Cosa vedere a Mantova in un giorno. Un itinerario a piedi in città

 
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Cosa vedere a Mantova in un giornoA Mantova mi piace tornare ogni tanto. Perché è una città di provincia piccola e tranquilla dove la gente gira in bicicletta e tutti si conoscono (almeno questa è la sensazione che mi dà). Perché ha palazzi bellissimi che ogni volta mi commuovono come se fosse la prima visita e perché si può godere dei piaceri della tavola esaltati da una cucina robusta che è sempre una garanzia. Siamo formalmente in Lombardia ma tra tortelli di zucca, lambrusco e quella z che si fa fatica a pronunciare (e a me ‘sta cosa fa impazzire!) sembra di essere sconfinati in Emilia, che effettivamente è lì a due passi.
Un importante passato ha lasciato eredità notevoli da un punto di vista artistico, storico e culturale: servirebbero quindi almeno un paio di giorni per poter visitare Mantova per benino, anche nell’ottica di viversela slow come meriterebbe. Ma se la cosa non è proprio possibile, accontentiamoci di un giorno soltanto, che è comunque sufficiente per vedere le attrazioni fondamentali. Siamo d’accordo tutti che qualcosina verrà tralasciata? Bene, allora cominciamo!

Camera degli Sposi, Mantova



Nelle righe che seguono vi propongo un itinerario da fare a piedi pensato principalmente per chi in città ci arriva col treno (in particolare chi, come me, arriva da Milano, deve mettere in conto 2 ore circa di viaggio ad andare e altrettanto a tornare). Chi arriva con altri mezzi può comunque adattarlo in base alle proprie esigenze, non è nulla di complicato!

In breve l’itinerario toccherà i seguenti posti:
Palazzo Te
I tre laghi
Palazzo Ducale e Castel San Giorgio
Duomo di Mantova
Statua del Rigoletto
Punto Panoramico
Piazza delle Erbe e dintorni (Palazzo della Ragione e Torre dell’Orologio, Rotonda di San Lorenzo, Casa del Mercante e Basilica di Sant’Andrea)
Ovviamente son previste anche delle soste golose, abbiate fede! 😉

Palazzo Te, MantovaArrivati in città non vi faccio andare subito in centro, ma vi indirizzo verso una delle attrazioni imperdibili che rimane leggermente distaccata: in una ventina di minuti circa sarete davanti a Palazzo Te, la residenza voluta da Federico II Gonzaga come “isola di svago e ozio”. Beh, non male come idea, sarebbe carino se ognuno di noi potesse replicarla 😀 Il progetto di questa reggia del relax viene affidato a Giulio Romano, brillante allievo di Raffaele (a quanto pare uno dei più secchioni), che trasforma delle scuderie in una sontuosa villa destinata a diventare un capolavoro del manierismo. Tutte le sale, ormai prive di ogni mobilio, sono elegantemente decorate e ognuna ha un suo tema e in passato anche una sua funzione ben precisa. Sono davvero una più bella dell’altra! Le due più famose (e in cui si passerebbero le ore a guardare le pareti e i soffitti dipinti) sono:
– la Sala di Amore e Psiche riservata a ospiti illustri tra cui si ricorda tra tutti l’imperatore Carlo V (visitando il palazzo scoprirete tutto sul banchetto e sui festeggiamenti in suo onore!)
– la Sala dei Giganti dove gli affreschi del Romano coprono tutte le pareti e il soffitto, senza lasciare un centimetro libero, narrando la vicenda della caduta dei Giganti (in particolare è immortalato il momento in cui gli Dei si vendicano dei Giganti che avevano tentato di assaltare l’Olimpo). La stanza è lasciata volontariamente al buio per permettere di godere meglio di questo capolavoro (un tempo era illuminata dalle fiamme di un camino).
Oltre agli interni, il palazzo possiede un ampio e ordinato giardino, alla fine del quale si trova l’appartamento del giardino segreto pensato da Federico II come luogo intimo e riservato e che culmina in una grotta dove un tempo c’erano dei giochi d’acqua. Una vera e propria chicca per terminare la visita del palazzo.
In breve: 12€ e un paio d’ore ben spesi, per cominciare la visita di Mantova col botto!
SITO UFFICIALE DI PALAZZO TE

