Ciclabile del Mincio: da Peschiera del Garda a Mantova in bici. Tutte le info utili

 

Ciclabile del Mincio: da Peschiera del Garda a Mantova in biciLa pista ciclabile che collega Peschiera del Garda e la bella Mantova è un ottimo spunto per trascorrere una giornata in maniera non troppo pigra ma senza neppure strafare. E, anche per chi non è abituato a macinare troppi chilometri in bicicletta, si tratta di un percorso super fattibile: la distanza tra le due località è piuttosto esigua (43,5 km), la strada è tutta in piano e non presenta particolari difficoltà (quindi non vale la scusa che avete una bicicletta scrausa perché si fa anche con una Graziella!).

Inoltre, per chi parte da Milano, è una gran bella idea di gita in giornata in treno con bici al seguito: sia la località di partenza che quella di arrivo sono infatti collegate col capoluogo meneghino da treni regionali diretti adibiti al trasporto di biciclette, abbastanza frequenti fino a pomeriggio inoltrato e sera.
Ciclabile del Mincio: da Peschiera del Garda a Mantova in bici
Ma è anche la scusa per fare un weekend fuori strutturato in questo modo: un giorno dedicato a pedalare sulla ciclovia, l’altro a visitare Mantova oppure a spaparanzarsi su una spiaggia di Peschiera a prendere il sole, qualora fosse estate.

Se vi ho convinto a mettervi in sella, ecco di seguito una carrellata di informazioni pratiche per organizzare al meglio la vostra gita. Se avete altre domande o curiosità, accomodatevi nei commenti!

Il percorso e il tempo di percorrenza

La ciclovia del Mincio si snoda per 43,5 chilometri da Peschiera del Garda fino a Mantova e segue per un tratto il viaggio del fiume Mincio che dal lago di Garda, di cui è l’unico emissario, lo porta a immettersi nel Po, di cui è l’ultimo affluente. Il fiume è quindi la costante di questa pista ciclabile che è interamente asfaltata e pianeggiante. Nessuna difficoltà nel percorrerla, quindi.

Le uniche due note un po’ più dolenti sono la monotonia del paesaggio, seppur bello (in particolare il lungo tratto da Pozzolo fino a poco prima di Mantova non riserva particolari colpi di scena), e la quasi totale assenza d’ombra soprattutto nel pezzo monotono di poc’anzi: in estate, sotto il solleone e senza un filo d’aria non è così bello pedalare (semicit.).
Peschiera del Garda
Senza contare le soste e senza correre troppo, per arrivare da una località all’altra, ci vogliono indicativamente due ore e mezza/tre. Se poi ci aggiungete un’oretta di pausa pranzo e un’altra per visitare Valeggio sul Mincio, abbinate a una colazione pre partenza a Peschiera o Mantova e un’aperitivo all’arrivo, ecco che la giornata è bella che volata!

A Peschiera la ciclovia inizia sul lato destro del Mincio: si costeggia per un pezzo l’imponente fortezza dopo aver attraversato, dal centro, Porta Brescia e il ponte. A Mantova si arriva sul ponte che separa il lago di Mezzo e quello Superiore. Per tutto il percorso è ben segnalata, non c’è la minima possibilità di perdersi!

Noleggio bici

Tutte le volete che ho fatto la ciclovia del Mincio mi son portata la bicicletta da casa, caricandola sul treno (il supplemento costa 3€). Se però non siete bici muniti potete sempre noleggiarla a Peschiera o Mantova e organizzare col noleggiatore, il rientro della bici in minivan. Purtroppo non ho nomi di noleggi da suggerirvi, ma facendo una breve ricerca su Google, sembra ce ne siano un bel po’, soprattutto a Peschiera.

