Genova in un giorno: la (mia) giornata perfetta

 
  • 17
    Shares

Genova in un giorno
Avete solo un giorno a disposizione per vedere Genova e volete farvi un’idea di questa straordinaria città?
Nelle righe che seguono vi racconto quello che farei io e che solitamente faccio quando torno nella mia città da sola o con qualche amico milanese -vero, d’adozione o imbruttito- che ha desiderio di conoscerla.

Tutte le volte che torno a Genova faccio più o meno sempre lo stesso itinerario. Si tratta di un giro che tocca tutti o quasi i miei posti preferiti e che permette di cogliere alcune sfumature di questa città che talvolta, a un primo impatto, può sembrare un po’ ruvida o spigolosa (un po’ come me).
L’itinerario che sto per rivelarvi è volto principalmente a gustare quelle piccole cose che rendono Genova così speciale: il caffè con la panna più buona del mondo in un bar apparentemente anonimo, una statua antica che si mimetizza tra i capi esposti di un grande magazzino o una bottega nascosta in un vicolo raggiungibile seguendo la scia di cioccolato. Non è un itinerario troppo da secchioni, insomma. Cerco di dare anche qualche spunto culturale per invogliare a tornare (non è un’impresa così ardua a dire il vero), ma diciamo che mi concentro più su altre cose.

Quindi siete pronti a seguirmi? Cominciamo! 🙂
Inutile dirvi che la giornata ideale dovrebbe prevedere il sole -quantomeno non la pioggia- e non dovrebbe essere domenica, altrimenti buona parte dei posti che citerò li troverete chiusi. E poi non dite che non ve l’avevo detto!

Chi ben comincia: via Balbi e dintorni
Cominciamo dalla stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe, dato che arrivare in macchina è abbastanza da pazzi. Incamminatevi in via Balbi. La prima tappa è la colorata e pittoresca piazza dei Truogoli di Santa Brigida, un luogo rimesso a nuovo di recente dove sorgono gli antichi lavatoi pubblici, adesso affiancati ai tavolini all’aperto di un ristorante. La piazza, che oggi ispira solo cose belle, durante gli anni di piombo è stata il palcoscenico di un fattaccio di sangue, ossia l’uccisione da parte delle Brigate Rosse del magistrato Francesco Coco e della sua scorta. Correva l’anno 1976.

Continuate poi a percorrere via Balbi che, a poco a poco, diventa sempre più monumentale. Date una sbirciata al cortile di Palazzo Reale e all’Università per poi arrivare in largo Zecca e visitare la basilica della santissima Annunziata del Vastato (in breve chiesa della Nunziata) che è talmente “tanta” che non passa di sicuro inosservata.

Tra preti, focaccia e vicoli
Piazza del Carmine, Genova. Murales per Don Gallo
Una volta fuori dalla chiesa, si comincia lentamente a salire. Prendete via Polleri per arrivare in piazza del Carmine. Questo posto val bene una sosta per almeno 3 motivi: Le Bontà del Grano, una delle migliori focaccerie di Genova centro, il muralesMi hanno rubato il pretededicato a Don Gallo che qui fino al 1970 aveva il suo quartier generale e il Mercato del Carmine, riportato agli antichi splendori nel 2010.

Rifocillatevi con un bel pezzo di focaccia -il primo dei tanti della giornata- per poi continuare a salire prendendo Salita di Carbonara che vi condurrà fino al quartiere di Castelletto, uno dei più belli e signorili di Genova. Mentre salite, non dimenticatevi di fare una breve deviazione nella troppo carina piazza della Giuggiola. Camminate a testa alta, mi raccomando, che questa tranquilla zona di Genova è davvero un gioiellino!

Perché dall’alto è più bello
Continuate la salita fino a corso Carbonara per poi arrivare in uno dei punti più panoramici della città: la romantica Spianata Castelletto. Godetevi il panorama con una granita di Don Paolo in mano, rigorosamente con panna, prima di scendere nuovamente nel centro città.

Superba mica a caso
E’ ora il momento della monumentale via Garibaldi, la strada che non a caso ha ispirato il soprannome di Genova, la Superba. Una via talmente bella e ricca di palazzi meravigliosi che quasi non si sa dove guardare. Camminate quindi come non si dovrebbe fare, ossia con la testa tra le nuvole e non scordatevi di sbirciare tra i cortili dei palazzi: potrebbero riservare delle sorprese. Se avete 5 euro da spendere salite sul ballatoio di palazzo Rosso da dove si gode una straordinaria vista sul centro storico, in diretta dal suo cuore pulsante. Il museo tornate con calma a visitarlo un’altra volta che ne vale davvero la pena.

