Cosa vedere a Marsala in un giorno: un itinerario tra città e dintorni

 

Piazza della Repubblica, MarsalaNel punto più occidentale della Sicilia continentale sorge Marsala, città legata all’omonimo vino, allo sbarco dei Mille e alla vicina laguna dello Stagnone che con le sue saline, non a torto, è considerata uno degli scenari più suggestivi di tutta l’isola. Insomma, una località da non perdere e da gustare… anche se siete astemi 😉

Nonostante abbia ben oltre 80.000 abitanti (più del capoluogo Trapani!) è una città tutto sommato piccolina, con un bel centro storico baroccheggiante, un clima mite e una vita che scorre più o meno tranquilla. Non aspettatevi quindi l’effervescenza e il fervore culturale di Palermo o di Catania, per quanto si difenda benone: a Marsala non ci si annoia ma siamo pur sempre in provincia, dove le cose si fanno meno in grande – ed è proprio per questo che mi piace così tanto! E, in particolare, se capitate in bassa stagione, serve che abbiate molta pazienza e buone capacità organizzative per riuscire a incastrare le visite alle varie attrazioni in base a giorni e orari di apertura non particolarmente generosi. Ma non disperate, si può fare! E poi vi do una mano io nelle righe che seguono 😉 (per chi mi legge per la prima volta: io sono una fan della bassa stagione, cerco sempre di spostarmi coi mezzi pubblici e sono una ninja nel realizzare itinerari di un giorno pronti all’uso).



Marsala si può girare in un solo giorno ma se ne avete la possibilità fermatevi un po’ più a lungo, magari usandola come base per esplorare i suoi bei dintorni (che poi sono più o meno i dintorni di Trapani di cui ho già parlato approfonditamente in questo articolo). Non ve ne pentirete.

Io a Marsala ci sono stata ben tre volte, in diversi periodi della mia vita, ma mai in alta stagione. Ho quindi sempre avuto l’occasione di visitare e vivere una città epurata dai raid turistici estivi e (quasi) tutta per me. Ne conservo dei ricordi bellissimi e son pronta a tornarci anche domani! Ma adesso mi accontento di portarci virtualmente voi con un itinerario su misura, comprensivo di tappe golose e di un bonus extra per chi si fa ingolosire e decide di rimanere più a lungo in città.

Per facilitarvi la lettura (vi avverto da subito: mi dilungherò un sacco, ma l’argomento mi appassiona :-D), ecco come è suddiviso l’articolo:
Come arrivare a Marsala
Cosa vedere in centro
Visita alle cantine del Marsala
La laguna dello Stagnone, Mozia e le saline
Come organizzare la visita
Cosa mangiare a Marsala e dove
Dintorni di Marsala: Trapani e Mazara del Vallo

Il Cassaro, la via più centrale di Marsala


Come arrivare a Marsala
Spostarsi in Sicilia senza un mezzo proprio può essere penalizzante, questo non è un segreto. Quindi se avete la vostra macchina o se ne noleggiate una, in particolar modo in bassa stagione, sarà tutto più semplice.
Però, anche in Sicilia, non è impossibile spostarsi coi mezzi pubblici: io che non amo guidare e che noleggio un’automobile solo sotto costrizione, ce l’ho fatta. Ribadisco: in bassa stagione.

Se arrivate in aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Trapani-Birgi che, tra l’altro, è più vicino a Marsala che a Trapani. Per arrivare poi in centro, la compagnia di autobus che effettua il servizio è la Salemi. Il biglietto di sola andata costa 2,5€ e il tragitto dura una mezz’oretta scarsa. Va detto però che non ci sono tantissime corse giornaliere, quindi è bene controllare qui gli orari prima, per pensare eventualmente a un piano B (se passate la notte a Marsala è molto probabile che la vostra struttura possa offrirvi il servizio navetta, gratis o a pagamento, oppure ce l’opzione taxi che vi costerà sui 20€).

Se arrivate invece via terra, potete farlo da diverse località siciliane sia col bus che col treno: addirittura due possibilità, poi non dite che in Sicilia bisogna per forza noleggiare un’auto! 😉
A titolo di esempio, col treno ci vogliono circa 30 minuti per arrivare a Trapani e pochi di meno per arrivare a Mazara del Vallo.

