Cosa vedere a Pavia in un giorno: un itinerario a piedi per la città

 
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Cosa vedere a Pavia in un giornoPavia è una città in cui mi piace tornare almeno un paio di volta all’anno. È piccolina e a misura d’uomo, si gira bene a piedi, ha un delizioso centro che nasconde alcune interessanti chicche ed è vicinissima a Milano. La gita in giornata perfetta, quindi: minima spesa, massima resa 😉

Va detto che Pavia ha un carattere un po’ provinciale -sì, proprio quello (de)cantato anche dal buon Max Pezzali nei suoi brani degli anni Novanta (ricordo a tutti i natali pavesi del buon Max)- e talvolta il nasino all’insù, ma anche questo fa parte del fascino pavese ed è comunque un posto che raccomando di visitare fosse soltanto per prendersi una pausa dalla caotica Milano. Ma non d’estate, quando tra zanzare e caldo si rischia di portare a casa un ricordo non troppo bello della città, che non le renderebbe giustizia.



Raggiungere Pavia dal nord ovest d’Italia è semplicissimo, sia in macchina che in treno. Se viaggiate in auto, vi rimando a un navigatore che sicuramente avrete :D, io sono tendenzialmente pro trasporto pubblico e le mie informazioni sono più orientate in quel senso. Per quanto riguarda il trasporto su strada ferrata, quindi, Pavia è una fermata principale della linea Milano-Genova, raggiungibile comodamente da queste due città (da Milano sono soltanto 20 minuti) sia con treni regionali che IC/Frecciarossa.
Da Milano è possibile raggiungere Pavia anche in bicicletta, con una piacevole pedalata di un paio d’ore scarse lungo il naviglio pavese (ne ho parlato in questo articolo).

Il “turista medio” solitamente divide in due una giornata a Pavia: metà a visitare la città e metà dedicata alla Certosa di Pavia che -azzardo- è forse fin più famosa della città stessa. La Certosa è un monumento che va visto e mi rendo perfettamente conto che, una volta in zona, soprattutto se si viene da lontano, si preferisca prendere due piccioni con una fava, ma se avete la possibilità di tornare (o, meglio ancora, di rimanere per un weekend interno) dedicate un’intera giornata alla città di Pavia per poi visitare la Certosa un’altra volta. Va bene anche invertire l’ordine degli addendi, il risultato finale non cambia 🙂

Nelle righe che seguono riporterò infatti alcuni suggerimenti per visitare Pavia in un giorno, non includendo la Certosa. Se preferite comunque fare tutto (Pavia e Certosa) in una giornata, potete comunque seguire questo itinerario ma aumentando un po’ il ritmo della visita e tagliando qualcosa come, ad esempio, la visita ai musei del Castello Visconteo. Ribadisco che è un peccato, ma ognuno fa quel che preferisce.
Se siete coi mezzi, la Certosa è raggiungibile con 8 minuti di treno da Pavia (ci sono circa 2 treni all’ora) più una ventina di minuti a piedi dalla stazione di Certosa. Se arrivate in bicicletta da Milano, la Certosa la trovate lungo la strada, ed è difficile non accorgersene 😉

Per chi decide di dedicarsi solo alla città, l’itinerario che propongo va a toccare le seguenti attrazioni (trucchetto: se cliccate su uno dei link qui sotto, venite dirottati direttamente alla “spiega” dell’attrazione chiamata in causa, altrimenti continuate a leggere tutto):

Chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro
Castello Visconteo e Musei Civici
Chiesa di Santa Maria del Carmine
Piazza della Vittoria
Duomo
Chiesa di San Teodoro
Basilica di San Michele Maggiore
Ponte Coperto e Borgo Ticino
Strada Nuova
Cupola Arnaboldi
Università
Torri

E per chi se lo stesse chiedendo: sì, son previste delle soste golose. Chi mi segue da un po’ sa bene che non concepisco itinerari senza cibo 😀

Chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro
Chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro, PaviaPrendendo come punto di partenza la stazione ferroviaria di Pavia, la prima tappa di questo itinerario di un giorno è una chiesa che rimane un po’ in disparte ma che va assolutamente visitata: la solitaria San Pietro in Ciel d’Oro. Si trova in una tranquilla piazza ombreggiata un po’ fuori dal centro (non troppo fuori ma i pigri possono usare questa scusa per saltarla), ha la caratteristica facciata a capanna delle chiese romaniche e l’interno, non immenso, trasmette una sensazione di misticismo che non tutte le chiese effettivamente riescono a fare. Il pezzo forte di San Pietro in Ciel d’Oro, che da solo vale il viaggio fino a qui, è la sublime Arca di Sant’Agostino collocata nel presbiterio, prima del coro. In marmo, costruita tra il 1360 e il 1400, è divisa in tre fasce e, quasi sicuramente, è opera di due artisti, in quanto si possono riconoscere due differenti stili (uno fino al primo piano, l’altro fino alla sommità). Sull’Arca sono scolpiti 50 bassorilievi e 95 statue e al suo interno son custodite le ossa di Sant’Agostino di Ippona. Un vero e proprio capolavoro da non perdere.
Interessanti sono anche la cripta e gli affreschi della navata sinistra, gli unici rimasti. Fate attenzione agli orari di apertura della chiesa, un po’ meno elastici rispetto a quelli delle “colleghe” in città: dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 19. Cercate di non fare un viaggio a vuoto 😉

Castello Visconteo e Musei Civici
Castello Visconteo, PaviaLa prossima tappa è il maestoso Castello Visconteo, attrazione che sicuramente non passa inosservata. Voluto da Galeazzo II Visconti, fu iniziato nel marzo del 1360 e concepito più che altro come palazzo per i piaceri e i divertimenti, non tanto come castello vero e proprio. Tuttavia alcune caratteristiche di un castello le ha comunque: i torrioni angolari, il fossato, i ponti levatoi. Basta però dare un’occhiata alle numerose e bellissime finestre sulle facciate e, soprattutto, entrare all’interno per capire che qui più che difendersi si faceva festa. Le sale del castello erano tutte affrescate, e qualcosa si riesce a captare ancora oggi, mentre del mobilio originale non è rimasto nulla così come della fornitissima biblioteca (forse cominciata da Francesco Petrarca) e della splendida sala degli specchi. Per accedere alle sale interne bisogna acquistare il biglietto d’ingresso ai Musei Civici (8€), che consiglio comunque di visitare perché ospitano interessanti collezioni dall’archeologia alla pittura del Settecento che permettono di comprendere meglio la storia della città. Contate almeno un’ora e mezza/due per la visita. I Musei Civici sono aperti tutti i giorni a parte il lunedì dalle 10 alle 17:50, tranne nei mesi di luglio, agosto, dicembre e gennaio che osservano un orario ridotto dalle 9 alle 13:30. Al grazioso cortile interno del castello, chiuso su tre lati da un porticato sopra il quale si trova un elegante loggiato e che rivela ancor di più l’aspetto di palazzo per i ricevimenti, si può invece accedere senza pagare nessun biglietto. Qui si nota come il castello sia “orfano” dell’ala settentrionale, che permetteva l’affaccio sul parco e il congiungimento con la Certosa di Pavia.
Il castello ospita anche delle interessanti mostre temporanee che può valer la pena di vedere (informatevi su cosa c’è prima di andare, per poter organizzare al meglio la vostra visita).

Dovrebbe ormai quasi essere l’ora di pranzo e probabilmente avrete fame. Prometto che vi porto a breve a mangiare in un posto super carino, ma prima facciamo ancora una tappa culturale che, tra l’altro, è di strada. Raggiungiamo la chiesa di Santa Maria del Carmine anche se potrebbe essere già chiusa (gli orari sono dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 19): è un peccato non poter entrare -si può anche pensare di fare un salto veloce, nel caso, dopo pranzo- ma anche solo ammirarne la bellissima facciata è già qualcosa. Una delle facciate più belle in città.

E adesso andiamo a mangiare! Vi suggerisco l’Osteria alle Carceri in via fratelli Marozzi 7, un posticino delizioso dove poter gustare i piatti della tradizione lombarda in un ambiente sobrio ma che vi farà sentire a casa. Le porzioni sono abbondanti e i prezzi onesti!

