Due giorni a Cagliari: come trascorrere un weekend in città

 
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Cagliari in due giorniUn centro storico fatto di vicoli stretti e tanti saliscendi. Un ampio affaccio sul mare e una spiaggia cittadina di sabbia bianca lunga oltre 8 chilometri. Una città dove si mangia bene, dove ci si diverte fino a notte fonda e dove ci si rilassa al sole con una birra in mano. Questa è in poche parole Cagliari. Un posto che si può visitare anche in un paio di giorni, ma che meriterebbe di essere vissuto molto slow e che, soprattutto se visitato velocemente, fa venir voglia di tornarci. A me è successo proprio così: questa città mi ha stregato la prima volta e non ho resistito dal visitarla ancora e ancora.
Vista di Cagliari dal quartiere Castello
Vi ho già realizzato un itinerario di un giorno tra le vie del centro storico e il mare, quindi vi rimando all’articolo dedicato senza stare a ripetermi. In questa sede, mi limito a elencare, in ordine di apparizione, i punti di interesse toccati dall’itinerario: Quartiere Marina, Mercato Civico di San Benedetto, Quartiere Villanova e la via dei murales, Bastione di Saint Remy, Quartiere Castello, Torre dell’Elefante, Cattedrale di Cagliari, Torre di San Pancrazio, Anfiteatro Romano, Villa di Tigellio, Quartiere di Stampace, Chiesa di Sant’Efisio, Cripta di Santa Restituta, Poetto e Calamosca.

Un botto di cose, vero? Se avete la fortuna di avere più tempo a disposizione il mio consiglio è di prendervela con più calma il primo giorno, lasciando eventualmente qualcosa per l’indomani.



Il secondo giorno a Cagliari avete l’imbarazzo della scelta su cosa fare. Poiché le cose fondamentali ve le ho già fatte vedere il primo giorno in città, non vi fornisco adesso un itinerario preciso da seguire, ma semplicemente qualche suggerimento su cosa fare. In questo modo, in base anche ai vostri gusti personali, potete decidere se buttarvi sulla natura o sulla cultura. E, ovviamente, non trascurate l’aspetto gastronomico perché è uno dei pezzi forti di Cagliari!

La necropoli di Tuvixeddu e la grotta della Vipera

Tuvixeddu, CagliariTuvixeddu è la necropoli punica più importante del Mediterraneo a cui va dedicata almeno un’ora prendendo parte a una visita guidata (ne ho già parlato in questo articolo in cui trovate tutte le informazioni pratiche e non su Tuvixeddu).
Grotta della Vipera, Cagliari
Di ritorno in città, fate un salto veloce alla Grotta della Vipera in viale Sant’Avendrace n.87, sulla strada per tornare in centro. La grotta, legata ad una struggente storia d’amore, è aperta tutti i giorni in inverno dalle 9 alle 17 e in estate dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19. Il costo dell biglietto d’ingresso è di 1€ ma si può entrare con il biglietto integrato Beni Culturali Cagliari.

Parco naturale regionale Molentargius, le Saline e i fenicotteri rosa

Parco naturale regionale Molentargius
A due passi dalla città, e ben visibile dal sopraelevato quartiere Castello, c’è il Parco del Molentargius, una delle più importanti aree umide d’Europa e che rappresenta un ottimo modo per trascorrere una mezza giornata. Ci si arriva in autobus con una breve corsa dal centro città (gli autobus da prendere sono quelli che vanno al Poetto, scendere alla fermata Poetto – Fronte G. Rossi) e una ventina di minuti a piedi per raggiungere l’ingresso.
Nel parco ci sono diversi percorsi che si possono fare in completa autonomia a piedi o in bicicletta (qui le mappe) e che permettono di ammirare da vicino gli stagni, i laghetti e le saline che puntellano la zona, dove non è difficile avvistare uccelli o ammirare la vegetazione tipica delle aree umide.

Mai sentito parlare del popolo di Sa Genti Arrubia? Così vengono chiamati da queste parti i fenicotteri rosa, che hanno scelto di vivere in Sardegna da generazioni (chiamateli scemi). Questi elegantissimi volatili hanno trovato il loro habitat ideale nelle aree umide e poco abitate dell’isola, come ad esempio il Molentargius, e rappresentano ormai un’attrazione per i turisti che visitano Cagliari. In città non è raro vederli spostarsi la notte fra i due stagni del cagliaritano (Molentargius e Santa Gilla), mentre di giorno è possibile vederli nel parco. Durante il periodo della nidificazione -indicativamente le prime settimane di giugno- tingono di rosa l’intera aera (un vero spettacolo della natura!) ma anche durante tutto l’anno, con un po’ di fortuna, si riesce ad avvistarne qualche piccolo gruppo.

Il parco è accessibile liberamente tutti i giorni dalle 6:30 o 7 fino alle 21 o 18 (orari invernali e estivi), mentre l’Infopoint è aperto sempre dalle 8 alle 18. È all’Infopoint che possono noleggiare le biciclette, a prezzi decisamente onesti.

Cittadella dei Musei

A Cagliari ci sono un po’ di musei interessanti e quasi tutti si trovano nella cosiddetta Cittadella dei Musei nel quartiere “alto” di Castello. Son tutti uno vicino all’altro così se volete fare un’indigestione di cultura… non dovete nemmeno fare troppa strada!

Il polo museale del capoluogo sardo si trova non distante dalla Torre di San Pancrazio in quella che un tempo costituiva l’antica sede del Regio arsenale di epoca sabauda. Il complesso, aperto tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9 del mattino alle 20 con orario continuato, comprende il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il Museo delle Cere Anatomiche di Clemente Susini, il Museo d’Arte Siamese Stefano Cardu e la Pinacoteca Nazionale di Cagliari. Per quanto riguarda i biglietti, non ne esiste uno cumulativo per tutti e 4, però esiste il combinato Museo Archeologico + Pinacoteca, che rappresentano tra l’altro il top di gamma dell’offerta museale cagliaritana, a 9€.

Castello di San Michele

Castello di San Michele, Cagliari
Il Castello di San Michele è un’attrazione cagliaritana spesso trascurata dal turista frettoloso perché rimane un po’ pensoso in disparte e, soprattutto, distante dalle altre cose da vedere nel centro storico. Se per motivi di tempo non riuscite ad andarci di persona, lo noterete di sicuro svettare sull’omonimo colle da uno dei belvederi cittadini o dalla cima di una delle due torri.

Un po’ come Roma, anche Cagliari è costruita su sette colli e uno dei più alti è proprio il Colle di San Michele (è ben 120 metri slm!). Qui torreggia una massiccia struttura il cui primo impianto risale al al X secolo d.C. e che per parecchi anni ha ricoperto una funzione difensiva. Poi, nel corso dei secoli, ha svolto tante altri ruoli tra cui quello di residenza nobiliare, di lazzaretto e anche di stazione radio militare. Oggi oltre a regalare delle viste a perdita d’occhio sulla città sottostante e il mare, ospita un centro d’arte polivalente (aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, 3€ è il prezzo del biglietto) ed è circondato da un immenso parco.

Per raggiungere il Castello dal centro bisogna prendere l’autobus n. 5 (passa nei pressi della stazione ferroviaria) che, in una mezzora abbondante vi lascia alla fermata Cinquini (parco San Michele), dopodiché si procede a piedi per un altro quarto d’ora circa all’interno del parco e leggermente in salita (nulla di faticoso, tranquilli!). Il biglietto è quello ordinario da 1,30€. Tirando le somme, se volete visitare il castello, contate almeno un paio d’ore tra andare, visitare e tornare in centro. Ma, a mio modestissimo parere, ne vale la pena.

Orto Botanico

Orto Botanico di Cagliari
Forse non tutti sanno che a Cagliari c’è uno degli orti botanici più grandi d’Italia. Nei suoi 5 ettari di estensione, non solo si trovano tantissime specie di piante -dalle più ordinarie a quelle più curiose-, ma anche dei resti: tre cisterne di epoca romana in buono stato di conservazione, di cui una visitabile, alcune vasche di probabile origine romana e un pozzo quasi certamente più recente. L’Orto Botanico sorge infatti su un’area archeologica compresa tra l’Anfiteatro Romano (col quale confina, si trova proprio poco sopra), l’Orto dei Cappuccini e la Villa di Tigellio. Ed è così presto spiegata questa sua caratteristica che lo rende un posto unico.

Prevedete un’ora abbondate per visitarlo, ma è un luogo così piacevole in cui trascorrere il tempo che son certa vorrete rimanere più a lungo! Gli orari di apertura variano leggermente in base al periodo dell’anno (li potete vedere qui), ma in linea di massima è aperto tutti i giorni tranne il lunedì e fa orario continuato. Il biglietto d’ingresso costa 4€.

Parco di Monte Urpino

Qualche riga sopra facevo cenno al fatto che Cagliari, come Roma, sorge su sette colli. Oltre a quello già citato di San Michele, un altro che merita di entrare in questo elenco di “cose aggiuntive ma molto fighe” da fare in città è quello Urpino, che rimane proprio a un tiro di schioppo dal centro storico. Si può infatti raggiungere a piedi senza troppi problemi, ma i più pigri hanno anche a disposizione anche l’opzione autobus. L’ingresso principale è in via Pietro Leo, mentre gli altri ingressi si trovano in viale Europa e via Vidal.

In città il colle, con i suoi 98 metri slm viene addirittura chiamato Monte: l’appellativo è forse un po’ esagerato ma, effettivamente, grazie alla sua posizione sopraelevata offre diversi belvedere da intenditori.

Il parco rappresenta una vera e propria oasi verde nel centro della città, il luogo ideale in cui praticare sport, fare un pic-nic o semplicemente godersi un po’ di vita all’aria aperta. Nei suoi 350.000 m² di estensione, si trovano laghetti, animali (c’è la possibilità di avvistare dei pavoni!) e una distesa d’alberi a non finire. Quindi, se siete alla ricerca di un po’ di relax… questo è il posto che state cercando!

Una curiosità sul nome. Urpino in sardo vuol dire volpino: il nome del colle o monte che dir si voglia, è dedicato proprio alle numerose volpi che un tempo bazzicavano e dominavano l’area.

Santuario di Nostra Signora di Bonaria

Altro giro, altro colle: è il turno di quello di Bonaria, in cima al quale si impone il santuario di Nostra Signora di Bonaria, uno degli edifici mariani più importanti della Sardegna.

Un complesso molto grosso e che non passa di certo inosservato: chiunque transiti per la strada che porta al Poetto non può non farci caso. Personalmente non l’ho trovato molto affascinante da un punto di vista architettonico, né all’esterno né all’interno, ma in questo caso l’aspetto fisico è secondario. È invece l’alone di mistero misto a devozione che rende questo posto interessante. La basilica sorge infatti nel luogo in cui, secondo la leggenda, sarebbe approdata una cassa contenente una statua in legno di carrubo della Vergine Maria che tiene con un braccio il Bambin Gesù, mentre nell’altra mano una candela (la statua oggi è visibile e veneratissima all’interno del santuario). Questa cassa, sempre secondo la leggenda, sarebbe stata gettata in mare dall’equipaggio di una nave spagnola sorpresa da una tempesta, tempesta placatasi dopo il “gesto liberatorio”. Era il 25 marzo del 1370.

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Ok, io la mia parte l’ho fatta e un bel po’ di spunti ve li ho dati, ma la scelta la lascio fare a voi. Fatemi però sapere nei commenti su cosa vi siete orientati!
Son certa che, anche in due giorni a disposizione, non siete riusciti a vedere tutto quello che avreste voluto: non fatevi fregare dalle piccole dimensioni di Cagliari, è piana zeppa di cose interessanti da vedere!
Ma volendo guardare il bicchiere mezzo pieno (NB bicchiere di Alligatore, vedi sotto), in questo modo si ha una scusa pronta per tornare a Cagliari. 😉

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