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Transiberiana FAQ: tutto quello che c’è da sapere (o quasi)

    Categorie Russia

Al di là di rappresentare un’esperienza da provare almeno una volta nella vita, la ferrovia Transiberiana è il mezzo più economico (e a volte l’unico) per spostarsi da una città all’altra della Russia. Oltre 9 mila chilometri di strada ferrata lungo 7 fusi orari e attraverso tutta l’immensità della Siberia. Dopo averla percorsa, a onor del vero non tutta ma una buona parte, ho raccolto un po’ di domande che mi son state fatte a cui cercherò di rispondere nelle righe che seguono.

Cos’è, quanto è lunga, quanto dura
Cosa vedere, quali tappe fare
Quando farla
Come farla
Quanto costa e “come funziona” coi biglietti
È pericolosa? Si corrono rischi?
Altri consigli vari
Il mio itinerario

Cos’è, quanto è lunga, quanto dura
Quando sentite dire da qualcuno: “ho fatto la Transiberiana” e poi scoprite che il vostro interlocutore è partito da Mosca ed è arrivato a Pechino in treno passando per la Mongolia, avete tutto il diritto di fargli notare che sta dicendo una cosa non vera, quantomeno imprecisa. La tratta ferroviaria transiberiana è quella che collega Mosca a Vladivostok attraversando praticamente tutta la Russia per un totale di 9.288 chilometri. Chi devia verso sud per arrivare fino a Pechino percorre solo un tratto di Transiberiana (circa la metà) per continuare poi sulla Transmanciuriana, che arriva appunto fino in Cina. Effettivamente la tratta Mosca-Pechino è quella più frequentata dai viaggiatori stranieri, ma io in questo post mi focalizzerò sulla Transiberiana dura e pura, ossia quella da Mosca a Vladivostok.
Se la si percorre tutta d’un fiato ci vuole circa una settimana da un’estremità all’altra. Tuttavia per poter dare un senso più turistico a tutto ciò, servono almeno due settimane, meglio se tre, per poter così pianificare un po’ di tappe lungo il percorso.

Cosa vedere, quali tappe fare
Le grande città che si incontrano lungo il percorso, partendo da Mosca sono le seguenti: Ekaterinburg, laddove si è consumato il massacro dei Romanov; Omsk; Novosibirsk; Krasnoyarsk; Irkutsk aka la Parigi della Siberia; Ulan-Udė, la capitale della Buriazia; Chita e Khabarovsk (due posti in cui non si ferma praticamente nessun turista) e, infine, Vladivostok. Ognuna di queste città ha un suo fascino particolare, spesso molto sovietico e piuttosto decadente, ma l’attrazione per eccellenza che si trova non proprio lungo la tratta, ma poco distante, è rappresentata dall’occhio blu della Siberia, il meraviglioso e immenso lago Baikal. Personalmente ho preferito “barattare” qualche giorno in più sul lago con la visita di Ekaterinburg, Omsk e Novosibirsk (a fine post qualche dettaglio in più sul mio itinerario).
Il treno non ferma soltanto nelle grandi città, ma anche in villaggi più o meno remoti nel bel mezzo della Siberia. Poterli visitare può indubbiamente costituire un’esperienza interessante ma si rende necessario parlare un po’ di russo e avere tanto, tanto tempo a disposizione.
Se ne avete poco invece, consiglio di non fare troppe fermate e di concentrarvi principalmente nella zona che gravita intorno al Baikal, un vero e proprio spettacolo della natura. Se poi il tempo stringe in maniera prepotente, arrendetevi a prendere l’aereo per risparmiare qualche giorno di viaggio (di certo non soldi).

Quando farla
È universalmente risaputo che in Russia in inverno fa leggermente freddo. Se inoltre ci si addentra in Siberia, le temperature calano vertiginosamente ben sotto lo zero. L’inverno quindi può dimostrarsi una stagione impegnativa per intraprendere la tratta transiberiana (e soprattutto per scendere dal treno una volta arrivati in Siberia!) anche se l’atmosfera e le esperienza che si possono fare in questa stagione sono impareggiabili. Vuoi mettere vedere (e attraversare) il Baikal ghiacciato?
L’estate rimane il periodo più facile e quindi migliore per intraprendere un viaggio di questo tipo. E che permette di scoprire che anche in Siberia può far caldo! Periodo migliore in quanto il clima è affrontabile da noi comuni mortali senza dover ricorrere a bere litri di vodka per far salire la temperatura corporea, ma anche il più affollato: per non rischiare di rimanere a piedi in una località x della Siberia (io non lo raccomando, poi vedete voi…) bisogna prenotare con un bel po’ di anticipo i posti sul treno e nelle località turistiche più pop. Nel prossimo paragrafo vi do uno spunto per eludere il problema del non trovare posto sul treno.