A zonzo tra i caruggi
In fondo a via Garibaldi si arriva in piazza Fontane Marose, da dove poi si scende da via Luccoli in quell’intricato labirinto di stretti vicoli ombrosi detti caruggi. Camminate per un po’ prima di fare una deviazione in vico Casana a fare scorta di una delle migliori focacce del centro storico (nel forno di vico Casana, appunto). Dopo aver girovagato più o meno a caso per i vicoli nei dintorni (in particolare suggerisco di passare dietro il coro della Maddalena per poi arrivare in piazzetta e intrufolarsi in chiesa), proseguite fino ad arrivare in piazza Campetto per fare una capatina all’Oviesse. Tranquilli, non voglio indurvi a fare necessariamente shopping, ma è proprio dentro l’Oviesse che si trova una chicca mica da ridere: al secondo piano, tra camicie e pantaloni, vedrete spuntare una piccola cappella che conserva una Madonna in marmo che, come se niente fosse, veglia su tutti coloro che sono intenti a fare compere. L’Oviesse è infatti ospitata in quella che un tempo era una dimora nobiliare, palazzo del Melograno.

Arrampicatevi poi per vico San Matteo fino a raggiungere l’omonima piazza. Piccolina e raccolta, ospita la chiesa di San Matteo dove sono sepolti diversi membri della famiglia Doria. Fermatevi un attimo a pensare quanto sarebbe bello abitare in uno dei palazzi che si affacciano sulla piazza, magari al piano alto.

Sapore di mare
Boccadasse, Genova
Da qui riemergete poi in piazza De Ferrari, il centro della città, il punto d’incontro tra il vecchio (il centro storico) e il nuovo (via XX Settembre e lo struscio cittadino).
Prima di riprendere a girare per i vicoli spostatevi da qui per raggiungere, in bus o a piedi per chi ha un’oretta a disposizione e buone scarpe da ginnastica, Boccadasse, l’antico borgo marinaro alla fine della passeggiata a mare. Un posto tanto pittoresco quanto un quadro a tinte pastello, di cui vi innamorerete facilmente. Non a caso gente da tutto il mondo decide di venirsi a sposare proprio qui. Sedetevi sulla spiaggetta di ciottoli a prendere il sole, a mangiare la focaccia che vi sarete portati (perché ne avete conservata un po’, vero?) e magari anche a pucciare i piedi in acqua.

Come tutte le cose belle, anche la sosta a Boccadasse prima o poi finisce. Prendete un autobus per tornare dove eravate rimasti per continuare a visitare il centro storico di Genova.

Cose da leccarsi i baffi
Non appena rientrati in centro per prima cosa ci vuole un caffè, ma di quelli buoni, magari con panna. Da piazza De Ferrari percorrete vico Casana finché non sbattete contro la storica Cremeria Buonafede, un posto a cui probabilmente non dareste due lire se nessuno vi dicesse che qui fanno la panna montata più buona della città. Datemi retta: non limitatevi al caffè con panna, ma fatevi anche un cono di panera, dopotutto si vive una volta sola. NdR: per chi non lo sapesse, la panerà è il semifreddo al caffè inventato proprio a Genova 🙂

Una cattedrale da urlo
Procedete poi in direzione San Lorenzo, la meravigliosa cattedrale genovese a strisce bianche e nere e con una torre mozza. Oltre a dare un’occhiata al suo interno, divertitevi a cercare il cagnolino scolpito in prossimità del portone di destra, un omaggio al fedele compagno di qualcuno che aveva contribuito alla costruzione della cattedrale (esistono versioni diverse circa il presunto padrone) e che venne a mancare proprio durante la costruzione della cattedrale. Non è facilissimo trovarlo ma nemmeno impossibile.

Chiese e angoli (più) nascosti di Genova
Dopo San Lorenzo procedete poi per una deliziosa chiesa un po’ nascosta, quella dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Per raggiungerla da via San Lorenzo bisogna prendere prima vico Canneto il Curto, poi vico San Giorgio e, infine, vico Santa Rosa.

Si prosegue poi in salita per raggiungere torre Embriaci, una delle poche torri genovesi sopravvissute a un’ordinanza di tantissimi anni fa che imponeva la riduzione dell’altezza delle torri cittadine, e la bellissima chiesa di Santa Maria di Castello, col suo pacifico chiostro.
Dopo aver visitato il complesso, continuate a salire fino a raggiungere quel che rimane della chiesa di Santa Maria Segreta. Nonostante tutto, per me resta uno dei posti più affascinanti di Genova.

