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Cosa vedere a Salonicco in un giorno


Trasandata e decadente, ma anche stimolante e piena di sorprese, Salonicco è una città che va capita e vissuta. Troppo spesso però i viaggiatori che atterrano a Salonicco la “usano” principalmente come porto di attracco per poi dirigersi altrove (Sporadi? Thassos? Meteore?) e dedicano quindi alla città una giornata soltanto. Anche se è un peccato non poter trascorrere più tempo a Salonicco per godere della sua anima vivace e festaiola, in un giorno si riescono comunque a visitare le attrattive principali della città. Io vi propongo un itinerario che comincia e finisce a Kamára, il punto d’incontro per eccellenza di Salonicco (a questo link la cartina). Nell’itinerario ho incluso anche alcune deviazioni golose, contrassegnate con DG, dal momento che ci troviamo in una località che eccelle in materia.

Kamára: l’Arco di Galerio

Costruito nel 303 d.C. per celebrare una vittoria sull’esercito persiano è completamente decorato da statue di soldati in combattimento e, più nello specifico, da rappresentazioni di Galerio durante diversi momenti della guerra contro i Persiani. Per i più secchioni, segnalo che su Wikipedia, a questo link, è spiegato cosa rappresentano le scene scolpite sull’arco, una ad una. Poi vi interrogo.

Rotonda di Galerio
Proprio dietro l’arco si trova una massiccia costruzione che difficilmente passa inosservata: è la Rotonda romana, un edificio in mattoni dalla base circolare, come suggerisce il nome, che l’imperatore Galerio in persona fece costruire come suo mausoleo. Questi però, per questioni logistiche (il giorno in cui passò a miglior vita non si trovava in zona), non venne mai seppellito nella Rotonda che venne quindi trasformata nella prima chiesa della città (chiesa di Ágios Geórgios). Il motivo per cui ora vediamo un minareto affiancato al corpo dell’edificio è perché da chiesa venne trasformata in una moschea durante la dominazione ottomana. L’interno, visitabile dal martedì alla domenica, dalle 8 alle 17 conserva dei mosaici nella calotta centrale e alcuni affreschi. L’ingresso è gratuito.

DG – Kokkinos Fournos
Dirigendovi verso la città vecchia, poco sopra la Rotonda romana, incontrerete, nell’ordine, prima una piazza sempre piena di studenti e super animata poi, in via Apostolou Pavlou 1, la prima chicca gastronomica di questo itinerario: il Kokkinos Fournos aka il forno rosso (capirete il perché passandoci davanti). Qui si possono provare manicaretti mica da ridere, principalmente prodotti da forno di cui gli studenti che bazzicano nei dintorni, e non solo loro, sono ghiotti. Da provare i biscotti (koulouraki) e, se ci capitate nel periodo natalizio, il melomakarona. Una vera e propria caverna di Alì Babà dei golosi.

Casa-museo di Atatürk
Proseguendo sempre in direzione città vecchia, potete visitare la casa natale di Mustafa Kemal Atatürk, il fondatore della Turchia nonché primo presidente. Parte della casa adesso è la sede del consolato turco (poteva essere diversamente?) ed è spesso presa d’assalto da turisti turchi palesemente emozionati di trovarsi lì.
Teoricamente l’orario di apertura al pubblico è dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17, ma è possibile (probabile!) che prima delle 10:30 non troviate ancora nessuno ad aprirvi la porta. Per entrare bisogna suonare il campanello e, se presente, un omino da dentro vi aprirà un pesantissimo portone (spingere) che conduce nel cortile. Vi verrà chiesto di firmare il registro dei visitatori e consegnata un’audioguida in inglese con la quale potrete ripercorrere vita e opere dell’eroe nazionale turco mentre vi aggirate per la sua casa a più piani. L’ingresso è gratuito.

La vecchia città bizantina

Incamminatevi poi verso il castello (Kástra) percorrendo i vicoli acciottolati in salita su cui si affacciano pittoresche case in stile ottomano, le più affascinanti di tutta Salonicco. Questa è Áno Póli, la parte alta della città, scampata quasi totalmente al devastante incendio del 1917. La Bergamo Alta della situazione è lontana anni luce rispetto alla città “che sta sotto”, più moderna e incasinata. Una volta al castello vi si aprirà una bellissima vista panoramica sull’intera Salonicco e il golfo Termaico.

Moni Vlatádon
Nei pressi delle mura bizantine, poco distante dal punto panoramico di cui sopra, si trova il tranquillo Moni Vlatádon, nel suo isolamento nel verde, l’unico monastero bizantino rimasto della città. Molto gettonato per i matrimoni, offre una spettacolare vista su Salonicco e un recinto in cui gironzolano dei simpatici pavoni che, se siete fortunati vi regaleranno una ruota 🙂

Alatzai Imaret
Come ogni città che si rispetti, anche Salonicco ha il suo monumento dimenticato, l’Alatzai Imaret che, nonostante si trovi nel bel mezzo del caos cittadino, se lo filano in pochi e non sempre è incluso nei percorsi turistici. Si tratta di un complesso in disuso composto da moschea e annessa cucina pubblica (imaret), oggi è utilizzato per mostre ed esposizioni.

DG – Nea Folia
Se è l’ora di pranzo o di cena (che poi in Grecia è un po’ sempre ora di mangiare) fate una deviazione in Aristomenous 4 per mangiare un boccone in questo delizioso ristorantino dove si gustano piatti della tradizione greca rivisti e corretti in uno stile più gourmet. No, non è un posto per fighetti, tanquilli: è semplicemente un ristorante dove si mangia bene e si spende il giusto. E dove purtroppo si fuma, ma in Grecia è così ovunque. Il locale è piccolissimo, rustico e curato nei dettagli al tempo stesso, e i piatti che offre sono cucinati solo con ingredienti greci. Rimanendo in una posizione non troppo centrale e soprattutto un po’ nascosta, Nea Folia non è (ancora) diventato un ristorante per turisti. Quindi tenetevelo per voi e non ditelo in giro!

Ágios Dimítrios
La chiesa di San Demetrio, dedicata al patrono della città, è una delle chiese più maestose di tutta la Grecia. Demetrio fu un martire cristiano fatto uccidere dall’imperatore Galerio. Il luogo in cui avvenne il martirio, indicativamente intorno al 303 d.C., è oggi la cripta della chiesa, dove si trovano le reliquie del santo custodite in un reliquiario d’argento. La chiesa è aperta al pubblico, ma non è troppo chiaro quali siano gli orari di apertura esatti: sul web ogni sito che li riporta dice la sua. Indicativamente la chiesa è aperta tutti i giorni dal mattino alla sera, mentre la cripta ha orari più restrittivi.

Foro romano e Agorá
Poco distante da Ágios Dimítrios sorgono i resti del foro romano. Il sito, che in epoca romana, brulicava di esercizi pubblici, servizi e botteghe, comprende oggi solo alcuni resti, ma ci dà comunque l’idea di quanto grandioso potesse essere. Le rovine del foro si sovrappongono a quelle dell’agorà di epoca ellenistica e non tutte sono state identificate.

Bey Hamam
Conosciuto anche come Terme di Paradiso, il Bey Hamam è uno bagno turco utilizzato oggi per ospitare mostre d’arte e di fotografia. È stato il primo bagno turco della città ed è il più importante ancora in piedi in tutta la Grecia. È situato lungo la centralissima Egnatia, a pochi passi dai resti del Foro Romano.

DG – Chatzis
Non avete voglia di una pausa golosa adesso? La risposta “no” non è contemplata perché poco distante dal Foro Romano e dal Bey Hamam si trova una delle migliori pasticcerie della città: vorrete mica perdervela? Dirigetevi al 52 di Venizelou e non esitate nemmeno un attimo ad entrare da Chatzis. Io vi consiglio di provare l’ekmek kantaifi, un orgasmo sotto forma di pan di spagna inzuppato nello sciroppo di zucchero, panna montata, noci e pistacchi tritati, nonché una bomba calorica, ma questo è un dettaglio.

Plateia Aristotelous
Dopo il pieno di zuccheri dirigetevi verso Piazza Aristotele, il cuore e salotto della città. È un enorme spazio aperto, sempre animato e pieno di gente. E con vista mare 🙂

Agías Sofia
Incamminatevi poi sul brulicante lungomare prima di rientrare nell’interno all’altezza di via Agías Sofia e raggiungere la chiesa di Santa Sofia, una delle più importanti della città. Agías Sofia è una copia dell’omonima e più celebre chiesa di Istanbul e il suo pezzo forte è il mosaico raffigurante l’Ascensione nella cupola.

Torre Bianca

Il simbolo della città è la Torre Bianca, anche se ormai più così bianca non è. Ma lo è stata: nel 1826 fu teatro di un fattaccio di sangue (il massacro dei giannizzeri da parte di Mahmud II) e, per cancellarne le tracce, fu imbiancata. La tinteggiatura venne poi rimossa, ma il nome è rimasto (su Wikipedia la storia è leggermente diversa).
La torre si trova in una fotogenica posizione sul lungomare, luogo ideale per scattarsi un selfie da Salonicco e mandarlo a casa. Al suo interno è allestita una mostra permanente dedicata alla storia della città, lungo tutti e 6 i piani su cui si sviluppa la torre. Il costo del biglietto è di 3 € ed è comprensivo di un’audioguida disponibile anche in italiano. Io vi consiglio di fare un giro dentro la Torre Bianca perché, oltre a far conoscere la storia travagliata di questa città, consente una vista dalla terrazza (30 metri) che da sola vale il prezzo del biglietto.

Palazzo di Galerio

I resti di quello che un tempo era un imponente palazzo imperiale si estendono lungo tutta Plateia Navarinou, tra palazzi, negozi e gente che fa shopping. Entrando nel sito è possibile ammirare pavimenti a mosaico, colonne e sezioni di mura ma per rendersi conto di quanto fosse enorme questo palazzo è sufficiente guardarlo da fuori. Tra l’altro non sono riuscita a trovare giorni e orari di apertura aggiornati, ma ipotizzo siano allineati con quelli degli altri monumenti della città, ossia dal martedì alla domenica fino alle 17 circa.

DG – Trigona Elenidis
Prima di andare via, non dimenticatevi, per nessuna ragione al mondo, di fare un salto da Trigona Elenidis per provare un trigona, ossia un cono di pasta sfoglia farcito fino all’orlo di crema. Mentre in tutte le pasticcerie della città troverete i trigona già farciti in bella mostra in vetrina, qui vengono riempiti al momento. Inutile che vi dica che si tratta di una bomba calorica, ma intanto… avete camminato tutto il giorno su e giù per Salonicco, potete permettervi anche il formato grande! 😉

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