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El Hierro: cosa vedere e fare, come arrivare e altri consigli sull’isola con l’anima

    Categorie EuropaSpagna


Fino a qualche anno fa El Hierro era un posto pressoché sconosciuto a una buona parte dell’umanità. Poi, nel 2019, c’è stata una serie tv di successo che ha cambiato le carte in tavola, esponendo l’isola a un’enorme visibilità, principalmente in Spagna.

La serie tv El Hierro ha valorizzato la bellezza naturale dell’isola, creando un’atmosfera suggestiva e misteriosa che fa da sfondo a un intrigante thriller psicologico che si combina a elementi di noir. L’attenzione di molta gente è stata quindi catturata e da qui a voler visitare a tutti i costi El Hierro il passo è stato breve. Per completezza di informazione va detto che la serie El Hierro, purtroppo non disponibile in italiano, non ha soltanto una bella ambientazione ma anche una trama avvincente e ben scritta e degli attori molto bravi.

Io, che di serie tv ne guardo poche e che appartengo a un’epoca in cui non erano nemmeno così popolari, avevo appreso dell’esistenza di El Hierro oltre una dozzina d’anni fa in un magazine di viaggio cartaceo. Ai tempi, quando ancora non esistevano gli influencers, queste riviste giocavano un ruolo importante nel far scoprire luoghi remoti o poco conosciuti. Ho avuto da subito voglia di visitarla, anche se ci sono riuscita soltanto parecchi anni dopo. Ma ne è comunque valsa la pena e le mie aspettative non son state disattese. Anzi.

La chiamano l’isola con l’anima perché, rispetto alle colleghe, El Hierro ha qualcosa di unico ed è in grado di suscitare emozioni che pochi altri posti sanno fare. Intorno all’isola sembra ci sia un alone di spiritualità e magia. Sto esagerando? Forse. Ma a me El Hierro ha fatto davvero battere forte il cuore… e non credo sia successo solo a me. 🙂

El Hierro è pure un’isola virtuosa e da prendere da esempio sul fronte dell’ecosostenibilità: dal 2014 è completamente autosufficiente e si produce da sola tutta l’energia di cui ha bisogno grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili (energia idroelettrica, eolica e solare). Incoraggia inoltre l’agricoltura sostenibile, il turismo responsabile, ha un’attenta gestione dei rifiuti, promuove la conservazione delle risorse naturali e l’uso di mezzi di trasporto eco-sostenibili. Bella e brava, insomma.

El Hierro è l’isola più remota dell’arcipelago delle Canarie, la più piccolina – quantomeno lo è stata fino al 2018, quando La Graciosa si è staccata da Lanzarote – e la più giovane da un punto di vista geologico. È the place to be per gli amanti dei paesaggi, della natura selvaggia, del trekking, della tranquillità e del formaggio (ci arrivo). Ed è anche meta nota tra i divers di tutto il mondo per i suo fondali pieni di sorprese.
Chi, invece, cerca mondanità è forse meglio che ripieghi su un’altra isola e si risparmi il viaggio fino a qui, dato che non è proprio immediato arrivarci.

Natura selvaggia, dicevamo. É la protagonista indiscussa dell’isola e regala dei paesaggi da togliere davvero il fiato: coste rocciose puntellate da bizzarri archi di pietra, piscine naturali con acqua cristallina, ripide pareti rocciose che degradano bruscamente verso il mare, fitte foreste (inclusa una di laurisilva, un tipo di foresta sempreverde subtropicale che si sviluppa in regioni con un clima umido e mite).

Un’isola relativamente piccola che si può visitare in circa 3 giorni ma in cui è facile volerci rimanere molto di più. Nelle righe che seguono, cerco di dispensare qualche consiglio per approfittare al meglio del tempo da trascorrere a El Hierro. Nella fattispecie approfondisco i seguenti argomenti:

Come arrivare a El Hierro


Il grosso difetto di El Hierro, che però contribuisce in qualche modo a preservarla dalla calca e a mantenerla una meta per pochi, è che non si raggiunge né facilmente né economicamente.

C’è un piccolo aeroporto in cui atterrano soprattutto voli in arrivo dalla Spagna e dalle altre isole dell’arcipelago e i prezzi dei voli, per i non residenti, picchiano giù pesanti.

Il principale mezzo di trasporto per approdare sull’isola è la nave, in partenza dal porto di Tenerife Los Cristianos ogni giorno tranne il sabato (sul sito di Naviera Armas potete conrrollare gli orari, la disponibilità e acquistare i biglietti). Il tragitto dura 2 ore e mezza e il costo si aggira sui 50€ a persona a tratta. Prezzo che aumenta quando ci si avvicina alla data di partenza (dettaglio che ho scoperto a mie spese, letteralmente: non emulatemi e prenotate senza procrastrinare!).

Ovviamente bisogna prima arrivare a Los Cristianos sull’isola di Tenerife che dall’Italia si raggiunge con un volo diretto, l’aeroporto di riferimento è quello di Tenerife Sud (ci sono voli diretti da diverse città italiane tra cui Milano e Roma).