Campopisano, Genova
Continuate a camminare fino a scendere in piazza Sarzano, il tutto fiancheggiando la facoltà di architettura. Prima di ributtarvi nuovamente nei vicoli, fate una deviazione fino a Campopisano, scendendo sulla destra. Campopisano consiste in una piazza dalle forme non ben definite circondata da alti palazzi dalle tinte pastello e un pavimento acciottolato. È veramente un posto dove recuperare la pace dei sensi.

Seguendo la scia di cioccolato
Tornate sui vostri passi e raggiungete piazza Sant’Agostino, senza scordarvi di ammirare il bellissimo campanile policromo. Prendete poi via Ravecca fino a raggiungere porta Soprana (se avete ancora voglia di focaccia fate un salto all’Antico Forno Patrone). Date una sbirciata alla casa di Colombo (che poi non è nemmeno quella originale ma una ricostruzione) e scendete per l’omonima via alla ricerca di un vicoletto, vico Castagna, dove si nasconde una delle botteghe storiche più belle di Genova, sicuramente una delle più golose: la cioccolateria Romeo Viganotti, roba che Willi Wonka in confronto è un principiante. Dopo aver fatto scorta di cioccolato (5€ per 100 gr di peccati di gola: io consiglio il cioccolato biondo e quello fondente al cardamomo) terminate il vicolo, svoltate a destra e incapperete nella più o meno nuova gelateria, sempre a firma Viganotti, dove il confine tra gelato e pasticceria non è troppo definito. È difficile trovare un gusto cosiddetto normale, ma gli abbinamenti sono assolutamente da provare. Un esempio tra tutti il fiordilatte al cardamomo e la tisana alla rosa.

Campanile di Sant'Agostino, Genova
Dalla mondana piazza delle Erbe tornate poi in piazza Matteotti e fate una capatina nella chiesa del Gesù dove sono gelosamente conservate due tele di Pieter Paul Rubens (La Circoncisione e Sant’Ignazio guarisce un’ossessa), che in quel di Genova ha bazzicato parecchio.

Di nuovo tra i vicoli di Genova
Con calma, tornate poi verso la stazione di Piazza Principe: buttatevi nuovamente nei vicoli ma, per non ripetere la stessa strada dell’andata, una volta in piazza Campetto continuate per piazza Banchi dove potrete ammirare una chiesa piuttosto curiosa, San Pietro in Banchi, costruita sopra dei negozi i cui proventi dell’affitto servirono in tempi passati a finanziare la costruzione della chiesa.

Fate una capatina al Porto Antico e Sottoripa per poi tornare in piazza Banchi e proseguire per via San Luca, che diventa poi via di Fossatello e via del Campo. Vi dice qualcosa questo nome? Immagino proprio di sì. E al numero 29 rosso di questa via potete ammirare la chitarra di colui che via del Campo e Genova le ha raccontate così bene (se non si fosse ancora capito, sto parlando di Fabrizio De Andrè).
Proseguite poi verso Porta dei Vacca, prendete la multiculturale via Pré fino ad arrivare all’omonima Commenda, dove un tempo solevano fermarsi i pellegrini diretti a Santiago de Compostela. Fa parte del complesso anche la “doppia” chiesa di San Giovanni di Pré. Passando per via San Giovanni, mentre ci si dirige in stazione, si noterà che il portone d’ingresso della chiesa superiore è… sull’abside.

Di ritorno alla stazione di Piazza Principe finisce questo itinerario intenso e ad alto contenuto di grassi.
Sono perfettamente al corrente di aver saltato un bel po’ di cose, ma se il tempo è contato bisogna fare delle scelte. Ed io ho fatto queste. Genovesi, voi cosa fareste di diverso?

Seguimi su Facebook, Instagram e Twitter!

Momenti di "genoanità"

Tramonto sul porto di Genova

Può interessarti anche:

8 commenti per “Genova in un giorno: la (mia) giornata perfetta”
  1. Itinerario perfetto, cara, i tuoi posti come sai sono anche i miei, brava!
    Grazie per la citazione, spero di vederti al tuo prossimo giro da queste parti, un bacione a te.

  2. Ma grande Miss…..faieva pægiou a Ti un giou da sbraggiou che megiou nou sæ pœ….troppou bellou me pâ de esighe un caou saluo a Ti

  3. L’ho sempre trascurata Genova, respinta dai soliti resoconti sull’acquario e sulla focaccia. Ma dopo un paio d’ore di passeggiata lungo via Garibaldi e attraverso i Caruggi ho capito che ignoravo molto. Il mattino dopo ho scovato questo post e deciso di dargli ascolto. E adesso che è notte sento di aver preso una cotta spaventosa. Chissà quando la rivedrò…

  4. Grazie Grazie per i percorso che mi hai fatto fare bellissimo e vero Genova e’ Tanta roba ….ma proprio tanta Grazie ancora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *