Norvegia in inverno: un itinerario di una settimana (abbondante, intensa e low budget)

 
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Rorbuer, Lofoten (Norvegia)Il desiderio di vedere l’aurora boreale lo covavo da tantissimo tempo, ma soltanto a inizio 2018 mi sono proprio incaponita nel volerlo realizzare a tutti i costi… e ce l’ho fatta! Ho utilizzato come scusa per organizzare un viaggio in tempo record al nord la faccenda dei cicli solari: il 2018 è stato un anno particolarmente propizio per andare a caccia della fata verde e, per avere un’altra congiunzione astrale così favorevole, bisognerà aspettare il 2025. Questo non significa che non si vedrà più l’aurora boreale per un bel po’ di anni, ma ci saranno meno possibilità.

Inoltre volevo assolutamente tornare alle isole Lofoten, che avevo avuto la fortuna di visitare durante l’università (quindi nel Giurassico o.O) e che mi erano rimaste nel cuore per la loro speciale bellezza.



La scelta è quindi ricaduta facilmente sulla Norvegia, a discapito di Finlandia, Svezia o Islanda, perché in questo modo avrei potuto prendere due piccioni con una fava: aurora boreale e ritorno alle Lofoten 🙂
A dirla tutta, dopo aver fatto una veloce valutazione, la Norvegia risultava più economica rispetto ad altre mete papabili per vedere l’aurora boreale in autonomia – sempre se di economia possiamo parlare dato che i paesi scandinavi sono cari come il sangue- anche alla luce del fatto che viaggiavo da sola (in questo articolo trovate qualche considerazione in più).

Scusate se mi sono dilungata un po’ in questo incipit, ma è importante per capire le motivazioni che mi hanno spinto a fare l’itinerario di una settimana che sto per illustrarvi e che, spero, possa esservi almeno un po’ di aiuto per realizzare il vostro.  Scopiazzate senza pietà e se avete qualche domanda, non esitate a chiedere nei commenti.
Vi avverto da subito che non è un itinerario di una settimana esatta, ma piuttosto abbondante (se siete a corto di giorni potete fare qualche taglio) nonché decisamente intenso 😉

Mi perderò un po’ nel racconto, vi avverto anche di questo, ma così vi motivo per benino le scelte fatte. Vi ho però preparato una mappa e a fine articolo faccio pure i conti per darvi un’idea di quanto si può spendere (spoiler: tanto ma non tantissimo se si sta un po’ attenti).

1° giorno – Dall’Italia a Tromsø
Parto da Milano nel pomeriggio e arrivo a Tromsø in serata, facendo scalo a Oslo (volo con la compagnia Norwegian).
La prima cosa che faccio una volta posata la valigia in appartamento è quella di prendere la funivia Fjellheisen  per godermi una prima vista spettacolare sulla città di notte e dall’alto, tombola! L’ultima corsa è intorno alle 23, ce l’ho fatta per un pelo. Me ne innamoro subito e, nel cielo, si intravede anche un po’ di aurora boreale. Son talmente su di giri che quasi non sento il freddo. Eppure son ben al di sopra del Circolo Polare Artico, è febbraio ed è notte.

2° giorno – Tromsø
Il primo giorno effettivo in Norvegia è molto intenso (una super sintesi qui). L’avevo pianificato con estrema perizia per cercare di combinare più attività possibili, dato che a Tromsø sarei stata solo un giorno, ma confrontandomi con un budget risicato e cercando anche di non avere troppo tempo libero da trascorrere a bighellonare per strada, dato che le temperature non sono esattamente miti in inverno a quelle latitudini.

La mattina dalle 10 alle 12 mi concedo un’esperienza di spa artica su una nave ormeggiata nel porto di Tromsø con brunch finale. Un’esperienza che definirei originale (quando mi ricapiterà di immergermi in una vasca di acqua bollente sul ponte di una nave –qui le prove, son quella con la fascia!- mentre fuori la temperatura è ben sotto allo zero e di fare, prima e dopo, un tuffo nelle gelide acque artiche?), costosa (ma cosa non è costoso da quelle parti?)  e light (perché in quanto a cibo hanno davvero lesinato). Se volete dare un’occhiata al programma e ai costi, lo potete fare qui.

