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Cosa vedere a Cagliari in un giorno: un itinerario tra centro storico e mare

Sapendo che ci torno spesso, in molti mi hanno chiesto se vale la pena visitare Cagliari. La domanda dopotutto è lecita: di solito quando si pensa alla Sardegna vengono in mente le tante spiagge da sogno, il mare caraibico e la birra Ichnusa non filtrata (negli anni passati l’hanno menata così tanto con l’Ichnusa non filtrata che la associo ormai a un cliché squisitamente sardo), non certo il capoluogo. E la mia risposta è assolutamente sì, vale la pena visitare Cagliari, senza pensarci nemmeno mezzo minuto. E vale anche la pena ritornarci. 😉

La mia “prima volta” in assoluto in Sardegna non è stata per nulla precoce: ho colmato questa imperdonabile lacuna solo nel 2015, a 30 anni suonatissimi, proprio con la visita di Cagliari. Ci ho trascorso un weekend lungo di in un autunno mascherato da estate, ma con i vantaggi della bassa stagione, e mi sono innamorata seduta stante di questa città che a tratti ricorda la mia Genova ma meno spigolosa, e a tratti Napoli, ma più ordinata e meno caciarona. E per tutti gli anni a seguire, non ho praticamente mai mancato di fare un fine settimana in città (anche durante il Covid, tra un lockdown e l’altro in cui si poteva mettere il naso fuori dalla propria regione).

Ci vogliono almeno un paio di giorni per visitare per benino Cagliari, ma ho deciso di iniziare col proporvi un giro di una giornata soltanto (per chi non lo sapesse, io sono fortissima nel realizzare itinerari di un giorno nelle città, perdonate la modestia!), convinta che rimarrete anche voi stregati dal fascino cagliaritano e vorrete poi tornarci. In questo secondo caso ho bell’e pronto anche un articolo in cui elenco un po’ di opzioni tra cui scegliere per trascorrere un secondo giorno a Cagliari.

NB Prima di essere aggredita nei commenti: il fatto che il parco del Molentargius con le sue saline e i fenicotteri rosa, la sorprendente necropoli di Tuvixeddu, i musei di Cagliari piuttosto che il santuario di Bonaria non siano inclusi nell’itinerario è una scelta voluta e pensata, non una dimenticanza. Il motivo è semplice: ho selezionato un po’ di luoghi iconici e imperdibili della città, cercando al contempo di realizzare un itinerario che includesse di tutto un po’. In fin dei conti, non si può avere botte piena e moglie ubriaca. Se però è questo che volete… non vi resta che rimanere più a lungo. 😉

Se siete pronti, indossate quindi un paio di scarpe comode che si comincia!

Di seguito trovate l’elenco dei posti che tocca l’itinerario (le chicche gastronomiche sono incluse nel prezzo):

Quartiere della Marina

Per praticità faccio iniziare questo itinerario di un giorno a Cagliari dal quartiere della Marina, poiché qui si trova la stazione ferroviaria, quella degli autobus e nei pressi fanno sosta le navi da crociera. E anche chi arriva in macchina non avrà difficoltà a trovare parcheggio nei pressi. Un posto comodo per tutti, insomma.

Il quartiere è multietnico, pittoresco e colorato: quello che ci vuole per cominciare col piede giusto la visita della città.
Gironzolate un po’ per le vie, sbirciate dentro le botteghe e dirigetevi infine in piazza Yenne, uno degli angoli più vivaci della città. Anche se è di sera che dà il meglio, essendo il fulcro della movida cagliaritana, la piazza non è mai vuota e il solo passarci trasmette allegria e voglia di vivere.

Se dovete fare ancora colazione vi segnalo la pasticceria Dulcis in via Lodovico Baylle 25, uno dei miei punti di riferimento golosi in città, ma poiché intendo farvi tornare qui anche a fine giro per far scorta di pàrdulas e/o pizzette di pasta sfoglia. Resistete ancora un po’ che tra poco vi do due opzioni per fare colazione, entrambe da leccarsi i baffi. Oppure fate più di una colazione… ma non prendetevela con me se poi a fine giro non riuscirete più ad abbottonarvi i pantaloni!

