Come nasce un violino: visita alla bottega di un liutaio a Cremona

 
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La bottega di un liutaio a CremonaTra gli aspetti più noti della storia di Cremona si annoverano, da sempre, le vicende relative alla tradizione liutaria che si sviluppò in città a partire dalla prima metà del ‘500. Le figure di liutai famosi in tutto il mondo come gli Amati e Stradivari, vengono ricordate non solo per la qualità artistica della loro produzione di violini e altri strumenti ad arco, ma ancora di più per l’influenza che la tradizione da essi creata e consolidata ha avuto (e ha tutt’ora) nell’ambiente liutaio di ogni paese.

A Cremona oggi ci sono 170 botteghe liutaie iscritte alla Camera di Commercio e una Scuola Internazionale di Liuteria inaugurata nel 1937, quando si commemorò il 200° anniversario della morte di Stradivari, diventata oggi Istituto Professionale Internazionale per l’Artigianato Liutario (dura cinque anni e termina con l’esame di maturità) con 300 iscritti di cui il 70% è straniero. Purtroppo si tratta dell’ennesima attività artigianale made in Italy che sta sparendo pian pianino. Ci sono ancora cremonesi duri e puri a capo di botteghe liutaie ma sono rimasti in pochi e, girando per la città, si nota che molti nomi non sono nemmeno italiani, così come le maestranze che lavorano all’interno: non è raro, ad esempio, scorgere una persona dai tratti orientali intenta a scolpire un pezzo di legno.

Sentimentalismi a parte, la visita di una bottega artigiana è sempre un’esperienza unica e meravigliosa. A maggior ragione se si tratta della realizzazione di strumenti sofisticati come i violini.
In fondo all’articolo vi lascio qualche informazione e recapito per organizzare la visita nella bottega (fatela!), mentre nelle righe che seguono cerco di riassumervi i vari passaggi della costruzione di un violino che, nella visita in bottega, vi illustreranno per benino.

Come nasce un violino

Partiamo dalla materia prima, il legno. Per fare un violino ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero (scusate non ho resistito) e, nel caso del violino cremonese, gli alberi son due:

  • l’abete rosso della Val di Fiemme per la tavola armonica o il davanti, ossia la parte dello strumento che, essendo sollecitata dalle vibrazioni, ne determina il suono;
  • l’acero dei Balcani che serve per il fondo, ossia il lato B, e il resto dello strumento, che ha come caratteristiche l’elasticità e la presenza di marezzature, ossia dei disegni lineari che conferiscono al legno un aspetto molto elegante (se fate caso al di dietro di un violino è sempre striato: queste sono le marezzature del legno).

Realizzare un violino è un lavoro interamente manuale: tutte le fasi, dalla piegatura del legno alla verniciatura, sono opera di un artigiano che, avvalendosi degli attrezzi del mestiere, realizza questi incredibili strumenti.

Sia la parte davanti che quella dietro del violino vengono tagliate per far sì che acquistino la forma dello strumento (che è la stessa da tempo immemore): solitamente sono composti da due tavole affiancate specularmente, seguendo la venatura del legno, ma può anche capitare che si tratti di un’unica tavola.

Ritagliate le forme di tavola armonica e fondo, si passa allo step successivo.
Nel fondo, con un paziente lavoro di fino, viene realizzata la bombatura esterna: i vari punti hanno spessori diversi, che indicativamente vanno dai 2 ai 4 millimetri.
Nella tavola armonica vengono invece incisi due fori armonici per mettere in comunicazione l’aria all’interno della cassa con quella all’esterno. Questi due fori, che sembrano avere più che altro una funzione decorativa, sono invece elementi cruciali per quanto riguarda l’acustica dello strumento. I fori armonici che si trovano nei violini e in tutti gli altri strumenti della famiglia sono a forma di f: leggenda vuole che siano ispirati a gli elementi architettonici che si trovano nella parte alta della bella facciata del Duomo di Cremona. Lungo tutto il perimetro della tavola viene inserito un filetto composto da tre tipi diversi di legno che ha una funzione decorativa (lui sì!) ma serve anche per stabilizzare le eventuali crepe che possono formarsi nel legno, e poiché gli spessori sono molto ridotti è facile che si formino. Il filetto fa quindi da argine.
La bottega di un liutaio a Cremona
All’interno della tavola armonica viene poi applicata un listello in legno per contrastare la pressione generata dalle corde, che vengono poi applicate in un secondo momento.

A congiungere tavola armonica e fondo sono delle fasce dello spessore di circa 1,2 millimetri, realizzate piegando il legno con un ferro caldo. Per unire il tutto si ricorre all’utilizzo di colle esclusivamente naturali, realizzate con pelle e ossa di animali. Questo per agevolare la riparazione negli anni successivi: i violini son strumenti destinati a durare per molto tempo, pensate solo a quelli realizzati da Stradivari che vengono utilizzati ancora oggi…

Una volta realizzata la cassa, si passa alla costruzione del manico col suo bel riccio decorativo all’estremità (non necessariamente deve essere un riccio, ma solitamente è così), e poi alla verniciatura, una fase delicata e lunga: vengono date dalle 25 alle 30 mani di vernice, una la giorno. Le vernici utilizzate, che decretano la lunghezza di questa fase, posso essere a base di olio o di alcool.

Terminata anche questa fase, si applicano tutti gli altri elementi per completare lo strumento: la testiera in ebano nero; il ponticello, elemento molto importante perché determina il suono; le corde, unico elemento in metallo in questo scrigno di legno (fino all’800 si usava il budello di animale).

L’archetto che si usa per suonare il violino è un’altra storia, che non vi racconto: non sono i liutai a realizzarlo ma degli altri artigiani, gli archettai. Un violinista di solito ne ha almeno 3 o 4 di archetti.

Ed è così che nasce un violino. A dire il vero la faccenda è molto più complessa: ci vogliono almeno due mesi di lavoro, e io ve l’ho riassunta in poche righe. Ma spero che vi abbiano fatto venire voglia di visitare la bottega di un liutaio, perché ne vale davvero la pena. Tra l’altro, se andate a Cremona, io ho un sacco di suggerimenti da darvi per la visita della città! Li trovate tutti qui.

Come vistare una bottega liutaia a Cremona

Da un punto di vista pratico: potete provare a sentire direttamente la bottega di un liutaio per organizzare una visita oppure il Consorzio Liutai “Antonio Stradivari” di Cremona (qui trovate tutte le informazioni del caso). Io né in un modo né nell’altro son mai riuscita a visitare una bottega, e ho fatto un discreto numero di tentativi.
Son riuscita a coronare il mio sogno, perché lo desideravo da tanto tempo, grazie all’iniziativa Degustando in bottega dell’InfoPoint di Cremona, organizzata a marzo 2019, che prevedeva la visita a una bottega liutaia e successiva degustazione di alcuni prodotti tipici del territorio. Una bella iniziativa, gratuita e con prenotazione obbligatoria. Vi suggerisco ti tener monitorata la loro pagina Facebook perché verrà ripetuta. Se siete poco social, potete chiamare il numero 0372.407081 o mandare una mail a [email protected]

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2 commenti per “Come nasce un violino: visita alla bottega di un liutaio a Cremona”
  1. Ciao, ti seguo da un po’ perchè quando cerco consigli sui viaggi che ho in programma, tu ci sei sempre già stata e ne parli sempre con un entusiasmo così travolgente da farci partire sempre con voglia di scoprire!
    Ho visto che sei stata anche qui a Cremona, se mai volessi tornare, ho un sacco di amici liutai, si può organizzare un’ altra visita ad una bottega di liuteria.
    Io domani vado per un paio di gg a Palermo e mi sono già letta tutto quello che consigli!
    Grazie mille, è sempre molto bello leggerti!
    Linda

    • Ciao Linda,
      grazie di cuore! Il tuo commento mi ha svoltato la giornata 🙂

      Beh se mi dici così, la prossima volta che passo da Cremona, ne approfitto e ti scrivo così organizziamo! L’arte liutaia mi affascina parecchio, se non si fosse capito, e un’altra bottega la visito super volentieri. Essendoci tornata da poco, non tornerò nell’immediato, ma prima o poi ricapito di sicuro in città!

      Che bello che avi a Palermo, è una città che adoro. ♥ Mi raccomando, fammi poi sapere com’è andata e cosa ti è piaciuto di più.
      Un abbraccio,
      Silvia

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