Il centro storico di Marsala


Cosa vedere in centro a Marsala
Come vi ho spoilerato già all’inizio dell’articolo, il centro di Marsala non è immenso. Anzi, direi che è piuttosto raccolto e si visita tranquillamente a piedi in un paio d’ore, anche perché buona parte delle attrazioni si possono ammirare passeggiando. Se però pensate di visitare qualche museo, e potrebbe valerne la pena, i tempi si dilatano.

Vi elenco di seguito, in ordine sparso, le principali attrazioni e cose da fare nel centro (il suggerimento è quello di vedere prima il “centro centro”, per poi spostarsi sul lungomare):

  • Porta Garibaldi, da cui sono passati Giuseppe Garibaldi e i Mille l’11 maggio 1860, e Porta Nuova, ossia le due porte rimanenti della città (in principio erano 4).
  • Fare un po’ di struscio lungo via XI Maggio, affettuosamente chiamata il Cassaro, la via principale di Marsala chiusa alle macchine da cui si diramano diversi vicoli da una parte e dall’altra. Comincia da Piazza Matteotti e finisce a Porta Nuova.
  • L’elegantissima piazza della Repubblica, cuore della città, in cui si affaccia il palazzo Comunale col suo porticato e la maestosa Chiesa Madre dedicata al patrono della città San Tommaso di Canterbury (molto bella la facciata barocca, l’interno invece non è nulla di ché).
  • Visitare le chiese “minori”: la Chiesa del Purgatorio, con la sua deliziosa facciata barocca a due ordini e la Chiesa dell’Addolorata, la cui costruzione è legata a un miracolo.
  • Ammirare i bei palazzi del centro, tra cui si distinguono palazzo Fici e palazzo Burgio-Spanò, situati poco dopo aver varcato Porta Nuova.
  • L’Antico Mercato: di giorno mercato del pesce, mentre di sera si trasforma in polo del divertimento con numerosi localini dove poter bere e mangiare qualcosa fino a tardi.
  • Il museo degli Arazzi Fiamminghi, un piccolo e curioso museo in pieno centro storico dove è esposta una serie di 8 arazzi del XVI secolo in cui sono narrate le gesta di Vespasiano e del figlio Tito. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9 alle 13. Il biglietto d’ingresso costa 4€ e si trova in via Garraffa. Contate un’oretta per visitarlo.
  • Villa Cavallotti o Giardino Cavallotti, una striscia verde che si trova all’uscita dal centro storico da Porta Nuova, un luogo piacevole in cui fare due passi o trovare refrigerio in estate. Sui giardini affacciano delle abitazioni dalle facciate colorate anche se un po’ sbiadite da cui spesso sporgono panni stesi che rendono il contesto molto popolare. I giardini culminano su un bastione dove c’è un belvedere e anche un chiosco/pub, la Terrazza San Francesco, che apre in estate. Leggo purtroppo che a fine marzo 2018 il chiosco è stato vandalizzato, che tristezza. Speriamo comunque riesca a riaprire la prossima estate!
  • L’ipogeo di Crispia Salvia, una vera e propria chicca della città ma purtroppo difficile da trovare e soprattutto da visitare. Si tratta della camera funeraria di Crispia Salvia, moglie di Iulius Demetrius morta all’età di circa 45 anni, risalente al III o II secolo a.C. e con le pareti riccamente decorate. Si trova in via Massimo d’Azeglio 41 e, se non fosse per un cartello posto all’ingresso di un anonimo condominio, sarebbe impossibile da trovare (l’ipogeo è situato sotto una palazzina di 5 piani). È visitabile soltanto su prenotazione chiamando il numero 0923.952535. Stando al cartello a cui faccio cenno prima, le visite si possono fare da martedì a venerdì dalle 9 alle 13, un’altra fonte riporta invece solo il venerdì. Beato chi ci capisce qualcosa, in qualsiasi caso se capitate a Marsala nel weekend, non avrete la possibilità di visitarlo ma, per non saper né leggere né scrivere, provate a dare comunque un colpo di telefono.
  • Parco Archeologico di Lilibeo e Museo Archeologico Regionale Lilibeo di Marsala – Baglio Anselmi. Uscendo dal centro storico e percorrendo il lungomare si arriva davanti al Baglio Anselmi, ex stabilimento vinicolo convertito in Museo archeologico nel 1985 (l’indirizzo esatto è Lungomare Boeo, 30). Qui si può ammirare, tra le altre cose, un relitto di una nave punica e conoscere la storia di Lilibeo, la città che guarda la Libia, fondata dai superstiti della colonia fenicia di Mozia e poi passata in mani romane, arabe e spagnole. Se non si fosse capito Lilibeo è Marsala 😉
    Dal museo si può accedere al parco archeologico, un’area purtroppo mal tenuta che si sviluppa nella fascia di terra tra il centro storico e il mare, dove si trovano numerosi reperti storici, tra erbacce e sterpaglie, a testimonianza del passato di Lilibeo.
    Il complesso è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì, pagando un biglietto di 4€. Gli orari di apertura nei giorni feriali sono dalle 9 alle 18:30 per il museo e dalle 9 alle 16:30 per l’area archeologica. Nei giorni festivi, invece, il museo chiude alle 13:30 e l’area archeologica alle 1:30.
    Su richiesta, è possibile visitare anche la Grotta della Sibilla (Chiesa di San Giovanni), rivolgendosi al personale del museo.
  • Capo Boeo si trova sull’estrema punta occidentale della Sicilia, dove un tempo sorgeva l’antica città cartaginese di Lilibeo. Qui c’è un lungomare che si può percorrere a piedi mentre si osservano le isole Egadi in lontananza, e dove si trovano diversi locali in cui è possibile bere o mangiare qualcosa godendo di una meravigliosa vista. Sul lungomare, all’inizio, si trova il Monumento ai Mille, di recente costruzione. Un monumento che si affaccia sul mare e che non si può non notare, in cui sono riportati i nomi dei Mille che sbarcarono a Marsala insieme a Garibaldi l’11 maggio 1860.


