Cosa vedere a Catania in un giorno: un itinerario a piedi nella città etnea

 
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Cosa vedere a Catania in un giornoVulcanica, vivace, chiassosa e accogliente al tempo stesso: Catania ha tutte le caratteristiche di una città del Sud Italia, quelle dove un forestiero si trova contestualmente spaesato ma anche a casa.
Cosa vedere a Catania, Sicilia
Evidenzio subito che un giorno soltanto è troppo poco per visitare bene Catania. Se, con ritmi molto intensi, una giornata può essere sufficiente per visitare le attrazioni principali, non è comunque abbastanza per vivere la città come merita di essere vissuta e farsi travolgere dalla sua voglia di vivere. E non è nemmeno abbastanza per assaggiare tutte le prelibatezze della tavola (che sono tante, e tutte molto caloriche!). Se poi mettiamo in ballo anche i favolosi dintorni da esplorare, non c’è proprio storia! Quindi cominciate con 1 misero giorno per avere un antipasto di Catania, ma ripromettetevi di tornare presto.
Statua senza testa davanti a Palazzo Biscari, Catania
Nelle righe che seguono cerco di fornirvi un po’ di materiale per ottimizzare la vostra visita di Catania in un giorno, inserendo il minimo sindacale da vedere, combinandolo con gli orari di apertura (NB consiglio di non farlo di domenica perché i mercati sono chiusi). E buttando qua e là qualche suggerimento gastronomico che non fa mai male (se poi volete approfondire l’argomento “cosa mangiare a Catania”, potete leggete qui). Un itinerario da fare a piedi che tocca i seguenti punti:

Il mercato del pesce A’ Piscaria

A' Piscaria, il mercato del pesce di CataniaLa mattina è d’obbligo un giro al mercato. Anzi, ai mercati.
Innanzitutto a’ Piscaria, il vivace mercato del pesce che si svolge nelle viuzze a sud ovest della piazza del Duomo. Intercettate la fontana dell’Amenano (nonché il chiasso): dietro ad essa c’è una scalinata in pietra lavica che permette di buttarvi nella mischia. Anche se ormai è diventato tappa fissa di tutti gli itinerari turistici, a’ Piscaria non ha perso nemmeno un po’ della sua autenticità e non visitarlo sarebbe davvero una grossa mancanza.

A’ Piscaria si svolge tutti i giorni tranne la domenica, dall’alba fino a esaurimento scorte, quindi nel primissimo pomeriggio. Il meglio di sé lo dà ovviamente nelle primissime ore.

Piazza Duomo e dintorni

Cattedrale di Sant'Agata, CataniaIn Piazza del Duomo si raccolgono diverse attrazioni non trascurabili della città.

Al centro della piazza, si trova fiera la riconoscibilissima Fontana dell’Elefante, composta da un basamento sopra il quale si erge un elefantino (che poi tanto ino non è o.O) in pietra lavica che regge un obelisco sulla schiena. U Liotru -è questo il suo nome- è il simbolo della città dal 1239, anno in cui rubò il titolo a San Giorgio.

Fontana dell'Elefante, CataniaIl fotografatissimo simbolo di Catania guarda in direzione della maestosa Cattedrale di Sant’Agata, dedicata alla santa patrona della città che riposa al suo interno. Tra le altre opere d’arte racchiuse nel Duomo, non distante dall’entrata principale sulla destra, date un’occhiata al monumento funebre del celebre compositore catanese Vincenzo Bellini (la sua tomba si trova invece a Parigi, al cimitero monumentale di Père-Lachaise). La Cattedrale di Catania è visitabile tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 16 alle 19, la domenica dalle 7:30 alle 12 e dalle 16:30 alle 19, l’ingresso è gratuito.

Informandosi all’adiacente Museo Diocesano è possibile visitare anche le Terme Achilliane, nella parte sotterranea della piazza (dovete sapere che Catania custodisce nel sottosuolo una sorta di città parallela proprio sotto la sfarzosa ricostruzione barocca, che comprende appunto le Terme Achillane).

Fontana dell'Amenano, CataniaNe ho già fatto cenno nel paragrafo prima, ma vale la pena ripetersi: porta d’accesso al mercato ittico a’ Piscaria è la Fontana dell’Amenano, sul lato sud della piazza. Rappresenta appunto il fiume Amenano, il cui percorso oggi è sotterraneo, nelle sembianze di un giovane che tiene una cornucopia dalla quale fuoriesce dell’acqua.

