Cagliari: cosa vedere in due giorni. Un itinerario per un weekend in città

Cagliari: cosa vedere in due giorniUn centro storico fatto di vicoli stretti e tanti saliscendi. Un ampio affaccio sul mare e una spiaggia cittadina di sabbia bianca lunga oltre 8 chilometri. Una città dove si mangia bene, dove ci si diverte fino a notte fonda ma anche dove ci si rilassa al sole con una birra in mano (Ichnusa, ovviamente). Questa è in poche parole Cagliari. Un posto che si può visitare anche in un paio di giorni, ma che meriterebbe di essere vissuto molto slow e che, soprattutto se visitato velocemente, fa venir voglia di tornare. A me è successo proprio così: questa città mi ha stregato la prima volta e non ho resistito dal visitarla di nuovo, sperando che non si tratti dell’ultima!
Nelle righe che seguono, qualche suggerimento su come sfruttare al meglio due giorni in città: non fatevi fregare dalle piccole dimensioni, c’è un sacco da vedere e fare! Quindi in marcia 😉

*GIORNO 1*

Mercato di San Benedetto
Mercato di San Benedetto, CagliariDi mattina (salvo la domenica che è il giorno di riposo) è d’obbligo una tappa al mercato di San Benedetto, meglio se sul presto come dovrebbe essere nei mercati di tutto il mondo: un struttura coperta di due piani con banchi molto colorati e ben forniti. Dal pesce alla carne, dal pane alla frutta, dai formaggi al vino. Un tripudio di profumi e colori che vi farà venire voglia di comprare tutto! Non ci sono moltissimi banchi che offrono cibo da consumare sul posto, ma con un pizzico di fantasia e mettendo da parte la formalità si riesce ad organizzare una bevuta estemporanea con un calice di vino recuperato al banco della mescita (magari non proprio calice in senso letterale, ma non ci formalizziamo troppo per un bicchiere di plastica, vero?) accompagnato da una fetta di pecorino sardo stagionato acquistato dal formaggiaio e/o da una pizzetta di pasta sfoglia, grande vanto cittadino, presa nel reparto pane. Se invece avete più voglia di dolce, proprio fuori dal mercato c’è una delle pasticcerie migliori della città, la Pasticceria Piemontese, in cui togliersi qualche sfizio.
Il mercato si trova in via Francesco Cocco Ortu 50 ed è aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 del mattino alle 3 del pomeriggio.

Villanova e la via nascosta dei murales
Villanova, CagliariDopo aver visitato il mercato, entrate nel quartiere di Villanova con le sue stradine acciottolate, le case basse e le finestre armate di fioriere fiorite (scusate, non ho resistito al gioco di parole 😀 ). Una sosta nella tranquilla piazza San Domenico è doverosa: un angolo di città molto discreto e riservato più ai cagliaritani che ai turisti. Dopo aver bighellonato un po’ per le vie di Villanova, dirigetevi verso nord per andare a cercare una chicca nascosta, prima di entrare nel quartiere Castello.
Via San Saturnino, CagliariSi tratta di via San Saturnino o, meglio un suo “distaccamento” costituito dalla prosecuzione pedonale della via stessa. La particolarità di questo vicolo, perché non si può più parlare di via a questo punto, è che rappresenta una sorta di zona franca per i writers cagliaritani, che hanno completamente ricoperto di murales, da una parte il muro e dall’altra le facciate basse delle abitazioni, che fanno intendere di nascondere dei giardini. E la ciliegina sulla torta è proprio la bouganville che sbuca al di là dei muri. La via più colorata di Cagliari, insomma! Vi avverto che non è immediato trovarla. ma impegnatevi perché ne vale la pena: recatevi a in piazza Giovanni Marghinotti, scendete le scalette e sulla sinistra dovreste intravedere l’ingresso del vicolo, è quello! 🙂