Come farla
Quale classe?
È in terza classe che si vive l’esperienza transiberiana più autentica perché nelle classi più chic si è “confinati” in uno scompartimento da 2 o 4 posti, perdendosi il bello di essere “nel mucchio”. Tanto vale prendere l’aereo a ‘sto punto.
Le carrozze di terza classe ospitano una cinquantina di persone  a ognuna delle quali spetta una cuccetta, che può essere inferiore o superiore.
Ci sono dei divisori che separano gruppi di 6 cuccette, 4 si trovano da un lato del corridoio e 2 dall’altro leggermente più piccole, ma sostanzialmente il vagone è un unico spazio collettivo che la gente trasforma in una casa provvisoria per i giorni del viaggio (perché è di giorni che si parla, non di qualche ora!).
Le cuccette in basso costano leggermente di più rispetto a quelle in alto perché danno diritto al “controllo” del tavolino (si può decidere se ammettere oppure no anche l’inquilino del piano di sopra) e soprattutto permettono di stare seduti durante il giorno, cosa che non possono fare quelli che hanno la cuccetta superiore: o stanno sdraiati o stanno sdraiati (o trovano qualcuno che li ospita). Se si viaggia in due l’ideale è avere una cuccetta superiore e una inferiore, per poter avere così un lato del tavolino e, al contempo, non avere l’obbligo di ospitare estranei al di là del proprio compagno di viaggio.
Avendo solo la cuccetta superiore, nella quale si riesce a stare esclusivamente in posizione orizzontale anche se siete piccolini, c’è il rischio di non aver appoggio per mangiare. E dovendoci stare giorni sul treno, potrebbe essere un problema.
Solitamente si trova un’anima buona pronta a ospitare nella sua cuccetta inferiore per consentire l’uso del tavolino, ma potrebbe non capitare quindi, nel prenotare i posti, tenete a mente queste cose!
Se viaggiate da soli, suggerisco la terza classe perché, trattandosi di un vagone aperto, non può succedervi niente (mentre in seconda c’è il rischio di trovarsi da soli con tre ubriaconi :-/).
Sulla posizione, se cuccetta alta o bassa, è un po’ una scommessa per i motivi che vi spiegavo sopra. Io essendo di dimensioni ridotte, opterei per quella superiore per avere la mia privacy e cercherei di farmi adottare dall’inquilino del piano di sotto per aver accesso al tavolino.

In che verso? Meglio verso est o verso ovest?
Il mio personale consiglio è quello di farla da Vladivostok a Mosca, ossia al contrario. Le (mie) motivazioni sono le seguenti:
1) facendo la fatica iniziale di percorrere sette fusi orari fino a Vladivostok, il rientro sarà poi meno pesante sia perché si recupera un fuso alla volta, sia perché evita di prendere un volo di 8 ore per rientrare a Mosca (sempre se non avete altri progetti come, ad esempio, arrivare a Vladivostok e proseguire poi per il Giappone);
2) dato che quasi tutti i turisti partono da Mosca, facendola nell’altra direzione si incontrano molti meno viaggiatori stranieri (io non ne ho incontrato mezzo!), quindi più folklore locale e, nei periodi di alta stagione, si fa meno fatica a trovare i biglietti;
3) avrete tempo alla fine del viaggio per visitare Mosca e/o San Pietroburgo e di farvi così qualche giorno cittadino dopo settimane di Siberia e prima di tornare a casa.

Quanto costa e “come funziona” coi biglietti
Viaggiare sulla transiberiana è il modo più economico per attraversare la Russia. Risparmio solo economico, non certo di tempo 😉
Va intanto detto che la transiberiana non funziona come un interrail dove c’è un unico biglietto che si può usare su tutti i treni della tratta, ma ogni volta che si percorre un pezzo bisogna fare un nuovo biglietto, utilizzabile esclusivamente sul treno prescelto. Non esiste un unico treno che percorre la tratta, ma ce ne sono diversi più o meno veloci, più o meno frequenti, che percorrono più o meno chilometri.
In terza classe si può rivelare un viaggio estremamente economico, mentre se si sale di comfort, si sale inevitabilmente anche di prezzo. Per darvi qualche idea di quanto può costare vi riporto qui sotto i prezzi che ho pagato io, tutti relativi al posto in cuccetta alta in 3a classe:
– Vladivostok > Irkutsk (~4.000 km, 47 ore) ~100€
– Ulan-Udė > Irkutsk (~500 km, 7 ore) ~20€
– Irktusk > Krasnoyarsk (~1.000, 17 ore) ~30€
Facendo i “conti della serva” se volete percorrere in treno tutto il percorso Mosca-Vladivostok, spenderete non meno di 200€ per il solo trasporto in terza classe. Ma, ripeto: dipende tutto da quanto spezzate il viaggio (più soste fate, più dovrete pagare) e da che tipo di treni prendete.

I biglietti dei treni sono acquistabili nelle biglietterie oppure online. Questa seconda opzione è la più comoda, soprattutto perché esula dal dover far code e, in particolare, dal cercare di farsi capire da un bigliettaio che presumibilmente parla solo russo.
Se acquistate i biglietti online ricordatevi le seguenti cose:
– esistono diverse agenzie online tramite le quali si possono acquistare i biglietti del treno, i cui siti web sono un po’ fuorvianti e c’è la possibilità che vengano scambiati per quello ufficiale delle ferrovie russe. In questo modo, il prezzo del biglietto, ça va sans dire, sarà maggiorato da una commissione. Il sito ufficiale delle ferrovie russe, con versione in inglese, è questo (non è particolarmente user friendly);
– i biglietti online non si possono acquistare prima di 45 giorni dalla partenza effettiva del treno in cui viaggerete;
– fate molta attenzione all’orario di partenza del treno: quello ufficiale è sul fuso di Mosca, che può differire di molto da quello della località in cui prenderete il treno;
– al momento dell’acquisto del biglietto potete scegliere se noleggiare anche le lenzuola (che poi dovrete consegnare prima di scendere) o no. Se non lo fate e poi cambiate idea non succede niente: potrete sempre noleggiarle direttamente sul treno, senza maggiorazione di prezzo.


È pericolosa? Si corrono rischi?
No. Mi sento di affermarlo in maniera piuttosto convinta anche e soprattutto se si viaggia in terza classe dove praticamente non si è mai da soli e le provodnitse tengono a bada i passeggeri più vivaci. Non è inusuale incontrare gente ubriaca, in particolare che gravita intorno alla carrozza ristorante o che sale in remote località siberiane, ma in linea di massima si tratta di personaggi inoffensivi (solo fastidiosi) e che comunque vengono sorvegliati dal personale di servizio. I passeggeri russi, davanti a scene più o meno pietose di ubriachi molesti o vomitanti (sì, mi è capitato pure questo!), non si scompongono nemmeno un po’ essendo abituati a spettacoli di questo tenore. Non piacevoli, ma che al contempo non mettono a repentaglio la vita di nessuno.
A mio parare il rischio più grande è quello di rimanere giù dal treno durante una sosta: non allontanatevi mai troppo e, nel dubbio, portate con voi documenti e i soldi.
E dopo aver fatto alcuni tratti in compagnia di un’amica, mi sento di dire che la rifarei anche da sola, magari imparando qualche parola in più di russo per poter interagire un po’ di più con gli altri passeggeri.

Altri consigli vari
Serve portare cibo?
È buona abitudine portare con sé un po’ di viveri per i pasti durante i giorni di viaggio in treno, al netto poi del fatto che:
– c’è un vagone ristorante in cui viene servito cibo mediocre e chiaramente non a buon mercato;
– ogni carrozza ha un capo carrozza (provodnitsa) di riferimento che vende alcuni snack e gli immancabili nonché orrendi noodles istantanei, che si possono preparare usando l’acqua calda del samovar a disposizione in ogni vagone;
– alcune fermate del treno sono abbastanza lunghe (dai 15 ai 40 minuti) per permettere una corsa ai negozietti in stazione e fare scorte di cibo, ma non aspettatevi molto di più di noodles istantanei o di cose fritte ripiene di patate o cavolo (mica l’ho capito come si chiamano…). Se siete fortunati troverete dei venditori ambulanti piuttosto improvvisati che offrono cibo un po’ migliore in cambio di pochi rubli.
In qualsiasi caso, portarsi del cibo o farsi adottare da qualcuno -i russi tendono ad avere con sé scorte di cibo che potrebbero bastare per mesi e non è molto inusuale che ti invitino al loro banchetto- sono le soluzioni migliori.

Come ci si veste?
Lungi dal volervi dare consigli su quale sia l’outfit più cool per la Transiberiana, ma mi limito a ricordarvi che rimarrete vestiti allo stesso modo per tutto il tempo che starete sul treno (ribadisco: giorni). Questo se viaggiate in terza classe perché non esiste un posto in cui cambiarsi al di là di due bagni per ogni carrozza in cui però mi guarderei bene dal farlo. Non esistono nemmeno docce, quindi scordatevi di lavarvi parti del corpo diverse dalla faccia. Portarsi una buona scorta di salviette umidificate può rivelarsi una scelta vincente.
Tornando all’abbigliamento: vestitevi comodi dato che le tratte sono solitamente lunghissime e una tuta larga le rende più confortevoli rispetto a un paio di jeans stretch e perché quello che avrete addosso avrà la funzione di pigiama durante la notte. Alcuni treni hanno l’aria condizionata, altri no: se viaggiate in estate tenete a portata una felpa ed è consigliato avere un paio di pantaloni lunghi piuttosto che pantaloncini.

Il mio itinerario
Magari non vi interessa, per questo l’ho confinato qui in fondo. Vi scrivo in breve qual è stato il mio itinerario in più o meno tre settimane, magari può servirvi come spunto:
Mosca > Vladivostok in aereo (8 ore di viaggio)
Vladivostok > Ulan-Udė in treno (3 giorni di viaggio)
Lago Baikal
Irkutsk > Krasnoyarsk in treno (17 ore di viaggio)
Krasnoyarsk > Mosca in aereo (5 ore di viaggio)

E se poi avete altre domande, sarò felice di rispondervi nei commenti! 🙂

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