Giorgio Gaber a Milano: i luoghi simbolo del Signor G

 
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Giorgio GaberImpossibile scindere la figura di Giorgio Gaber dalla città di Milano: all’ombra della Madunina il Signor G non ci è soltanto nato ma ha trovato terreno fertile per esprimere il suo talento, dagli inizi nei fumosi locali del Santa Tecla all’approdo sull’austero palco del Piccolo Teatro, passando per il pittoresco bar del Giambellino e i recital con Mina al Teatro Lirico. Per questo, in occasione dell’80° anniversario della sua nascita, andiamo a ri-scoprire i luoghi di Gaber a Milano che più di altri hanno caratterizzato la vita e la carriera artistica del cantautore e commediografo. Più in fondo trovate invece il calendario della rassegna Milano per Gaber 2019.

Casa Natale di via Londonio

La targa per Giorgio gaber in via Londonio 28 a MilanoGiorgio Gaber (all’anagrafe Gaberščik) è nato a Milano il 25 gennaio 1939 in via Londonio 28, zona Sempione. In quella casa l’artista ha vissuto con il padre Guido, la madre Carla e il fratello maggiore Marcello fino al 1963, quando era già diventato un personaggio famoso dello spettacolo italiano. Nel 2019 sulla facciata del condominio è stata posta una targa ricordo del Signor G che recita testualmente “Qui nacque il 25 gennaio 1939 Giorgio Gaber, inventore del Teatro-Canzone. La sua opera accompagna vecchie e nuove generazioni sulla strada della libertà di pensiero e dell’onestà intellettuale”.

Le scuole superiori al Cattaneo

Gaber ha frequentato l’Istituto tecnico commerciale “Carlo Cattaneo” di piazza Vetra a Milano, diplomandosi ragioniere nel 1958. “Giorgio era tra i migliori della classe”, ha raccontato qualche anno fa al quotidiano Il Giorno il suo compagno di classe Gianni Fodella, professore universitario, “Aveva un’intelligenza sopra la media ed era spiritoso. Ma non ha mai portato la chitarra in classe, impossibile”. Per un altro studente di quella mitica 5^ F del Cattaneo, Arnaldo Massari, il ricordo più bello di Gaber, anzi di Gaberščik, sono “i calci al pallone in piazza Vetra: aveva la poliomielite ma non si tirava mai indietro”. Dopo il diploma Giorgio Gaber si è iscritto ad Economia e Commercio alla Bocconi ma non ha mai completato gli studi.

I primi spettacoli al Santa Tecla

Giorgio GaberLe prima apparizioni del Giorgio Gaber cantante e musicista hanno luogo al Santa Tecla, un piccolo club milanese alle spalle del Duomo (in via Santa Tecla 3) che ospitava all’epoca spettacoli di cabaret, jazz e rock and roll. Con Gaber frequentavano il locale anche Enzo Jannacci, Luigi Tenco, Giampiero Reverberi, Paolo Tomelleri, Adriano Celentano e Sergio Rapetti in arte Mogol. Inaugurato nel 1951, il Santa Tecla ha attraversato indomito i decenni superando persino un rovinoso incendio negli anni ’90, ma da un paio d’anni ha definitivamente alzato bandiera bianca.

Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi

Splendido edificio in stile Liberty inaugurato nel 1923 in zona Porta Vittoria (via Piranesi 14), il Palazzo del Ghiaccio di Milano ha ospitato sul finire degli anni ’50 diverse esibizioni di un giovane Gaber ancora rockettaro.