Visita alle cantine del Marsala
Vorrete mica passare da Marsala e non fare una visita guidata in una cantina? Sarebbe una pessima scelta.
La storia legata alla nascita di questo vino liquoroso e le tante sfumature che può prendere è molto avvincente (qui l’ho già accennata) e farsela raccontare all’interno di una cantina circondata da botti più o meno vecchie ha il suo perché. Se poi condiamo il tutto con una degustazione finale di diverse tipologie di marsala con tanto di abbinamenti di cibo, beh direi che la faccenda si fa irrinunciabile.

Degustazione di Marsala @Cantine Florio

La bella notizia è che ci sono diverse cantine che offrono visite guidate di un’oretta circa a cui segue degustazione, per un prezzo che gravita intorno ai 10/15€ – Florio, la più nota, ma anche Pellegrino, per citarne due raggiungibili a piedi (ce ne sono poi altre fuori città).

La brutta notizia è che se capitate in città nel weekend, avete purtroppo limitate possibilità di fare questo breve ma intenso viaggio alla scoperta del marsala in quanto le cantine, in linea di massima, organizzano visite guidate solo il sabato mattina. E la cosa fa un po’ a pugni con la pianificazione del resto della visita alla città e dintorni (vedi paragrafo sotto). Vi consiglio vivamente di dare un colpo di telefono alla cantina prescelta prima di partire e chiedere conferma degli orari.

Cantine Florio, Marsala


La laguna dello Stagnone, Mozia e le saline
L’ho già detto e mi ripeto: la laguna dello Stagnone è considerata uno degli scenari più suggestivi di tutta la Sicilia, che di bei posti ne ha da vendere. E non sono solo io a dirlo, ma ci sono personaggi ben più autorevoli come ad esempio Michelangelo Antonioni che, nello spot documentario sulla Sicilia che girò nel 1997, volle tenere il tramonto sullo Stagnone come immagine finale. Per concludere in tantissima bellezza.