Quartiere Castello
Torre di San Pancrazio, CagliariLa parte più alta di Cagliari è rappresentata dal quartiere Castello, racchiuso da bianche mura a strapiombo e protetto da bastioni, che un tempo rappresentava la zona abitata da autorità religiose e nobili. Castello è il cuore di Cagliari, nonché una delle zone più interessanti della città. Da dove vi avevo lasciati al paragrafo precedente, percorrete viale Regina Elena proprio sotto le mura (guardate sulla sinistra le facciate che guardano sul golfo del Poetto, che figata abitare lì!), girate a sinistra nella stretta via un po’ in salita via Ubaldo Baldas ed entrate trionfalmente dalla porta di San Pancrazio. Subito sulla sinistra, si trova la Cittadella dei Musei che costituisce il polo museale di Cagliari, i cui fiori all’occhiello sono il Museo Archeologico e la Pinacoteca Nazionale. Il complesso è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 del mattino alle 20. Se siete di fretta (come immagino, dato che avete solo due giorni per visitare la città!), andate oltre e arrivate fino in piazza dell’Indipendenza dove si trova una delle due torri gemelle, la Torre di San Pancrazio, che rende inconfondibile lo skyline cagliaritano. Dai suoi 129 metri sul livello del mare (39 di altezza a cui va sommato il fatto che si trova nel punto più alto della città), regala panorami mozzafiato che spaziano sulla città e su tutto il golfo di Cagliari. Nel momento in cui scrivo la torre è chiusa temporaneamente per restauri, altrimenti gli orari di apertura sono: in inverno (solitamente dal 1° ottobre) tutti i giorni dalle 9 alle 17 e in estate (da metà maggio) tutti i giorni dalle 10 alle 19. Il prezzo del biglietto intero per salire sulla torre è di 3€, ma si può accedere anche avendo un biglietto integrato se avete intenzione di visitare più monumenti (il biglietto integrato Beni Culturali Cagliari che comprende l’Anfiteatro Romano, la Torre dell’Elefante e quella di San Pancrazio, la Cripta di Santa Restituta e la Villa di Tigellio costa 6€ con un giorno di validità e 8€ con due giorni di validità).
Davanti alla Cattedrale di CagliariDalla torre di San Pancrazio imboccate via Pietro Martini per arrivare proprio davanti alla cattedrale di Santa Maria, il principale luogo di culto cittadino, in cui potete entrare per dare un’occhiata (l’ingresso è gratuito): tra le cose da vedere c’è pure una spina appartenuta alla corona di Gesù, almeno così si pensa. Io amo molto lo slargo che si apre davanti alla cattedrale su due piani e in parte chiuso e protetto dalla facciata dell’Antico Palazzo di Città, in parte aperto sull’infinito (piazza Palazzo). Il piano “di sotto”, ossia piazza Carlo Alberto ospita i tavolini all’aperto di un tranquillo bar ed è lambito da un fotogenico palazzo un po’ trasandato che osserva il tutto. È un buon posto in cui fare una breve sosta.
Bastione di Saint Remy, CagliariProcedete verso sud, prendendo la stradina che vi ispira di più fino ad arrivare nel terrapieno del Bastione di Saint Remy, un’ampia terrazza panoramica baciata dal sole, ottimo punto di osservazione della città. Il bastione, che deve il suo nome al primo viceré piemontese, Filippo-Guglielmo Pallavicini, barone di Saint Remy, rappresenta uno dei monumenti più importanti di Cagliari.
Torre dell'Elefante, CagliariPrendete ora via Fiume per raggiungere la torre dell’Elefante, gemella di quella di San Pancrazio, dove potete salire (se io avessi la possibilità di salire soltanto su una delle tue torri sceglierei però quella di San Pancrazio, ma questo è il mio parere personale), il biglietto costa 3€. Per quanto riguarda giorni e orari di apertura, vale quanto già scritto per la torre di San Pancrazio qualche riga sopra, anche la parte relativa alla chiusura temporanea per lavori. Insomma: in questo momento storico i migliori punti di osservazione della città sono chiusi al pubblico! Se ve lo state chiedendo, il nome torre dell’Elefante è dovuto a una piccola statua di un elefante che si vede in prossimità del passaggio a sud della torre. Ma forse non tutti sanno che di sculture di elefanti nella torre ne son state trovate ben due: la prima è quella nota al grande pubblico, mentre la seconda è sempre rimasta dietro le quinte, e si pensa assomigli più a un mammut che a un elefante. Piccola parentesi splatter relativa alla torre: gli spagnoli solevano appendere le teste dei prigionieri decapitati, contenute in delle gabbie, alla saracinesca della torre :-/
Proseguendo per via Santa Croce si incontrano un po’ di localini interessanti: Su Tzilleri ‘e su Doge e Pani e Casu a Castello. Dopotutto dovrebbe essersi fatta l’ora di pranzo, no? Non ho avuto occasione di provare nessuno dei due ristoranti ma le location parlano da sole.
Inoltre, sempre lungo la via si trova un locale molto panoramico, il Libarium Nostro, che però vi suggerisco più che altro per un drink pre o post cena.
Poco più in là, ancora lungo via Santa Croce, si trova quello che fu il ghetto degli ebrei, di cui oggi rimane ben poco, sostanzialmente solo il nome.

