Krumiri, i biscotti di Casale Monferrato

 

Disclaimer: questo articolo parla di biscotti (krumiri) e non di lavoratori che non si uniscono agli scioperi (crumiri). Va tuttavia detto che, talvolta, si usa crumiri con la c anche per i biscotti. Ma io userò il termine con la K non perché sono una bimbominkia (qualcuno se li ricorda i bimbominkia?!?!) ma, piuttosto, perché ci tengo ad essere precisa.

Krumiri - biscotti di Casale Monferrato

Come sono nati i biscotti krumiri?

Mai sentito parlare del biscotto Margherita, specialità di Casale Monferrato? Probabilmente no, perché questo biscotto è entrato nel dimenticatoio quando, negli anni settanta dell’Ottocento, son spuntati degli altri biscotti, i krumiri. Da allora non si è mai più sentito parlare del biscotto Margherita: in rete non se ne trovano tracce e probabilmente nemmeno Federica Sciarelli e la troupe di Chi l’ha visto? riuscirebbero a rintracciarli.

Perché i krumiri, nella loro semplicità burrosa, hanno saputo legare il loro nome e la loro storia a quella di Casale, tanto da far dimenticare tutto quello che c’era prima.

Correva l’anno 1870 (forse) e il signor Domenico Rossi stava tornando a casa a tarda notte con alcuni amici. Avevano passato la serata al “Bottegone”, il caffé per antonomasia della Casale dell’epoca, ma non avevano troppa intenzione di ritirarsi. Rossi organizzò così una festa estemporanea nel suo laboratorio di pasticceria e, per l’occasione, si propose di preparare un dolce. A quanto pare i krumiri son nati in questo modo, un po’ per caso (qui storia e leggenda si mescolano indubbiamente tra di loro, tutto da prendere con le pinze).

La data di nascita ufficiale del biscotto è però il 1878. Lo stesso anno, il 9 gennaio, morì Vittorio Emanuele II, il primo re di una neonata Italia. Che c’entra coi krumiri? Sembra che la forma dei biscotti sia stata forgiata proprio in onore dei baffi a manubrio del re.

Inutile raccontare del successo strepitoso che hanno avuto questi biscotti nel corso degli anni: premi e riconoscimenti si sprecano. Ed è altrettanto inutile dire che i tentativi di imitarli sono stati un bel po’. Ma il krumiro originale, quello con la K maiuscola è quello Rossi. Nel 1890 è il sindaco di Casale in persona a riconoscerne autenticità e unicità con un’apposita patente.

Quali sono gli ingredienti dei krumiri e come si preparano?

I krumiri sono realizzati a partire da ingredienti piuttosto semplici (farina di grano tenero tipo 0, burro, zucchero, uova, vanillina) e senza l’utilizzo di acqua. Hanno la caratteristica di conservarsi a lungo è di avere un profumo a dir poco inebriante. Vi è mai capitato di avere tra le mani una scatola di krumiri? Se sì avrete sicuramente ben presente di cosa sto parlando: un profumo che penetra prepotentemente nel naso e che manda in estasi.

Krumiri - biscotti di Casale Monferrato

L’azienda attualmente è trainata dalla famiglia Portinaro che continua a sfornare krumiri come un tempo, nonostante la produzione abbia raggiunto quantità industriali. I krumiri vengono preparati ancora oggi in maniera artigianale, rigorosamente a mano. L’unico aiutino è quello dell’estrusore, un macchinario che serve a dare ai krumiri la loro inconfondibile zigrinatura: in parole povere si tratta di una grande sac-à-poche dalla quale esce l’impasto sotto forma di lunghe strisce zigrinate che poi vengono tagliate a mano e forgiate a mo’ di baffi del re.

I krumiri sono dei biscotti che si fanno desiderare: una volta che l’impasto ha raggiunto la consistenza ottimale, viene fatto riposare al fresco per un giorno intero. E lo stesso succede dopo la cottura: prima di essere inscatolati nelle inconfondibili latte, i krumiri vengono fatti riposare per tutta la notte.

Provate un po’ a passare da via Alerami a Casale: verrete letteralmente travolti da questo profumo!

Krumiri - biscotti di Casale Monferrato

Come si mangiano i krumiri?

Intato va detto che krumiri sono buonissimi/golosissimi/goduriosissimi da soli (una sorta di one-biscuit band). Tuttavia sul sito ufficiale dei Krumiri Rossi ci sono alcuni abbinamenti consigliati: dal più banale e scontato col tè al più originale con la crema catalana passando per il vino, il liquore al caffè è lo zabaione. L’importante è che il sapore dei krumiri venga esaltato e non sovrastato.

Curiosità sui biscotti krumiri

E se (si dice) la regina Elisabetta buonanima fosse ghiotta di baci di Gallina (Alessandria), i krumiri hanno catturato l’attenzione di Bill Clinton quando era presidente degli Stati Uniti. Gli venne portato in dono un cesto con una selezione di prodotti piemontesi e tra tante eccellenze, espresse particolare gradimento proprio nei confronti dei krumiri.

Hai capito questi piemontesi? Zitti zitti si fanno apprezzare ovunque nel mondo. 😉

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NB questo post è stato scritto in data 11/03/2015, per poi essere successivamente aggiornato e ripubblicato più volte.

 

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