Cosa vedere a Siracusa in un giorno: un itinerario tra Ortigia e il Parco Archeologico

 

Piazza Duomo, SiracusaSiracusa un tempo era la città più importante del mondo occidentale e non si fa fatica a crederlo nonostante oggi sia molto ridimensionata e, purtroppo, a tratti un po’ malandata. La sua identità è letteralmente impregnata di memorie storiche (ve ne renderete presto conto) nonostante le sue dimensioni piuttosto ridotte, che la rendono visitabile in un giorno, anche se è doveroso aggiungere più o meno. Che poi venga voglia di restarci per più tempo e/o di utilizzare la città come base per visitare i dintorni è un altro paio di maniche.

In questo articolo mi concentro su un itinerario a regola d’arte -letteralmente, intendo!- che vi permetterà di godere al massimo di Siracusa anche se vi trattenete solo una giornata in città. Giornata che sarà bella intensa, siete avvertiti!



Per ovvie ragioni non si riuscirà a vedere tutto, tant’è che alcune attrazioni ve le ho indicate a malincuore come opzionali, ma nulla vieta di personalizzare un po’ la mia proposta, nonché di ritornare una seconda volta in città. O magari anche una terza 😉
L’itinerario suggerito si può fare a piedi senza troppi problemi: le distanze sono ridotte e le cose da vedere si concentrano in due zone: Ortigia e il quartiere che gravita intorno al Parco Archeologico.

Come arrivare a Siracusa
Comincio però con qualche informazione pratica su come arrivare in città.
L’aeroporto più vicino è quello di Catania da dove ci sono dei frequenti bus che conducono direttamente in centro a Siracusa in un’ora e 15 minuti. Il biglietto di sola andata costa 6,20€ e la compagnia è Interbus. Sul sito ufficiale potete vedere gli orari.

La città è collegata sia con bus che con treni a numerose località siciliane quindi se volete fare un weekend a Siracusa e dintorni senza noleggiare una macchina lo potete tranquillamente fare. Un esempio di gita in giornata da Siracusa coi mezzi è la barocca e bellissima Noto.

Ma torniamo a Siracusa e a cosa fare in un giorno. Come accennavo prima, le attrazioni principali si concentrano in due aree quindi dedichiamo la mattina a una per poi spostarci nel pomeriggio nell’altra. E state tranquilli che vi faccio fare una pausa pranzo come si deve. Ho già in mente un posto da consigliarvi, volendo anche due 😉

Parco Archeologico
La prima cosa che suggerisco di visitare è il Parco Archeologico, ossia quello che in passato era identificato come Neapolis, il quartiere in cui si concentravano la maggior parte di strutture sociali e religiose della città antica (teatri, altari, santuari) e che non fu mai abitata.
Recatevici di buon mattino, appena apre alle 8:30, in modo da evitare i gruppi organizzati e la calca che si forma inevitabilmente dopo le 9/9:30.
Nel complesso ci sono un bel po’ di cose da vedere -il Teatro Greco, l’Orecchio di Dioniso, l’Anfiteatro Romano, l’Ara di Gerone II e altri monumenti, passatemi il termine, minori-, contate quindi di trascorrerci almeno un’ora e mezza.

Il teatro greco di SiracusaIl Teatro Greco, il monumento più spettacolare della città, nonché uno degli auditorium greci più grandi e meglio conservati. È stato costruito nella roccia con una forma semicircolare e, nel corso dei secoli, ha subito diverse modifiche. Ospita ancora oggi, nel periodo estivo, qualche spettacolo anche se si cerca di limitarne l’uso per ovvie ragioni di conservazione.

Orecchio di Dionisio, SiracusaNon distante dal Teatro si trova una stradina che conduce alle latomie, le antiche cave di pietra che venivano utilizzate anche per incarcerare i prigionieri e far passare loro un soggiorno decisamente spiacevole, dal momento che le condizioni al loro interno erano invivibili d’estate per il troppo caldo e d’inverno per il troppo freddo. Il tutto sommato a una buona dose d’umidità che da queste parti non manca.

La latomia del Paradiso è senza dubbio la più interessante, anche per la grotta artificiale alta 23 metri e lunga 65 battezzata Orecchio di Dionisio. Questo nome è stato coniato dal Caravaggio, che, come vedremo dopo, ha soggiornato per un breve periodo in città. Il celebre artista notò la somiglianza con un orecchio e volle “dedicarla” al tiranno Dionisio in quanto si narrava che questi utilizzasse le qualità acustiche della grotta, tali da amplificare i suoni fino a 16 volte, per ascoltare i discorsi dei cospiratori politici. Quindi quando entrerete, state attenti a quello che dite!

Anfiteatro romano, SiracusaL’Anfiteatro Romano, di forma ellittica, risale al III secolo e ha dimensioni monumentali, pare sia uno dei più grandi del mondo. La funzione per cui è stato costruito era quella di soddisfare la voglia di giochi circensi dell’epoca. Una testimonianza decisamente pulp narra che spettatori malati, invalidi e infermi a fine spettacolo tentassero di bere il sangue caldo dei corpi e di estrarre il fegato degli animali. Qualcuno aveva detto loro che in questo modo sarebbero guariti più in fretta…

Il biglietto di ingresso al Parco costa 10€ ma se avete intenzione di visitare anche il museo archeologico o Palazzo Bellomo a Ortigia, valutate di fare il biglietto cumulativo di 13,50€. La prima domenica di ogni mese l’ingresso è gratuito.

Catacombe di San Giovanni
Basilica di San Giovanni, SiracusaIl sottosuolo del’attuale zona nord-est della città è pieno di catacombe. Questo perché, in epoca romana, vigeva il divieto di seppellire i morti cristiani all’interno dei confini urbani (la città si era spostata a Ortigia) e quindi si è dovuto ripiegare per questa soluzione.
Le uniche catacombe oggi accessibili al pubblico sono quelle sotto la Basilica di San Giovanni, un intricato e affascinante labirinto sotterrano in cui furono seppellite intere famiglie nelle migliaia di nicchie ricavate nel pavimento e nei muri. Queste catacombe erano piuttosto ambite perché lì si trovava la tomba di San Marciano, il primo vescovo della città, e tutti i comuni mortali volevano avere un posto a fianco a lui.

Le Catacombe di San Giovanni si trovano in largo San Marciano 3 e si possono visitare soltanto prendendo parte ad una visita guidata del costo di 8€ e della durata di 45 minuti circa (gli orari variano in base alla stagione, date un’occhiata qui).

Museo Archeologico – opzionale
Gli appassionati di archeologia possono (devono!) fare un salto al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi, poco distante dal Parco Archeologico, in quanto trattasi del maggiore museo archeologico della Sicilia nonché uno dei principali d’Europa. Mi rivolgo principalmente agli appassionati di archeologia duri e puri perché il museo è molto grande e pieno di roba interessante, si rischia quindi di passarci dentro diverse ore e in questo modo la visita di Siracusa in un giorno è bella che conclusa qui. Scherzi a parte, non voglio promuovere l’ignoranza ma se avete poco tempo per visitare la città valutate se trascorrere qualche ora al museo (ce ne vogliono almeno un paio) per barattarla con qualche altra attività oppure se procedere al punto successivo.

Alcune info pratiche sul museo.
È aperto tutti i giorni tranne il lunedì: la domenica e i festivi dalle 9 alle 13 mentre gli altri giorni dalle 9 alle 18.
Il biglietto di ingresso è di 8€ ma si può fare un biglietto cumulativo col Parco Archeologico di 13,50€.
Si trova in Viale Teocrito 66.

Santuario Madonna delle Lacrime
A pochi passi sia dalle catacombe che dal museo si trova il più che imponente Santuario della Madonna delle Lacrime, una struttura a mio avviso poco affascinante che si vede praticamente da qualsiasi punto della città, rovinando la visuale (se osservate bene, si intravede nella foto del Teatro Greco). La sua forma dovrebbe ricordare una lacrima gigante e ora vi spiego il perché.

Il Santuario, classe 1994 quindi giovanissimo, è stato realizzato per ospitare un’immagine miracolosa della Madonna che nel 1953 ha versato delle lacrime per ben 5 giorni consecutivi. Potete quindi provare a pensare l’affluenza di pellegrini (e turisti curiosi), soprattutto nelle giornate di preghiera.

È possibile visitare la basilica tutti i giorni fatta eccezione per gli orari in cui si sta svolgendo una funzione (li trovate sul sito ufficiale). L’ingresso è gratuito.

