San Biagio e la tradizione milanese di mangiare panettone avanzato (origini e benefici)

Milano e la tradizione di mangiare panettone avanzato a San BiagioDisclaimer – Questo post non vuole rappresentare una scusa per mangiare più panettone, quantomeno non solo. Se poi non riuscite a buttare giù i chili di troppo accumulati da Natale, non prendetevela con me: io ve l’avevo detto.

Lo sapevate che il panettone milanese ha proprietà curative? Forse chiamare in ballo la medicina è un po’ esagerato, ma credenza popolare vuole che il panetùn serva ad allontanare i malanni di stagione (invernali, si intende). Però, affinché preservi dalla malattia, bisogna attenersi a ciò che è scritto nel bugiardino e rispettare la corretta posologia. Devono, quindi, sussistere tutte le seguenti condizioni:

  • il panettone deve essere avanzato da Natale (se anche un po’ raffermo meglio ancora);
  • ne va mangiato un pezzettino come prima cosa la mattina del 3 febbraio (San Biagio) in famiglia;
  • deve essere fatto benedire.

Per quanto riguarda la prima condizione, se avete fatto piazza pulita in casa (come è successo a me), il problema non sussiste perché di pasticcerie che svendono panettoni avanzati da Natale a Milano se ne trovano ancora. Vendere i cosiddetti “panettoni di San Biagio” non è più la norma rispetto al passato, ma se avete la pazienza di cercare, qualche “svenditore” lo trovate (e se non avete la pazienza, andate a colpo sicuro da Vergani in via Mercadante 17 o in Corso di Porta Romana 51, dove tra l’altro fanno un panettone niente male, anche se quest’anno ho trovato meno scelta rispetto agli anni passati).

A tal proposito le malelingue sostengono che la tradizione sia proprio nata per la volontà (necessità) dell’industria alimentare di smaltire lo stock di panettoni invenduti. A me continua a piacere comunque la versione popolare, anche se probabilmente la verità sta nel mezzo.

A Milano, dove il culto di San Biagio è piuttosto sentito, si dice che San Bias el benediss la gola e el nas. Da qui l’esigenza di mangiare un pezzetto di panettone il 3 febbraio, come auspicio per allontanare in maniera preventiva i malanni di stagione quali raffreddore e mal di gola. Il panettone però va fatto benedire, altrimenti si rompe l’incantesimo e, oltre a non proteggere dai malanni stagionali, si deposita sui fianchi e difficilmente andrà via prima della prova costume.

Milano e la tradizione di mangiare panettone avanzato a San Biagio
Chi era San Biagio e cosa c’entra col panettone avanzato
San Biagio era un vescovo e medico armeno, identificato anche come protettore della gola. La sua figura è legata ad una leggenda secondo cui una madre disperata si rivolse a lui perché al figlio si era conficcata una lisca di pesce in gola. San Biagio si limitò semplicemente a somministrare al bambino un pezzo di pane, la cui mollica portò via la lisca permettendo al bimbo di riprendere a respirare.
Il collegamento tra San Biagio e il panettone si riconduce, invece, a un’altra leggenda. Una donna milanese portò a un frate un panettone per farlo benedire. Il frate, troppo preso da altri impegni, disse alla donna di lasciarglielo che lo avrebbe benedetto in un altro momento. Passarono i giorni e la donna si scordò di ritirare il panettone: il frate goloso cominciò così a mangiarselo lui. Quando la donna si presentò a reclamarlo, il frate, mentre era alla ricerca di una scusa, si diresse verso l’involucro vuoto del panettone e ne trovò uno grosso il doppio rispetto a quello che gli aveva portato la donna. Era il 3 febbraio e da allora a San Biagio a Milano c’è la consuetudine di mangiare panettone avanzato da Natale.

NB se non trovate coerenza tra quanto scritto nel post e i commenti è perché questo post è stato originariamente scritto in data 2/02/2014, per poi essere aggiornato e ripubblicato il 29/01/2015, il 26/01/2016 e il 28/01/2017.

 
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