Ea vecia del morter, colei che salvò Venezia dalla dittatura

 

Vecia del Morter, VeneziaUno dei miei sport preferiti, quando mi trovo a Venezia, è quello di camminare senza meta, perdermi tra calli e campi e focalizzarmi sui particolari curiosi di cui la città è piena, ma che spesso non vengono nemmeno notati perché si è troppo rapiti dall’immensa bellezza che ci circonda.

Avendo visitato Venezia mille volte, cerco di stare alla larga dai posti in cui si condensano i turisti per rimanere un po’ in disparte e godermi una città più tranquilla e (quasi) tutta per me. Nella mia ultima visita però son capitata per sbaglio nei pressi di piazza San Marco e, alzando lo sguardo, ho notato un curioso altorilievo, quello che vedete nella foto in alto.



Non si tratta di un semplice altorilievo ornamentale, ma di un omaggio a una popolana che, un po’ a sua insaputa, ha salvato la città da una dittatura: Giustina Rossi, meglio conosciuta come ea vecia del morter (la vecchia col mortaio).

Siamo nel 1310 e nella Serenissima c’è chi sta meditando di assaltare Palazzo Ducale e uccidere il Doge. A capitanare la rivolta è tale Bajamonte Tiepolo, un personaggio amato e rispettato dal popolo discendente di una nobile e potente famiglia.

Non mi sto a perdere in particolari e vado dritta al punto: mentre il nostro tenta di arrivare in piazza San Marco per far fuori il Doge, a una vecchia curiosa affacciata alla finestra cade il mortaio di marmo, pesantissimo, che stava tenendo in mano, uccidendo sul colpo il portabandiera dell’esercito dei rivoltosi. Lo scompiglio tra i soldati è immediato e porta a una facile sconfitta da parte dell’esercito popolare.

La Repubblica di Venezia è così salva, e per gratitudine nei confronti della signora Giustina le viene bloccato per sempre l’affitto.

In verità la storia non è andata proprio così: quando Bajamonte Tiepolo e i suoi arrivarono in piazza, trovarono uno schieramento nettamente superiore che furono costretti a una veloce ritirata verso Rialto, e alla successiva sconfitta nonché all’esilio del Bajamonte stesso.

Nonostante siano soltanto una leggenda, Giustina e il suo mortaio sono scolpiti nel cuore di Venezia e lì rimarranno sempre. Per vederli basta andare nelle Mercerie dell’Orologio nei pressi di piazza San Marco e alzare lo sguardo all’angolo col sotoportego del Cappello Nero.

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