Tromsø, Norvegia

Dalle 12 alle 18 giracchio per la città. Son ben vestita e muovendomi non sento il freddo, splende pure un bel sole nel cielo che riscalda poco, ma regala una luce meravigliosa. Tra le varie cose, vado a vedere la Cattedrale dell’Artico dalle sue fattezze inconfondibili che dominano lo skyline della città e, per passare un po’ di tempo al coperto una volta che si fa buio, vado a Polaria, l’acquario artico ospitato in un edificio a forma di lastroni di ghiaccio, dove si vedono delle simpatiche e paffute foche e c’è un cinema panoramico. La verità? Trovo il tutto abbastanza fuffa, soprattutto se penso al prezzo del biglietto che ho pagato e a quanto è bello e vario l’acquario della mia Genova… Ma va bene così, un po’ di tempo al caldo l’ho passato in previsione della prossima, entusiasmante, attività all’aria aperta 🙂

Dalle 18 alle 22 sono impegnata a guidare una slitta trainata da cani husky in una località a 30 minuti di macchina a nord di Tromsø sull’isola di Kvaløya. Una figata pazzesca! L’agenzia a cui mi sono appoggiata è la Artic Adventure Tours, ma ce ne sono molte altre.

Dalle 22 alle 23:45, per far passare il tempo in attesa dell’Hurtigruten, il battello postale che mi recapiterà alle isole Lofoten dopo un bel po’ di ore di navigazione, vado a bermi una birra da Mack’s brewpub Ølhallen, il birrificio più vecchio della città nonché il più a nord d’Europa.

3° giorno – Verso sud: da Tromsø alle isole Lofoten con il battello postale
All’1 e mezza del mattino parto da Tromsø con il battello postale alla volta delle Lofoten, comincia così la discesa verso sud.
Dimenticavo un dettaglio importantissimo: in attesa dell’Hurtigruten, nonostante mi trovassi in centro città quindi in un luogo illuminato, ho visto un’aurora boreale pazzesca! L’ho raccontata qui.

L’Hurtigruten è un ottimo modo per viaggiare in Norvegia, estremamente panoramico ma non proprio economico.
C’è chi ci passa una settimana intera o anche di più a mo’ di crociera. Perché è di questo, in fin dei conti, che si tratta: mentre mangi, bevi, leggi o chiacchieri ti scorre davanti lo spettacolo dei fiordi norvegesi, ogni tanto si fa una sosta un po’ lunga in un luogo di interesse e si può partecipare a un’escursione o girare in autonomia e ci sono pure degli spettacolini a cui si può assistere.
Ma è anche possibile prendere il battello postale solo per un tratto, a mo’ di autobus per arrivare da località A a località B, come ho fatto io. In questo modo lo si utilizza come un mezzo di trasporto “di lusso” ma, al contempo, si può godere dei vantaggi dei croceristi ossia di osservare i fiordi dal mare seduti comodamente in poltrona e al calduccio. Se il tragitto prevede la notte a bordo, è possibile prendere una cabina o dormire sui divanetti negli spazi comuni se si vuol fare una cosa più low cost. Nel mio primo viaggio in Norvegia in gioventù, ho fatto il passaggio ponte (per diverse notti, se non ricordo male), ma a ‘sto giro ho evitato: una cabina interna mi costava meno di 40€ e vista la stanchezza accumulata nell’intensissima giornata a Tromsø, ho pensato di fare questo investimento.

I fiordi norvegesi dall'Hurtigruten

Sul sito ufficiale dell’Hurtigruten potete controllare giorni e orari dei battelli e acquistare il biglietto.
Se seguite il mio itinerario, il battello postale parte da Tromsø in direzione sud all’1 e mezza del mattino (arriva in porto alle 23:45 e potete già salire, in giornata i bagagli li potete depositare gratuitamente nell’albergo lì vicino di cui non ricordo il nome), per arrivare alle isole Lofoten l’indomani in serata: alle 18 a Svolvær e alle 22 a Stamsund.
Io sono scesa a Svolvær per diversi motivi: 1) non mi andava di arrivare troppo tardi a destinazione, 2) a Stamsund non ho trovato nessuna sistemazione economica (ci sarebbe un ostello della gioventù ma in inverno è chiuso) e 3) avendo deciso di dedicare 3 giorni alle Lofoten e spostandomi coi (pochi) mezzi, aveva più senso cominciare il più a nord possibile.

Dopo una notte super ristoratrice (prendere la cabina si è rivelata la miglior decisione del viaggio!) mi godo un’intera giornata di riposo in cui mi limito a leggere e guardare il paesaggio, mentre l’Hurtigruten mi conduce verso sud attraversando fiordi costretti tra isolotti frastagliati e irregolari. Scendo un paio di volte dalla nave durante altrettante soste, ma la giornata sostanzialmente si svolge ad ammirare il paesaggio che mi scorre davanti lasciandomi senza parole: una sequenza infinita di cime e cimette innevate che si buttano in mare.

Arrivata a Svolvær, dopo aver fatto check in, decido di visitare Magic Ice ossia un ice bar pubblicizzato tantissimo (nonché l’unica cosa da fare a Svolvær a quell’ora), che però si rivela piuttosto deludente.
L’insegnamento che ne traggo è il seguente: musei e attrazioni varie vediamoli in Italia, qui in Norvegia concentriamoci sulla natura.

Svolvær, isole Lofoten (Norvegia)

4° giorno – Lofoten: da Svolvær a Å
La mattinata la trascorro a passeggiare per Svolvær e gli immediati dintorni: non faccio nulla di speciale, ma semplicemente camminare in questo contesto per me è già una gran cosa. Nel pomeriggio prendo un autobus per Å i Lofoten, un minuscolo villaggio all’estremità meridionale dell’isola di Moskenesøya, quindi anche delle Lofoten. La E10, la strada che attraversa tutto l’arcipelago da nord a sud collegando isole e isolotti tra di loro, termina proprio qui, oltre non si può più andare. The end. Nell’alfabeto norvegese å è infatti l’ultima lettera, non fa una piega.

Å i Lofoten, Norvegia

Oltre ad essere un posto delizioso, a Å c’è l’unico ostello della gioventù aperto in inverno alle Lofoten, che per chi viaggia da solo e/o in economia è una manna dal cielo. Qui ho raccontato del mio rocambolesco arrivo a Å, mentre in questo articolo ho raccolto un bel po’ di informazioni pratiche per visitare le Lofoten in inverno.

5° e 6° giorno – Å e dintorni, trasferimento a Bodø
I due giorni che trascorro all’estremità sud delle Lofoten li dedico a giracchiare per Å e dintorni senza troppa fretta né obiettivi. È inverno, i mezzi pubblici sono più rari degli orsi polari, non si può fare trekking perché i sentieri sono completamente ghiacciati e/o coperti dalla neve quindi mi limito a fare il pieno di bellezza raggiungendo le vicine località vicine di Reine e Hamnøy. Con una macchina sarei potuta andare più lontano e visitare altri villaggi, ma è andata benissimo anche così.

Merluzzo a essiccare, isole Lofoten (Norvegia)

Purtroppo nelle tre notti trascorse alle Lofoten il cielo è sempre stato coperto, altrimenti anche qui avrei potuto vedere l’aurora boreale.

L’ultima sera alle Lofoten, prendo il traghetto per Bodø (parto alle 20:30 e arrivo 23:45): torno così sulla terraferma e proseguo il mio viaggio verso sud.

7° giorno – Bodø e treno per Oslo
La mattinata la dedico a visitare Bodø, una cittadina piccola e non particolarmente emozionante in cui si trovano numerosi murales, alcuni davvero pazzeschi, che vivacizzano il centro (in questa pagina trovate un itinerario a piedi a caccia di murales).

Alle 12:30 prendo un treno per Trondheim dove arrivo alle 22:30 (attraverso un paesaggio innevato e fantastico che mi tiene incollata al finestrino, le 10 ore di viaggio volano!) e alle 23:20 ne prendo un altro, notturno, per Oslo. Questa scelta è stata fatta per risparmiare tempo nei trasferimenti e soldi per dormire (che poi non era nemmeno così scomodo il treno!).

8° giorno – Oslo
Arrivo alla stazione di Oslo alle 7 del mattino, poso il bagaglio all’ostello -per fortuna in città le possibilità di spendere poco per dormire aumentano-, faccio una doccia veloce e sono subito in pista per visitare la città (qui l’itinerario di un giorno che ho seguito).