Chiesa della Badia di Sant'Agata, particolare (Catania)Dirimpettaia al fianco destro della Cattedrale, sull’altro lato di via Vittorio Emanuele II è la Chiesa della Badia di Sant’Agata che va visitata se non altro per poter salire sulla sua cupola (3€) da cui si gode di un panorama fantastico sulla città (se avete la fortuna di beccare una giornata limpida, potrete vedere anche Sua Maestà l’Etna).

Lungo via Etnea

Dopo la visita del mercato, delle chiese e volendo anche del Museo Diocesano e delle Terme Achillane, imboccate la lunga ed elegante via Etnea tenendo gli occhi ben aperti perché, oltre ai negozi che si trovano in qualsiasi centro di qualunque città, si possono ammirare dei pregevoli edifici.
Quasi subito, sulla sinistra, la basilica Collegiata (al secolo basilica di Maria Santissima dell’Elemosina), si distingue per la sua magistrale facciata convessa in tipico stile barocco catanese.

Arrivati in Piazza Stesicoro, affacciatevi a vedere quel che rimane dell’Anfiteatro Romano. Un tempo doveva essere qualcosa di grandioso -pensate che arrivava a ospitare fino a 15000 spettatori- ma oggi lo possiamo soltanto immaginare: la parte visibile corrisponde solo a un pezzo dell’edificio originale. E doveva essere anche molto scenografico, poiché la pietra lavica e i mattoni con cui è statao costruito, erano abbelliti da decorazioni in marmo.

Fera ‘o Luni

Imboccate ora via San Gaetano alla Grotta per immergervi nella Fera ‘o Luni, un altro caratteristico mercato catanese. È un po’ più trascurabile rispetto a’ Piscaria ma comunque interessante, soprattutto per chi ama curiosare tra le bancarelle. Si svole tutti i giorni tranne la domenica in piazza Carlo Alberto e vie limitrofe e, come in tutti i mercati d’Italia, dopo una certa ora (indicativamente le 14) le bancarelle cominciano a diradarsi.

Qui non c’è solo pesce, ma si spazia dall’abbigliamento alla frutta e verdura, passando per i dolciumi. Il tutto condito da una buona dose di folklore siciliano contaminato da una presenza extracomunitaria. Un melting pot piuttosto vivace. 🙂

Dopo aver attraversato a passo di lumaca tutta la piazza del mercato (la concentrazione di gente munita di trolley da riempire di acquisti è esagerata), troverete nuovamente respiro in via Umberto I.

Chiesa di San Gaetano alle Grotte

A questo punto vi segnalo una chicca che merita una breve deviazione: la minuscola e sorprendente chiesa di San Gaetano alle Grotte in piazza Carlo Alberto. La chiesa in sé non è particolarmente interessante, ma custodisce al suo interno una profonda e suggestiva grotta lavica in cui venne ricavata inizialmente una cisterna ipogea di epoca romana, per poi essere tramutata in sepolcreto paleocristiano delle necropoli. Si narra inoltre che la grotta sia stato il primo luogo di sepoltura di Sant’Agata.

La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 9:30 alle 12 e dalle 17 alle 19:30, ma non è detto che sia sempre possibile scendere nella cripta. Io ho avuto la fortuna di trovarla aparta, e visitabile a pagamento, perché c’era una manifestazione culturale in corso.

Ritornate poi in via Etnea e proseguite verso nord. Se nel frattempo vi è venuta fame, recuperate un arancino (mi raccomando, UN arancino: a Catania è maschio) da Savia, un locale storico e sempre affollatissimo dove, per 2,20€ -questo è il prezzo al banco- tapperete il buco nello stomaco (a dire il vero un arancino è più che sufficiente per un pranzo, ma io ho in serbo per voi altri programmi… nonché di farvi mangiare tardi!). E comunque vi svelo un segreto: da Savia preparano anche dei dolci spaziali, cannoli in primis, quindi valutate voi se dare un’inclinazione dolce o salata alla vostra pausa.

Giardino Bellini e via dei Crociferi

Via dei Crociferi, CataniaOra, anziché ripercorrere via Etnea in direzione Duomo, arrampicatevi fino alla sommità di Villa Bellini, un enorme giardino pubblico dalla cui terrazza si gode di uno dei migliori scorci cittadini sull’Etna (il discorso è sempre lo stesso: sempre se l’Etna decide di mostrarsi). Con oltre 70000 m² il giardino rappresenta a pieno titolo il polmone verde della città.

