Cosa vedere a Oslo in un giorno. Un itinerario a piedi nella capitale norvegese

 

Cosa vedere a Oslo in un giornoSe il pezzo forte della Norvegia è la natura, bella in maniera sconvolgente, la sua capitale va un po’ in controtendenza rispetto al resto del paese avendo un’offerta culturale e di lifestyle -diciamo così- mica da ridere. Se solo pensiamo a quanti musei interessanti ci sono a Oslo dovremmo pianificare come minimo 3 giorni in città, ma quando il tempo non lo permette e se ne ha solo uno a disposizione, le parole d’ordine sono: ottimizzare e fare delle scelte, perché chiaramente non si può vedere tutto.

Di solito, quando ho poco tempo per visitare una città e se il meteo mi è complice (leggi: non piove), preferisco stare il più possibile all’aria aperta tenendomi le attrazioni al chiuso, sempre se non irrinunciabili, per una seconda o terza visita. Anche perché se una città mi piace, cerco sempre di ritornarci. E così è successo anche a Oslo, una città che avevo già visitato una quindicina di anni fa in estate, che ho visitato di recente in inverno e che spero di rivisitare in futuro (a questo punto durante una mezza stagione, sempre se esistono ancora…). Una città che nel corso degli anni si è riscattata parecchio -c’è chi la definisce “minore” rispetto alle altre capitali scandinave- diventando più vivace, creativa e culturalmente stimolante, tanto da essere oggi una meta ambita a sé stante e non più solo la porta d’accesso alla Norvegia.

Nelle righe che seguono trovate un po’ di suggerimenti su come trascorrere una giornata intera a Oslo. È un itinerario a piedi perché, tutto sommato, le attrazioni principali si trovano a breve distanza tra di loro. E poi, chi mi segue da un po’, sa che se posso mi muovo praticamente solo a piedi (o in bici) 🙂

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Si comincia la giornata con una buona colazione in uno dei tanti bei localini della città: caffè, skillingsboller (dolcetti alla cannella norvegesi di cui io vado matta) e via!

Nuovo Teatro dell'Opera di Oslo - Den Norske Opera & BallettLa prima tappa è Den Norske Opera & Ballett, il Nuovo Teatro dell’Opera. Una costruzione che non passa di certo inosservata: è stata concepita come un iceberg che galleggia nel mare e bisogna riconoscere che gli intenti son stati rispettati. In inverno, quando il mare è una lastra di ghiaccio, serve poca fantasia per immaginarsi l’edificio come un grosso iceberg galleggiante! Fate un giro sul tetto prima di entrare nel sorprendente foyer. Volendo si possono fare anche delle visite guidate a pagamento in inglese o norvegese, per visitare alcune delle 1100 sale del complesso (controllate qui prezzi, giorni e orari delle visite).

Fortezza di Akershus, OsloIncamminatevi poi sul lungomare cittadino per percorrerne un pezzo e arrivare fino alla fortezza di Akershus (Akershus slott og festning), un castello in una posizione strategica per difendere la città. È un posto tranquillo in cui passeggiare e rifarsi gli occhi con l’incantevole vista che offre sul dirimpettaio porticciolo e su Aker Brygge.

Aker Brygge, OsloProprio lì davanti riprendiamo la passeggiata sul lungomare che avevamo incominciato, per poi interrompere, già nei pressi del Nuovo Teatro dell’Opera (qui la cartina completa). La passeggiata è un piccolo gioiellino. Rimessa a posto da poco, nell’ambito di un ampio progetto di riqualificazione, in questo punto incontra il quartiere di Aker Brygge, anche lui riqualificato recentemente e diventato uno dei principali punti di ritrovo della città. Un susseguirsi di bar, ristoranti, appartamenti, uffici, palestre e di quant’altro possa aver bisogno un quartiere di questo tipo in una cornice molto ben studiata (un quartiere moderno a ridosso del fiordo) culminante nell’Astrup Fearnley Museum of Modern Art (nuovo museo di arte moderna), che, a un’eccentrica collezione d’arte, affianca un edifico dalle fattezze stravaganti, progettato da Renzo Piano.
Astrup Fearnley Museum of Modern Art, Oslo

Palazzo Reale di OsloDedicate un po’ di tempo a questa zona della città -sono pronta a scommettere che, in una bella giornata di sole, non ve ne vorrete più andare da lì!- per raggiungere poi a piedi in 15/20 minuti lo Slottsparken, ossia l’aria verde intorno al Palazzo Reale (se riuscite ad arrivare per le 13:30 potete anche assistere al cambio della guardia). Sorprendente è il fatto che la dimora reale sia così “vicina alla gente”: a poca distanza dall’ingresso principale si può transitare in tutta tranquillità, cosa impossibile in altre residenze reali europee. Ma si sa, la monarchia norvegese ha una marcia in più 😉

Vigelandsparken, OsloDa qui procedete sempre a piedi verso un altro parco, forse il più noto della città e tappa imprescindibile di Oslo: il Vigelandsparken. Ci vorranno 25/30 minuti per raggiungerlo, ma la zona che si attraversa è molto carina (residenziale e tranquilla, con un fascino tutto suo) e, se non avete ancora pranzato, ho un posticino super grazioso da consigliarvi in Briskebyveien 28, il piccolo caffè di un negozio di fiori che serve piatti senza troppe pretese ma interessanti. Con la pancia piena proseguite la passeggiata per raggiungere il parco Vigeland che, come già accennato, rappresenta una delle principali attrazioni della città. Qui sono ospitate oltre 200 sculture di Gustav Vigeland, lo scultore norvegese più famoso al mondo, tutte dalla forte carica emotiva. È pure gratis, che volete di più? 😉
Vigelandsparken, Oslo
Vigelandsparken, Oslo

Dopo aver dedicato un po’ di tempo al parco, tornate in centro. Io suggerisco sempre a piedi, ok?
Buttatevi quindi nell’elegante Karls Johans Gate, la via principale della città, che è un susseguirsi di negozi, bar, hotel e centri commerciali. Visitate la Domkirke (cattedrale), ricordandovi di dare un’occhiata al retro dove si trova la Basarhallene, una galleria porticata che dà vita a uno slargo a mo’ di piazzetta nascosta e che ospita alcuni piccoli negozi di artigianato e dei caffè. Un luogo davvero particolare.

Infine, è giunto il momento di andare alla Nasjonalgalleriet, la galleria nazionale di Oslo, per ammirare il dipinto più famoso della Norvegia (e che ha pure ispirato un’emoticon!): L’Urlo di Munch. Ovviamente ci sono anche tanti altri capolavori (opere di Cézanne, Renoir, Manet, Matisse…), ma L’Urlo è indubbiamente il suo pezzo forte. NB andateci almeno un’ora e mezza prima della chiusura, altrimenti non riuscite a visitarla come si deve (qui potete vedere giorni e orari).

Una volta usciti dalla Nasjonalgalleriet si sarà quasi fatta l’ora di cena! Vi faccio camminare ancora un pochino, meno di 20 minuti (sarete mica stanchi?) per portarvi in un posto molto in voga ad Oslo: Mathallen, una sorta di mercato alimentare situato in una ex fabbrica riqualificata, all’interno del quale c’è un’ampia scelta tra ristorantini e locali. Un posto un po’ fighetto e/o hipster, se vogliamo, ma dove potete trovare praticamente di tutto.

Grünerløkka, OsloSe avete ancora un po’ di energie (e tempo) dopo cena potete trasferirvi nel vicino quartiere di Grünerløkka che, a quanto pare, è the place to be in questo momento storico.
Grünerløkka, Oslo

Ed ecco che la giornata è volata! Ma ci sarebbero tante altre cosa da vedere e fare quindi… bisogna per forza ritornare a Oslo. Intanto, son piuttosto sicura che vi piacerà 🙂

Nota conclusiva a margine. Come detto e ribadito, ho fatto alcune scelte di visita in questa proposta di itinerario di un giorno. Ho scelto, ad esempio, di visitare Nasjonalgalleriet anziché altri musei sia per una questione logistica ma anche (e soprattutto) per mia predisposizione personale. Oslo offre tante altre opzioni museali molto valide -una tra tutte il Vikingskipshuset, il museo delle navi vichinghe- che potete pensare di “barattare” con la galleria nazionale, se lo ritenete più interessante.

Suggerimenti di lettura:

 
2 commenti su “Cosa vedere a Oslo in un giorno. Un itinerario a piedi nella capitale norvegese”
  1. Sono passati molti anni da quando andai in Norvegia. Di Oslo mi ricordo (scherzo) il pedaggio (ossia la tassa per entrare in auto), 4 posti auto in tutta la città non a pagamento.
    Bellissima la visita all’Holmenkollen e il suo museo degli sci, la barca di Amudsen ci ricorda come si facevano esplorazioni estreme con mezzi veramente limitati.
    Ricordo anche un museo con esposto un quadro di Giovanni Segantini di enormi dimensioni, da perderci ore per apprezzarne i particolari (paesaggio della Svizzera dove abitò).
    Del cibo ricordo i dolci fantastici e le colazioni all’inglese (senza ingrassare di un grammo).

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