Stampace
Stampace, CagliariAdesso è venuto il momento di visitare il quartiere medievale di Stampace, che un tempo era abitato da mercanti e artigiani. Oggi regala alcune interessanti attrazioni cittadine tra cui, la prima in ordine di apparizione in questo itinerario (dal Ghetto proseguendo lungo via dei Genovesi che diventa Porcelli per prendere poi via dell’Anfiteatro che diventa via Frà Nicolò da Gesturi, ~15 minuti di cammino), è l’Anfiteatro Romano, il monumento più importante della città. Pensate che durante il suo periodo d’oro poteva ospitare fino a 10.000 persone! L’anfiteatro è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17 e il biglietto d’ingresso costa 3€ (si può entrare utilizzando il biglietto integrato Beni Culturali Cagliari a cui faccio cenno sopra).
Anfiteatro Romano, CagliariSotto l’Anfiteatro si trova l’Orto Botanico di Cagliari, uno dei più grandi d’Italia dove, tra una pianta e l’altra, si trovano delle rovine romane. È aperto tutti i giorni tranne il lunedì con orari un po’ diversi a seconda della stagione (potete controllarli qui) e il biglietto d’ingresso costa 4€.
Prima di gettarvi nelle vie di Stampace, visitate poco oltre l’Orto Botanico la Villa di Tigellio, un complesso di rovine di epoca romana che è ciò che rimane di una villa aristocratica. La villa rappresenta uno dei siti archeologici più importanti di tutta la Sardegna, non perdetevelo! È aperta tutti i giorni in inverno dalle 9 alle 17 mentre in estate dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19. Il biglietto d’ingresso costa 2€ ma si può entrare con il già citato biglietto integrato Beni Culturali Cagliari.
Adesso sì che è il momento di gironzolare più o meno senza meta per le vie di Stampace. Anche qui molte sono strette, con case basse e gli ingressi pieni di fioriere. Vi segnalo due attrazioni del quartiere:
– la chiesa barocca di Sant’Efisio, dedicata al patrono della città molto amato dai cagliaritani, costruita sopra la grotta in cui avvenne il suo martirio. La chiesa è visitabile solo su prenotazione (qui trovate i riferimenti)
– la suggestiva cripta di Santa Restituta (da non perdere!), una grotta naturale che nel corso degli anni ebbe diversi utilizzi da cava di blocchi di calcare a deposito di anfore a luogo di culto. Nella grotta son state trovate le reliquie di Santa Restituta e, secondo la tradizione, ella avrebbe fatto lezioni ai ragazzini del quartiere proprio qui sotto. La cripta è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 17, il biglietto d’ingresso costa 2€ ma si può entrare con il biglietto integrato Beni Culturali Cagliari.

Cena al Villaggio dei Pescatori
Per cena vi suggerisco di recarvi a Giorgino, il Villaggio dei Pescatori dall’altra parte del ponte rispetto al centro città, per fare una bella scorpacciata di pesce.
Ho due posti da segnalarvi:
Non solo mare, un ristorante alla buona dove si mangia (tanto) pesce fresco all’interno di un menù tutto compreso a prezzi convenienti (30€ dall’antipasto al dolce con acqua, vino della casa e caffé inclusi nel prezzo);
Zenith, un ristorante un po’ più pretenzioso e abbottonato con un ampio menù di pesce à la carte (si spende sui 40€ a testa).
L’unica problematica legata al Villaggio dei Pescatori è come arrivarci se non si dispone di un mezzo proprio. Seppur ad una distanza breve da Cagliari (1,5 km circa), un trafficato ponte non pedonale separa il Villaggio dalla città, escludendo l’ipotesi di andare a piedi. La Navetta Giorgino, in partenza ogni mezzora dalla stazione ferroviaria, vi ci condurrà in una decina di minuti. Ricordatevi però che l’ultima navetta per tornare a Cagliari parte dal Villaggio dei Pescatori introno alle 22:10. Oltre questo orario vi toccherà chiamare un taxi.
Prima di andare a dormire, concedetevi un giro per il centro by night, scoprirete una città piena di vita, fatta esclusione per le vie interne di Castello che rimangono invece piuttosto solitarie e silenziose. Se non siete troppo stanchi, potete andare a bere un cocktail da qualche parte. Io vi suggerisco il Libarium Nostrum sui bastioni (ordinate un alligatore se ne avete il coraggio!).