Basilica di Santa Lucia al Sepolcro
Se non siete troppo tirati coi tempi e vi va di fare un allungamento di una decina di minuti a piedi, prima di buttarvi a Ortigia, fate un salto alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro e al dirimpettaio Sepolcro della Santa in via Bignami 1.
A onor del vero, va detto che non si tratta delle attrazioni più imperdibili della città (il dipinto di Caravaggio che conteneva la chiesa è stato pure trasferito altrove) ma, essendoci di mezzo la Santa Patrona di Siracusa, se avete tempo, passateci.
All’interno del tempietto sepolcrale, si trova una statua di Santa Lucia che, pare, abbia “sudato durante l’assedio spagnolo della città come messaggio di solidarietà nei confronti del suo popolo.

Nel sito ufficiale si legge che la chiesa fa una pausa pranzo piuttosto lunga: dalle 12:15 alle 16, quindi cercate di non capitarci in quel lasso di tempo, se ambite ad entrare.

Pausa pranzo a Siracusa
Si sarà ormai fatta una certa e, dopo tutta questa cultura, lo stomaco starà borbottando da un po’. Non vi preoccupate, adesso andiamo a Ortigia e tappiamo il buco talmente bene che probabilmente non avrete nemmeno bisogno di cenare 😀

Con una passeggiata di una ventina di minuti varcherete finalmente la soglia di Ortigia, l’antico nucleo di Siracusa. All’inizio, poco dopo aver attraversato il ponte Umbertino, si trova il piccolo ma molto pittoresco mercato. Si esaurisce in una parte di via Emmanuele de Benedictis, che è un susseguirsi di bancarelle colorate e rumorose e piccoli localini dove si mangia praticamente sempre.

Quasi a fine via si trova il posto non plus ultra in cui mangiare un panino: il Caseificio Borderi, che nasce come bottega ma che poi si afferma come IL posto in cui mangiare il panino più grosso di sempre. Nella mia ultima visita a Siracusa il locale era chiuso per ristrutturazione (sgrunt!), altrimenti è aperto tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 7 del mattino alle 4 del pomeriggio. C’è da mettersi in coda e aspettare, la voce si è sparsa in fretta, ma per un panino di questo tenore direi che ne vale la pena!
Sito ufficiale.

Una valida alternativa a Bordieri -anche se, va detto, meno folkloristica- si trova proprio a fianco: la bottega dei Fratelli Burgio. Il locale nasce come salumeria dove poter acquistare salumi, formaggi pregiati e altre specialità della tradizione mediterranea, per poi diventare anche una sorta di bistro in cui mangiare panini imbottiti (non tanto come quelli di Bordieri ma comunque si difendono piuttosto bene) o fare una degustazione delle tante cose buone esposte al bancone. È aperto tutti i giorni tranne la domenica dalle 8 alle 15:30.
Sito ufficiale.

Alla scoperta di Ortigia
Lungomare di Ortigia, SiracusaA pancia piena possiamo riprendere la visita della città: nel pomeriggio scopriremo Ortigia e i suoi segreti. Si tratta di un’isoletta lunga 1 chilometro e larga appena 500 metri dove si concentra il vero spirito della città e in cui sono conservati oltre 2500 anni di storia, mica bruscolini.

Ci sono un po’ di tappe imprescindibili da fare a Ortigia ma già il camminare senza meta tra le sue strette vie in cui si affacciano le basse abitazioni e gli eleganti palazzi barocchi per poi sbucare nel lungomare è un’attività piacevolissima.

Ortigia è stata trascurata in passato e si nota ancora un po’ di degrado in giro, soprattutto se ci si sposta dalla piazza centrale dove sorge il Duomo. Bisogna però riconoscere che buona parte dell’isola, dopo un restauro avvenuto un po’ di anni fa, ha riacquistato l’antico lustro.

Tempio di Apollo
Tempio di Apollo, SiracusaAd accogliervi, poco oltre il mercato, è il Tempio di Apollo o, meglio, ciò che ne rimane. Si tratta del tempio dorico più antico della Sicilia e ci vuole un po’ di fantasia per riuscire ad immaginarsi come fosse ai tempi d’oro dato che non ne rimane granché.

Nel corso dei secoli il Tempio ha subito varie trasformazioni e adattamenti: fu una chiesa cristiana in epoca bizantina, una moschea araba coi Musulmani e una caserma durante la dominazione spagnola. Per fortuna adesso è stato mandato in pensione ed è semplicemente un monumento da ammirare. 24/7/365, poiché non è custodito all’interno di nessuna zona archeologica ma si erge all’ingresso di Ortigia.

Piazza Duomo e i suoi tesori
La piazza più bella e scenografica di Ortigia ma anche di tutta Siracusa è senz’altro piazza Duomo, dove si concentrano diverse grandiose opere d’arte. Qui è il Barocco a dettare legge e lo fa in maniera superlativa.

Cattedrale di SiracusaCominciamo dalla Cattedrale della Natività di Maria Santissima dove, alla bellissima ed elegantissima facciata barocca, si contrappone un interno più “rustico” in cui non si possono non notare le robuste colonne doriche inglobate nella struttura. Questo perché la basilica è stata costruita sopra il preesistente tempio di Atena che, a quanto pare, non è stato del tutto smantellato.
L’ingresso al Duomo è di 2€ e si può visitare tutti i giorni dalle 10 alle 18:30 fatto salvo durante le funzioni religiose.

Di fianco alla Cattedrale, all’angolo con piazza Minerva si trova il Municipio di Siracusa, ospitato in un elegante palazzo barocco del Seicento, palazzo del Vermexio. L’edificio prende il nome dall’architetto che lo ha realizzato, Giovanni Vermexio, personaggio di primo piano per la città dove che ha lasciato diverse testimonianze. Il palazzo, realizzato tra il 1629 e il 1633, rappresentava in origine la massima espressione della voglia di geometria che caratterizza tutte le sue opere: era un cubo perfetto, stilisticamente diviso in due da un balcone che separava un piano rinascimentale da uno barocco. Verso la fine dell’Ottocento viene alterato l’equilibrio voluto dal Vermexio con l’aggiunta dell’attico. La firma dell’architetto è però ancora presente e ben visibile se non avete problemi di miopia: nel cornicione del palazzo, sul lato sinistro, si trova un piccolo geco scolpito che rappresentava proprio il Vermexio in quanto si narra fosse particolarmente magro e molto alto, e per questo venne associato a un geco.

Altra attrazione da non perdere nella piazza è la chiesa di Santa Lucia alla Badia, dedicata alla santa patrona della città. A una bella e slanciata facciata si contrappone un trascurabile interno dove però è custodito il pezzo forte della chiesa, il Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio. Si tratta di una tela dipinta in pochissimo tempo nel 1608, dal tormentato artista lombardo scappato da poco da Malta e che, in origine, era destinata alla chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, ma che dopo un po’ di giri è finita qui. L’uso della luce, che Caravaggio armeggiava piuttosto bene, dona un’estrema drammaticità alla scena. Da vedere. L’ingresso è gratuito ed è possibile tutti i giorni tranne il lunedì dalle 11 alle 16.

Ipogeo di piazza Duomo, SiracusaUn’altra interessante e curiosa attrazione presente nella piazza, che però non è detto che sia aperta (l’apertura dipende dal rinnovo o meno della concessione) è l’ipogeo di Piazza Duomo. Si tratta di un percorso sotterraneo riscoperto nel 1869, composto da una galleria principale che collega Piazza Duomo con il Foro Italico (è da qui che poi si esce) e da altri cunicoli secondari. Risale all’età greca ma viene poi ampliato durante la Seconda Guerra Mondiale quando viene utilizzato come rifugio antiaereo. All’interno dell’ipogeo si trovano pannelli esplicativi e foto della trasformazione dello stesso nel corso dei secoli, con un focus sul bombardamento che la città di Siracusa subì il 19 luglio 1943 (c’è un filmato dedicato).
Per accedere, bisogna varcare la piccola apertura lungo il muro del giardino del Palazzo Arcivescovile. Il biglietto costa 5€ e gli orari sono molto generosi. Io, ad esempio, l’ho visitato alle 7 di sera, quindi potete tenerla come ultima attrazione della giornata. Se aperta, ovviamente.

Infine, segnalo un luogo super da cui ammirare il tutta tranquillità la bellezza della piazza mentre si sorseggia una birra fresca è il dehors del Gran Caffé del Duomo, proprio dirimpettaio a quest’ultimo. I prezzi sono leggermente più alti di quelli di un altro bar (ma nemmeno troppo) e il servizio migliorabile, ma in quanto a posizione beh, qui si è in prima fila!