La combo viaggio lungo + costo elevato dei biglietti di volo/nave fa desistere molte persone dal recarsi a El Hierro e, in effetti, come non biasimarle.
Il suggerimento che posso dare io è quello di visitare El Hierro durante un viaggio alle Canarie, in combinazione quindi con un’altra isola o anche più di una (Tenerife è quella logisticamente più comoda), in modo da ammortizzare il costo dei trasposrti dall’Italia. In questo modo, anche approdare a El Hierro risulterà più semplice, se così possiamo dire.

Come spostarsi a El Hierro


Persino io che sono una che cerca di spostarsi con i mezzi pubblici il più possibile mi son dovuta piegare a noleggiare una macchina per poter avere più libertà di movimento, per sfruttare i pochi giorni a disposizione e per setacciare per bene l’isola da una parte all’altra.
Dopotutto il costo del noleggio di un’auto non è proibitivo (rivolgendomi ad Autos Bamir ho speso 81€ per 3 giorni), la benzina costa poco e le strade sono più o meno tutte in buono stato, anche se prevalentemente piene di curve.

Intendiamoci: non è che sia impossibile muoversi con i bus del trasporto pubblico, ma occorre più tempo dei canonici 3 o 4 giorni che servono per visitare l’isola e, come immaginabile, non vanno proprio dappertutto. Rimangono però un’opzione percorribile e da non escludere a prescindere (= non desistete dal visitare El Hierro se, per qualche motivo, non potete/volete guidare). Il biglietto di una corsa in bus è di 1,28€, ma c’è anche la possibilità di acquistare un carnet. Più informazioni su prezzi, orari e linee li trovate sul sito ufficiale di TransHierro.

Dove dormire a El Hierro


Ci sono alcune zone dell’isola che, per la loro posizione, rimangono riparate dal vento e quasi sempre soleggiate durante tutto l’anno… ma sono un po’ isolate (ad esempio La Restinga o Tamaduste), quindi non proprio il massimo se dovete girare.

Io ho prediletto la “capitale” dell’isola, Valverde, perché i primi giorni della settimana che ho trascorso a El Hierro non avevo la macchina e volevo essere in un posto comodo. E non mi pento della scelta fatta.

Mi sento però di suggerire, come base in cui alloggiare se avete un’auto da subito, anche La Frontera. Si trova dall’altra parte dell’isola rispetto a Valverde, in un contesto naturale bellissimo. E, se non avete problemi di budget, non distante da La Frontera si trova quello che, secondo alcune fonti, è l’albergo più piccolo del mondo: l’Hotel Puntagrande. Trascorrere una notte qui corrisponde a un sogno (date un’occhita al sito per farvi una vaga idea).

Valverde rimane comunque una piacevole località in un posto strategico, anche se non ha il fascino di La Frontera (ne ha uno tutto suo e c’è spesso la nebbia).

Cosa vedere e fare a El Hierro


Smarcati tutti i punti pratici, veniamo finalmente alla parte più interessante: Che si fa a El Hierro?

Tanto per cominciare si gode della grande bellezza di quest’isola e si pratica gratitudine per avere la possibilità di visitarla. È un posto talmente fuori dall’ordinario che bisogna prendersi del tempo per realizzare che riuscire a trascorrerci qualche giorno è davvero una grande fortuna.

Per il resto, cerco di raggruppare in macro categorie adattabili in base alle proprie esigenze le cose che si possono fare in quest’isola:

  • Trekking e passeggiate più o meno impegnativi
    Chi ama camminare non rimarrà deluso da El Hierro. L’isola offre numerosi percorsi escursionistici per camminatori di tutti i tipi: da quelli super easy come il Camino de la Llanía nel centro dell’isola, all’impegnativo e spettacolare Camino de Jinama, adatto solo a gambe allenate. Non sto qui a elencarvi tutte le possibilità che ci sono perché avrebbe poco senso: vi ho comunque citato le due escursioni più popolari e vi rimando a questo link per trovare altri spunti interessanti.
  • A caccia di miradores (punti panoramici)
    Una cosa che proprio non manca a El Hierro sono i punti panoramici. Grazie alla sua particolare conformazione schiacciata (sembra quasi che due dita di una mano gigante l’abbiano leggermente premuta nel mezzo, dandole questa forma particolare con una parte alta e delle pareti che degradano a picco verso il mare), l’isola offre davvero tantissimi punti in cui rimanere incantati davanti una natura selvaggia, vulcanica e bellissima. Uno più bello dell’altro. Nelle giornate terse, dai punti panarimici della parte sud est dell’isola è possibile ammirare il Teide, il vulcano di Tenerife nonché la vetta più alta della Spagna, e la sua punta innevata.
    Tra i miradores da non perdere ci sono: Mirador de la Peña, Mirador de Jinama, Mirador de las Playas, Mirador de Isora, Mirador de Bascos.
  • Piscine naturali
    La natura ha fatto davvero un bel lavoro a El Hierro e non sono poche le piscine naturali intorno all’isola in cui si può fare il bagno (se la temperatura lo permette) o semplicemente ammirarne lo splendore. Si tratta in buona sostanza di pozze, più o meno grosse, formate dalla solidificazione della lava vulcanica, che si sono riempite d’acqua salata proveniente dall’oceano. Tra quelle da non perdere cito: Charco Azul, Charco Manso, la Maceta, Pozo de las Calcosas.
  • Diving
    Il diving non é un’attività che pratico (quantomeno non per ora) quindi non sono in grado di fornire troppe indicazioni in merito. Tuttavia sarebbe scorretto non farne cenno poiché le acque di El Hierro offrono diversi interessanti siti di immersione. La Restinga è la località più popolare per chi vuol praticare diving.