La laguna dello Stagnone è la laguna più vasta della Sicilia e dal 1984 è riserva naturale. Si tratta di uno specchio d’acqua in cui emergono 4 isole -l’isola Grande, che protegge la laguna dal mare aperto, San Pantaleo, Santa Maria e Schola- e, per rendere tutto più magico, saline con mulini a vento ne caratterizzano il profilo. Un posto davvero incantato, che dà il meglio di sé al tramonto (e qui, credetemi, si assiste a uno spettacolo davvero fuori dal comune).

L’unica isola visitabile è quella di San Pantaleo, dove un tempo sorgeva la città fenicia di Mozia, presa e distrutta intorno al 400 a.C. dal tiranno di Siracusa Dionisio I. Questo avvenimento segna per sempre Mozia, nonostante in seguito venga poi riconquistata dai Cartaginesi. L’isola è quasi interamente occupata dalle rovine dell’antica città e si può visitare in un paio d’ore girandola tranquillamente a piedi. A pochi metri dall’imbarcadero c’è il piccolo ma interessante Museo Whitaker, che ospita numerosi reperti rinvenuti sull’isola e il cui fiore all’occhiello è il cosiddetto Giovinetto di Mozia, una statua risalente al V secolo a. C. rappresentante un aitante giovanotto, probabilmente un ufficiale di alto rango, in una posa sensuale e disinvolta. Fatemi fare la frivola: il lato B è davvero notevole 😀

Il Giovinetto di Mozia

Sull’isola di San Pantaleo ci si arriva in traghetto che si può prendere in due punti: o all’imbarcadero storico o dal Museo del Sale. In qualsiasi caso il tragitto è breve (15/20 minuti) e il biglietto di andata e ritorno costa 5€ a persona. Informatevi sull’ultimo traghetto per rientrare sulla terraferma: in alta stagione è intorno alle 18:30, mentre in bassa stagione intorno alle 15.

Una volta tornati sulla terraferma è il momento di visitare il Museo del Sale (aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 19, prezzo del biglietto 2,50€) o, semplicemente, di contemplare la bellezza delle saline intervallate da (pochi) fotogenici mulini a vento, utilizzati ancora oggi per il pompaggio dell’acqua e la macinazione del sale. Uno spettacolo davvero unico che vi consiglio di non perdere al tramonto (l’ho già detto, vero?).

Non dimenticatevi, arrivando in prossimità del museo, di fare un saluto a Peppe Genna, che si auto definisce poeta incisore delle saline, un simpatico vecchietto che da una ventina d’anni presidia questa zona esponendo le sue creazioni nel bagagliaio e sul tetto di una macchina scassata e che sicuramente non perderà l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con voi! Non farete fatica a riconoscerlo.

Passiamo alla nota dolente, ossia come arrivare in zona se non si ha una macchina. Ci sono dei bus che partono da piazza del Popolo a Marsala e che portano all’imbarcadero per Mozia e al Museo del Sale, ma gli orari sono risicatissimi e difficili da reperire in rete (in linea di massima ce n’è uno la mattina sul presto e per rientrare uno nel primo pomeriggio, ma va verificato. La domenica, invece, rien de rien). La corsa dura una trentina di minuti e costa 1,40€, il biglietto si può acquistare a bordo.
Si può pensare anche di prendere il treno dalla stazione di Marsala, scendere a Spagnuola dopo 5 minuti di viaggio e poi camminare per un’altra quarantina di minuti per raggiungere l’imbarcadero e le saline. Non è molto ottimale come soluzione, ma a mali estremi… Non ci sono tantissimi treni, la domenica peggio che andar di notte, ma almeno in questo caso è facile conoscere gli orari guardando sul sito o sull’app di Trenitalia.
Infine, ce l’opzione noleggio bici dato che si tratta soltanto di una distanza di circa 10 chilometri da Marsala. Potete provare da Bike4fun in centro, ma suggerisco di dare prima un colpo di telefono (327.24.15.400), soprattutto se è bassa stagione, perché non è sempre aperto.


Come organizzare la visita
Questo paragrafo è dedicato in particolar modo a chi visita la città e le saline senza un mezzo proprio e/o in bassa stagione, ossia a quelli che, come me, amano i percorsi ad ostacoli 😀

In alcuni giorni e periodi dell’anno è possibile che si debbano fare delle scelte. Se capitate nel weekend, ad esempio, non riuscirete a fare sia la visita delle cantine (solo di sabato mattina, indicativamente verso le 10:30) che la visita di Mozia. Anche se affittate una bici, rischiate di non arrivare a Mozia per tempo nemmeno se siete Froome: in bassa stagione l’ultimo traghetto per rientrare da Mozia è alle 15, dovreste essere all’imbarcadero almeno alle 12:30. Prendendo in considerazione che 1) la visita in cantina + degustazione, tra una storia e l’altra, se inizia alle 10:30 non finisce prima delle 12 e 2) ci sono una decina di chilometri da fare per arrivare all’imbarcadero, solo se avete già la bici posteggiata fuori dalle cantine (e non siete troppo ubriachi di marsala) ce la potete fare al pelo.
Nei giorni feriali, invece, il problema non sussiste perché potete andare in laguna di mattina coi mezzi, rientrare in città e fare un giretto per poi andare in cantina nel pomeriggio.

Mio personalissimo parere: tra la visita in cantina e Mozia, sacrificherei la prima. Mal che vada fate poi una degustazione fai-da-te in qualche enoteca di Marsala 😉


Cosa mangiare a Marsala e dove
Ed eccoci al mio argomento preferito, il cibo! E, da questo punto di vista, la Sicilia dà un sacco di soddisfazioni! Ecco a voi gli imperdibili di Marsala:

  • La colazione all’Antica Pasticceria De Gaetano in piazza Mameli, dove la vetrina dei dolci mette in seria crisi esistenziale – aperta tutti i giorni dalle 8 alle 20, orario continuato.
  • Il pane cunzato della Salumeria La Vecchia in via Abele Damiani 30: 3€ e passa la paura – aperto tutti i giorni, orario continuato.
  • Un arancino caldo (ma anche due) al panificio Ragona in via Abele Damiani 15 – chiuso la domenica e in “pausa pranzo” dalle 14 alle 16, ma poi tiene aperto la sera fino alle 21.
  • La cena alla taverna Ci vulia u Quarant8 in via Stefano Bilardello 48, che deve cominciare con le fantastiche busiate fatte a mano – aperto solo a cena, chiuso il martedì.

Busiate fatte a mano, con gamberi e pistacchi


Dintorni di Marsala: Trapani e Mazara del Vallo
Infine, un bonus per chi a Marsala decide di trascorrere almeno una notte e, di conseguenza, ha più tempo a disposizione sia per godersi con calma la città (vi ho già esposto qualche riga sopra alcune problematiche legate agli orari di attrazioni/visite/mezzi pubblici non particolarmente generosi) e, perché no, di fare anche una capatina nei dintorni.

Senza troppi sbattimenti si può prendere il treno per trascorrere una mezza giornata o anche di più nelle vicine Trapani o Mazara del Vallo, entrambe raggiungibili con una trentina di minuti di viaggio (la prima verso nord, la seconda verso sud).

Mazara del Vallo

Dato che di cosa vedere a Trapani in un giorno ve ne ho già parlato, in questa sede vi do qualche spunto per visitare Mazara del Vallo, una deliziosa cittadina dove si respira aria di Africa non solo per la vicinanza al Continente Nero ma anche per la struttura stessa del centro città, che presenta le caratteristiche peculiari delle medine islamiche e che, non a caso, viene chiamato Casbah o Kasbah.

I must see di Mazara del Vallo sono:

  • L’Arco Normanno e la bella scalinata lì vicino, molto instagrammabile con tante piastrelle colorate tra un gradino e l’altro.
  • La Cattedrale del Santissimo Salvatore e la scenografica piazza della Repubblica su cui si affaccia il lato sinistro della chiesa.
  • I ruderi della chiesa di Sant’Ignazio, molto molto pittoresca.
  • Il museo del Satiro Danzante (anche qui, in quanto lato B non siamo messi male), aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19:15, ingresso 6€.
  • L’opulenza barocca della chiesa di San Francesco, da lasciare davvero senza parole (a vederla da fuori non ti aspetti un tripudio così eccessivo all’interno).
  • Gli stretti vicoli della Casbah.

E con questo, concludo. Se siete arrivati a leggere fino a qui vi faccio un grandissimo applauso e vi ringrazio.

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