Da Milano a Pavia in bicicletta lungo la pista ciclabile del Naviglio Pavese

 

Da Milano a Pavia in bicicletta sul Naviglio Pavese
La distanza che separa Milano da Pavia è poco più di 30 km. Fattibilissimi in bicicletta in una giornata (anche in molto meno, a dire il vero 🙂 ). Se poi aggiungiamo il fatto che le due città sono collegate da un naviglio (il Naviglio Pavese appunto) e dalla adiacente pista ciclabile il gioco è fatto: basta mettersi in sella e pedalare.

Da Milano a Pavia in bici: dove si parte

Il punto di partenza di questo facile itinerario in bicicletta è la Darsena di Porta Ticinese (ovviamente se si parte da Milano). Da qui basta semplicemente affiancarsi al Naviglio Pavese lungo la ciclabile per arrivare dritti fino a Pavia. Non serve nemmeno il navigatore perché è praticamente impossibile perdere la retta via.

Il percorso sulla pista ciclabile del Naviglio Pavese

Il percorso sulla ciclabile del Naviglio Pavese è in buona parte immerso nel verde (anche se non mdi rado si vedono sfrecciare le macchine nella strada statale parallela): l’ideale per chi abita a Milano e si vuole “disintossicare” nel weekend. Prendendosela comoda si arriva in centro a Pavia dopo due ore. Se poi si vuole continuare fino al punto in cui il naviglio incontra il Ticino, bisogna calcolare ancora una ventina di minuti di pedalata. Nel momento in cui scrivo non ci sono lavori in corso, quindi nessuna deviazione sulla statale come è capitato in passato.

Assolutamente degna di nota è la deviazione per la Certosa di Pavia, circa 6 km prima di arrivare in città. Il mio consiglio è quello di fare tappa qui prima di proseguire.

Cosa vedere a Pavia

Anche se il centro di Pavia è piuttosto piccolo e raccolto e, in linea di massima, la città si può visitare in una giornata se già impiegate un paio d’ore per arrivare in bici da Milano (e magari altrettante per rientrare), non riuscirete a vedere tutto.

Il mio consiglio è quindi quello di selezionare alcune attrazioni da visitare e dedicare la visita seria e completa di Pavia a un’altra giornata. Potete ad esempio fermarvi a visitare la Certosa, fare due passi nelle strette vie del centro per arrivare fino al Ponte Coperto, oppure visitare i cortili dell’Università e le chiese di San Michele, San Teodoro e San Pietro in Ciel d’Oro. Potete fermarvi a bere/mangiare qualcosa in piazza della Vittoria o in un barcone ormeggiato sul Ticino con vista sul Ponte Coperto. E poi prendere un gelato dalla storica Latteria da Cesare. E, perché no, spingervi fino a Borgo Ticino per vedere la curiosa casa della “Linguacciona”. Inoltre, non di rado ci sono delle mostre interessanti presso il Castello Visconteo che da sole possono valere il viaggio: anche questo può essere un buon modo di impiegare qualche ora prima di rientrare. In qualsiasi caso, godetevi un po’ la città prima di rientrare. 🙂

Ritorno a Milano in bici o in treno

Per ritornare a Milano le ipotesi sono due: rimettersi in sella e percorrere lo stesso percorso dell’andata ma al contrario oppure prendere il treno. Se si sceglie l’ipotesi b occorre prendere un treno regionale che effettua anche trasporto biciclette. I treni regionali da Pavia a Milano sono molto frequenti, ce n’è almeno uno all’ora (ma spesso anche due) e fino a tardi. Accertatevi che faccia trasporto biciclette e tenete sempre a mente che, quelli in arrivo dalla Liguria la domenica sera sono spesso e volentieri affollatissimi, particolarmente in estate quando la gente torna dal mare, e quindi salire con una bicicletta potrebbe essere impegnativo. Il biglietto di sola andata per un adulto costa 4,10€, a cui bisogna aggiungere i 3,50€ di supplemento bici. Il tragitto dura una mezz’oretta.

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NB se non trovate coerenza tra quanto scritto nel post e i commenti è perché questo post è stato scritto nel 2012 per poi essere successivamente aggiornato e ripubblicato più volte.

 
One comment to “Da Milano a Pavia in bicicletta lungo la pista ciclabile del Naviglio Pavese”
  1. e’ bellissimo andare in bicicletta da Milano a Pavia. Speriamo solo, però, che il naviglio Pavese non venga rovinato con una ricicleria Amsa negli ex orti di via Chiesa Rossa, contro la volontà popolare e proprio nel tratto forse più bello con case basse d’epoca su entrambi i lati, vicino alla vecchia chiusa, all’antica chiesa di Santa Maria alla Fonte, a vecchie cascine e ponti, dove dal 1991 è stato approvato il Parco Chiesa Rossa Missaglia Gratosoglio a seguito di petizione firmata da 6000 cittadini..Le riciclerie devono essere lontano da corsi d’acqua e gli ex orti sono a pochi metri anche dal Lambro che potrebbe esondare causando molti danni dato che le riciclerie sono anche per la raccolta di olii esausti e materiali elettronici, pericolosissimi.

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