Piazza della Vittoria
Broletto, Piazza della Vittoria (Pavia)La prima tappa dopo pranzo è il cuore pulsante della città, la bellissima e sempre animata Piazza della Vittoria che col bel tempo e i tavolini all’aperto dei bar pieni di gente mette di buon umore. Non solo oggi, ma anche in passato la piazza era il cuore di Pavia: qui si svolgevano tutte le attività dal piccolo commercio al procedimento giuridico, compresa l’esecuzione capitale. L’edificio che più si distingue è quello del Broletto, che domina il lato sud della piazza, dove si tenevano le adunanze e si amministrava la giustizia. Dietro il broletto spunta l’immensa cupola del Duomo, dove ci dirigiamo ora. Prima di entrare nella chiesa, date un’occhiata alla statua equestre del Regisole che si trova proprio lì davanti. Non si tratta dell’originale -che venne abbattuta dopo la rivoluzione francese in quanto simbolo di monarchia- né ci assomiglia, in particolare manca la cagnolina che reggeva lo zoccolo del cavallo.

Duomo di Pavia
Duomo di Pavia e statua del RegisoleE adesso dedichiamoci finalmente al Duomo di Pavia, dedicato a Santo Stefano Martire e Santa Maria Assunta. Sorge nel luogo in cui, durante il periodo romano, probabilmente c’era un tempio dedicato a Cibele che venne distrutto per lasciar spazio a due chiese paleocristiane e dar così fine al culto pagano. Queste due chiese vennero a loro volta distrutte per costruire due chiese romaniche e, infine, nel 1400 i pavesi ottennero l’autorizzazione per abbattere pure queste e avviare i lavori di una chiesa che doveva essere tanto sontuosa quanto la moschea di Santa Sofia a Istanbul. Nonostante sia poi rimasta incompiuta, lo si nota dalla facciata, la chiesa è decisamente imponente e la sua cupola ottagonale in muratura alta 92 metri contribuisce nell’intento (è una tra le più grandi d’Italia per altezza ed ampiezza). L’interno è anch’esso maestoso nonché luminosissimo. Segnalo il curioso pulpito in legno, con i 12 apostoli scolpiti che lo sorreggono.

Chiesa di San Teodoro
Chiesa di San Teodoro, PaviaDopo il Duomo buttatevi verso il lungofiume attraverso una parte di città che trovo personalmente molto bella: è super tranquilla e, nonostante ci passino le macchine, regala degli scorci indimenticabili. Giracchiate un po’ senza meta prima di imbattervi in quella che, secondo me, è la chiesa più graziosa della città: San Teodoro. Non riuscirete a fotografare la facciata nella sua interezza perché è chiusa tra i vicoli acciottolati, ma vi renderete presto conto che è un vero e proprio gioiellino. L’interno, intimo e raccolto, custodisce numerosi affreschi ben conservati: il ciclo con le storie di Sant’Agnese e quello con le storie di San Teodoro, quelli del soffitto in medaglioni, quelli dei pilastri realizzati per coprire i mattoni. Ma i pezzi forti, davanti ai quali mi soffermo parecchio tempo tutte le volte che visito la chiesa, sono le vedute di Pavia sulla parete e sulla controfacciata. Quest’ultima si trovava sopra la prima: nel 1956 è stata staccata e ricomposta a lato per mostrare così quella originale di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza. Sono entrambe delle stessa mano e rappresentano San Teodoro con la città di Pavia alle spalle. Nella rappresentazione della città -che, a tutti gli effetti, è considerata la prima pianta di Pavia– si nota chiaramente il Castello, Strada Nuova e il Ponte Coperto; si distingue la cinta muraria e si contano tantissime torri, che un tempo popolavano il centro cittadino (le poche sopravvissute le vedremo tra un po’). La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 19 ed è sempre visitabile tranne durante le funzioni.

Basilica di San Michele Maggiore
Basilica di San Michele Maggiore, PaviaDopo San Teodoro visitiamo un’altra importante chiesa pavese che, chiunque abbia aperto un libro di storia dell’arte in vita sua, ha sicuramente già visto: la Basilica di San Michele Maggiore, prototipo della chiesa romanica medievale nonché luogo di importanti incoronazioni, tra cui quella di Federico Barbarossa come Re d’Italia il 17 aprile 1155 (il punto esatto è segnato da cinque cerchi di marmo nel pavimento). L’arenaria con cui è stata costruita la facciata, molto fragile, ha subito un notevole degrado nel corso degli anni, tant’è che diverse sculture sono parecchio erose. La chiesa ha due ingressi: uno nella facciata principale e l’altro sul fianco sinistro, entrambi hanno dei portali riccamente decorati di sculture. L’interno è molto interessante, anche per l’importanza degli avvenimenti che qui si sono svolti. Particolarmente bella la cripta, divisa in tre piccole navate da due file di sei colonne. La chiesa è aperta il lunedì dalle 9 alle 12 e dalle 14:30 alle 17 nonché dalle 18:30 alle 19; dal martedì al sabato dalle 9 alle 17 e dalle 18:30 alle 19 e la domenica dalle 9 alle 10 e dalle 11:30 alle 17. Grazie ai volontari del Touring Club di Pavia si possono anche fare delle visite guidate gratuite.

Ponte Coperto e Borgo Ticino
E adesso dirigiamoci finalmente verso il fiume. A collegare le due sponde del Ticino è il caratteristico Ponte Coperto, un ponte a cinque arcate quasi uguali, completamente coperto con due portali alle estremità e una piccola cappella religiosa al centro. Una volta attraversato il ponte si arriva in Borgo Ticino, il quartiere di Pavia sulla riva destra del Ticino, caratterizzato da case colorate affacciate sul fiume, nelle cui facciate son spesso indicati i livelli delle inondazioni del passato. Passeggiate lungo via Milazzo, arrivando quasi fino in fondo: al numero 193 troverete una sorpresa (questa). Arrivando dal centro, subito dopo il ponte si trova la statua de “La lavandera del Burg”, un monumento in bronzo che ritrae una lavandaia, in omaggio alle tante donne che nei secoli passati andavano a lavare i panni dei cittadini nel Ticino.

Strada Nuova
Riattraversiamo il ponte per tornare in centro e visitare le ultime attrazioni rimaste da vedere ma prima, se vi è venuta fame, potete fare una sosta nella storica gelateria latteria Da Cesare in corso Garibaldi 15. Il locale è un’istituzione della città, spesso c’è la coda fuori soprattutto quando è stagione di gelato (che vi servono, se volete, con aggiunta di zabaione). È ora il momento di attraversare Strada Nuova, la via più famosa della città che di nuovo ha solo il nome: un tempo era il cardo della città romana e attraversa tutta Pavia da Ponte Coperto al castello lungo 1195 metri in cui si fa lo struscio cittadino. Risalendo la strada, ad un certo punto sulla destra si entra in una elegante galleria dominata dalla Cupola Arnaboldi, un’imponente cupola in ferro e vetro, alta più di 32 metri sulla falsariga delle cupole che si trovano nelle più celebri gallerie di Napoli e Milano. Un bel colpo d’occhio comunque.Cupola Arnaboldi, Pavia

Università
Continuando sempre su Strada Nuova ad un certo punto si incontra la celebre università di Pavia, una delle più antiche del mondo, in cui hanno transitato -come allievi o come docenti- personaggi del calibro di Alessandro Volta, Carlo Rubbia, Vincenzo Monti, Carlo Cattaneo, Ugo Foscolo e Carlo Goldoni. La struttura è molto grande e composta da numerosi cortili su cui si affacciano le varie stanze. Un labirinto nel quale è facile (ma anche piacevole) perdersi. Attraversando l’università si arriva nella piazza in cui si possono ammirare tre delle cinque torri medievali rimaste in piedi della città (molte sono state ribassate e inglobate negli edifici adiacenti). Nell’affresco che abbiamo visto in San Teodoro se ne contano 36 di torri, inclusi i campanili, anche se pare che in città ce ne fossero ben di più. La loro funzione era di mera rappresentanza, frutto di una sorta di gara tra le famiglie potenti a chi ce l’avesse più lunga.
Le torri di Pavia

Il tour di un giorno per Pavia finisce qui, di cose ne abbiamo viste abbastanza (ve l’avevo detto che bisognava dedicare una giornata intera solo per la città e fare la Certosa un’altra volta!). Non resta che tornare in Strada Nuova per fare un salto alla Pasticceria Vigoni e comprare una torta paradiso, che proprio qui è stata inventata, e tornare a casa 🙂

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