Portatevi dall’altra parte del parco e, dopo aver percorso il viale degli uomini illustri, vi ritroverete all’inizio di via della Maddalena. Ce la fate a resistere ancora un pochino prima del pranzo, vero? Perché ho un posto -più che altro un’esperienza- da suggerirvi non troppo distante da qui, ma prima vorrei farvi camminare ancora un po’ e mostrarvi dell’altro.

Spostatevi verso sud fino a raggiungere quella che è definita la via più bella della città, via Crociferi. Un susseguirsi di edifici barocchi, uno più bello dell’altro, culminanti in villa Cerami, sede della facoltà di Giurisprudenza. Mi raccomando, passeggiate in Via Crociferi in tutta lentezza (anche se la fame si sta facendo sentire!) perché è davvero di una bellezza unica. In diversi edifici che decorano via Crociferi si nota lo zampino di Giovanni Battista Vaccarini, l’architetto che a Catania viene spesso nominato poiché qui ha lavorato tantissimo e ha dato un importante contributo alla ricostruzione dell’impianto urbanistico della città dopo il devastante terremoto del 1693. Via Crociferi è, tra l’altro, uno dei luoghi più rappresentativi della Catania post sisma.

Via Plebiscito, la patria della carne di cavallo

Adesso dirigetevi verso via Plebiscito per scoprire una Catania autentica e ruspante, assolutamente epurata di fighetti e schizzinosi. Laddove la lunga via fa una curva a gomito (civici intorno al 700), comincia il mondo dei mangiatori di carne di cavallo, carne consumata e apprezzata da sempre in città. Un susseguirsi di locali non troppo raccomandabili ma assolutamente raccomandati (semicit. Dissapore) che vi faranno vivere un’esperienza 100% catanese.

Davide e Achille è il posto più popolare, ma se troppo affollato (come sempre) anziché sedersi ad uno dei suoi traballanti tavolini bordo strada, potete ripiegare su altri locali analoghi che da queste parti non mancano. Fino alle 15 non vi faranno storie e vi daranno da mangiare: dopo è possibile che sia già tutto chiuso o in via di chiusura.

Teatro Greco-Romano e Odeon

Teatro Greco Romano - CataniaDopo pranzo dedicate un po’ di tempo alla visita al Teatro Greco-Romano e il quasi contiguo Odeon e soprattutto all’affascinante Monastero dei Benedettini, entrambi non distanti dal micromondo della carne di cavallo.

Decidete l’ordine di visita in base all’ora che si è fatta, tenendo bene a mente che il Monastero è visitabile solo prendendo parte a un tour guidato che parte all’inizio di ogni ora (più info nel paragrafo sotto), mentre il Teatro e l’Odeon sono aperti da lunedì a sabato dalle 9 alle 17, domenica dalle 9 alle 13 (biglietto intero 6€).

Il teatro è un luogo molto suggestivo della città. Nell’aera archeologica che possiamo visitare oggi si trova un teatro romano che è stato del tutto inglobato nel tessuto urbano sette-ottocentesco e che sorge su un preesistente teatro greco. L’aspetto attuale risale al II secolo, quando la struttura venne ingrandita, ed è stato realizzato interamente in pietra lavica -siamo o non siamo alle pendici dell’Etna?. Ai tempi d’oro arrivava a ospitare fino a 7000 spettatori.

Molto più modesto, ma comunque non trascurabile, il confinante teatro minore (Odeon) dove con molta probabilità si svolgevano esibizioni musicali e poetiche.

Monastero dei Benedettini

Monastero dei Benedettini - CataniaUna cosa assolutamente da fare a Catania è la visita al Monastero dei Benedettini, che è la sede attuale del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania. Un gioiello del tardo barocco pieno di mistero che, nel corso delle varie epoche, ha subito numerosi rimaneggiamenti.

Il complesso del monastero è davvero enorme e, solo a titolo riassuntivo, cito alcuni luoghi salienti: i due grandi chiostri, i seminterrati cinquecenteschi, i resti di due domus romane (pazzesche!), le modeste stanze degli abati, il giardino dei novizi, le cucine, i magazzini costruiti sopra dei banchi di lava. Uno spettacolo unico in cui si ha la possibilità di vedere e conoscere buona parte della storia della città (e di quando esosi fossero i benedettini che lo abitavano!).

