Caffè Mulassano a Torino, dov’è nato il tramezzino

 
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Caffè Mulassano - Torino
A Torino, quando si entra nei caffè del centro, si ha l’impressione di fare un tuffo nel passato e di trovare quei personaggi che la storia l’hanno scritta per davvero. È così anche da Mulassano, nell’elegantissima piazza Castello. 31 metri quadri di storia, specchi e boiseries: un piccolo e prezioso scrigno che ha dato i natali nel lontano 1926 a uno degli spuntini più popolari di sempre e tutt’oggi apprezzatissimo, il tramezzino.

Il Caffè Mulassano: un piccolo scrigno di bellezza e bontà

È a metà ‘800 che l’attività di Mulassano apre i battenti come bottiglieria in via Nizza a Torino, ma è solo nel 1907 che si trasferisce nell’attuale location di piazza Castello 15 per trasformarsi gradualmente in caffè.

Il locale è minuscolo e i posti a sedere sono limitati, ma nel poco spazio che occupa offre comunque molti particolari curiosi che saltano agli occhi: dal bel bancone in marmo al soffitto a cassettoni con parti centrali in cuoio di Madera, dalle eleganti decorazioni liberty (e a Torino di “cose” liberty se ne intendono) all’orologio “pazzo” coi numeri messi alla rinfusa comandato da un meccanismo segreto (serviva, e volendo serve ancora, per stabilire chi tra un gruppo di amici dovesse pagare il conto).

I tramezzini del Caffè Mulassano di Torino
In una vetrina a sinistra del bancone si trovano i celebri tramezzini di Mulassano e non preoccupatevi se è vuota, vi prepareranno sul momento il tramezzino che volete mangiare (quelli all’aragosta vanno a ruba, non sono praticamente mai in vetrina!).

Come è nato il tramezzino

Come già accennato, il tramezzino è nato proprio da Mulassano, e a testimoniarlo all’interno del locale c’è una targa che recita “Nel 1926, la signora Angela Demichelis Nebiolo, inventò il tramezzino“. Uno snack, se mi passate il termine, che ha quasi un secolo di vita ma che è ancora molto attuale.

L’invenzione del tramezzino si deve ad Angela Demichelis e al marito Onorino Nebiolo, due torinesi espatriati in America che, di ritorno nella loro città natale nel 1925, acquistarono il locale che la famiglia Mulassano aveva messo in vendita. I due coniugi cercarono di dare una botta di vita al locale introducendo nuove proposte per l’aperitivo: dapprima i toast (dall’America avevano portato una macchina per tostare il pane), successivamente le stesse fette di pane non tostato farcite in vario modo. E fu proprio questa la formula vincente e apprezzatissima che diventò presto una proposta per pranzo. Il copyright del nome tramezzino spetta a Gabriele D’Annunzio, che inventò il termine per sostituire l’inglese sandwich.

I tramezzini di Mulassano

Da Mulassano sono disponibili almeno trenta varietà diverse di tramezzini. La dimensione è standard e ahimè piuttosto piccola: non pensate di sfamarvi a pranzo o cena con un tramezzino o due, perché ce ne vorrebbero molti di più secondo me, passateci per un aperitivo o spuntino. Il prezzo dei tramezzini è anch’esso standard, ma non ricordo se 3,5€ 0 4€ cad (nello scontrino non erano dettagliate le singole voci). Piuttosto alto, quindi, ma in linea con gli altri caffè storici di Torino: se si vuole sorseggiare un caffè dove lo hanno fatto in passato Cavour & co. bisogna aprire il portafogli! Non ve lo devo spiegare io che a volte (spesso) le location si pagano care…

Per quanto riguarda i tramezzini (nelle mie varie visite a Mulassano ho assaggiato: acciughe e burro; robiola, sedano e noci; prosciutto crudo; vitello tonnato): sì sono buoni ma non pazzeschi, e mi è capitato di mangiarne alcuni preparati un po’ di fretta. Senza infamia e senza lode, insomma.
Tuttavia, mi sento di suggerire a chi visita Torino per la prima volta di fare un salto da Mulassano, magari solo per bere un caffè al volo (quello sì che è buonissimo!), tanto per respirare un po’ di storia all’interno di un piccolo locale estremamente delizioso. E già che si è lì, magari assaggiare anche un tramezzino di numero in accompagnamento al caffè…

Informazioni pratiche

Il caffè Mulassano, come detto, si trova in piazza Castello al numero 15.
È aperto tutti i giorni dalle 7:30 del mattino a mezzanotte, tranne il venerdì e il sabato che rimane aperto fino all’una del mattino. Teoricamente il mercoledì è il giorno di chiusura. Teoricamente perché, in occasione di eventi o di spettacoli al Teatro Regio di Torino, resta comunque aperto. Se non ricordate gli orari di apertura poco male: fuori c’è una lanterna che non serve tanto ad illuminare il portico quanto a far capire che il locale è aperto (in particolare è rivolata a chi, uscendo tardi da teatro, ha voglia di un tramezzino).
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NB questo post è stato scritto nel 2013 per poi essere successivamente aggiornato e ripubblicato più volte.

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