Cosa vedere a Cagliari in un giorno: un itinerario tra centro storico e mare

 

Cosa vedere a Cagliari in un giornoSapendo che ci torno spesso, in molti mi hanno chiesto se vale la pena visitare Cagliari. La domanda dopotutto è lecita: di solito quando si pensa alla Sardegna vengono in mente le tante spiagge da sogno, il mare caraibico e la birra Ichnusa non filtrata (l’hanno menata così tanto con l’Ichnusa non filtrata che la associo ormai a un cliché squisitamente sardo), non certo il capoluogo. E la mia risposta è assolutamente sì: vale la pena visitare Cagliari, senza pensarci nemmeno mezzo minuto.

La mia “prima volta” in Sardegna non è stata per nulla precoce: ho colmato questa imperdonabile lacuna a 30 anni suonatissimi ed è stata proprio a Cagliari, dove ho trascorso un weekend lungo di in un autunno mascherato da estate, ma con i vantaggi della bassa stagione. Mi sono innamorata seduta stante di questa città che a tratti ricorda la mia Genova, ma meno spigolosa, e a tratti Napoli, ma più ordinata e meno caciarona. E per tutti gli anni a seguire, non ho mai mancato di fare un fine settimana in città. Perché ci vogliono almeno un paio di giorni per visitare per benino Cagliari, ma ho deciso di iniziare col proporvi un giro di una giornata soltanto (per chi non lo sapesse, io sono fortissima nel realizzare itinerari di un giorno nelle città, perdonate la modestia!), convinta che rimarrete anche voi stregati dal fascino cagliaritano e vorrete poi tornarci. In questo secondo caso ho bell’e pronto anche un articolo sul giorno 2 a Cagliari (è linkato in fondo all’articolo). 😉
Cagliari dalla Torre dell'Elefante
NB Prima di essere aggredita nei commenti: il fatto che il parco del Molentargius con le sue saline e i fenicotteri rosa, la sorprendente necropoli di Tuvixeddu, i musei di Cagliari piuttosto che il santuario di Bonaria non siano inclusi nell’itinerario è una scelta voluta e pensata, non una dimenticanza. Il motivo è semplice: ho selezionato un po’ di luoghi iconici e imperdibili della città, cercando al contempo di realizzare un itinerario che includesse di tutto un po’. Dopotutto non si può avere botte piena e moglie ubriaca. Se è questo che volete… non vi resta che rimanere più a lungo in città!

Se siete pronti, indossate quindi un paio di scarpe comode che si comincia!

Di seguito l’elenco dei posti che tocca l’itinerario, le chicche gastronomiche sono incluse nel prezzo:

Quartiere della Marina

Per praticità faccio iniziare questo itinerario di un giorno a Cagliari dal quartiere della Marina, poiché qui si trova la stazione ferroviaria, quella degli autobus e nei pressi fanno sosta le navi da crociera. E anche chi arriva in macchina non avrà difficoltà a trovare parcheggio nei pressi. Un posto comodo per tutti, insomma.
Il quartiere è multietnico, pittoresco e colorato: quello che ci vuole per cominciare col piede giusto la visita della città.
Gironzolate un po’ per le vie, sbirciate dentro le botteghe e dirigetevi infine in piazza Yenne, uno degli angoli più vivaci della città. Anche se è di sera che dà il meglio, essendo il fulcro della movida cagliaritana, la piazza non è mai vuota e il solo passarci trasmette allegria e voglia di vivere.

Se dovete fare ancora colazione vi segnalo la pasticceria Dulcis in via Lodovico Baylle 25, uno dei miei punti di riferimento golosi in città, ma poiché intendo farvi tornare qui anche a fine giro per far scorta di pàrdulas, resistete ancora un po’ che tra poco vi do due opzioni per fare colazione, entrambe da leccarsi i baffi. Oppure fate più di una colazione… ma non prendetevela con me se poi a fine giro non riuscirete più ad abbottonarvi i pantaloni!

Mercato di San Benedetto

Da piazza Yenne imboccate prima via Manno e poi, superando il ben visibile Bastione Saint Remy (su cui saliamo dopo), via Garibaldi. Entrambe sono due vie dello shopping molto amate a Cagliari dove, alle solite catene presenti nei centri storici di tutta italia, si alternano negozi più originali e tanti, tantissimi locali. In queste vie all’ora dello struscio ci si fa trascinare dalla gente intente a fare i raggi x alle vetrine.

In una ventina di minuti si arriva al Mercato Civico di San Benedetto, ma prima, come promesso, si fa colazione! Vi segnalo non una, ma ben due pasticcerie TOP che si trovano, rispettivamente, sulla strada e proprio davanti al mercato: Chez Les Negres in via Sidney Sonnino 175 e la Pasticceria Piemontese in via Francesco Cocco Ortu 39. Sono entrambi due locali storici della città, due pasticcerie che da tempo immemore forniscono le paste della domenica ai cagliaritani senza mai deluderli. Non chiedetemi di darvi un suggerimento perché non saprei proprio che dirvi. L’unico cosa per cui mi sbilancio è il caffè: mentre dalla Pasticceria Piemontese c’è un vero e proprio angolo bar, da Chez Les Negres non potrete ambire a nulla di più che un caffè della macchinetta.
Mercato Civico di San Benedetto, Cagliari
E adesso, con zuccheri e caffeina in circolo buttatevi dentro il Mercato di San Benedetto: un struttura coperta su due piani con banchi ben forniti. Dal pesce alla carne, dal pane alla frutta, dai formaggi al vino. Un tripudio di profumi e colori che vi farà venire voglia di comprare tutto… e di mangiare di nuovo!
Non ci sono moltissimi banchi che offrono cibo da consumare sul posto, ma con un pizzico di fantasia e mettendo da parte la formalità si riesce a organizzare una bevuta estemporanea con un calice di vino recuperato al banco della mescita (magari non proprio calice in senso letterale, ma non ci formalizziamo troppo per un bicchiere di plastica, vero?) accompagnato da una fetta di pecorino sardo stagionato acquistato dal formaggiaio e/o da una pizzetta di pasta sfoglia, grande vanto cittadino, presa nel reparto pane.
Curiosità: coi suoi 8000 m² è il più esteso mercato coperto d’Europa!
Il mercato si trova in via Francesco Cocco Ortu 50 ed è aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 del mattino alle 3 del pomeriggio.

Quartiere Villanova e la via nascosta dei murales

Quartiere Villanova, CagliariDal mercato, che rimane un po’ in disparte, torniamo di nuovo verso il centro. Ma questa volta lo facciamo attraversando il quartiere di Villanova (Città Nuova) con le sue stradine acciottolate, le case basse e le finestre armate di fioriere fiorite. Una sosta nella tranquilla piazza San Domenico è doverosa: un angolo di città molto discreto e riservato più ai cagliaritani che ai turisti. Noterete con facilità la vocazione rurale di Villanova: dopotutto, si tratta del quartiere dell’espansione di Cagliari verso la campagna.
Via San Saturnino, Cagliari
E dopo aver bighellonato un po’ per le vie del quartiere, dirigetevi verso piazza Marginotti per andare a cercare una chicca nascosta. Si tratta di via San Saturnino o, meglio un suo “distaccamento” costituito dalla prosecuzione pedonale della via stessa. La particolarità di questo vicolo, perché non si può più parlare di via a questo punto, è che rappresenta una sorta di zona franca per i writers cagliaritani, che hanno completamente ricoperto di murales, da una parte il muro e dall’altra le facciate basse delle abitazioni, ognuna con il suo bel giardino nascosto. Non a caso la ciliegina sulla torta è proprio la bouganville che sbuca al di là dei muri. La via più colorata di Cagliari, insomma!
Vi avverto che non è immediato trovarla, ma impegnatevi perché ne vale la pena: recatevi a in piazza Giovanni Marghinotti e, dando le spalle a palazzo Valdès, dovreste intravedere sulla sinistra l’ingresso del vicolo.

