Cosa vedere nel Casentino: suggerimenti per una gita in giornata

 

Cosa vedere nel CasentinoChi è alla ricerca di un’idea per una gita in giornata da Arezzo, può pensare di dirigersi a nord della città toscana (meglio se in macchina) e di visitare il Casentino.

Si tratta di una verde vallatta dell’estensione di circa 800 km² attraversata dal fiume Arno e puntellata di borghi, graziose cittadine, castelli e monasteri. E che offre anche la possibilità di fare escursioni a piedi o in bicicletta.

Facevo cenno alla macchina nelle righe precedenti perché, nonostante non sia impossibile spostarsi con i mezzi pubblici – ma con un po’ di limiti dovuti a orari ridotti, soprattutto nei giorni festivi -, avere un mezzo proprio permette di avere molta libertà in più e di fare molte più cose. A meno che non stiate pensando di fare un cammino o un giro in bicicletta (la prospettiva in questo modo si ribalta).

In questo post vi voglio suggerire un itinerario di massima nel Casentino, da compiersi in una giornata intensa e piena di bellezza. E da fare in macchina o in moto (con i mezzi pubblici, ahimè, la vedo dura).

Premetto da subito che non vi parlerò di tutti i luoghi da vedere nel Casentino, ma mi soffermerò soltanto su alcuni ai fini di suggerire un itinerario. Sappiamo tutti che nella vita e anche quando si viaggia si devono fare delle scelte, soprattutto quando il tempo a disposizione è limitato. È quindi possibile che voi preferiate fare scelte diverse dalle mie. E, nel caso, sarei felice di conoscerle nei commenti. 🙂

Tornando a noi, suggerisco di partire da Arezzo non troppo tardi la mattina (non serve la sveglia all’alba ma cercate di essere in pista entro le 9:30) e di guidare fino a Stia Pratovecchio per cominciare questo itinerario dal punto più lontano, per smarcare così le attrazioni, una dopo l’altra, sulla via di casa.

Pratovecchio Stia

Piazza Tanucci, StiaLa prima tappa è Pratovecchio Stia, due comuni al prezzo di uno. Un tempo erano effettivamente due paesi separati che si sono fusi insieme il 1° gennaio 2014, nonostante mantengano due piccoli centri storici a sé stanti e non siano del tutto contigui. Vale la pena fare una breve sosta in entrambi i posti ma Stia è quello più meritevole. La piazza centrale, piazza Tanucci, è semplicemente deliziosa ed è stata il set di alcune scene del film Il ciclone del regista toscano Leonardo Pieraccioni, film che nel 1996 ha sbancato il botteghino (a questo link potete approfondire i luoghi del film).

Una sosta interessante da fare a Stia è quella al Museo dell’Arte della Lana (sito ufficiale), situato nel complesso del Lanificio di Stia che, dopo decenni di abbandono, è stato finalmente restaurato. Oltre a essere ospitato all’interno di un edificio che è un mirabile esempio di archeologia industriale, il museo custodisce i segreti del famoso panno Casentino, ossia un panno di lana follato, ossia infeltrito ai fini di renderlo impermeabile, e garzato affinché abbia un lato peloso.
Palagio Fiorentino, Stia
Poco fuori dal centro di Stia si trova il fiabesco Palagio Fiorentino, circondato da un parco molto verde ed estremamente ben curato, in cui si trovano anche dei rubinetti da cui scorre fresca acqua di sorgente (riempite la borraccia).

Romena

Castello di RomenaDopo aver fatto anche tappa veloce a Pratovecchio (meno bella di Stia, ma interessante a modo suo), una deviazione da fare è quella che porta alla Pieve e al Castello di Romena, in posizione panoramica su di un colle a poco più di 600 metri slm.

Partiamo dal castello o, meglio, da ciò che ne rimane. Anche se buona parte è stata buttata giù nel corso degli anni, ciò che resta – in particolare le 3 torri fortificate – permette di capire il tenore della sua antica grandezza.

Personaggi del calibro di Dante e D’Annunzio hanno trascorso qui del tempo e c’è chi sostiene che il Sommo Poeta si sia ispirato alla Torre delle Prigioni per concepire i suoi gironi infernali (al piano superiore della torre si giudicavano i prigionieri che poi venivano successivamente calati nei tre piani della torre a seconda delle pene che avevano da scontare).

Il biglietto d’ingresso al castello costa 4€ e gli orari di apertura aggiornati li potete vedere qui. In linea di massima è aperto soltanto in primavera, ma non tutti i giorni, e in estate.
Pieve di Romena, Casentino
Scendendo un po’ più in basso, si incontra la Pieve di Romena, dedicata a San Pietro. Un luogo che trasuda ed evoca molta spiritualità. Entrate e poi ditemi se rimanete indifferenti.
Nel secondo capitello della navata sinistra si legge TEMPORE FAMIS MCLII (Tempo di carestia 1152), che ricorda l’anno di edificazione della chiesa e la circostanza. Nonostante abbia subito danni nel corso dei secoli (e successivi restauri), la Pieve di Romena è uno dei più interessanti edifici romanici del Casentino.

Tutto intorno alla Pieve si sviluppa la Fraternità di Romena, fondata da Don Luigi Verdi all’inizio degli Novanta, una sorta di comunità che accoglie chiunque voglia (cito ciò che leggo nel sito ufficiale) vivere qualche giorno in condivisione offrendo lavoro, preghiera, momenti di silenzio in semplicità e creatività. In poche parole è un luogo d’incontro che apre le porte a chiunque abbia bisogno di un po’ di semplicità e di calore, e in cui sentirsi a casa.

Camaldoli

Nella vicina (ma non troppo di strada) Camaldoli si trova una comunità, questa volta di monaci benedettini. Per questioni di tempo e di orari di apertura ho saltato questa tappa e sono passata direttamente alla successiva ma credo di essermi persa qualcosa. Il complesso, composto da un paio di case, l’Eremo e il Monastero è immerso nella pace della foresta e rappresenta quindi il luogo ideale per solitudine e comunione (ossia le due dimensioni fondamentali dell’esperienza monastica). Qui vengono organizzati anche corsi di yoga e meditazione. Da farci un pensierino.

Poppi

Castello di PoppiIl borgo di Poppi è il fiore all’occhiello di questo itinerario nel Casentino anche se, alcuni potrebbero pensare, un po’ troppo inflazionato. Ma, come dico sempre: nei posti belli ci vogliono andare tutti… quindi fatevene una ragione e accettate il fatto che troverete un sacco di gente, soprattutto nel weekend.

Se siete stati fortunati col tempo, avrete già avvistato Poppi col suo fiero castello che svetta da una collina di oltre 400 metri slm da Romena.

Il borgo di Poppi si sviluppa in una parte bassa, poco interessante ma in cui suggerisco di lasciare la macchina, e in una parte alta che potete raggiungere a piedi dopo aver parcheggiato, percorrendo un bel sentiero pedonale in salita, ovviamente. Il borgo in alto è piccolo e raccolto, estremamente grazioso e tenuto molto bene. La parte più frequentata è quella che gravita intorno al castello che, contrariamente a tanti altri edifici medievali della zona è tutt’oggi in ottimo stato: né il tempo né l’uomo lo hanno rovinato, nonostante sia sempre stato usato come residenza del potere politico o amministrativo locale. Ancora oggi il castello è sede del Comune di Poppi. Il castello è visitabile, ma non sempre: suggerisco di consultare questo link per conoscere giorni e orari di apertura e se ci sono delle mostre in corso. Il biglietto di ingresso costa 7€.

Davanti al castello si trova un parco, dal quale si può vedere una bella fetta di vallata, e dove c’è un chioschetto in cui ci si può fermare a bere/sgranocchiare qualcosa con vista castello.

Se è ora di pranzo e avete ancora lo stomaco vuoto potete provare a vedere se trovate posto a La Taverna del Castello oppure, se preferite un profilo più basso, c’è il chiosco appena citato. Non prendete però il caffè, perché andiamo a prenderlo in piazza a Bibbiena.

Bibbiena

Santuario di Santa Maria del Sasso, BibbienaIn cima a un colle a 425 metri slm da cui si “controlla” tutto il Casentino, si trova il piccolo e grazioso comune di Bibbiena (la foto di apertura di questo articolo è stata fatta da Bibbiena).

Non mi soffermo molto sul borghetto, nel quale vale la pena fare due passi nel piccolo centro e fermarsi a bere un caffè nella bella piazza principale, un elegante salotto circondato da palazzi  nobiliari e affacciato sul Casentino.

Poco fuori dal paese si trova il Santuario di Santa Maria del Sasso, il cui nome è legato a due episodi avvenuti nel 1347 su di un sasso, come del resto suggerisce il nome. Prima vi si posò una colomba che ci rimase un mese e che si faceva avvicinare solo da bambini e dal beato Martino da Poppi, poi vi apparse la Madonna a una bambina di 7 anni a cui donò delle fave. Queste fave erano però piene di sangue, presagio che la peste che avrebbe colpito l’Europa l’anno successivo. Ma Bibbiena venne risparmiata. Bellissimo il chiostro, non perdetevelo.

La Verna

E infine, seguendo sempre la scia della spiritualità che nel Casentino abbiamo visto non manca, ci dirigiamo verso il santuario di La Verna (che, se vogliamo, un po’ rappresenta il culmine di tanta spiritualità). Dovrete guidare un po’ per arrivarci ma si tratta di una tappa irrinunciabile, anche se non siete credenti. Il nome di La Verna è infatti principalmente legato a San Francesco d’Assisi che qui, nell’estate del 1224 si ritirò per trascorrere uno dei suoi consueti periodi di silenzio e preghiera. Sempre qui il Signore gli apparve e Francesco ricevette le stimmate.
Al di là dell’importanza religiosa (o spirituale, se preferite), il complesso del Santuario di La Verna si trova a circa 1000 metri slm sul monte omonimo, visibile da molto lontano, ed è circondato da una monumentale foresta di faggi e abeti.

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