Verrebbe da dire beh, tutto qui? ma, credetemi, anche se non ho elencato molte cose da fare, sono abbastanza da riempiere sia pochi giorni sull’isola ma anche intere settimane.

Come avrete notato non ho fatto cenno alle spiagge di El Hierro e la cosa è voluta. A El Hierro non ci sono spiagge come le intendiamo noi e in cui si va per passarci la giornata intera. Ci sono sì delle spiagge, principalmente di ciottoli e/o sabbia nera, e ci si passa volentieri un po’ di tempo. Ma le attrattive principali dell’isola sono altre.

Cosa mangiare a El Hierro e dove

La gastronomia di El Hierro è in buona parte simile a quella delle altre isole Canarie. Non mancano, quindi, le papas arrugadas con mojo (patate di una varietà locale bollite in acqua di mare e servite con delle salsine) e il pesce.

Ma ha anche qualche peculiarità che vale la pena approfondire e, soprattutto, assaggiare. L’isola è famosa per il suo formaggio, il queso herreño, che può essere sia fresco che stagionato. La peculiarità di questo formaggio è che viene prodotto con latte crudo di 3 tipi di animali: capra (principalmente), vacca e pecora.

Sempre col latte di capra, vacca e pecora si produce un dolce semplice ma buonissimo di cui ho letteralmente fatto indigestione: la quesadilla di El Hierro. Si tratta di una sorta di torta di formaggio (ma non cremosa come la cheesecake americana, la consistenza é piuttosto quella di un plumcake) impreziosita con limone e anice. Deliziosa.

Altro dolce interessante di El Hierro é il Queso de Almendra, una sorta di pasta di mandorle (almendra significa mandorla) fatta con il già citato latte di capra, vacca e pecora.

Come in molte isole, anche a El Hierro i piatti di carne sembrano spesso avere la meglio sul pesce. Non stupitevi, quindi se nei menù spesso troverete più carne che pesce.

Faccio anche un veloce cenno al fatto che a El Hierro si producono vini che, dal 1995, hanno ottenuto il “bollino” DO (Denominación de Origen).

Non ho tantissimi posti da suggerirvi per mangiare, ma i pochi che vi elenco di seguito sono molto meritevoli:

  • Guachinche Aguadara a El Mocanal
    Una trattoria deliziosa e senza troppe pretese, molto apprezzata anche dalla gente del posto. Qui si mangia bene e si spendo poco in un’atmosfera che definirei quasi bucolica.
  • Il chioschetto di la Maceta (o quello che ha preso il suo posto)
    La location, vicina alle piscine naturali di la Maceta, è a dir poco favolosa (soprattutto se riuscite ad aggiudicarvi un tavolino in prima fila sull’oceano). Non ho certezza sul nome di questo locale perché ho l’impressione che abbia cambiato gestione e che, al momento della mia visita, non fosse più quello che vedevo indicato su Google Maps. Comunque se andate qui, non vi potete sbagliare: c’è solo questo chiosco. Sono un po’ lenti e disorganizzati nel servizio ma il cibo è buono e la location è perfetta per sorseggiare un buon calice di vino locale ammirando tutta la bellezza che si ha intorno.
  • La Miranda Profunda a Valverde
    Il locale non è nulla di che e c’è chi potrebbe essere infastidito dal non avere un menù da consulatare e in cui vedere i prezzi (è lo chef in persona che viene al tavolo a esporre che cosa può preparavi di buono da mangiare). Però si mangia bene e la proposta gastronomica è probabilmente la più creativa dell’isola.
  • Tasca El Charquete a Valverde
    Un piccolo locale aperto (purtroppo) solo a pranzo. Pochi piatti del giorno, scritti su una lavagna, ma tutti buoni e a prezzi giusti. Anche alla gente del posto piace andare in questo locale.
  • Il forno di Adrián Gutiérrez e figli a Valverde.
    Un piccolo locale che si localizza facilmente dall’intenso profumo di quesadilla che si diffonde a metri di distanza. Qui si può andare per acquistare le buonissime quesadillas di El Hierro e altre specialità dolciarie appena sfornate. Un piccolo angolo di paradiso (che ha pure un sito web).


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Leggi i commenti (2)

    • Ciao Manuela,
      grazie mille per il tuo commento.
      Come ti capisco: eattamente un anno fa stavo preparando la valigia per El Hierro...
      Ti auguro di amarla tanto quanto l'ho amata io. :)
      Mi piacerebbe conoscere poi le tue impressioni: se ti va, quando torni, torna anche qui sul blog per un altro commento post viaggio.

      Buona serata,
      Silvia

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