Bastione di Saint Remy

Bastione di Saint Remy, CagliariUna volta usciti dal tripudio di colori di via San Saturnino, i tempi sono maturi per entrare nel quartiere Castello e lo facciamo attraversando uno dei monumenti più belli e appariscenti della città, il candido bastione di Saint Remy, che prende il nome dal primo viceré piemontese, Filippo-Guglielmo Pallavicini, barone di Saint Remy. Tra l’altro il bastione, dopo diversi anni di restauri che ne impedivano l’accesso, è stato rimesso a nuovo di recente ed è più splendente che mai!
La brutta notizia è che bisogna fare qualche rampa di scale -non sembra ma si sale di un po’- ma quella bella, anzi bellissima, è che dal terrapieno del bastione, un’ampia terrazza panoramica baciata dal sole, la vista su Cagliari e il mare è meravigliosa! Di sera poi, non ne parliamo…

Quartiere Castello, le Torri e la Cattedrale

Adesso vi trovate ufficialmente nel quartiere su Casteddu, Castello, il cuore di Cagliari, nonché una delle zone più interessanti della città. Castello, racchiuso da bianche mura a strapiombo e protetto da bastioni, rappresenta la parte più alta di Cagliari. Un tempo era la zona abitata da autorità religiose e nobili e, anche se oggi non è più così, è qui che i sardi identificano la città di Cagliari. Stradine ripide e strette, tesori nascosti, scorci indimenticabili e localini deliziosi rendono questo angolo di Cagliari un posto super piacevole in cui trascorrere un po’ di tempo.
Torre dell'Elefante, Cagliari
Dal terrapieno del bastione di Saint Remy, dove vi ho lasciato, raggiungete in pochi minuti la Torre dell’Elefante, una delle due “torri gemelle” della città costruite a inizio Trecento e che, da allora, dominano e caratterizzano lo skyline cittadino. Potete decidere di salire sulla torre se il tempo non stringe troppo ma se, così non fosse, io vi suggerisco di sacrificare la Torre dell’Elefante e salire soltanto sulla gemella di San Pancrazio, dove vi porto a breve. Il costo del biglietto* è di 3€ e gli orari di apertura sono: in inverno (solitamente dal 1° ottobre) tutti i giorni dalle 9 alle 17 e in estate (da metà maggio) tutti i giorni dalle 10 alle 19.

Se ve lo state chiedendo, il nome “dell’Elefante” è dovuto a una piccola statua di un elefante che si vede in prossimità del passaggio a sud della torre. Ma forse non tutti sanno che di sculture di elefanti nella torre ne son state trovate ben due: la prima è quella nota al grande pubblico, mentre la seconda è sempre rimasta dietro le quinte, e si pensa assomigli più a un mammut che a un elefante. Piccola parentesi splatter: gli spagnoli solevano appendere le teste dei prigionieri decapitati, contenute in delle gabbie, alla saracinesca della torre. :-/

Proseguendo per via Santa Croce si incontrano un po’ di locali interessanti: Su Tzilleri ‘e su Doge e Pani e Casu a Castello. Dopotutto dovrebbe essersi fatta l’ora di pranzo, no? Non ho avuto occasione di provare nessuno dei due ristoranti ma le location parlano da sole.
Inoltre, sempre lungo la via c’è un locale molto panoramico, il Libarium Nostrum, che però vi suggerisco più che altro per un drink -un Alligatore, ovviamente- pre o post cena o per un caffè con vista.

Poco più in là, ancora lungo via Santa Croce, si trova quello che fu il ghetto degli ebrei, di cui oggi rimane ben poco… sostanzialmente solo il nome.

Adesso dirigetevi verso la cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia, il principale luogo di culto cittadino, in cui potete entrare per dare un’occhiata (l’ingresso è gratuito, qui giorni e orari di apertura e delle funzioni religiose): tra le cose da vedere c’è pure una spina appartenuta alla corona di Gesù, almeno così si pensa.
Quartiere Castello, Cagliari - lo slargo davanti alla cattedrale
Io amo molto lo slargo che si apre davanti alla cattedrale su due piani e in parte chiuso e protetto dalla facciata dell’Antico Palazzo di Città, in parte aperto sull’infinito (piazza Palazzo). Il piano “di sotto”, ossia piazza Carlo Alberto ospita i tavolini all’aperto di un tranquillo bar ed è lambito da un fotogenico palazzo un po’ trasandato che osserva il tutto. È un buon posto in cui fare una breve sosta.

Dopodiché, prendendo via Pietro Martini, arrivate in piazza dell’Indipendenza dove si trova l’altra torre gemella di Cagliari, la Torre di San Pancrazio. Dai suoi 129 metri sul livello del mare (39 di altezza a cui va sommato il fatto che si trova nel punto più alto della città), regala panorami mozzafiato che spaziano sulla città e tutto il golfo. Sulla Torre di san Pancrazio dovete assolutamente salire, trattandosi del punto di osservazione più alto della città! Prezzo del biglietto* e orari di apertura sono gli stessi della torre dell’Elefante che ho riportato qualche riga sopra..
Cagliari dall'alto - vista dalla Torre di San Pancrazio
*Ne approfitto per aprire una parentesi pecuniaria: se avete intenzione di visitare più monumenti, vi suggerisco di acquistare il biglietto integrato Beni Culturali Cagliari che comprende l’Anfiteatro Romano, la torre dell’Elefante e quella di San Pancrazio, la Cripta di Santa Restituta e la Villa di Tigellio. Costa 6€ con la validità di un giorno, mentre e 8€ con validità di sette giorni.
Laddove in questo itinerario faccio cenno ad attrazioni visitabili utilizzando il Biglietto Integrato, trovate un asterisco (*).

Poco oltre la torre di San Pancrazio si trova la Cittadella dei Musei che costituisce il polo museale di Cagliari, i cui fiori all’occhiello sono il Museo Archeologico e la Pinacoteca Nazionale. Il complesso è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 del mattino alle 20. Se siete di fretta (come immagino, dato che avete solo un giorno per visitare la città) vi suggerisco di tenervi questo intermezzo culturale per un’altra volta e di proseguire oltre, che di cose da vedere ce ne sono ancora un bel po’!

Anfiteatro romano

Adesso, uscendo da Castello da porta Cristina e imboccando viale Buon Cammino, in una decina scarsa di minuti, arrivate al cospetto dell’Anfiteatro Romano, il monumento più importante della città. Ça va sans dire, quindi, che è una tappa da non perdere! Pensate che durante il suo periodo d’oro poteva ospitare fino a 10.000 persone! L’anfiteatro è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17 e il biglietto* d’ingresso costa 3€.
Anfiteatro Romano, Cagliari
Sotto l’Anfiteatro si trova l’Orto Botanico di Cagliari, uno dei più grandi d’Italia dove, tra una pianta e l’altra, si trovano delle rovine romane. È aperto tutti i giorni tranne il lunedì con orari un po’ diversi a seconda della stagione (potete controllarli qui) e il biglietto d’ingresso costa 4€. È un posto in cui si trascorre piacevolmente un’ora, ma il mio suggerimento è di andare oltre e visitarlo la prossima volta: a ‘sto giro avete poco tempo a disposizione.

Prima di gettarvi nelle vie di Stampace, visitate poco oltre l’Orto Botanico la Villa di Tigellio, un complesso di rovine di epoca romana che è ciò che rimane di una villa aristocratica. La villa rappresenta uno dei siti archeologici più importanti di tutta la Sardegna, non perdetevelo! È aperta tutti i giorni in inverno dalle 9 alle 17 mentre in estate dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19 e il biglietto* d’ingresso costa 2€.

Quartiere Stampace, la chiesa di Sant’Efisio e la cripta di Santa Restituta

Adesso sì che è il momento di gironzolare più o meno senza meta per le vie di Stampace. È un quartiere di origine medievale dove un tempo abitavano mercanti e artigiani. Oggi, nascoste tra le strette vie di case basse e ingressi pieni di fioriere, si trovano un paio di interessanti attrazioni cittadine.
Un scorcio del quartiere Stampace, Cagliari
La chiesa barocca di Sant’Efisio, dedicata al patrono della città molto amato dai cagliaritani, costruita sopra la grotta in cui avvenne il suo martirio (vedi sotto). La chiesa è visitabile gratuitamente dalle 10 alle 14 dal martedì alla domenica ma, personalmente non l’ho trovata imperdibile al suo interno. Quindi se la trovate chiusa, non disperatevi più di tanto: avete già visto un bel po’ di cose che meritano di più, con un solo giorno a disposizione!

Decisamente più interessante è, poco oltre, la suggestiva cripta di Santa Restituta, una grotta naturale che nel corso degli anni ha avuto diversi utilizzi, da cava di blocchi di calcare a deposito di anfore a luogo di culto. Nella grotta son state trovate le reliquie di Santa Restituta e, secondo la tradizione, ella avrebbe fatto lezioni ai ragazzini del quartiere proprio qui sotto. La cripta è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 17, il biglietto* d’ingresso costa 2€.
In biglietteria potete chiedere di visitare anche il cosiddetto carcere di Sant’Efisio (o cripta di Sant’Efisio), ossia il luogo della prigionia del martire. In questo caso dovete acquistare un biglietto cumulativo che costa 5€.

Poetto e Calamosca

Per concludere in bellezza… vi porto al mare! E mica in un posto qualsiasi, ma in una location d’eccezione: il Poetto, la luuuunga spiaggia cittadina di sabbia bianca a qualche chilometro dal centro città. Un mare spettacolare lambisce questo meraviglioso angolo di Sardegna. Qui potete passeggiare (avete ben 8 km di spiaggia a disposizione!) oppure sedervi da qualche parte a godervi tutta questa bellezza.
Spiaggia del Poetto, Cagliari
Qualora non si fosse fatto troppo tardi, per l’ora dell’aperitivo fatevi trovare a Calamosca. Si trova a una trentina di minuti a piedi da marina piccola, il porticciolo del Poetto, ossia dall’altra parte della collina in cui sorge la Sella del Diavolo. Calamosca è una caletta più isolata e meno frequentata del Poetto, seppur non deserta, e che rimane riparata dal vento. Un posto romantico, l’ideale per aspettare il calar del sole, magari sorseggiando qualcosa da bere dall’unico bar della zona, le Terrazze di Calamosca, con tavolini molto panoramici.

E se per sbaglio avanzano ancora un po’ di tempo e, soprattutto, di energia, prima della birretta al tramonto, arrampicatevi sulla Sella del Diavolo: si sale in soli 45 minuti e si scende in poco meno, ma i panorami che regala sono impagabili! Per inciso: arrampicatevi non in senso letterale, è una breve escursione alla portata di tutti.
Sella del Diavolo, Cagliari
Da un punto di vista pratico al Poetto ci si arriva prendendo uno tra i bus PF e PQ dalla stazione ferroviaria di Cagliari. Ci vogliono circa 15 minuti e il biglietto è quello ordinario da 1,30€.
A Calamosca ci si arriva, dal lunedì al sabato, prendendo prima uno dei bus PF e PQ in direzione Poetto fino alla fermata via Vergine di Lluc, poi camminando per una ventina di minuti. La domenica esiste invece il bus 511 che vi recapita direttamente a Calamosca, sempre in partenza dalla stazione dei treni di Cagliari.

Una volta rientrati in città, non dimenticatevi di fare un salto da Dulcis per portare a casa un po’ di pàrdulas! La pasticceria è aperta fino a tardi, non c’è il rischio di trovarla chiusa.

Che mi dite quindi, vi è piaciuto il giro per Cagliari? Io son pronta a scommettere che abbiate ancora voglia di questa straordinaria città… Fatemelo sapere nei commenti!

Dimenticavo…

Dove mangiare a Cagliari

Fregola sarda, CagliariA questo punto posso fare outing: io a Cagliari torno spesso anche perché si mangia da Dio! Oltre alle già citate pasticcerie ci sono tre ristoranti in cui si mangia principalmente pescefresco, tanto e buono– che consiglierei subito per l’ottimo rapporto qualità prezzo e che rappresentano delle esperienze davvero cagliaritane: La Balena, Gioia e Gusto, Non Solo Mare. Non li ho inclusi nell’itinerario perché si trovano tutti e tre un po’ fuori dal centro. Quindi, se avete il tempo contato, segnateveli per la prossima volta.
Per ora mi son limitata ad elencarvi i nomi, ma prometto che coi miei tempi biblici, scriverò un articolo di approfondimento su cosa e dove mangiare a Cagliari!

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