*GIORNO 2*

Tuvixeddu e Grotta della Vipera
Tuvixeddu, CagliariIl secondo giorno alzatevi di buon mattino per godervi la città al suo risveglio, mezza vuota e silenziosa: in molti stanno ancora dormendo dopo i bagordi fino all’alba. Un buon posto per fare colazione, seppur “pecchi” di non avere tavolini all’aperto è la pasticceria Dulcis in via Baylle 25 dove, oltre alle “solite” brioche, potete trovare anche qualche dolcetto sardo (ottime le pardulas!).
A stomaco pieno dirigetevi verso Tuvixeddu, la necropoli punica più importante del Mediterraneo e dedicatele almeno un’ora prendendo parte a una visita guidata (ne ho già parlato in questo articolo in cui trovate tutte le informazioni pratiche e non su Tuvixeddu).
Di ritorno in città, fate un salto veloce alla Grotta della Vipera in viale Sant’Avendrace n.87, sulla strada per tornare in centro, dopodiché, tutti al mare! La grotta, legata ad una struggente storia d’amore, è aperta tutti i giorni in inverno dalle 9 alle 17 e in estate dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19. Il costo dell biglietto d’ingresso è di 1€ ma si può entrare con il biglietto integrato Beni Culturali Cagliari.

Poetto e Calamosca
Poetto, CagliariA questo punto dovrebbe quasi essersi fatta l’ora di pranzo e io vi propongo di sacrificare la sosta a Cagliari in uno dei suoi tanti ristoranti per una location d’eccezione: il Poetto, la luuuunga spiaggia cittadina di sabbia bianca a qualche chilometro dal centro città. Un mare spettacolare lambisce questo meraviglioso angolo di Sardegna. Prendetevi un panino caddozzo, ossia un panino super imbottito con la qualunque, accompagnato da una birretta e, semplicemente, godetevi questo spettacolo di posto.
Se poi vi avanza ancora un po’ di tempo, per l’ora dell’aperitivo fatevi trovare a Calamosca, a una trentina di minuti a piedi da marina piccola, il porticciolo del Poetto, ossia dall’altra parte della collina in cui sorge la Sella del Diavolo. Calamosca è una caletta più isolata e meno frequentata del Poetto, seppur non deserta, che rimane riparata dal vento. Un posto molto romantico, l’ideale per aspettare il calar del sole, magari sorseggiando qualcosa da bere dall’unico bar dela zona, le Terrazze di Calamosca, con tavolini molto panoramici.
Se avanza tempo ed energia, prima della birretta al tramonto, arrampicatevi sulla Sella del Diavolo: si sale in soli 45 minuti e si scende in poco meno, ma i panorami che regala sono impagabili! Per inciso: arrampicatevi non in senso letterale, è una breve escursione alla portata di tutti.
Da un punto di vista pratico al Poetto ci si arriva prendendo uno tra i bus PF e PQ dalla stazione ferroviaria di Cagliari. Ci vogliono circa 15 minuti e il biglietto è quello ordinario da 1,30€.
A Calamosca ci si arriva, dal lunedì al sabato, a piedi in circa 20 minuti dalla fermata via Vergine di Lluc dei bus PF e PQ in direzione Poetto. La domenica esiste invece il bus 511 che vi recapita direttamente a Calamosca, sempre in partenza dalla stazione dei treni di Cagliari.

Così si conclude questo itinerario di due giorni a Cagliari. Se non permette di vedere tutto, dà quantomeno un’idea di quanto sia bella questa città. Ci sono ancora un bel po’ di cose rimaste in sospeso (il colle Urpino, il castello di San Michele, il parco del Molentargius coi suoi fenicotteri rosa, la basilica di Bonaria…), ma volendo guardare il bicchiere mezzo pieno in questo modo si ha una scusa pronta per tornare a Cagliari 😉

 

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