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Mangiari di Strada a Milano: il cibo di strada in versione chic


Mangiari di Strada è un ristorante non-ristorante di Milano che propone tutto il cibo che, per tradizione, è classificato come “cibo di strada” da gustare comodamente seduto e… sotto un tetto, non per strada. E in un periodo in cui lo street food va così di moda (insieme a tutte le robe bio, stagionali e a chilometri zero che qui non mancano) può essere una formula vincente. Peccato però per i prezzi…

NB l’articolo originale è stato pubblicato in data 14/12/2012, e successivamente aggiornato e ripubblicato.

Mica facile riuscire a scrivere due righe su questo posto, dal momento che il nome un po’ contrasta con il concept. Sostanzialmente qui si mangia il cibo di strada, ma in un contesto insolito: intanto, non per strada (aggiungo per fortuna, visto il postaccio in cui si trova!), ma in un ambiente minimal chic tendente al fighetto. Siamo a Milano e ai milanesi piace ciò, ma non trovo del tutto inappropriate le critiche lette sul web di alcuni che “accusano” Mangiari di Strada di essere fighetto ma voler proporre piatti “da strada”, con prezzi da locale fighetto e non da strada.

Ma andiamo per ordine.


Mangiari di Strada si trova  nella parte più remota di via Lorenteggio al numero 269, in un posto “sperduto” immerso nel grigio e palazzoni. Arrivarci in una giornata uggiosa non è proprio il massimo. Sì, sto un po’ esagerando: come location c’è di peggio (d’altronde al peggio non c’è mai limite) ma i margini di miglioramento sono larghissimi.

Inoltre, visto da fuori sembra un capannone industriale. Manca solo la scritta “Piastrelle all’ingrosso”. Dentro è tutta un’altra storia: un grande ambiente (l’interno di un capannone industriale?) tutto rimesso a nuovo e molto accogliente. Ti si apre il cuore (nonché lo stomaco) ad entrare: subito davanti alla porta d’ingresso si trova il bancone con ogni ben di Dio esposto, con tanto di donnina che prepara la pasta fatta in casa davanti ai tuoi occhi. Sulla sinistra la zona in cui si mangia. Sul retro c’è poi un dehor per l’estate.


Lì per lì non è immediato capire come fare ad accaparrarsi il pane quotidiano. Ma chiedendo, l’arcano viene svelato: in settimana prima si paga poi si consuma, mentre al sabato, in cui tutti siamo più rilassati (!), il contrario. In qualsiasi caso, si ordina da mangiare e si aspetta che venga chiamato il proprio numero quando il piatto è pronto.
Il personale è molto gentile anche se ancora un po’ disorganizzato.

Sopra il bancone si legge il menù su alcune lavagne di ardesia anche se alcuni cartelloni appesi qua e là lo completano con chicche del giorno. Quanto a cibo non c’è che l’imbarazzo della scelta: dalle zuppe e i primi con pasta fatta in casa, ai secondi (tra cui fanno la parte del leone i bolliti), dalla pizza preparata con lievito naturale e farine bio ai salumi affettati in tempo reale e formaggi artigianali. Immancabili i panini (tra cui quello al lampredotto e il pastrami, difficilissimo da reperire in Italia), altrimenti che mangiare di strada è?
Le parole d’ordine sono bio, naturale e stagionale. E queste cose al giorno d’oggi tirano un sacco.


Il cibo è molto, molto buono
: gli ingredienti di qualità si fanno sentire. Ma le porzioni sono piuttosto (troppo!) scarse, il che fa diventare tutto estremamente caro. D’accordo che la qualità si paga, ma secondo me si può essere un po’ più generosi. Eppoi non stiamo parlando di street food? Vero anche che qui abbiamo a che fare con il cibo da strada, ma rivisitato in una chiave più “comoda”, se mi passate il termine.

I prezzi sono un po’ alti e tra l’altro, tornandoci dopo un anno, li ho trovati un po’ ricaricati. Qualche esempio? Piatto con 3 pezzi di bollito 12 €; bagel con salmone e stracchino  9,50 €; panino al pastrami 9,50 €; una birra piccola (non l’ho ancora detto che qui si beve birra Baldin, vero?) 3,50 €.

Velocemente una lista dei pro e contro:

  • PRO: cibo buono e di qualità
  • CONTRO: porzioni troppo piccole
  • CONTRO: prezzi alti
  • CONTRO: location decisamente migliorabile

Anche se i contro sono in netto vantaggio rispetto al pro, do un giudizio complessivamente positivo al locale: il cibo non solo è buono (il bollito, credetemi, mi si scioglieva letteralmente in bocca!), ma è anche di una tipologia talvolta difficile di trovare anche in una città come Milano in cui c’è praticamente di tutto (sono ripetitiva, lo so, ma prendo nuovamente come esempio il pastrami o il panino al lampredotto). Chiudo un occhio volentieri davanti a certi difetti: magari non ci tornerò tutte le settimane (anche perché è troppo sbattimento arrivare fin là!) ma ogni tanto farò volentieri una capatina.
Se volete farvi un giro sul sito ufficiale di Mangiari di Strada, cliccate qui.

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