Cosa vedere: Valeggio sul Mincio e Borghetto

Peschiera è una graziosa e vivace città affacciata sul Garda, in cui è piacevole trascorrere un po’ di tempo e magari fare un tuffo nel lago. Mantova è una città bellissima, circondata da tre laghi artificiali e con un centro storico delizioso pieno di tesori. Ma a parte la località di partenza e quella di arrivo, su cui poi apro una parentesi più avanti, lungo la pista ciclabile del Mincio le attrazioni principali sono senza dubbio il borgo di Valeggio sul Mincio e la frazione di Borghetto, a una dozzina di chilometri da Peschiera.
Castello Scaligero di Valeggio sul Mincio
Il pezzo forte di Valeggio è il suggestivo Castello Scaligero che domina il borgo dall’alto di una collina morenica, le sue torri sono visibili già da lontano. La vista che si gode sia dal castello ma, ancor di più salendo sulla torre (2€), è meravigliosa!
Si narra che durante le notti di plenilunio, il fantasma inquieto di un ex castellano vaghi nel castello alla ricerca della spada della quale fu privato quando venne scoperto a trattare coi veneziani e accusato di alto tradimento. Quindi occhio a quando lo visitate!
Valeggio sul Mincio: la vista dalla torre del castello Scaligero
All’ombra del Castello Scaligero si trova l’incantevole frazione di Borghetto, dove niente è lasciato al caso e tutto sembra così perfetto che si ha quasi timore a visitarlo. Tanta perfezione, però, lo rende al contempo un po’ finto. Borghetto è minuscolo, per visitarlo non ci vuole molto, ma la sua atmosfera medievale vi farà venire voglia di rimanerci per un po’. Proprio davanti a Borghetto si trova un’opera architettonica del passato di tutto rilievo: il Ponte Visconteo. Si tratta di una diga fortificata voluta dal Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti a fine del 1300, per garantire l’impenetrabilità dei confini orientali del suo ducato. Un’opera davvero notevole, anche se oggi ne rimane in piedi solo un pezzo.
Borghetto sul Mincio

Quando farla

La primavera e l’autunno sono le stagioni migliori per percorrere la ciclabile del Mincio.
In estate fa parecchio caldo e, oltre a non muoversi un filo d’aria, per la maggior parte del percorso l’ombra non è pervenuta e nel fiume Mincio non si può fare il bagno. Tuttavia ci sono degli aspetti da considerare legati al periodo estivo: a Mantova c’è la fioritura dl loto, che potrebbe portarvi a visitare la città, e a Peschiera si può fare il bagno post pedalata.
In inverno può fare freddo, ma se la giornata è soleggiata si può pensare di mettersi in sella adeguatamente coperti.

In che senso è meglio fare la pista ciclabile del Mincio?

Trattandosi di un percorso interamente senza dislivello è indifferente farla da un verso o dall’altro per fare meno fatica. La scelta dipende più che altro da quali sono i vostri programmi.

Se decidete di farla in estate, sia che si tratti di una gita in giornata o di un weekend in cui dedicare un giorno alla ciclabile, il mio suggerimento è quello di partire da Mantova. Questo perché vi permette di godere della fioritura del loto nei laghi mantovani (il momento ideale è la mattina) prima di mettervi in sella e di fare un bagno rigenerante nel lago una volta arrivati a Peschiera. Percorrendola in questo verso, inoltre, smarcate prima il pezzo più monotono e noioso per poi tenervi come ricompensa quasi finale una bella sosta a Valeggio e Borghetto.
Mantova
Se, invece, scegliete la primavera o l’autunno è forse meglio partire da Peschiera per arrivare nella città dei Gonzaga all’ora del tramonto (è spettacolare dal chiosco Zanzara, proprio dove finisce la ciclabile!) e di dedicare la giornata successiva, se vi trattenete per la notte, a visitare la città. Nel caso, vi invito a leggere l’itinerario di un giorno a Mantova che ho realizzato.

Dove mangiare lungo la ciclovia

Pedalando pedalando, prima o poi la fame si farà sentire. Lungo la ciclabile non c’è un susseguirsi di bar e ristoranti, come è giusto che sia, ma qualche agriturismo o posto di ristoro qua e là c’è. Vi consiglio di evitare di mangiare a Borghetto: seppur molto pittoresco è eccessivamente turistico (e, di conseguenza, più caro).

A Volta Mantovana c’è un posticino delizioso ma anche un po’ fighetto che si chiama il Chiosco dei Mulini. Mentre a Pozzolo sul Mincio (poco dopo o poco prima, dipenden dalla vostra direzione!) c’è la Polisportiva Pozzolese, che offre un contesto molto più ruspante ma decisamente simpatico.
Pranzo in agriturismo lunga la ciclovia del Mincio
Avrei anche un agriturismo da suggerirvi, più vicino a Mantova che a Peschiera, di cui però non riesco più a ricordarmi il nome. 🙁 Ricordo però di aver assaggiato in questo posto, a inizio autunno, il sùgol d’uva, un budino fatto col mosto che si mangia da queste parti durante il periodo della vendemmia. Quello sì che me lo ricordo!

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