Il bar del Giambellino

Nei primi anni di carriera Giorgio Gaber ha dedicato numerose canzoni a luoghi e personaggi milanesi: sono nate così “La ballata del Cerutti” (narra di un giovane scansafatiche che frequenta il bar del Giambellino), “Porta Romana”, “Trani a gogò” (nel gergo meneghino il termine Trani indica un’osteria alla buona), “Le nostre serate” e altre ancora. Per il produttore discografico Vincenzo Micocci questi brani raccontavano “quella Milano in tono minore che viveva e prosperava all’ombra dei grattacieli, dell’alienazione e del miracolo economico”. Curiosità: il bar del Giambellino che ha ispirato “La ballata del Cerutti” esiste veramente ed è in via Giambellino 50. Ai tempi di Gaber si chiamava Bar Gino, ora l’attività viene portata avanti da Giuseppe e Sergio Hu, nati a Milano da genitori cinesi.

Matrimonio e funerale a Chiaravalle

Abbazia di Chiaravalle - i luoghi di Giorgio Gaber a MilanoL’Abbazia di Chiaravalle, appena fuori dal centro abitato di Milano, è allo stesso tempo un luogo felice e triste nel cammino di Gaber. È lì infatti che il 12 aprile 1965 ha sposato l’attrice e cantante Ombretta Colli. Ma è sempre in quell’abbazia che il 3 gennaio 2003 si è svolto il suo funerale.

La casa di via Frescobaldi

Giorgio Gaber e Ombretta Colli hanno vissuto sempre nella casa di via Gerolamo Frescobaldi, una palazzina rossa di tre piani in zona Loreto. Nei periodi di vacanza si trasferivano invece sulle colline di Montemagno di Camaiore, in Versilia, dove avevano una villetta. E dove Gaber è morto nel pomeriggio del 1° gennaio 2003.
A poche centinaia di metri dalla casa di via Frescobaldi, in piazza Aspromonte 26, c’è la sede della Fondazione Giorgio Gaber che si occupa di valorizzare e divulgare la figura e le opere dell’artista.

Il Signor G e gli Studi Regson

Oggi si chiamano Officine Meccaniche e sono uno dei maggiori studi di registrazione italiani, ma dal ’62 al ’98 erano noti col nome “Studi di registrazione sonora Regson”. Proprio nei locali di via Lodovico il Moro 57, sul Naviglio Grande, Giorgio Gaber nel 1970 ha inciso su disco il suo primo spettacolo di Teatro-Canzone intitolato per l’appunto “Il Signor G”.

Il Teatro Lirico di via Larga

Teatro Lirico di via Larga, Milano (facciata con lavori in corso e omaggio di Marras a Giorgio Gaber)
Attualmente il Teatro Lirico di Milano (data di nascita 1776, ripetiamo: millesettecentosettantasei) è avvolto dalle impalcature degli interminabili lavori di ristrutturazione che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, terminare nel 2019. Per addolcire il grigiume dei lavori in corso, hanno piazzato sulla facciata un’imponente e curiosa scenografia dello stilista Antonio Marras che è un omaggio alla canzone di Giorgio Gaber “Com’è bella la città”. Scelta azzeccatissima per due motivi: primo perché Gaber aveva un forte legame con il Teatro Lirico, essendosi più volte esibito su quel palco (si ricordano tra gli altri un recital con Mina nel 1970 e la serie di spettacoli del 1980 registrati e trasmessi in TV dalla Rai); e secondo perché già nel 2013, in attesa della riapertura del teatro dopo i lavori, il Comune di Milano ha deciso di intitolare il Teatro Lirico di via Larga 14 proprio a Giorgio Gaber.

Gaber e il Piccolo Teatro 

Piccolo Teatro di Milano - i luoghi di Giorgio Gaber a MilanoQuando sul finire degli anni ’60 Gaber ha maturato la decisione di lasciare la musica leggera e la TV per dedicarsi esclusivamente al teatro, inventando con Sandro Luporini il cosiddetto Teatro-Canzone, il primo a dargli subito fiducia è stato Paolo Grassi, impresario e fondatore con Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano, che gli ha prodotto lo spettacolo dal titolo “Il Signor G”. Debutto il 18 ottobre 1970 al Teatro San Rocco di Seregno, sede decentrata del Piccolo, poi, dopo un lungo rodaggio in provincia, a gennaio del ’71 l’approdo per 13 date consecutive nella storica sede milanese del Piccolo Teatro a Palazzo Carmagnola, in via Rovello. Nei decenni successivi, quasi fino alla morte, Gaber è tornato tante altre volte sul palco del Piccolo (il suo secondo spettacolo di teatro-canzone, “Storie vecchie e nuove del Signor G”, ha debuttato proprio lì il 28 dicembre 1971), diventando praticamente uno di casa.

L’ultima dimora al Monumentale

Giorgio Gaber riposa nella cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, a pochi metri dagli amici Enzo Jannacci e Dario Fo.

Gli omaggi di Milano a Giorgio Gaber

Murales di Giorgio Gaber in piazza Cardinal Ferrari a Milano
Milano, città Natale di Giorgio Gaber, ha reso omaggio al grande artista in vari modi: abbiamo già detto del Teatro Lirico di via Larga, che in attesa della riapertura è già stato intitolato al Signor G, e della targa affissa sulla sua casa natale in via Londonio. Portano inoltre il nome di Gaber l’Auditorium posto all’interno del Pirellone, in cui si svolgono convegni e concerti di musica classica, e una via situata tra Chiesa Rossa e Gratosoglio, non lontana dal capolinea M1 di Abbiategrasso. Da non dimenticare infine i grandi murales di Giorgio Gaber in piazza Cardinal Ferrari, nella zona universitaria, e in via San Faustino, all’Ortica.

Milano per Gaber 2019

La rassegna Milano per Gaber, giunta quest’anno alla dodicesima edizione, è, con Festival Gaber in Versilia, la principale iniziativa organizzata dalla Fondazione Giorgio Gaber per ricordare e celebrare il talento del Signor G. Nel 2019, anno in cui ricorre l’80° anniversario della nascita dell’artista milanese, la manifestazione si preannuncia particolarmente ricca di spettacoli ed eventi che, come da tradizione, saranno quasi tutti ospitati nelle sale del Piccolo Teatro, uno dei luoghi storici di Giorgio Gaber.

Programma di Milano per Gaber 2019:

  • Venerdì 26 aprile: Massimo Bernardini dialoga con Paolo Conte (Piccolo Teatro Strehler, ore 19:00);
  • Sabato 27 aprile: Marinella Venegoni intervista Cesare Cremonini (Piccolo Teatro Strehler, ore 15:00);
  • Domenica 28 aprile: “Lo stallo”, spettacolo di teatro-canzone di Sandro Luporini, con David e Chiara Riondino (Piccolo Teatro Strehler, ore 20:30).

Appuntamenti per i giovani:

  • Venerdì 26 aprile: Lorenzo Luporini incontra i Coma_Cose (Piccolo Teatro Studio Melato, ore 20:30);
  • Sabato 27 aprile: Lorenzo Luporini incontra Willie Peyote (Piccolo Teatro Studio Melato, ore 19:30);
  • Domenica 28 aprile: incontro con Elio (Piccolo Teatro Studio Melato, ore 18:30).

Altri appuntamenti:

  • Domenica 28 aprile: presentazione di “Gaber-Brel. Dialogo”, un libro di Micaela Bonavia (Piccolo Teatro Studio Melato, ore 16:30);
  • Giovedì 9 maggio: “Gaber e Guccini: onestà e coraggio”, con le testimonianze di Teresa Guccini e Lorenzo Luporini (Auditorium Gaber-Grattacielo Pirelli, ore 20:30).

Inoltre, nel foyer del Piccolo Teatro Strehler, dal 26 aprile, con apertura negli orari di spettacolo, sarà allestita la mostra “Dolly” dedicata a Dolores Redaelli, storica collaboratrice del Piccolo Teatro e di Giorgio Gaber, venuta a mancare nel 2017.

Per info e biglietti cliccare qui.


Si ringrazia la Fondazione Giorgio Gaber per la gentile concessione delle due immagini del Signor G, rispettivamente di Ennio Sterchele e di Luigi Ciminaghi.

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