Permettetemi di aprire una parentesi pecuniaria. Oltre a Palazzo Te, l’altra grande attrazione imperdibile di Mantova è il complesso museale di Palazzo Ducale (che include la Camera degli Sposi), il cui biglietto d’ingresso costa 12€. Valutate quindi l’acquisto della Mantova Sabbioneda Card che, per 20€, permette di visitare molte attrazioni delle due località (tra cui, appunto, Palazzo Te e Palazzo Ducale) per tre giorni e dà accesso anche al servizio di trasporto pubblico e al bike sharing (sul sito ufficiale trovate tutte le info del caso). Quindi se poi decidete di rimanere in città più di un giorno… avete già il biglietto pagato per numerose attrazioni. In qualsiasi caso, visitando “solo” Palazzo Te E Palazzo Ducale ve lo siete già ripagato e avete pure risparmiato 4€ 😉
NB controllate bene nei siti ufficiali delle singole attrazioni che vi ho linkato nei paragrafi dedicati se siete idonei ad avere uno sconto sul prezzo del biglietto intero.

Ninfee nel lago Superiore di MantovaDopo la visita a Palazzo Te continuo a non portarvi nel cuore pulsante di Mantova perché prima voglio farvi fare una passeggiata sul lungolago anzi.. sui lungolaghi, dato che la città è circondata da ben tre laghi -Superiore, di Mezzo e Inferiore- e in passato ce n’era addirittura un quarto che poi fu prosciugato per rendere l’ambiente più salubre e per permettere a Mantova di svilupparsi come città evitando l’isolamento. Ci vuole circa una mezz’oretta per arrivare a piedi nei pressi dei pacifici Giardini di Belfiore sul lago Superiore (purtroppo per un breve tratto, quello che passa sopra la ferrovia, la strada non è bellissima, ma giuro che è breve e comunque c’è sempre il marciapiede). Finalmente lago, quindi! Da qui dirigetevi in direzione est continuando a godere di questa oasi di pace dove potrete essere disturbati soltanto da paperelle o da qualche runner (in estate anche dalle zanzare, purtroppo). Dopo non molto incontrerete un piccolo ristorante con un delizioso dehors affacciato sul lago che risponde al nome Il Rifugio (definendosi osteria con ormeggio). Io purtroppo non sono mai riuscita ad andarci (una volta mi hanno rimbalzato perché era troppo tardi per mangiare, l’altra era misteriosamente chiuso) ma, dipendentemente dall’ora che si è fatta e dal vostro mood, potete valutare una pausa per il pranzo (non vi preoccupate che se decidete di tirare dritto e non fermarvi vi do comunque un’altra opzione per mangiare!).

Riprendendo a camminare sempre in direzione est, noterete che il lago è pieno di ninfee (quello Superiore è il più fornito) e, se è luglio o agosto anche di fiori di loto sbocciati. Ovviamente non si tratta di una pianta autoctona, ma non si conosce con certezza di come sia arrivata a Mantova dal lontano oriente. Alcuni sostengono sia merito dei Saveriani di Parma, altri di una giovane laureata in Scienze Naturali, Anna Maria Pellegreffi, che nel 1921 trapiantò dei rizomi nel lago Superiore per tentare di utilizzare la farina ricavata dagli stessi ad uso alimentare (esperimento che non andò a buon fine). Ovviamente la versione più bella legata all’introduzione dei fiori di loto a Mantova è quella della leggenda che narra di una giovane donna in arrivo dall’Oriente, che morì cadendo nel lago dove si stava specchiando il suo amato. Questi, cosparse il lago di semi del fior del loto affinché in estate, col loro profumo, potessero ricordare per sempre la sua sfortunata dolce metà. Io, come al solito, voto per la leggenda!

Continuando a camminare sul lungolago, arrivati all’altezza del chiosco Zanzara (un nome un programma… ma sappiamo tutti come funziona in estate laddove c’è un lago o un fiume), passate sotto il sottopassaggio sulla destra e dirigetevi verso il centro. Finalmente!
Chi è già a pancia piena può saltare direttamente al punto successivo mentre chi ha deciso di non mangiare sul lago, può provare a vedere se trova posto all’Osteria delle Quattro Tette al n. 4 di Vicolo Nazione. Un posto che si fa fatica a notare un po’ per la posizione, un po’ perché privo di insegna ma che è un’istituzione della città (se incontrate un mantovano è facile che ve lo suggerisca). È un posto alla super buona, di quelli dove si divide il tavolo con altri commensali coi quali si finisce inevitabilmente a fare amicizia tra una portata e l’altra, dove si mangia bene e si spende poco. Un locale d’altri tempi aperto solo a pranzo da lunedì a sabato e che chiude quando in città c’è troppo casino, ad esempio durante il Festival della Letteratura (almeno così mi ha detto un ragazzo di Mantova che ho conosciuto al tavolo).

Castel San Giorgio, MantovaDopo pranzo bisogna dedicare almeno un paio d’ore alla visita del complesso museale di Palazzo Ducale (Corte Vecchia, Corte Nuova, Camera degli Sposi e Castello di San Giorgio) e investire 12€ (per risparmiare qualche soldino, vale sempre il discorso fatto prima sulla Mantova Sabbioneda Card). Il complesso conta quasi 1000 ambienti, torri, strade, cortili e giardini e non è difficile credere che sia il più grande complesso architettonico museale italiano, nonché una delle più estese corti di origine rinascimentale in tutta Europa. Anche se il pezzo forte è rappresentato dalla Camera degli Sposi, tutto il complesso è meraviglioso: un susseguirsi di ambienti completamente affrescati da far venire voglia di essere catapultati nel passato per fare un po’ di vita di corte come si deve. Prima di buttarvi nella visita, vi suggerisco di fermarvi a vedere il video introduttivo proiettato nei pressi del guardaroba, che spiega piuttosto bene la storia di questa umile dimora e le varie fasi che ha attraversato. Una volta usciti, sempre con lo stesso biglietto, recatevi a vedere la Camera degli Sposi. Rimessa a nuovo che non è molto, quindi più bella che mai è un posto che vi lascerà letteralmente a bocca aperta. Dopotutto c’è lo zampino del Mantegna, mica di uno qualsiasi. Nonostante il nome, la stanza non ha mai avuto la funzione di camera da letto. È una camera dipinta –camera picta, appunto, è un altro modo per identificarla- per celebrare la prima elezione a cardinale di un membro della famiglia Gonzaga. La stanza, di dimensioni non particolarmente grosse è dipinta sui lati ma anche nel soffitto, dove il Mantegna ha dato il meglio di sé realizzando l’oculo che è ormai diventato un simbolo della città dal quale si affacciano degli angioletti ignudi (alcuni dei quali mostrano il sederino). Un’illusione ottica estremamente ben riuscita! Il tempo di permanenza all’interno della Camera degli Sposi è di soli 5 minuti, quindi cercate di sfruttarli al meglio!
NB nei giorni in cui c’è tanta affluenza (praticamente tutti i weekend e i giorni festivi), la visita alla Camera degli Sposi va prenotata.
SITO UFFICIALE PALAZZO DUCALE

Duomo di Mantova e statua del RigolettoFatte tutte le cose che si dovevano fare nel complesso di palazzo Ducale adesso i tempi sono maturi per andare a vedere la vista più bella della città. Ma prima diamo un’occhiata al Duomo di Mantova che si trova proprio davanti alla biglietteria di palazzo Ducale e facciamo anche una tappa d’obbligo al n. 23 di Piazza Sordello dove, nel piccolo cortile, si trova la statua del tragico buffone di corte Rigoletto.

Lo skyline di Mantova dal punto panoramicoContinuate a piedi in direzione del Ponte di San Giorgio che dovete attraversare per arrivare dall’altra parte del lago di Mezzo dove c’è il punto più panoramico della città dal quale potrete godere dell’inconfondibile skyline mantovano in tutta la sua bellezza. Al tramonto poi, è uno spettacolo senza pari. Rimanete un po’ qui a contemplare la bellezza di questa città, poi tornate sui vostri passi ripercorrendo il ponte e dirigetevi nuovamente verso il centro: adesso, e finché non si fa il momento di rientrare, prometto che non vi faccio più muovere da lì! 🙂

Piazza delle Erbe, MantovaCapirete in fretta che il centro di Mantova è piccolissimo e che ruota intorno all’animata Piazza delle Erbe e vie/piazze limitrofe. Proprio in piazza e nei suoi immediatissimi dintorni ci sono quattro attrazioni che non vanno perse (fermo restando che è impossibile non notare!):
– Il Palazzo della Ragione e la sua Torre dell’Orologio occupano tutto un lato della piazza. Il Palazzo, che per secoli è stato adibito a sede dell’amministrazione della giustizia, è oggi utilizzato per ospitare mostre ed eventi. È possibile salire sulla torre per ammirare l’intricato meccanismo dell’orologio che le dà il nome e un bel panorama sulla città (io non ne ho avuto il tempo, ma se voi ci riuscite, mandatemi una foto da lassù!). Palazzo e torre hanno subito dei danni provocati dal forte terremoto che ha colpito l’Emilia il 29 maggio 2012.
– La Rotonda di San Lorenzo, una piccola e graziosissima chiesa dalla pianta rotonda situata a fianco della Torre dell’Orologio. Nella sua sobrietà caratterizza l’aspetto attuale della piazza.
– La Casa del Mercante è un elegante edificio storico che si affaccia su piazza delle Erbe e che si distingue da tutti gli altri per le sue fini decorazioni della facciata in cotto, che richiamano un po’ il gusto veneziano.
– La maestosa Basilica Concattedrale di Sant’Andrea, opera di Leon Battista Alberti che si aggiudica il titolo di chiesa più grande di Mantova. L’interno è effettivamente enorme ed essendo molto ordinato e piuttosto luminoso grazie anche alla gigantesca cupola, la sensazione che si ha entrando è quella di essere minuscoli. Nella cripta sono conservati i reliquiari in cui è contenuta della terra intrisa del sangue di Cristo.

Dopo aver visto queste ultime cose che definirei d’obbligo, siete liberi di gironzolare per le vie del centro e/o di osservare il viavai della gente seduti al tavolino di un bar. Purtroppo sarà ormai troppo tardi per visitare altre attrazioni dato che quasi tutte chiudono alle 18 o giù di lì e dovrebbe essersi già fatta una certa. In questo itinerario avete però visto e fatto un sacco di cose belle, direi che ci si può ritenere soddisfatti così, no?

Prima di avviarvi verso la stazione fatevi però un regalo: passate dalla pasticceria la Tur dal Sucar al n. 3 di via S. Longino e portatevi a casa una torta Elvezia, un tipico dolce della gastronomia mantovana composto da 3 dischi di pasta di mandorle intervallati da crema al burro e zabaione artigianale. Una bomba calorica e di bontà ma solo per chi ama le cose tanto dolci. Così facendo, vi porterete a casa un ricordo dolcissimo di Mantova, in senso letterale. Sì, volendo potete prendere anche una Sbrisolona, la torta originaria di Mantova ma, datemi retta, quest’ultima seppur buonissima, è più “ordinaria” e facilmente reperibile anche altrove, mentre l’Elvezia no. E io, modestamente, di dolci me ne intendo 😉
SITO UFFICIALE DELLA PASTICCERIA LA TUR DAL SUCAR

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2 commenti per “Cosa vedere a Mantova in un giorno. Un itinerario a piedi in città”

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