Palazzo Bellomo e il suo museo – opzionale
Adesso proseguiamo la visita di Ortigia dirigendoci verso Palazzo Bellomo, a pochi minuti a piedi da Piazza Duomo. Il palazzo da un punto di vista architettonico rappresenta un interessante miscuglio di elementi del XIII e XV secolo e al suo interno custodisce un piccolo ma pregevole museo dove a a fare la parte del leone è L’Annunciazione di Antonello da Messina. L’opera è stata dipinta intorno al 1474 e parecchi anni dopo viene recuperata in una chiesa di Palazzolo Acreide in uno stato di deterioramento piuttosto avanzato. È stata restaurata e, nonostante alcune parti ormai irrecuperabili, per fortuna si riesce comunque ad apprezzare.

Il museo è aperto dal martedì al sabato dalle 9 alle 19, mentre la domenica dalle 14 alle 19:30. Il biglietto d’ingresso costa 8€ ma, come già detto prima, si può acquistare un biglietto combinato col Parco Archeologico a 13,50€.

Castello Maniace – opzionale
Sulla punta estrema dell’isola di Ortigia sorge uno degli edifici più importanti del periodo svevo a Siracusa. Il castello, voluto da Federico II nel Duecento, sorge laddove molto probabilmente esistevano già delle fortificazioni in epoche precedenti. Non se ne ha assoluta certezza, ma la posizione più che strategica che permetteva di difendere il porto, funge un po’ da conferma. Il castello prende il nome dal generale bizantino che nel 1038 riconquistò la città, anche se per poco tempo, che era finita sotto il controllo degli arabi.
L’assetto originale del maniero è stato modificato nel corso del tempo a causa di diverse dominazioni e due terremoti. È stato restaurato e riportato in parte agli antichi splendori, ma immaginatevelo ancora più incantevole.

Il castello lo inserisco come opzionale, sia per i soliti motivi di (poco) tempo a disposizione ma anche perché è possibile visitarne l’interno soltanto la mattina dalle 8:30 alle 12:30 (questi sono gli orari della biglietteria, i visitatori vengono cacciati via alle 13:45). Se ritenete quindi che per vostra predisposizione personale sia una tappa imperdibile, provate a invertire l’itinerario che vi ho proposto facendo la mattina a Ortigia e il pomeriggio al Parco Archeologico e dintorni.
Il biglietto d’ingresso costa 4€, salvo la prima domenica del mese che è gratuito.

Fonte Aretusa
Fonte Aretusa, SiracusaEd eccoci davanti a una delle attrazioni più famose ma anche singolari della città, la fonte Aretusa. Un laghetto semicircolare a qualche metro dal mare, figlio di una sorgente d’acqua dolce dove crescono piante di papiro e nuotano tanti pesciolini.
Un posto legato a diverse leggende, la più nota delle quali ha come protagonista la ninfa Aretusa, che chiede aiuto alla dea Artemide per sfuggire ad un corteggiatore insistente, tale Alfeo. Artemide la trasforma in fonte, e trova collocazione sul lido di Ortigia. Purtroppo per lei anche Alfeo si rivolge agli Dei che lo trasformano in un fiume che riesce, infine, a far ricongiungere le sue acque a quelle dell’amata diventata fonte (e che forse non era contentissima di ciò).

Sotto la fonte si trova un piccolo giardino con degli alberi alquanto singolari e, proseguendo, si arriva in un grazioso viale alberato fronte mare in cui ci sono diversi locali con tavolini fuori in cui sedersi a bere qualcosa.
Il viale è il Foro Italico a cui ho già fatto cenno qualche riga sopra mentre vi parlavo dell’ipogeo, perché è proprio qui che si spunta una volta percorsi i suoi cunicoli sotterranei.

Bene, con questo io concludo l’itinerario di un giorno a Siracusa, consapevole di non avervi potuto far vedere tutto. Di cose da vedere in città ce ne sono tantissime e tutte molto interessanti, ma se si hanno a disposizione soltanto 24 ore bisogna fare delle scelte. Siete proprio sicuri che non volete restare più a lungo in città? 😉

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