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	Commenti a: Il ponte sulla Drina: a Višegrad (Bosnia Erzegovina) sulle tracce di Ivo Andrić	</title>
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		Di: Federico Ghillani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Ghillani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2018 10:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Visegrad oltre al bellissimo ponte e alla storia magistralmente narrata da Andrc e legata al grande scrittore jugoslavo (non &quot;serbo&quot; come oggi i nazionalisti autori dei massacri degli anno &#039;90 vorrebbero far credere) c&#039;è tanto da vedere per un visitatore attento.
1. Proprio alla sinistra dell&#039;entrata del ponte il piccolo monumento a Ivo Andric
2. il piccolo parco a destra dell&#039;accesso al ponte dove era posta una piccola moschea ovviamente cancellata dai paramilitari serbi
3. la Pionyrska Ulica (via dei Pionieri) dove si trova la casa, sede dell&#039;Associazione Donne vittime di violenza guidata dalla coraggiosa Bakira Hasecic, la madame Whisental dei Balcani,  che lotta per assicurare alla giustizia i criminali nazionalisti serbi ancora impuniti e tutt&#039;ora esuli protetti in Francia e Russia. La casa è ricostruita sulla cantina dove all&#039;inizio della guerra del 1992 sono state bruciate vive dai fratelli Lukic, ora in carcere per crimini commessi, e dalle loro squadracce paramilitari più  di 55 persone, tra le quali una bimba di due giorni nota col nome di &quot;bezimena&quot; in croato &quot;senza nome&quot;.
4. nel cimitero ortodosso il monumento dei 49 &quot;eroi&quot; militari russi gloriosamente caduti mentre aiutavano i loro &quot;fratelli assassini a macellai serbi a massacrare migliaia di persone delle locali popolazioni musulmane, donne e bambini compresi, molti dei quali gettati ancora vivi dal ponte, al punto che i guardiani della diga a valle del lago Perukac inviarono la richiesta di &quot;non buttare più  cadaveri nella Drina perché stavano intasando le turbine della centrale elettrica.
5. La fasulla pseudo-città, meglio outlet kitsch pomposamente denominato Andricgrad, costruita dal regista Emir Kusturica con l&#039;appoggio del presidente della Repubblica Serba Milorad Dodic, per cancellare l&#039;unico elemento di vera memoria dei serbi della cittadina costituito dal genocidio da loro compiuto nella guerra 92-94, mediante una fasulla mistificazione basata sull&#039;appropriazione ideologica indebita della figura di Andric nato in Bosnia vicino a Sarajevo e vissuto a Visegrad presso la zia solo per pochi anni, architettata insieme agli strateghi serbi e dall&#039;ex musulmano ora naturalizzato serbo per evidente interesse di regime Emir Kusturica, narcisisticamente rinominatosi Nemanja.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Visegrad oltre al bellissimo ponte e alla storia magistralmente narrata da Andrc e legata al grande scrittore jugoslavo (non &#8220;serbo&#8221; come oggi i nazionalisti autori dei massacri degli anno &#8217;90 vorrebbero far credere) c&#8217;è tanto da vedere per un visitatore attento.<br />
1. Proprio alla sinistra dell&#8217;entrata del ponte il piccolo monumento a Ivo Andric<br />
2. il piccolo parco a destra dell&#8217;accesso al ponte dove era posta una piccola moschea ovviamente cancellata dai paramilitari serbi<br />
3. la Pionyrska Ulica (via dei Pionieri) dove si trova la casa, sede dell&#8217;Associazione Donne vittime di violenza guidata dalla coraggiosa Bakira Hasecic, la madame Whisental dei Balcani,  che lotta per assicurare alla giustizia i criminali nazionalisti serbi ancora impuniti e tutt&#8217;ora esuli protetti in Francia e Russia. La casa è ricostruita sulla cantina dove all&#8217;inizio della guerra del 1992 sono state bruciate vive dai fratelli Lukic, ora in carcere per crimini commessi, e dalle loro squadracce paramilitari più  di 55 persone, tra le quali una bimba di due giorni nota col nome di &#8220;bezimena&#8221; in croato &#8220;senza nome&#8221;.<br />
4. nel cimitero ortodosso il monumento dei 49 &#8220;eroi&#8221; militari russi gloriosamente caduti mentre aiutavano i loro &#8220;fratelli assassini a macellai serbi a massacrare migliaia di persone delle locali popolazioni musulmane, donne e bambini compresi, molti dei quali gettati ancora vivi dal ponte, al punto che i guardiani della diga a valle del lago Perukac inviarono la richiesta di &#8220;non buttare più  cadaveri nella Drina perché stavano intasando le turbine della centrale elettrica.<br />
5. La fasulla pseudo-città, meglio outlet kitsch pomposamente denominato Andricgrad, costruita dal regista Emir Kusturica con l&#8217;appoggio del presidente della Repubblica Serba Milorad Dodic, per cancellare l&#8217;unico elemento di vera memoria dei serbi della cittadina costituito dal genocidio da loro compiuto nella guerra 92-94, mediante una fasulla mistificazione basata sull&#8217;appropriazione ideologica indebita della figura di Andric nato in Bosnia vicino a Sarajevo e vissuto a Visegrad presso la zia solo per pochi anni, architettata insieme agli strateghi serbi e dall&#8217;ex musulmano ora naturalizzato serbo per evidente interesse di regime Emir Kusturica, narcisisticamente rinominatosi Nemanja.</p>
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