Cosa mangiare a Vicenza (non solo bacalà)

 
  • 8
    Shares

Cosa mangiare a Vicenza
Anche se da sempre i vicentini sono soprannominati mangnagati, non aspettatevi di andare a Vicenza e poter mangiare davvero gatti perché fortunatamente è una cosa che non accade: ci sono diverse leggende, più o meno assurde, su questo appellativo e c’è chi sostiene che davvero in periodo di guerra i vicentini, in mancanza d’altro, si riducessero a mangiare i gatti. Comunque siano andate le cose -io chiaramente voto per le leggende- al giorno d’oggi ci sono tante altre cose buone da mangiare a Vicenza che non ha senso perder tempo in chiacchiere.
In queste righe non intendo chiaramente raccontarvi tutto lo scibile sulla cucina vicentina, ma darvi esclusivamente qualche spunto gastronomico indicandovi alcuni piatti della tradizione che non potete non assaggiare una volta in città. Altrimenti che ci andate a fare? 😉

Salumi e formaggi: Asiago e soppressa vicentina
Formaggio Asiago
Che si tratti di cominciare o finire il pasto, una bella fetta di Asiago, formaggio dal gusto dolce e morbido, ci sta sempre bene, e se non mangiate formaggio… peggio per voi. Asiago è un comune in provincia di Vicenza spalmato su un altopiano dove pascolano le vacche il cui latte, debitamente lavorato, diventa l’omonimo formaggio, che invece non si spalma perché la sua consistenza non lo permette. A onor del vero non sono esclusivamente le vacche vicentine che alimentano la produzione di formaggio Asiago, ma anche le cugine della provincia di Trento, e in parte delle province di Padova e Treviso. L’Asiago, che ormai da anni si fregia del marchio DOP, si trova in tre differenti tipologie: fresco, stagionato e quello denominato “prodotto della montagna“, ossia prodotto con latte di aziende agricole e trasformato interamente al di sopra dei 600 metri di altezza.



La soppresa vicentina, anch’essa DOP (della serie: “se non son DOP non li vogliamo”), è un insaccato che si ottiene lavorando alcune parti di determinate razze di suini tra cui figura anche la coscia, che solitamente viene dedicata alla produzione di prosciutto. Questo rende l’insaccato più nobile e di pregio rispetto a una “soppressa qualunque”.

Primi piatti Risi e Bisi e Bigoli
Bigoli, Vicenza
In quanto a primi piatti, da citare sicuramente i risi e bisi e i bigoli. I primi sono un piatto a metà tra un risotto e una zuppa a base di riso -questo si poteva intuire- e piselli (che poi sarebbero i bisi) da mangiare un po’ in tutte le stagioni ma particolarmente in primavera. È un piatto condiviso tra le province di Vicenza, Verona e Venezia e che, a quanto pare, sembra proprio nasca nella città Serenissima per poi diffondersi nei territori limitrofi.
Anche i bigoli sono diffusi un po’ in tutto il Veneto: si tratta di spaghettoni di grano tenero piuttosto ruvidi, caratteristica ottenuta dalla particolare trafilatura col bigolaro e che permette loro di trattenere meglio il sugo. Un condimento perfetto per i bigoli è il sugo d’anatra, la morte loro.

Secondi piatti: il bacalà
Bacalà alla vicentina
Re indiscusso della tavola vicentina è il bacalà, c’è poco da discutere. Si tratta di un piatto talmente celebre che addirittura contende a Palladio il premio popolarità legato alla città di Vicenza (qui ho già approfondito vita, morte e miracoli di sua maestà il bacalà). A Vicenza il bacalà si trova principalmente cucinato in due modi: mantecato e alla vicentina.
A onor del vero quello mantecato è tipico di tutto il Veneto e non solo della zona di Vicenza, ma è comunque doveroso includerlo nella lista delle cose da mangiare. Si tratta di merluzzo cotto e ridotto in crema e “condito” con olio (in quantità generose), aglio e prezzemolo. È solitamente servito con crostini di polenta, meglio se bianca, ma anche del banalissimo pane va bene. Una libidine.

Il bacalà alla vicentina, come suggerisce il nome, è invece una specialità proprio di Vicenza. I cuochi vicentini sono riusciti a rendere tenero (nonché delizioso) un pesce che per sua natura è stopposo e legnoso. Il segreto? Un luuungo ammollo (si parla di giorni) e una lunga cottura in cui il pesce non deve essere toccato. Si potrebbe discutere ore sulla corretta metodologia di preparazione del bacalà alla vicentina ma, dato che ci hanno già pensato quelli della Confraternita del Bacalà a tentare di trovare un compromesso universale, in questa sede non ha senso dilungarsi 🙂

Un dolce? I cestini della pasticceria Venezia
I cestini della pasticceria Venezia, Vicenza
Nonostante i cestini non nascano come dolci tipici di Vicenza, lo diventano ad honorem per la loro popolarità. Queste tartellette di pasta frolla ripiene di una speciale crema al burro vanno inevitabilmente legati al nome della Pasticceria Venezia in Contrà Pescaria 4, una storica pasticceria della città (nonché una delle migliori) che, tra le tante goloserie che offre, i cestini sono indubbiamente il top. Una crema di burro che ti si scioglie in bocca e che ti fa venire voglia di mangiarne altri 15, uno dopo l’altro. Una cosa da assaggiare prima di lasciare la città.
A pensarci bene, da annoverare tra i dolci tipici vicentini c’è la torta Putana (astenersi battute, grazie), a base di pane raffermo. Ma i cestini, mi duole ammetterlo, sono molto più goduriosi. Provare per credere.

Come accompagnare uno Spritz? Con gli Spunciotti!
Spunciotti (Vicenza)
Non me ne vogliano i vicentini: lungi dal voler minimizzare la loro tradizione gastronomica introducendo dei banali appetizer tra le cose da mangiare a Vicenza, ma un breve cenno agli spunciotti è doveroso dal momento che accompagnano il rito dell’aperitivo (evitando anche tante sbronze, facendo da fondo). In tutti i locali in cui ci si trova per bere un bicchiere in compagnia, al bancone non manca quasi mai un esercito di tartine tra cui poter scegliere. Si pagano in più rispetto al bicchiere, non sono incluse nel prezzo, e solitamente costano un euro a testa o poco più. Due posti che vi segnalo in cui assaggiare dei buoni spunciotti sono il Grottino all’ombra della Basilica Palladiana, e il Mavalà in Contrà delle Morette, locale dove capita che facciano musica dal vivo.

***
Credits foto: Bacalà (foto in alto), Asiago.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *