Cosa vedere ad Ascoli Piceno in un giorno: un itinerario nella città di travertino

 

Cosa vedere ad Ascoli Piceno in un giornoAvete presente quei piccoli borghi dispersi da qualche parte in collina dove tutto sembra incantato? Ecco. Ascoli Piceno, nonostante si classifichi come città e faccia addirittura provincia, è un po’ come uno di questi borghi. Soltanto un po’ più grandicello, ma pur sempre a misura d’uomo, e con qualche servizio in più.

Una città di una bellezza ricercata, piccola e compatta, facile da visitare e soprattutto capace di stregare. In un giorno si riesce quindi a visitarla praticamente tutta, ma vi garantisco che quando si sarà fatta ora di rientrare, non ne avrete la benché minima voglia.
Ascoli Piceno, la città di travertino
Io vi propongo comunque un bel giro a piedi ad Ascoli di una giornata (se mi seguite da un po’ sapete che son cintura nera nel realizzare itinerari di un giorno nelle città italiane e del mondo), ma se ne avete la possibilità, rimanete in città più a lungo! Ci sono anche dei deliziosi dintorni da esplorare, quindi un’idea può essere quella di fare base ad Ascoli, visitarla in un giorno e poi dedicarsi ai piccoli borghi che la circondano.
Il centro storico di Ascoli Piceno
Se non avete un’auto non disperate, perché ad Ascoli Piceno ci si può arrivare anche con i mezzi pubblici: è collegata con l’autobus a tutti i paesi vicini, alla riviera delle Palme e anche a Roma (sul sito della Start trovate tutte le informazioni), mentre col treno si può “scendere” verso il mare e da lì proseguire in direzione nord o sud.

Un’ultima informazione pratica prima di iniziare: se intendete visitare un po’ di musei, è assolutamente conveniente fare il biglietto unico. Con 15€ potete entrare alla Pinacoteca Civica, al Museo d’Arte Contemporanea O. Licini, al Museo dell’Arte della Ceramica e al Forte Malatesta. Il biglietto ha validità dal momento dell’acquisto fino alla fine dell’anno solare.

E adesso indossate un paio di scarpe comode perché si comincia! L’itinerario toccherà i seguenti posti:

Forte Malatesta

Ipotizzando che arriviate in autobus o in treno (le due stazioni sono praticamente attaccate), dovrete prima passare sopra il Ponte Maggiore per dirigervi verso il centro cittadino. Già dal ponte scorgerete il Forte Malatesta, la prima tappa della giornata picena. Si tratta di una imponente e affascinante fortezza rinascimentale che, dopo essere stata distrutta e ricostruita più volte e aver cambiato destinazione d’uso nel corso del tempo, è oggi in un buono stato di conservazione e ospita il Museo dell’Alto Medioevo (aperto indicativamente tutti i giorni tranne il lunedì -verificare qui!-, a partire dalle 10 del mattino, il costo del biglietto intero è di 6€).

Piazza Arrigo: Cattedrale, Battistero e Palazzo dell’Arengo

Proseguendo poi per il corso Vittorio Emanuele si arriva dritti dritti nella sobria ed elegante Piazza Arrigo, da sempre centro politico e religioso di Ascoli. Non a caso sulla piazza si affacciano il Palazzo dell’Arengo, sede comunale, e la Cattedrale di Sant’Emidio. Nonché diversi locali ai cui tavolini è piacevolissimo godere del via vai della gente che transita dalla piazza.
Duomo Sant'Emidio, Ascoli Piceno
La cattedrale è dedicata al santo patrono Emidio, ma anche a Maria “Madre di Dio”, ed è stata fortemente rimaneggiata nel corso dei secoli. Ha un’imponente e incompleta facciata e un maestoso interno di cui rimangono pochi resti del tempio romano che fu. Non dimenticatevi di scendere nella cripta, dove riposa da oltre 1000 anni sant’Emidio (il primo vescovo di Ascoli), insieme ad altri vescovi e prelati. Dalla cripta si intravede, oltre a un cancello, il labirinto delle catacombe che però non è visitabile: si ha uno spoiler dal cancello, il resto è immaginazione.
La cattedrale è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19.

A sinistra della cattedrale si trova, distaccato, il grazioso battistero di San Giovanni Battista, en pendant con il resto della piazza (e della città!) in quanto anch’esso in travertino. A differenza della cattedrale ha mantenuto intatte le sue forme romaniche. Al suo interno, a pianta quadrata ma con una cupola ottagonale, si può vedere ciò che rimane del fonte battesimale e respirare un po’ dell’atmosfera medievale imprigionata nei suoi muri. L’ingresso al battistero è a pagamento: si paga un piccolo contributo di 2€ in cambio di una breve ma interessante visita guidata alla scoperta di questa chicca piena di storia!

Dulcis in fundo, dirigetevi verso il Palazzo dell’Arengo, dove si trova la sede del Comune ma anche la Pinacoteca Civica, alla quale andrebbe dedicata almeno un’oretta per ammirare numerose interessanti opere esposte nelle eleganti sale, tra cui diverse a firma di Carlo Crivelli -pittore veneto molto attivo nelle Marche-, ma anche Tintoretto, Guercino e Tiziano. Tanto per fare qualche nome.
Ma il pezzo forse più curioso e particolare è il piviale di manifattura inglese del XIII secolo che Papa Niccolò IV donò al Duomo di Ascoli Piceno nel 1288. Oltre a essere di estrema bellezza ha una storia alle spalle piuttosto curiosa, che però non vi racconto ora… la sto tenendo per l’articolo sulle curiosità su Ascoli Piceno che ho già in programma di scrivere! Vi chiedo solo un po’ di pazienza! Spoiler: questa curiosità ha a che fare anche con uno dei busti che si trovano nel bel cortile del palazzo.
La Pinacoteca Civica è aperta tutti i giorni tranne il lunedì, con orari leggermente diversi a seconda della stagione (più informazioni qui). In estate è l’unica attrazione cittadina che fa orario continuato quindi, se capitate in città tra aprile e settembre, potete visitarla anche all’ora di pranzo. Il biglietto d’ingresso costa 8€.

Chiesa di Santa Maria della Carità

Una volta finito di visitare Piazza Arengo e i suoi edifici, prendete via XX Settembre per poi girare a destra e arrivare in Piazza del Popolo, dove si trova la prossima attrazione: la Chiesa di Santa Maria della Carità. Non importa l’ora che si è fatta perché questa chiesa è aperta h 24 in quanto qui si celebra l’adorazione eucaristica perpetua: a qualsiasi ora del giorno e della notte ci capitiate, troverete qualcuno che prega al suo interno (sono fedeli che si danno il cambio). Va da sé che è bene non schiamazzare troppo durante la vostra visita.
Altra curiosità legata alla chiesa è il suo “nomignolo”: in città è identificata anche come Chiesa della Scopa perché i membri della Confraternita dei Disciplinati che qui aveva sede, durante le processioni si battevano con fruste a forma di scopa.

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo, Ascoli PicenoE adesso siete pronti per un’esplosione di bellezza? Sto per portarvi in quella che è considerata una delle piazze più belle d’Italia (c’è chi dice addirittura del mondo, e a ma piace accogliere questa definizione) e che rappresenta a tutti gli effetti il salotto di Ascoli: Piazza del Popolo. Una piazza che toglie il fiato per la sua perfezione, la sua armonia e la sua eleganza.

Interamente pavimentata con lastre di travertino, è circondata da raffinati palazzi rinascimentali, portici sorretti da colonne che un tempo nascondevano disordinate botteghe artigiane, il medievale Palazzo dei Capitani del Popolo (aperto solo in occasione di mostri ed eventi) e lo storico Caffé Meletti dai tratti liberty che però ben si integra all’interno della piazza.
Caffè Meletti, Ascoli Piceno
Ed è proprio ai tavolini del Caffé Meletti che si può fare un’esperienza picena al 100%: sorseggiare un bicchiere d’Anisetta con mosca (chicco di caffè) mentre si chiacchiera e si osserva il via vai della gente. Come suggerisce il nome, l’Anisetta è un liquore a base di anice -l’anice verde di Castigliano, un paese vicino ad Ascoli- che dal 1870 viene prodotto in città dalla famiglia Meletti. Un bicchiere di anisetta al banco vi costerà 3€, seduti 4€.

Basilica di San Francesco

Chiesa di San Francesco, Ascoli PicenoSu uno dei due lati stretti di Piazza del Popolo si staglia la facciata laterale della Basilica di San Francesco, in buona parte coperta dall’elegante loggia dei Mercanti.
Anche se tutti in città la identificano come Basilica di San Francesco, per ricordare il passaggio del santo ad Ascoli nel 1215, in realtà è dedicata a San Giovanni Battista. In qualsiasi caso, si tratta di una delle principali chiese della città, un interessante esempio di architettura francescana, nonché uno dei migliori esempi che abbiamo in Italia di transizione dal romanico al gotico.

La chiesa, visitabile al suo interno tutti i giorni dalle 7 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 20 (fate caso alle vetrate, donate dai fedeli come ex voto: alcune sono piuttosto curiose), si trova al centro di un complesso monumentale costituito dalla chiesa stessa e due chiostri, Maggiore e Minore, molto suggestivi la sera. Il chiostro Maggiore è chiamato anche Piazza della Verdura perché qui si svolge il mercato tutti i giorni.

La chiesa nasconde al suo esterno due cose piuttosto strane e curiose -una a sfondo sessuale- ma anche in questo caso vi chiedo di pazientare un pochettino: vi metto tutto in un articolo dedicato alle curiosità su Ascoli. Quello che per ora posso dirvi è di prestare un po’ d’attenzione al bel monumento dedicato a papa Giulio II sopra il portale gotico.

Le rue di Ascoli

Le rue di Ascoli PicenoE adesso buttatevi nel cuore del centro storico di Ascoli, un dedalo di strette vie chiamate rue -son 156 in tutto- dove si respira aria di Medioevo. Camminate senza meta, perdetevi, andate alla ricerca dei tanti particolari che si trovano nelle facciate dei palazzi che le delimitano. Troverete edicole, statue e anche iscrizioni incise nelle facciate in travertino degli edifici. La rua più suggestiva di tutte, in particolare quando cala il buio e domina il silenzio, è senza dubbio Rua delle Stelle. Uno degli angolini più romantici di tutta Ascoli. Si trova sul ripido argine del fiume Tronto e va dal sagrato della chiesa sconsacrata di Santa Maria delle Stelle, che le dà il nome, fino a porta Solestà.
In loco è conosciuta anche come Rrete a li mierghie -letteralmente “dietro ai merli”- perché un tempo delle merlature ornavano, a scopo difensivo, l’attuale parapetto.

Prima di passare al punto successivo accenno al fatto che nel centro di Ascoli si trovano ancora un po’ di chiese che può valere la pena visitare: io non le ho citate per non dilungarmi troppo ma, come detto, poiché il centro è piccolo, le troverete senza troppi problemi.

Porta, ponte e borgo Solestà

Dall’altra parte del fiume Tronto si trova il tranquillo borgo Solestà, che nasconde (neanche troppo a dire il vero) qualche chicca come il lavatoio, il murales di Millo e la chiesa di Sant’Emidio alle Grotte. Ma andiamo per gradi, perché ci dobbiamo ancora arrivare in borgo Solestà! E per farlo bisogna prima passare sotto la sobria e monumentale porta Solestà per poi percorrere l’omonimo ponte.
Ponte Borgo Solestà, Ascoli Piceno
La porta, detta anche Cappuccina, risale al 1230 e fu edificata per difendere la città dalla minaccia di Fermo. Il ponte è invece di età augustea e si compone di blocchi di travertino uniti tra loro senza l’impiego di malte, tenuti insieme dal contrasto dell’arco. Fino a qualche tempo fa era possibile transitare all’interno del ponte, da un cunicolo che corre da sponda a sponda, poiché è stato svuotato dai blocchi di travertino che lo riempivano: dopo il terremoto del 2016 per ovvi motivi di sicurezza non è più possibile “passarci dentro” e osservare le strutture murarie da una prospettiva decisamente singolare. Bisogna quindi accontentarsi di attraversarlo nella maniera classica ma, una volta arrivati dall’altra parte, sarete ricompensati da un fantastico colpo d’occhio sulla città nonché dalla prima chicca di borgo Solestà, il lavatoio pubblico.

Dall’altra parte dello slargo subito dopo il ponte, si trova il lavatoio pubblico, noto anche come Fonte di Sant’Emidio (ricordate, quello della Cattedrale e che chiamerò nuovamente in causa tra non molto). Il lavatoio risale al XVII secolo ma nel corso del tempo è stato rimaneggiato più volte. La sua storia è legata al patrono di Ascoli, ma ci sono due diverse scuole di pensiero in merito. Secondo alcuni Sant’Emidio, non avendo a disposizione dell’acqua per battezzare i nuovi fedeli, se la procurò battendo un sasso… da dove sgorgò la sorgente che alimenta la fonte. Secondo altri, invece, l’acqua della sorgente è scaturita nel punto in cui cadde e rotolò la testa decapitata di Sant’Emidio (che ricordo essere un martire cefaloforo, ossia un santo martire che ha raccolto la propria testa mozzata).

Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte

Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte, Ascoli PicenoContinuando sulle tracce del santo patrono di Ascoli, ci spostiamo appena fuori borgo Solestà per visitare un piccolo gioiellino piceno, il Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte (dal ponte ci vogliono circa 10 minuti a piedi). Si tratta di un minuscolo edificio che rimane un po’ appartato rispetto al centro città e che quindi gode del giusto grado di isolamento per renderlo un luogo unico. A quanto si narra, il povero Sant’Emidio decapitato portò miracolosamente la sua testa fino a qui per esservi seppellito.

Si tratta di un bellissimo esempio di arte religiosa barocca nelle Marche nonché uno dei monumenti più importanti di Ascoli, nonostante se ne stia pensoso in disparte. Non è sempre visitabile, e per poter avere il privilegio di entraci, con tanto di visita accompagnata, bisogna chiamare con un po’ di anticipo il numero 3343565078 (Giuseppe) o il numero 3283247179 (Paolo).

Cartiera Papale

A questo punto, a seconda dell’ora che si è fatta, potete valutare se fermarvi un attimo per uno spuntino (vedi sotto) oppure se procedere con la visita della città. Non è detto che riusciate a vedere entrambe le attrazioni di cui sto per parlarvi: serve far combaciare bene gli orari e anche un pizzico di fortuna non guasta.

Cominciamo con la Cartiera Papale, un’attrazione piuttosto unica nel suo genere e che vi consiglio di non saltare, se riuscite. Si trova un po’ fuori dal centro (ci vogliono 15 minuti da Piazza del Popolo, rispetto al tempietto di Sant’Emidio alle Grotte è dalla parte opposta della città) ed è visitabile soltanto prendendo parte a una visita guidata, inclusa nel prezzo del biglietto (5€) e a orari fissi. Senza una guida, si capirebbe molto poco, ma l’altro lato della medaglia è che se arrivate a visita già iniziata, dovete aspettare quella dopo. Qui trovate giorni e orari di apertura aggiornati, comunque di pomeriggio apre alle 15.

Il robusto edificio, ovviamente in travertino, ospita negli ambienti che un tempo erano destinati all’essiccazione della carta, un piccolo polo museale. La parte più interessante è seguire il processo di realizzazione della carta, reso possibile dall’energia green ottenuta dalla forza motrice delle acque del vicino torrente Castellano.

Fortezza Pia

Nel punto più alto di Ascoli, si eleva la fortezza Pia, che veglia sulla città di travertino. In parte nascosta dalla vegetazione e in stato di semi abbandono, la fortezza ha attraversato nel corso dei secoli alti e bassi. E oggi questi alti e bassi son ben comprensibili al visitatore: un grandioso passato si nasconde dietro ciò che ne resta, accompagnato però da storie di distruzione e smantellamenti. Capita anche nelle migliori famiglie. Una costante però che ha sempre accompagnato la fortezza, dalla posa della prima pietra a oggi, è la vista sulla città e le colline circostanti: sempre top! Si può andare alla fortezza in qualsiasi momento ma, trattandosi di un luogo in stato di abbandono, è sempre meglio farlo alla luce del sole.

Dove mangiare ad Ascoli Piceno

Oliva ascolana @ Siamo Fritti, Ascoli PicenoQuesta volta, a differenza di quasi tutti gli itinerari di un giorno che ho realizzato per voi, non ho scandito in maniera puntuale l’ora del pranzo (chi mi segue da un po’ sa che le soste golose non mancano mai nei giri che propongo). In questo caso però, ho preferito farvi trottare per bene e non prevedere una canonica pausa pranzo per non sottrarre tempo prezioso alle attrazioni della città che, zitta zitta, ha un bel po’ da offrire. Non vi lascio però a stomaco vuoto, non preoccupatevi! Vi segnalo infatti un locale senza troppe pretese ma che rimane aperto anche quando le cucine dei ristoranti son già chiuse da mo’. Fino alle 15 o 15:30, a seconda del giorno, potete fare uno spuntino sfizioso da Siamo Fritti in piazza Simonetti. È facile intuire che la specialità del locale sono le “cose” fritte, tra cui non mancano di certo le olive ascolane.

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