Da un punto di vista pratico, per visitare il Monastero bisogna prendere parte a un’interessante visita guidata della durata di un’ora e mezza. Le visite hanno luogo, allo scoccare di ogni ora, tutti i giorni dalle 9 alle 17 (ad agosto dalle 11 alle 18) e il biglietto costa 8€. Soprattutto nei weekend è caldamente consigliata la prenotazione (qui i contatti).

Suggerimenti sparsi (se avanza tempo)

Palazzo Biscari - CataniaSe avete fatto tutto quello che vi ho suggerito in questo itinerario, dubito che vi sia rimasto del tempo a disposizione per fare dell’altro. Ma qualora così fosse, di seguito trovate ancora un po’ di idee: potete quindi decidere, anche in base all’ora che si è fatta e alla luce a disposizione, se è il momento di “smetterla con la cultura” oppure se continuare.

Se avete ancora voglia di cultura, dirigetevi nuovamente verso Piazza Duomo e proseguite fino in via Museo Biscari per visitare il superlativo Palazzo Biscari (gli orari di apertura sono dalle 7 alle 13 e dalle 15 alle, 19, ma su appuntamento è possibile visitare il palazzo eccezionalmente fino alle 22). Questo palazzo privato, il più importante della città, uno dei più vecchi e indubbiamente uno dei più belli, appartiene agli attuali principi di Biscari che accompagnano personalmente i visitatori nella loro umile dimora, svelandone la raffinata eleganza e i segreti tra le molteplici stanze. Perché non basta dare un’occhiata da fuori per rendersi conto del valore artistico di questo luogo. Un visitatore del calibro di Goethe, durante il suo viaggio in Italia a fine Settecento, ne rimase incantato e lo stesso è accaduto in tempi decisamente più recenti alla band britannica Coldplay che ha deciso addirittura di girarci il videoclip di Violet Hill nel 2008.

Silos decorati - CataniaSe avete invece voglia di stare all’aria aperta, potete fare due passi nella zona del porto per ammirare i silos tutti decorati e il murales più grande del mondo, alto come un palazzo di 10 piani e largo come un campo di calcio (!) per poi fare anche una visita veloce a San Berillo, un quartiere con un passato difficile e con un presente non esattamente facile. A seguito di numerose vicende, tra cui uno sventramento mai portato a termine, San Berillo è diventato un quartiere bistrattato, indubbiamente degradato, ma che sta cercando di riqualificarsi in qualche modo, nonostante l’etichetta di quartiere a luci rosse sia difficile da togliere (anche perché, purtroppo, di prostitute se ne vedono ancora diverse tra i suoi vicoli). C’è chi lo considera il quartiere degli emarginati nel centro di Catania e chi invece gli dà qualche possibilità. Io mi accodo a questa seconda scuola di pensiero, non negando però la presenza di potenziali situazioni spiacevoli che possono presentarsi. Visitatelo, date un’occhiata ai numerosi murales che decorano i suoi vicoli, ma fatelo di giorno cercando di adottare un comportamento idoneo (no foto alla gente, no sfoggio di oggetti di valore, ecc.).
Pupi siciliani, Catania

E se rimanete in città per cena, ho due posti da suggerirvi: la Nuova Trattoria del Forestiero, al 24 di via Coppola, un’istituzione di Catania dove, oltre ad assaggiare una pasta alla norma mondiale (con caserecci fatti a mano), e l’osteria mm!! in via Pardo 34, per mangiare del buon pesce fresco.

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NB se non trovate coerenza tra quanto scritto nel post e i commenti è perché questo post è stato scritto in data 11/03/2007, per poi essere successivamente aggiornato e ripubblicato più volte.

 
12 commenti per “Cosa vedere a Catania in un giorno: un itinerario a piedi nella città etnea”
  1. Utile l’itinerario descritto: grazie.
    Di Catania che dire? Interessante; mi ha fatto riflettere, soprattutto sulla questione della multietnicità e della accoglienza. Io pensavo che Napoli fosse una città con queste caratteristiche, invece niente a che vedere con Catania!

  2. Sono stata in vacanza a maggio ho preferito alloggiare a mascalucia in provincia al bed and breakfast etna massalargia ,ottima posizione per spostamenti per Taormina etna e siracusa,.Ci hanno consigliato di andare a mangiare la sera da mario a catania in via crociferi ottima trattoria immersa nel barocco,ci hanno fornito i voucher sconto per una bellissima escursione sull’etna e ci hanno consigliato di visitare la pescheria e la fiera.Grazie

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