Oslo, Norvegia

9° giorno – Oslo e rientro
La mattinata la trascorro in città facendo un giro a piedi nel grazioso quartiere di Grünerløkka e, verso l’ora di pranzo, mi incammino verso l’aeroporto, che rimane un bel po’ fuori dal centro, per lasciare la Norvegia (non son tornata subito a casa, ho fatto il giro “lungo” passando da Tenerife… ma questa è un’altra storia :D).

Grünerløkka (Oslo), Norvegia

Una settimana abbondante e intensa, come annunciato nel titolo, ma molto bella e che rifarei subito. Così, esattamente allo stesso modo. Sperando in un tempo un po’ più clemente alle Lofoten anche se, tutto sommato, non mi posso proprio lamentare! L’aurora boreale è uno spettacolo che va visto e la Norvegia in inverno è uno splendore. Non rimandate troppo questo viaggio, se è nella vostra bucket list.

Se avete meno giorni a disposizione (eh, tocca lavorare ogni tanto!) e avete bisogno di qualche consiglio per organizzare al meglio il vostro viaggio, rinnovo la mia disponibilità: chiedete pure nei commenti!

E adesso le note dolenti:


I costi di una settimana in Norvegia in inverno
Ovviamente si tratta di costi indicativi, basati sulla mia esperienza personale di febbraio 2018. Ma almeno così vi fate un’idea.
C’è poi da aggiungere il costo del volo: io l’ho tenuto fuori perché l’ho preso molto sotto data e pagato tanto, son sicura che voi potete fare di meglio! 😉

Giorno 1
Stanza a Tromsø (Airbnb) – 43€
Spese varie a Tromsø (Navetta da aeroporto a centro, funivia, cibo) – 26€
Totale: 69€

Giorno 2
Spa a Tromsø – 82€
Escursione con cani husky a Tromsø – 182€
Spese varie a Tromsø (museo, birra, cibo) – 29€
Totale: 293€

Giorno 3
Viaggio sull’Hurtigruten da Tromsø a Svolvær – 86€
Cabina interna sulla nave – 35€
Spese varie a Svolvær (ice bar, cibo) – 25€
Hotel a Svolvær (con colazione) – 67€
Totale: 213€

Giorno 4
Autobus Svolvær-Å – 23€
Letto in dormitorio all’ostello di Å – 32€
Totale: 55€

Svolvær, Lofoten (Norvegia)

Giorno 5
Spese varie a Å e dintorni (autobus, cibo) – 30€
Letto in dormitorio all’ostello di Å – 32€
Totale: 62€

Giorno 6
Spese varie a Å e dintorni (autobus, cibo) – 20€
Traghetto Å-Bodø – 22€
Letto in dormitorio all’ostello di Bodø – 38€
Totale: 80€

Giorno 7
Spese varie a Bodø (cibo, ecc.) – 20€
Treno Bodø-Trondheim-Oslo – 86€
Totale: 106€

Giorno 8
Letto in dormitorio in ostello a Oslo – 27€
Spese varie a Oslo (cibo, ecc.) – 20€
Totale: 47€

Giorno 9
Spese varie a Oslo (cibo, souvenir, ecc.) – 40€
Navetta per aeroporto – 27€
Totale: 67€

Ho speso quindi 992€ -una media di 110€ al giorno– senza però includere il volo aereo.
Come potete notare son stata piuttosto morigerata sul mangiare (per fortuna che la Norvegia non è esattamente un paradiso gourmet, altrimenti sarebbe stata la mia rovina!) anche perché qualcosina mi ero portata da casa per i primi giorni e ho frequentato più supermercati che ristoranti.
Non mi sono però trattenuta troppo nelle attività artiche: la prima giornata a Tromsø è stata davvero da leoni!
Inoltre, se avete intenzione di fare un viaggio in Norvegia in inverno e non avete già l’abbigliamento, anche questa diventa una voce di costo importante (e su cui io non lesinerei troppo). Ne ho già parlato approfonditamente nell’articolo sull’aurora boreale (quasi) low cost, a cui vi rimando perché i consigli e le riflessioni che ho inserito son sempre validi!

***

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Norvegia in inverno

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