Mercato di San Benedetto

Da piazza Yenne imboccate prima via Manno e poi, superando il ben visibile Bastione Saint Remy (su cui saliamo dopo), via Garibaldi. Entrambe sono due vie dello shopping molto amate a Cagliari dove, oltre alle solite catene presenti nei centri storici di tutta Italia, si alternano negozi più originali e tanti, tantissimi locali. In queste vie all’ora dello struscio ci si fa trascinare dalla gente intenta a fare i raggi x alle vetrine.

In una ventina di minuti si arriva al Mercato Civico di San Benedetto, ma prima, come promesso, si fa colazione! Vi segnalo non una, ma ben due pasticcerie TOP che si trovano, rispettivamente, sulla strada e proprio davanti al mercato: Chez Les Negres in via Sidney Sonnino 175 e la Pasticceria Piemontese in via Enrico Lai 4 (si è spostata di poco dalla sede precedente che era proprio di fronte al mercato). Sono entrambi due locali storici della città, due pasticcerie che da tempo immemore forniscono le paste della domenica ai cagliaritani senza mai deluderli. Non chiedetemi di darvi un suggerimento perché non saprei proprio che dirvi. L’unico cosa per cui mi sbilancio è il caffè: mentre dalla Pasticceria Piemontese c’è un vero e proprio angolo bar (anche se, talvolta, non spiccano per simpatia), da Chez Les Negres non potrete ambire a nulla di più che un caffè della macchinetta. In entrambi i casi non riuscirete però a fare colazione da seduti perché non ci sono tavolini da sedervi.

E adesso, con zuccheri e caffeina in circolo, buttatevi dentro il bellissimo Mercato di San Benedetto: un struttura coperta su due piani con banchi coloratissimi e ben forniti. Dal pesce alla carne, dal pane alla frutta, dai formaggi al vino. Un tripudio di profumi e colori che vi farà venire voglia di comprare tutto… e, soprattutto, di mangiare di nuovo!

Non ci sono moltissimi banchi che offrono cibo da consumare sul posto, ma con un pizzico di fantasia e mettendo da parte la formalità si riesce a organizzare una bevuta estemporanea con un calice di vino recuperato al banco della mescita (se lo trovate chiuso, chiedete ai banchi del formaggio, alcuni sono attrezzati, o andate in uno dei due micro bar all’interno del mercato), accompagnato da una fetta di pecorino sardo stagionato acquistato dal formaggiaio e/o da una pizzetta di pasta sfoglia, grande vanto cittadino, presa ad un banco del pane. In questo modo vi fate un aperitivo 100% sardo, economico e buonissimo.

Curiosità: coi suoi 8000 m² è il più esteso mercato coperto d’Europa!
Il mercato si trova in via Francesco Cocco Ortu 50 ed è aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 del mattino alle 14 (il sabato fino alle 15).

Quartiere Villanova e la via nascosta dei murales

Dal mercato, che rimane un po’ in disparte, torniamo di nuovo verso il centro. Ma questa volta lo facciamo attraversando il quartiere di Villanova (Città Nuova) con le sue stradine acciottolate, le case basse e le finestre armate di fioriere fiorite. Una sosta nella tranquilla piazza San Domenico è doverosa: un angolo di città molto discreto e riservato più ai cagliaritani che ai turisti. Noterete con facilità la vocazione rurale di Villanova: dopotutto, si tratta del quartiere dell’espansione di Cagliari verso la campagna.

E dopo aver bighellonato un po’ per le vie del quartiere, dirigetevi verso piazza Marginotti per andare a cercare una chicca nascosta. Si tratta di via San Saturnino o, meglio un suo “distaccamento” costituito dalla prosecuzione pedonale della via stessa. La particolarità di questo vicolo, perché non si può più parlare di via a questo punto, è che rappresenta una sorta di zona franca per i writers cagliaritani, che hanno completamente ricoperto di murales, da una parte il muro e dall’altra le facciate basse delle abitazioni, ognuna con il suo bel giardino nascosto. Non a caso la ciliegina sulla torta è proprio la bouganville che sbuca al di là dei muri. La via più colorata di Cagliari, insomma!
Vi avverto che non è immediato trovarla, ma impegnatevi perché ne vale la pena: recatevi a in piazza Giovanni Marghinotti e, dando le spalle a palazzo Valdès, dovreste intravedere sulla sinistra l’ingresso del vicolo.

Bastione di Saint Remy

Una volta usciti dal tripudio di colori di via San Saturnino, i tempi sono maturi per entrare nel quartiere Castello e lo facciamo attraversando uno dei monumenti più belli e appariscenti della città, il candido bastione di Saint Remy, che prende il nome dal primo viceré piemontese, Filippo-Guglielmo Pallavicini, barone di Saint Remy. Il bastione, dopo diversi anni di restauri che ne impedivano l’accesso, è stato rimesso a nuovo di recente ed è più splendente che mai.
Anche la Passeggiata Coperta, accessibile dal primo piano della monumentale scalinata marmorea del Bastione, è stata restituita a cagliaritani e turisti da qualche anno. Un luogo molto affascinante che permette di fare un tuffo nella Belle Époque: qui, nel periodo in cui la città si stava gradualmente trasformando in un luogo aperto e vivo (a Ottone Bacaredda, allora sindaco di Cagliari, va data buona parte di merito) si tenevano balli, conferenze, banchetti e transitava gente da tutta l’Europa.
Se il Bastione è accessibile in qualsiasi orario e gratuitamente, l’accesso alla Passeggiata è a pagamento (3€) e solo in alcune fasce orarie che suggerisco di controllare prima di recarvi in città poiché variano leggermente a seconda della stagione.

La brutta notizia è che adesso bisogna fare qualche rampa di scale – non sembra ma si sale di un po’ – ma quella bella, anzi bellissima, è che dal terrapieno del bastione, un’ampia terrazza panoramica baciata dal sole, la vista su Cagliari e il mare è meravigliosa! Di sera poi, non ne parliamo…

Quartiere Castello, le Torri e la Cattedrale

Adesso vi trovate ufficialmente nel quartiere su Casteddu, Castello, il cuore di Cagliari, nonché una delle zone più interessanti della città. Castello, racchiuso da bianche mura a strapiombo e protetto da bastioni, rappresenta la parte più alta di Cagliari.
Un tempo era la zona abitata da autorità religiose e nobili e, anche se oggi non è più così, è qui che i sardi identificano la città di Cagliari. Stradine ripide e strette, tesori nascosti, scorci indimenticabili e localini deliziosi rendono questo angolo di Cagliari un posto super piacevole in cui trascorrere un po’ di tempo.

Dal terrapieno del bastione di Saint Remy, dove vi ho lasciato, raggiungete in pochi minuti la Torre dell’Elefante, una delle due “torri gemelle” della città costruite a inizio Trecento e che, da allora, dominano e caratterizzano lo skyline cittadino. Potete decidere di salire sulla torre se il tempo non stringe troppo ma se, così non fosse, io vi suggerisco di sacrificare la Torre dell’Elefante e salire soltanto sulla gemella di San Pancrazio, dove vi porto a breve. Il costo del biglietto è di 3€ e gli orari di apertura sono: in inverno (solitamente dal 1° ottobre) tutti i giorni dalle 9 alle 17 e in estate (da metà maggio) tutti i giorni dalle 10 alle 19.

NB nel momento in cui (ri)scrivo questo post, la torre dell’Elefante è accessibile solo fino al penultimo piano, quindi la vista terrazza panoramica in alto è momentaneamente chiusa al pubblico (=non si vede il lato mare), mentre quella di San Pancrazio è chiusa da anni per restauri.

Se ve lo state chiedendo, il nome “dell’Elefante” è dovuto a una piccola statua di un elefante che si vede in prossimità del passaggio a sud della torre. Ma forse non tutti sanno che di sculture di elefanti nella torre ne son state trovate ben due: la prima è quella nota al grande pubblico, mentre la seconda è sempre rimasta dietro le quinte, e si pensa assomigli più a un mammut che a un elefante. Piccola parentesi splatter: gli spagnoli solevano appendere le teste dei prigionieri decapitati, contenute in delle gabbie, alla saracinesca della torre. :-/

Proseguendo per via Santa Croce si incontrano un po’ di locali interessanti: tra cui Pani e Casu a Castello. La location, soprattutto se avete la possibilità di mangiare fuori, parla da sola. Si mangia cibo tipicamente sardo (se volete il maialino va però prenotato in anticipo) e i prezzi non sono alti.

Sempre lungo la via c’è un altro posto molto panoramico, che un tempo era soltanto un bar/locale che si è convertito anche in ristorante: il Libarium Nostrum. Io ve lo suggerisco però più che altro per un drink – un Alligatore, ovviamente – pre o post cena o per un caffè con vista.

Poco più in là, ancora lungo via Santa Croce, si trova quello che fu il ghetto degli ebrei, di cui oggi rimane ben poco… sostanzialmente solo il nome.

Adesso dirigetevi verso la cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia, il principale luogo di culto cittadino, in cui potete entrare per dare un’occhiata. L’interno è molto luminoso e, tra le cose da vedere  c’è pure una spina appartenuta alla corona di Gesù, almeno così si pensa. L’ingresso è gratuito, è suggerita una donazione per l’accesso alla cripta. Qui potete trovare giorni e orari di apertura e delle funzioni religiose.


Io amo molto lo slargo che si apre davanti alla cattedrale: si sviluppa su due piani ed è in parte chiuso e protetto dalla facciata dell’Antico Palazzo di Città, in parte aperto sull’infinito (piazza Palazzo). Il piano “di sotto”, ossia piazza Carlo Alberto ospita i tavolini all’aperto di un tranquillo bar ed è lambito da un fotogenico palazzo un po’ trasandato che osserva il tutto. È un buon posto in cui fare una breve sosta.

Poco oltre la Cattedrale si trova il Palazzo Regio in cui suggerisco di fare una breve sosta (ci vogliono 15/20 minuti a visitarlo). Oggi ospita gli uffici decentrati della nuova Provincia del Sud Sardegna, ma un tempo era la residenza del rappresentante del re durante le dominazioni aragonese, spagnola e sabauda. Le stanze visitabili sono in effetti degne di inquilini di un certo tipo. È aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 18:30 e il biglietto di ingresso costa 3€. Non si tratta dell’attrazione più imperdibile di Cagliari ma se non siete troppo tirati, suggerisco una sosta veloce anche qui.

Dopodiché, prendendo via Pietro Martini, arrivate in piazza dell’Indipendenza dove si trova l’altra torre gemella di Cagliari, la Torre di San Pancrazio. Dai suoi 129 metri sul livello del mare (39 di altezza a cui va sommato il fatto che si trova nel punto più alto della città), regala panorami mozzafiato che spaziano sulla città e tutto il golfo. Sulla Torre di San Pancrazio (quando riaprirà, non son riuscita a recuperare informazioni in merito) dovete assolutamente salire, trattandosi del punto di osservazione più alto della città. La foto sotto è stata scattata dalla sommità della torre).
Poco oltre la torre di San Pancrazio si trova la Cittadella dei Musei che costituisce il polo museale di Cagliari, i cui fiori all’occhiello sono il Museo Archeologico e la Pinacoteca Nazionale (quest’ultima momentaneamente chiusa per lavori, seguite i canali social per avere informazioni circa la riapertura). Il complesso è aperto dal lunedì alla domenica dalle 8:45 del mattino alle 19:45. Se siete di fretta (come immagino, dato che avete solo un giorno per visitare la città) vi suggerisco di tenervi questo intermezzo culturale per un’altra volta e di proseguire oltre, che di cose da vedere ce ne sono ancora un bel po’.

Anfiteatro romano

Adesso, uscendo da Castello da porta Cristina e imboccando viale Buon Cammino, in una decina scarsa di minuti, arrivate al cospetto dell’Anfiteatro Romano, il monumento più importante della città. Ça va sans dire, quindi, che è una tappa da non perdere. Pensate che durante il suo periodo d’oro poteva ospitare fino a 10.000 persone! L’anfiteatro è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Il biglietto d’ingresso costa 3€.

Sotto l’Anfiteatro si trova l’Orto Botanico di Cagliari, uno dei più grandi d’Italia dove, tra una pianta e l’altra, si trovano delle rovine romane. È aperto tutti i giorni tranne il lunedì con orari un po’ diversi a seconda della stagione (potete controllarli qui) e il biglietto d’ingresso costa 4€. È un posto in cui si trascorre piacevolmente un’ora, ma il mio suggerimento è di andare oltre e visitarlo la prossima volta: a ‘sto giro avete poco tempo a disposizione e c’è ancora un bel po’ di roba da vedere.

Prima di gettarvi nelle vie di Stampace, date un’occhiata (purtroppo solo dall’esterno) alla Villa di Tigellio che si trova poco oltre l’Orto Botanico. È ciò che rimane di una villa aristocratica di epoca romana. Nonostante rappresenti uno dei siti archeologici più importanti di tutta la Sardegna, al momento della mia ultima visita in città (maggio 2023) era chiusa al pubblico e in uno stato di declino imbarazzante. Mi auguro che qualcuno se ne occupi a breve.

Quartiere Stampace, la chiesa di Sant’Efisio e la cripta di Santa Restituta

Adesso sì che è il momento di gironzolare più o meno senza meta per le vie di Stampace. È un quartiere di origine medievale dove un tempo abitavano mercanti e artigiani. Oggi, nascoste tra le strette vie di case basse e ingressi pieni di fioriere, si trovano un paio di interessanti attrazioni cittadine.

La chiesa barocca di Sant’Efisio, dedicata al patrono della città molto amato dai cagliaritani, costruita sopra la grotta in cui avvenne il suo martirio (vedi sotto). La piccola chiesa è visitabile gratuitamente il venerdì e il sabato dalle 10 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 13.

Decisamente più interessante è, poco oltre, la suggestiva cripta di Santa Restituta, una grotta naturale che nel corso degli anni ha avuto diversi utilizzi, da cava di blocchi di calcare a deposito di anfore a luogo di culto. Nella grotta son state trovate le reliquie di Santa Restituta e, secondo la tradizione, ella avrebbe fatto lezioni ai ragazzini del quartiere proprio qui sotto. La cripta è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19, il biglietto* d’ingresso costa 2€.
In biglietteria potete chiedere di visitare anche il cosiddetto carcere di Sant’Efisio (o cripta di Sant’Efisio), ossia il luogo della prigionia del martire. In questo caso dovete acquistare un biglietto cumulativo che costa 5€.

Poetto e Calamosca

Per concludere in bellezza, augurandomi che abbiate ancora un po’ di tempo (almeno un paio d’ore), vi porto al mare! E mica in un posto qualsiasi, ma in una location d’eccezione: il Poetto, la luuuunga spiaggia cittadina di sabbia bianca a qualche chilometro dal centro città. Un mare spettacolare lambisce questo meraviglioso angolo di Sardegna. Qui potete passeggiare (avete ben 8 km di spiaggia a disposizione!) oppure sedervi da qualche parte a godervi tutta questa sconfinata bellezza.

Qualora non si fosse fatto troppo tardi, per l’ora dell’aperitivo fatevi trovare a Calamosca. Si trova a una trentina di minuti a piedi da marina piccola, il porticciolo del Poetto, ossia dall’altra parte della collina in cui sorge la Sella del Diavolo. Calamosca è una caletta più isolata e meno frequentata del Poetto, seppur non deserta, e che rimane riparata dal vento. Un posto romantico, l’ideale per aspettare il calar del sole, magari sorseggiando qualcosa da bere dall’unico bar della zona, le Terrazze di Calamosca, con tavolini molto panoramici (negli ultimi anni è diventato un po’ troppo fighetto per i miei gusti, ma con una location così glielo perdono).

E se per sbaglio avanzano ancora un po’ di tempo e, soprattutto, di energia, prima della birretta al tramonto, arrampicatevi sulla Sella del Diavolo: si sale in soli 45 minuti e si scende in poco meno, ma i panorami che regala sono impagabili! Per inciso: arrampicatevi non in senso letterale, è una breve escursione alla portata di tutti.

Da un punto di vista pratico al Poetto ci si arriva prendendo uno tra i bus PF e PQ dalla stazione ferroviaria di Cagliari. Ci vogliono circa 15/20 minuti e il biglietto è quello ordinario da 1,30€.
A Calamosca ci si arriva, dal lunedì al sabato, prendendo prima uno dei bus PF e PQ in direzione Poetto fino alla fermata via Vergine di Lluc, poi camminando per una ventina di minuti. La domenica esiste invece il bus 511 che vi recapita direttamente a Calamosca, sempre in partenza dalla stazione dei treni di Cagliari.

Una volta rientrati in città, non dimenticatevi di fare un salto da Dulcis (negli ultimi anni ha aperto diverse sedi in città) per portare a casa un po’ di dolcetti sardi (io adoro le loro pàrdulas) oppure delle pizzette di paste sfoglia, che difficilmente troverete altrove. Tutti i locali di Dulcis sono aperta fino alle 21, non c’è quindi il rischio di rimanere senza souvenir gastronomico.

Che mi dite quindi, vi è piaciuto il giro per Cagliari? Io son pronta a scommettere che avete ancora voglia di scoprire questa straordinaria città… ed è per questo che sono attrezzata con consigli supplementari.

Dove mangiare a Cagliari

A questo punto posso fare outing: io a Cagliari torno spesso anche perché si mangia molto bene! Oltre alle già citate pasticcerie ci sono tre ristoranti in cui si mangia principalmente pescefresco, tanto e buono – che consiglierei subito per l’ottimo rapporto qualità prezzo e che rappresentano delle esperienze davvero cagliaritane: La Balena, Gioia e Gusto, Non Solo Mare. Non li ho inclusi nell’itinerario perché si trovano tutti e tre un po’ fuori dal centro. Quindi, se avete il tempo contato, segnateveli per la prossima volta.

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Leggi i commenti (8)

  • Grazie. Ho stampato il testo per portarlo con me!

    Piccolo suggerimento: perchè non prevedere appunto una versione senza figure, pronta da stampare?
    Ancora grazie

    • Ciao Gaetano,
      grazie per il tuo commento!
      Sai che ci avevo già pensato alla versione stampabile? Poi, per un motivo o per l'altro, ho sempre accantonato l'idea. La riprendo in considerazione!
      Fai un buon giro a Cagliari e se ti va torna a raccontarmi le tue impressioni!
      Buona giornata,
      Silvia

  • Splendido racconto. Link salvato per il viaggio di fine luglio! A proposito...non è che faresti in tempo a scrivere l'articolo su cosa e dove mangiare a Cagliari? :D

    Grazie!

    • Ciao Valeria,
      grazie mille per il tuo commento, mi ha fatto davvero molto piacere! :)
      Il post su cosa mangiare a cagliari ce l'ho in bozze da talmente tanti mesi, nel frattempo, non escludo siano cambiate un bel po' le cose.

      Ti lascio comuqnue qui qualche suggerimento al volo (che sono poi gli stessi posti già citati nell'ultimo paragrafo):
      - Non Solo Mare all'Isola dei Pescatori: non sono simpaticissimi ma si mangia pesce fresco (e tanto!) con menù fisso a un prezzo più che ragionevole.
      - La Balena: trattoria ruspantissima un po' fuori dal centro, luogo storico e frequentato da gente del posto. Prezzi onestissimi, atmosfrea simpatica e decisamente autentica.
      - Osteria Gioia e Gusto: anche questa osteria rimane non in centro ma si mangia bene (principalmente pesce) e le porzioni sono più che generose. Ed essendo frequenatata da gente del posto, direi che è una garanzia!

      Anche per quanto riguarda colazioni/drink/spuntini/merende ci sono già dei riferimenti nell'articolo. :)

      Salutami Cagliari (spero di tornarci in autunno, come da mia consuetudine) e passatela bene! Son certa che questa città ti farà innamorare. ;)

      Buon pomeriggio,
      Silvia

      • Ciao Silvia!

        Grazie davvero per la celerità della risposta.

        Dopo la lettura del tuo articolo, ho subito cominciato a dare un'occhiata ai posti da te suggeriti. Le tue ultime precisazioni mi confermano l'impressione (positiva) che ho avuto anche attraverso altre recensioni, foto e menu dei vari locali.
        Mi attrae molto l'Osteria Gioia e Gusto. Ho visto peraltro che ha due sedi: una ad est e una ad ovest, via Rossini e via Mameli (o viceversa, non ricordo ;) ).

        Ti saluteremo Cagliari!

        Buon pomeriggio a te e ancora grazie,

        Valeria

        • Mamma mia Valeria, mi stai facendo venire una fame!!! :D
          Io ho mangiato molto bene in tutti i tre posti che ti ho consigliato. Non sapevo della seconda sede di Gioia e Gusto: io son stata in via Rossini e, in quanto a cibo, mi son trovata benisimo!
          Le location possono migliorare (a parte Non Solo Mare, gli altri due posti non hanno vista mare e non sono centrali), ma se è il buon cibo abbinato a un'esperienza local quello che cerchi, fanno decisamente al caso tuo. ;)

          Se ti va, poi torna a farmi sapere le tue impressioni, sia sulla città che sui ristoranti.

          Grazie e buona serata,
          Silvia

    • Grazie mille a te Erika per il commento!
      Spero che Cagliari ti sia piaciuta. :)

      Buona serata,
      Silvia

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