Oman: cosa vedere. 5 esperienze da non perdere

Cosa vedere in OmanDa quasi perfetto sconosciuto a rock star di fama mondiale: negli ultimi anni l’Oman è diventato una meta turistica molto ambita e sulla bocca, se non proprio di tutti, di tanti. Forse la sua ascesa in popolarità nasce dal fatto che ora come ora è l’unico avamposto sicuro nella regione mediorientale, ma sta di fatto che in quanto a “ripiego” è più che in grado di soddisfare molte voglie, soprattutto quella di natura.
E se in molti non sanno ancora bene dove collocarlo in una cartina geografica, c’è chi ha avuto la fortuna di visitarlo e di immergersi nel suo fascino sofisticato fatto di wadi selvaggi, mare turchese, fortificazioni millenarie e soprattutto di deserto con le sue mille sfaccettature. Non rimango impressionata nel sapere che chi ha visitato l’Oman, ne conservi un meraviglioso ricordo. Chiaramente io non faccio eccezione e in questa sede voglio proprio raccontarvi il mio Oman, e le cose che più mi hanno fatto innamorare di questo paese (chi mi segue da un po’ sul blog sa che ci metto poco a innamorarmi di un posto, ma non è mica colpa mia se il mondo è così bello…). Ne ho selezionate solo 5 per me imperdibili, per non trovarmi a scrivere un romanzo, ma vi ricordo che c’è molto di più 😉

***

Wadi Shab
Wadi Shab, OmanComincio con l’abc per chi non avesse dimestichezza con la terminologia: per wadi (o uadi) si intende un canalone in cui scorre o scorreva un corso d’acqua a carattere non perenne (Wikipedia docet). In Oman si trovano diversi wadi, ma quello più particolare è senza dubbi il Wadi Shab. Dopo una passeggiata di circa un’ora dove, a seconda dell’ora del giorno, si ammirano scorci d’acqua più o meno turchesi, si arriva a una piscina naturale nella quale poter fare il bagno in acque limpide e rinfrescanti (c’è chi le definirebbe fredde, io ho optato per rinfrescanti). Ma non è finita qui: continuando a camminare nell’acqua (NB si scivola, consigliati sandali impermeabili) si arriva in un punto dove, quando tutto sembra essere finito lì, si scorge una piccola fessura che conduce a un’altra piscina naturale, molto più spettacolare e in parte coperta. Il passaggio, per quanto non lunghissimo, è stretto e ci passa praticamente solo la testa: non è quindi adatto a chi soffre di claustrofobia. Non possedendo una fotocamera impermeabile, non ho potuto documentare in prima persona questa esperienza, ma potete farvi un’idea guardando questo video:
Il Wadi Shab è una meta turistica molto popolare in Oman, se volete trovare poca gente dovete andarci di mattina presto. Portatevi cibo e soprattutto abbondante acqua!

***

Wahiba Sands – il deserto accessibile
Wahiba Sands, OmanDune di sabbia color rame a (relativamente) poca distanza dalla capitale Muscat.
Particolarmente consigliato a chi non ha abbastanza tempo a disposizione né la possibilità (o la volontà) di viaggiare in gruppo, ma vuole assolutamente fare un’esperienza nel deserto. Si può arrivare qui in autonomia e appoggiarsi a uno dei campeggi stanziali (non troppo autentici, questo va detto) per poi procedere a una esplorazione -parziale ma pur sempre bella- di questa immensa distesa di sabbia. Il contesto del campeggio fa perdere buona parte del romanticismo, ma basta allontanarsi un po’ per godere di tutta la bellezza del deserto. Chi invece si appoggia a un gruppo ha la possibilità di spingersi un bel po’ oltre, entrando nel bel mezzo di Wahiba Sands e fare un’esperienza unica. Un ottimo antipasto di deserto se poi si ha intenzione di procedere per il Quarto Vuoto (vedi sotto).

***

La nuova strada costiera a sud
La nuova strada costiera a sud, OmanDesolata ma incredibilmente affascinante è la nuova strada costiera che conduce a Salalah nel sud del paese, piacevole località balneare non troppo distante dai confini con lo Yemen.
Un paesaggio arido dove per chilometri e chilometri si rischia di non incontrare nessuno, se non qualche pacifico cammello che transita in mezzo alla strada. Canyon sorprendenti e un mare che più azzurro non si può tengono compagnia per un lungo tragitto in macchina. In alcuni punti ci si può fermare per fare una sosta in spiaggia, ammirare alberi di frankincense ricordandosi che ci si trova lungo la via dell’incenso o per curiosare nel piccolo ma grazioso Wadi Hinna tra baobab e alberi di tamarindo.
La nuova strada costiera a sud, OmanLa nuova strada costiera a sud, Oman

***

Attraversare i monti Hajar
Oman non è soltanto deserto e mare, ma anche montagne. Un misero 20% che però è in grado di regalare emozioni molto forti. Una delle più belle esperienze omanite è proprio quella di attraversare in 4×4 i monti Hajar dalla zona di Nizwa per andare verso la costa: prima si sale un po’ in quota, arrivando anche a 2.000 metri di altezza, per poi scendere, talvolta letteralmente precipitare, verso il mare. Un’esperienza non alla portata di tutti, sicuramente non a chi non se la sente di guidare su strade sterrate e strette, piene di tornati, con una pendenza talvolta importante (si può sempre optare per fare il passeggero, se si ha una persona fidata alla guida). Una strada impegnativa da guidare, ma che regala scorci unici fuori dal finestrino: un paesaggio principalmente roccioso, dove ogni tanto compare un remoto villaggio circondato dal verde o un canyon profondo. E a un certo punto spunta anche un campo da calcio immacolato, nella posizione più improbabile di sempre!
Monti Hajar, OmanMonti Hajar, Oman

***

Il Quarto Vuoto – Sua maestà il deserto
Tra le tante cose belle che ci sono da vedere in Oman, l’attrattiva top rimane comunque il deserto, che trova la sua massima declinazione nel Rubʿ al-Khālī, il Quarto Vuoto. Non ci sono acque azzurre, fortezze, suq, wadi, montagne né spiagge dell’Oman che hanno saputo regalarmi emozioni più grandi. Dopotutto stiamo parlando del secondo deserto di sabbia più grande al mondo, mica di sciocchezze. Il deserto con la D maiuscola, che vi stupirà per le sue mille declinazioni, le sue mille sfaccettature, i suoi mille colori. Perché se credete che il deserto sia una cosa monotona e noiosa, vi sbagliate di grosso. Per nulla togliere al Wahiba Sands, ma il Quarto Vuoto è decisamente un’altra storia. Una storia immensa, più immensa, in tutti i sensi (la sua superficie è 50 volte più grande del Wahiba Sands, tanto per dare un numero).
Il Rubʿ al-Khālī è ancora in gran parte inesplorato e ovviamente disabitato, salvo in rarissimi e remotissimi avamposti. Per poterlo visitare e vivere al meglio occorre prendere parte a una spedizione di gruppo in fuoristrada (perché sarebbe da pazzi andare da soli) e fare campo sotto le stelle, le stesse che vivendo in città avete praticamente dimenticato. Un’esperienza che non dimenticherete facilmente.
Rubʿ al-Khālī (Quarto Vuoto), OmanRubʿ al-Khālī (Quarto Vuoto), OmanRubʿ al-Khālī (Quarto Vuoto), OmanRubʿ al-Khālī (Quarto Vuoto), OmanRubʿ al-Khālī (Quarto Vuoto), OmanRubʿ al-Khālī (Quarto Vuoto), OmanRubʿ al-Khālī (Quarto Vuoto), Oman

Questo è il mio Oman. Voi cosa aggiungereste?

 
2 Commenti
  1. Ciao Silvia piacere Enzo. Io andrò in Oman tra 2 settimane. Una meta nata un po per caso e all’ ultimo minuto, sottovalutata all’ inizio visto che starò solo 14 giorni. Infatti documentandomi un po’ ho messo da parte il quarto vuoto e mi concentrero’ sull’itinerario muscat sur wahiba nizwa montagne e dintorni nakhal e poco altro. Ma leggendo il tuo post ho pensato che magari potrei cambiare tutto e volare a salalah e fare il quarto vuoto..avresti un’ agenzia da consigliarmi? Facendo subito il deserto potrei comunque fare qualcosa nel Nord successivamente, certo non tutto quello che mi ero prefissato ma va bene lo stesso. Grazie e ciao

    • Ciao Enzo,
      piacere mio! 🙂 L’anno scorso di questi tempi ero ancora in Oman… mi hai fatto tornare in mente bellissimi ricordi ♥
      Personalmente ti consiglierei di non perdere per nessuna ragione al mondo il Quarto Vuoto (ma forse questo si capiva già dall’articolo o.O).
      In due settimane riesci tranquillamente a fare un giro completo, dai dintorni di Muscat fino al Quarto Vuoto, inclusi anche i monti Hajar (altro posto molto bello) e risalire. E non serve nemmeno prendere un volo perché a Salalah ci si arriva prendendo la nuova e bellissima strada costiera, che sarebbe un peccato non fare.
      Se viaggi in autonomia entrare nel Quarto Vuoto è un po’ difficile (nonché super costoso) perché serve andare in almeno 3 fuoristrada. Non ricordo il nome dell’agenzia con cui sono andata, ma ho il numero di telefono della guida che mi ha “scortato” nel deserto e che ogni tanto sento ancora su WhatsApp :D. Te lo passo via mail (scrivimi all’indirizzo che trovi nella pagina about) così puoi sentirla direttamente tu. Si chiama Alì ed è uno super tosto!
      Un abbraccio
      Silvia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *