Baggio: cosa vedere e fare nel quartiere meno considerato di Milano

 
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Baggio, MilanoForse definire Baggio il quartiere meno considerato di Milano è un po’ esagerato, ma è pacifico che se lo calcolino in pochi. Ovviamente mi riferisco a coloro che a Milano ci vivono, non ai turisti che arrivano da fuori per vedere ben altre cose.

Del resto chi sarebbe così matto da spingersi fin laggiù? Per fare cosa, poi?

Domande super lecite considerando che Baggio non rientra in nessuna classifica delle cose da vedere a Milano, e difficilmente viene citato da qualche blog dedicato alla città meneghina. Se poi si aggiunge che non è nemmeno dietro l’angolo -dista 9 chilometri dal Duomo e per arrivarci bisogna prendere almeno due mezzi- la voglia di visitarlo precipita vertiginosamente.

Ma io che son cintura nera in turismo nei posti dove non va nessuno, a Baggio ci sono stata e l’impressione che mi ha fatto è stata positiva.
Purtroppo ci son capitata di domenica, con i negozi chiusi e poca gente in giro, proprio come nei paesotti di provincia, quale Baggio era fino al 1923. Credo quindi di essermi persa qualcosa, ma son comunque riuscita a cogliere l’essenza di questo quartiere ai margini della città, troppo spesso associato a episodi di cronaca nera (ma negli ultimi anni, specialmente dopo la riqualificazione del Parco delle Cave, le cose sono decisamente migliorate).

Per quanto mi riguarda son piuttosto sicura che a Baggio tornerò, non di domenica però, ma nell’attesa vi racconto qualcosina, così magari vien voglia anche a voi di visitarlo.

Facciamo una doverosa premessa: a Baggio non ci sono milioni di cose da vedere e fare, quindi non partite con aspettative altissime.
A Baggio si va per respirare un po’ di aria paesana all’interno di Milano; perché il centro è stato riqualificato ed è giusto dargli una possibilità; perché ci sono diversi localini interessanti in cui mangiare o bere; per poi fare due passi nel vicino Parco delle Cave.
Per me ci sono già abbastanza buoni motivi per passare una mezza giornata a Baggio, voi che dite?

Va a Bagg a sonà l’òrghen!

Baggio, MilanoÈ lungo via delle Forze Armate e nella contigua via Ceriani che si concentra quasi tutto quello che c’è da vedere a Baggio. Una graziosa passeggiata dove si susseguono vecchie botteghe di quartiere e numerose maioliche colorate sui muri, affisse di recente per riqualificare la zona e che raccontano un po’ la storia di Baggio.

Si vede la scena di un matrimonio in calesse, quella della raccolta dell’uva e quella in cui il Cardinale Borromeo istituisce la parrocchia di Sant’Apollinare nel 1628.

La più memorabile è però quella che raffigura un contadino, non particolarmente sgamato, che per togliere l’erba cresciuta in cima al campanile di Sant’Apollinare, tenta di farci salire un asino per brucarla tirandolo su con una fune. A quanto pare è ispirata a una diceria popolare.
Baggio, Milano - maiolica asino che bruca l'erba sul campanile
E poi non possono mancare le maioliche che tentano di spiegare l’origine dell’espressione meneghina Và a Bagg a sonà l’ôrghen!, vai a Baggio a suonare l’organo!
Mai sentita? Vi auguro che nessuno si sia mai rivolto a voi così poiché significa che vi stava mandando a quel paese!
Vai a Baggio a suonare l'organo!
Pare che questo detto abbia un fondamento di verità o, quantomeno, si rifaccia alla leggenda dell’organo dipinto all’interno della chiesa di Sant’Apollinare.

Nel 1865 vennero raccolti dei fondi per ampliare l’allora chiesa parrocchiale diventata ormai troppo piccola per accogliere tutti i fedeli. Ne vennero però raccolti troppo pochi tanto che, a pochi giorni dall’inaugurazione, la chiesa era ancora sprovvista di organo e non c’erano soldi per comprarne uno nuovo. Per non scontentare i donatori ne venne così dipinto uno all’interno della chiesa. Col tempo poi la leggenda si è arricchita di particolari tanto che son spuntate fuori diverse interpretazioni della stessa (tutte documentate nelle maioliche, ma con spiegazioni in milanese non comprensibili a tutti).

E comunque adesso nella vecchia chiesa di Baggio non c’è più l’organo dipinto, quindi non ci sono testimonianze della veridicità della storia. In compenso c’è un organo in canne e ossa risalente alla seconda metà dell’Ottocento.
Ma il segreto è presto svelato: l’attuale chiesa è una ricostruzione della seconda metà del XIX secolo, della chiesa originale, abbattuta perché pericolante. Quindi non sapremo mai se quella dell’organo dipinto è una storia o una leggenda.
Un cortile di Baggio, Milano
In via delle Forze Armate si trova anche una testimonianza legata alla potente famiglia dei Baggi che ha dato nome al borgo. Si tratta de El Palaziett, un angolo oggi molto pittoresco di Baggio che un tempo era la dimora dei Baggi. Nel corso principale si distingue un elegante portone con un capitello che conduce all’interno di un delizioso e super fotogenico cortile.

Dove mangiare a Baggio

Carta da zucchero, Baggio (Milano)Ristoranti a Baggio ne abbiamo? Eccome! Ho almeno 3 nomi da segnalarvi più un bonus:

  • Trattoria Fà Ballà l’Oeucc in via Pistoia 19, che tra l’altro è l’unico ristorante aperto la domenica;
  • Osteria Alla Grande, via della Forze Armate 405;
  • Trattoria La Belle Epoqué, via Antonio Ceriani 26;
  • Carta da Zucchero, via Antonio Ceriani 13 – Un negozio di dolci che rappresenta un piccolo angolo di paradiso. È aperto da pochi anni, nel contesto di un progetto per riqualificare le periferie e rappresenta oggi un vero e proprio punto d’incontro per i baggesi. Un localino super grazioso e che propone tante cose buone da mangiare.

Il Parco delle Cave

Parco delle Cave, MilanoA pochi passi dal centro di Baggio c’è il terzo parco più grosso di Milano, il Parco delle Cave. Un enorme polmone verde che, con un po’ di fantasia, si può dire che assomigli vagamente al Central Park di New York, con i palazzi che spuntano oltre la vegetazione.

La particolarità del Parco delle Cave è che sorge intorno a quattro bacini artificiali che un tempo rappresentavano altrettante cave dove, negli anni Venti, si estraeva sabbia e ghiaia. Dal 2002 è un parco a tutti gli effetti in cui poter praticare un sacco di attività all’aria aperta. A differenza di altri parchi non prevede al suo interno luoghi di ristoro (quindi se volete mangiare al parco dovete portarci il cibo da casa) né illuminazione invasiva, per preservare il più possibile la sua essenza wild. La mancanza di illuminazione rende possibile, tra fine maggio e inizio giugno la Lusiroeula ossia la passeggiata notturna per vedere la danza delle lucciole (è organizzata dalla Cascina Linterno, tenete d’occhio il sito o la pagina Facebook). E adesso ditemi: conoscete altri posti a Milano dove poter vedere le lucciole?

Come arrivare a Baggio

Per arrivare a Baggio con i mezzi pubblici il modo più semplice è prendere la Metro rossa fino al capolinea di Bisceglie, e poi da lì, a scelta, i bus 58, 76 o 433.

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2 commenti per “Baggio: cosa vedere e fare nel quartiere meno considerato di Milano”
  1. Ciao! Stavo programmando l’week-end a Baggio per occasione della Sagra e non conoscendo il quartiere mi sono messa a cercare qualche informazione sul quartiere. Il suo articolo e super conoscitivo! P.S. Ho trovato anche un sito interessante. Complimenti!

    • Buongiorno Tatiana,
      ma grazie mille!
      Baggio è stata una bella scoperta per me, fammi sapere poi quali sono le tue impressioni.
      Buona giornata, buon weekend e buona sagra!
      Silvia

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