino di Novello), è la cosiddetta rocca nuova che sorge presumibilmente laddove sorgeva quella vecchia, devastata durante il sacco dei Bretoni e lasciata in declino fino all’arrivo dei Malatesta.
Fa parte di un sistema di fortificazioni più ampio che circonda tutta Cesena e che aveva lasciato a bocca aperta perfino Leonardo da Vinci, quando a inizio Cinquecento si recò in città nelle vesti di architetto e ingegnere militare per conto di Cesare Borgia. Aveva l’incarico di ispezionare e revisionare le fortificazioni delle giurisdizioni conquistate e migliorarne le difese, tant’è che pare ci sia il suo zampino anche nella realizzazione di alcune parti della Rocca di Cesena.

Se nella corte interna si può accedere liberamente (c’è pure un ristorante e organizzano spesso delle iniziative culturali), il resto della Rocca è visitabile solo prendendo parte a una visita guidata della durata di circa un’ora. Io l’ho trovata estremamente coinvolgente grazie a una guida molto brava e preparata che ci ha portato in giro in lungo e in largo per la Rocca, inclusa un’interessante incursione nelle prigioni sotterranee e nella camera della tortura.

La visita guidata costa 5€ e parte a ogni ora durante il weekend (dalle 11 alle 18). In settimana va prenotata in anticipo, i riferimenti li trovate nel sito ufficiale.

Abbazia Santa Maria del Monte

L’unica attrazione cesenate che rimane un po’ fuori dal centro, ma sempre raggiungibile a piedi con una breve e bella passeggiata, è l’Abbazia di Santa Maria del Monte (o Abbazia del Monte).

Si trova in cima a quello che è considerato il vero “monte” di Cesena, il colle Spaziano, e dal suo sagrato si gode di una bellissima vista sulla città e le colline circostanti. Nelle giornate limpide si intravede anche il mare e ci si può divertire a riconoscere il profilo del Monte Titano, il monte della vicina San Marino, o l’altissimo grattacielo di Cesenatico.

L’Abbazia rappresenta uno dei monumenti religiosi più importanti di tutta la Romagna. Sorge sui resti di un’antica chiesa del IX secolo, costruita dopo la morte del vescovo Mauro avvenuta nel 946. Questi soleva ritirarsi in preghiera sulla sommità dello Spaziano dove costruì una piccola e modesta celletta per la preghiera. Dopo la sua morte, si narra di miracoli avvenuti sul luogo di sepoltura, tanto che la crescente venerazione popolare portò alla costruzione di una chiesa più grande.

Nel 1001 fu fondato il monastero benedettino e, nel corso dei secoli successivi, il complesso fu notevolmente ampliato e abbellito, anche per opera della signoria malatestiana (che, come abbiamo già avuto occasione di vedere, ha combinato un bel po’ di cose a Cesena).

La struttura interna dell’abbazia è imponente principalmente grazie all’altissima aula unica. In origine gli affreschi della cupola portavano la firma del Masini (lo stesso della fontana in Piazza del Popolo), ma poiché un forte terremoto nel 1768 fece crollare la cupola, venne ricostruita e decorata da Giuseppe Milani.

Di inestimabile valore e molto interessante da vedere è la nutrita collezione di ex voto esposta nelle bacheche nel corridoio dell’abside. Ci sono oltre 700 tavolette che testimoniano la grande devozione popolare alla Madonna del Monte. Le più antiche risalgono al 1400 e si possono riconoscere per l’abbigliamento delle persone in esse ritratte, che non segue esattamente i dettami della moda dei giorni nostri.

All’interno del complesso dell’abbazia si trova un chiostro minore, sul quale affacciano la Biblioteca, il laboratorio per il restauro libro antico e l’erboristeria. Da questo chiostro si accede al chiostro grande in mezzo al quale si trova un pozzo piuttosto fotogenico (pare che l’apparato per l’approvvigionamento dell’acqua sia opera di Leonardo Da Vinci!).

Il modo più pittoresco per arrivare all’abbazia dal centro città è quello di percorrere la via delle Scalette, una stradina pedonale acciottolata che, con una leggera salita, conduce fino in cima al monte Spaziano lasciandosi dietro, a poco a poco, i rumori della città. La via inizia qui e ci vogliono 15/20 minuti per farla.

Sito ufficiale dell’Abbazia.

Gli Equilibristi di Leonardo Lucchi

Dietro Piazza del Popolo, in via Cesuola, si trovano Gli Equilibristi di Leonardo Lucchi, un’opera in bronzo realizzata dal noto sculture cesenate per abbellire un angolo di Cesena poco conosciuto ma centralissimo. La leggerezza, tema centrale dell’opera di Lucchi, si nota bene anche ne Gli Equilibristi, in cui i corpi sospesi dei due atleti sembrano quasi fluttuare, nonostante la gravità.

Procedendo nel vicolo, si arriva a uno slargo in cui si trovano altre opere di Lucchi e, alzando lo sguardo, si scorge il retro del suo atelier. Ricordate quando parlavo della ragazza più fotografata di Cesena? Bene, è la ragazza che si trova sul terrazzo dell’atelier di Lucchi che affaccia su Piazza del Popolo (NB da dove sono le sculture di Lucchi si vede solo il retro). L’atelier è visitabile gratuitamente e, se siete fortunati come me, magari incontrate il signor Lucchi in persona con cui scambiare quattro chiacchiere e farvi portare in giro nel suo rifugio creativo… fin sul terrazzo! Vi rimando al sito ufficiale per giorni e orari d’apertura.

Va inoltre detto che la presenza artistica di Lucchi è diffusa un po’ in tutta la città: sono diverse le sue statue, anche a carattere religioso, che abbelliscono piazze e vie cittadine.

Altre cose da vedere a Cesena

Le cose di cui vi ho parlato finora sono quelle imperdibili durante una visita in città. Tuttavia ce ne sono altre che, avendo tempo e anche un po’ di fortuna, si possono visitare.

Una di queste è il Ponte Vecchio di Cesena, appena fuori dal centro. Dal ponte si può poi iniziare una piacevole passeggiata lungo il fiume Savio oppure fermarsi a bere qualcosa nel localino proprio lì sotto.

Mentre si passeggia nel centro, un’occhiata al Duomo di San Giovanni Battista va data, così come si può tentare un’incursione al Teatro Bonci. Il teatro, intitolato al famoso tenore cesenate, è un piccolo gioiellino ma purtroppo non è visitabile senza assistere a uno spettacolo in calendario (che è comunque un’opzione interessante). Parlo infatti di incursione perché quello che potete provare a fare è vedere se si stanno tenendo delle prove e chiedere all’ingresso se gentilmente vi fanno dare una sbirciatina dentro.

Mal che vada, vi potete consolare con qualche golosità al Caffé Babbi, il locale del famoso brand romagnolo ospitato in un elegantissimo palazzo nel bel mezzo del centro storico di Cesena, non distante dalla Biblioteca Malatestiana (il palazzo è talmente particolare che è difficile non notarlo).

E poi, parte integrante dell’esperienza cesenate è quella a tavola… siamo o non siamo nella patria del buon cibo? Per le leccornie vi rimando però al paragrafo successivo. 😉

Dove mangiare a Cesena

Chiariamo subito una cosa: il cesenate le specialità della cucina locale (tra cui la menzione d’onore va ai cappelletti – pasta all’uovo ripiena che si mangia principalmente in brodo) se le mangia a casa o va a fare delle scorpacciate in qualche trattoria ruspante in collina.

Tuttavia non si muore di fame nemmeno in città e, oltre ad esserci un sacco di locali, ce ne sono alcuni davvero meritevoli. I miei suggerimenti sono:

  • Ristorante Cerina (sito)
    Un locale più che storico in cui assaggiare i primi piatti della tradizione. L’atmosfera è calda e informale e prezzi sono più che onesti. Il grande difetto è che non si trova in centro, ma in borgo San Vittore a 15/20 minuti di macchina. Se non avete un vostro mezzo, potete arrivarci in autobus ma attenzione perché se ci andate per cena non ce ne sono poi per tornare in centro.
    Ottimi i primi piatti fatti in casa tra cui va obbligatoriamente assaggiato il famoso canolo che figura nel menù del ristorante dal lontano 1965! È una sorta di enorme cannellone il cui impasto viene fritto per poi essere farcito di ragù e besciamella. Insomma: un piatto goduriosissimo e ai limiti della legalità! 😀
  • Brodino (sito)
    Il figlio della Cerina ha aperto in centro città un pastificio dal concept moderno ma senza tradire la tradizione. Il risultato è un piccolo locale dietro Piazza del Popolo, molto gettonato e alla moda, in cui poter comprare la pasta fresca e/o fermarsi a mangiarla in loco. Occhio però che ci sono pochi posti a sedere e vanno più che a ruba, è quindi raccomandatissimo prenotare.
  • Osteria Michiletta (sito)
    Un piccolo locale, intimo ed elegante al punto giusto, situato nel centro storico di Cesena. Qui si mangiano i piatti della tradizione un po’ rivisitati ma mai in maniera troppo audace. Servizio professionale e prezzi non economicissimi ma nemmeno eccessivi. Consigliato prenotare.
  • La piadina di Stefano e Mascia
    Un chioschetto ruspante e senza troppe pretese che rappresenta il posto giusto in cui mangiare una buona piadina o un buon crescione al volo. Prezzi super onesti!

Spero di avervi ingolosito al punto giusto su Cesena, e non parlo soltanto dell’aspetto gastronomico. Io ho davvero adorato questa città e non vedo l’ora di poterci tornare di nuovo! 🙂

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Leggi i commenti (16)

    • Grazie Dominga! :)
      Divertiti a Cesena, son certa ti piacerà!

      Buona giornata,
      Silvia

  • Grazie mille... Ci hai aiutato a visitare posti che non conoscevamo

    • Ciao Cinzia,
      grazie mille del commento, son proprio felice che il mio post ti sia stato utile. :)
      Buona giornata,
      Silvia

  • Sono di passaggio a Cesena. Ringrazio l'autrice per i consigli e soprattutto per il tempo che ha dedicato a noi lettori.

  • Grazie! Tutto chiaro e veramente utile. Lo dico dopo aver visitato Cesena seguendo la guida. Grazie di nuovo.

    • Ciao Mario,
      felice di sapere che la mia guida ti sia stata utile!

      Grazie mille per il commento e buona serata. :)
      Silvia

      • Bellissima guida, da cesenate l'ho letta molto volentieri. Cesena è vero è poca conosciuta, ma ci si innamora appena la si conosce. Altra cosa del centro storico, è circondato dal verde e dai parchi. Al momento non abito lì, ma rimane la mia città. Altro consiglio, i paesi collinari come Longiano o Bertinoro.

        • Ciao Silvia,
          grazie mille per il commento. Fatto da una cesenate poi, ha ancora più valore!

          A Bertinoro son stata e mi è piaciuto molto, mi manca Longiano invece. Lo tengo a mente per la prossima volta! :)

          Buona domenica,
          Silvia

  • Sono stata un giorno a Cesena e questo artivolo mi è stato da guida, utilissimo

    • Felice di sapere che il mio articolo ti è stato utile!

      Grazie per il commento e buona giornata,
      Silvia

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