Cosa vedere a Crema in un giorno. Un itinerario a piedi per scoprire la città

 
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Cosa vedere a Crema in un giornoCredevo mi sarei annoiata una giornata intera a Crema e, invece, non solo non è successo ma ho anche lasciato un po’ di cose da approfondire in una mia prossima visita in città.
Tra palazzi bellissimi, piccole chiese super decorate ed eleganti vie, a Crema la giornata scorre via in fretta. Se poi si aggiungono il tempo da dedicare al pranzo e qualche altra pausa golosa, l’ora di rientrare arriva davvero in un attimo!

Crema è una tranquilla cittadina di 35.000 abitanti ubicata nella bassa Pianura Padana, con un centro storico piccolino ma super interessante e ricco di tesori, dove si mangia molto bene e che si raggiunge in treno con facilità. Una località da non sottovalutare e che rappresenta quindi la gita in giornata perfetta (per chi non lo sapesse, questa sezione del blog è dedicata alle gite di un giorno, andatevela a spulciare dopo aver letto questo articolo!).

Da Milano ci si arriva comodamente in treno, facendo cambio a Treviglio. Ci vuole un’ora e il prezzo del biglietto è di 5,50€ (solo andata).
Altre località che permettono di fare una gita in giornata a Crema utilizzando il treno sono Cremona, Pavia, Bergamo, Brescia, Lodi: il tragitto varia dai 40 minuti all’ora e mezza.
Vicoli del centro storico di Crema
Di Crema, fino a qualche tempo fa, si sentiva parlare pochissimo. Poi il regista Luca Guadagnino, che ha vissuto per parecchi anni proprio a Crema, ha girato tra città e dintorni il film Chiamami col tuo nome -che nel 2018 ha ricevuto 4 nomination agli Oscar vincendo il premio come Migliore sceneggiatura non originale- originando un vero e proprio boom turistico con visitatori in arrivo da tutto il mondo: talmente tanti che non sapevano dove metterli. L’effetto Guadagnino sembra adesso essersi placato ed è probabile che non si ripeterà quando uscirà l’atteso sequel del film, dato che il regista ha lasciato la città beccandosi un po’ con i cremaschi e anticipando che nessuna scena del secondo capitolo sarà girata da quelle parti.

Ma a prescindere dalla popolarità che Guadagnino ha dato a Crema, questo luogo ha numerose carte da giocarsi da un punto di vista turistico e può camminare sulle proprie gambe, senza che sia un altro film a portarla nuovamente alla ribalta mondiale.

Crema ha origini antichissime. Pare che fosse il 15 agosto del 570 il giorno in cui, per far fronte alla minaccia longobarda, gli abitanti della zona fondarono la città (quindi niente grigliata di ferragosto, ne desumo).
Durante i secoli Crema è passata sotto diverse mani e ne ha viste di cotte e di crude -ricordo soltanto un episodio tra tutti: il cruento assedio di Crema messo in atto da Federico Barbarossa tra il 1159 e il 1160-, ma il passaggio più importante è avvenuto quando nel 1449 è entrata nell’orbita della Repubblica di Venezia, diventando una fortezza di frontiera. La lunga dominazione veneta è terminata nel 1797 ma ancora oggi sopravvivono a Crema numerosi ricordi, a partire di ciò che resta delle mura, il cui perimetro delimita il centro storico di Crema.
Scorci e dettagli di Crema
Prima di cominciare a fare sul serio, permettetemi ancora una breve digressione, utile a inquadrare meglio questa città. Crema è legata alla tradizione organaria e campanaria: qui si costruiscono organi a canne e campane dalla notte dei tempi ed entrambe le attività sono ancora tenute in vita.

Se avete visitato Cremona avrete notato quanto il violino venga utilizzato anche al di fuori delle botteghe dei liutai (che, tra l’altro, è possibile visitare): dai dolci a forma di violino, ai violini disegnati su magliette, spille, borse, a contenitori vari a forma di violino. Ecco, a Crema non aspettatevi nulla di tutto ciò: c’è una sezione del Museo Civico dedicata all’arte organaria ma nulla di più (poi c’è l’unica scuola in Italia che rilascia il titolo di “Tecnico del restauro di organi a canne”, ma non rientra nella lista delle cose da vedere).

Per quanto riguarda le campane, il discorso è più o meno lo stesso: nessun dolce o souvenir a forma di campana, ma c’è una piacevole eccezione costituita da un museo didattico di recente costituzione dedicato all’arte campanaria presso la Fonderia Allanconi. È un museo dedicato più che altro ai più piccini ma che permette anche agli adulti di scoprire quest’arte antichissima. Il museo non si trova in città ma nella località di Bolzone, raggiungibile soltanto con un mezzo proprio… che può essere anche una bicicletta!

Ok, ho finito con le premesse. Adesso passiamo all’itinerario di un giorno a Crema, che vi ho diviso nei seguenti paragrafi:

Dove fare colazione a Crema
Piazza Duomo
Palazzo Benzoni, oggi sede della Biblioteca Civica
Ex convento di Sant’Agostino
Palazzo Bondenti Terni De Gegory
Dove mangiare a Crema
Santuario di Santa Maria della Croce
Chiesa della Santissima Trinità
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Piazza Trento e Trieste
Oratorio di San Giovanni Battista
Museo Civico di Crema e del Cremasco

Dove fare colazione a Crema

Dove fare colazione a Crema: gelateria BandiraliVorrete mica cominciare il giro della città -di una città che si chiama Crema, tra l’altro!- senza prima aver fatto una buona colazione? Direi proprio di no! Dalla stazione ferroviaria ci vogliono una decina di minuti per raggiungere il centro: è difficile riuscire a non cadere in tentazione dal fare foto ma dirigetevi senza indugio al n. 58 di via XX Settembre: qui si trova una delle tre sedi della storica Gelateria Bandirali che, oltre a fare un gelato squisito e pluripremiato (ricordatevelo a metà pomeriggio!), è il posto ideale in cui fare colazione. I prezzi sono un po’ più altini che da altre parti (caffè 1,20€, brioche farcita 1,60€), va detto infatti che Crema in generale non è una città economica, ma le brioche sono divine! Io ne ho mangiata una ripiena di crema al caramello salato e guarnita con granella di pistacchio e ribes: era talmente buona e leggera che me ne sarai mangiate altre tre, ma mi sono vergognata a farlo.
Nel pomeriggio ho provato anche il gelato, ottimo! 2,5€ cono/coppetta piccolo.

Piazza Duomo, il cuore di Crema

Dopo colazione tornate di poco sui vostri passi lungo via XX Settembre, fino a raggiungere la centralissima piazza Duomo. La piazza si snoda a U intorno alla possente Cattedrale e tutti gli edifici che lambiscono i lati sono porticati. È proprio qui che è sorto il primo nucleo di Crema e oggi rappresenta il cuore della città nonché il punto in cui si incrociano le arterie principali che la tagliano in due: via Cavour/via Matteotti da Nord a Sud e via Mazzini/via XX Settembre da Est a Ovest. Alle estremità di queste due vie, che poi sembrano un’unica lunghissima via tagliata a metà dal Torrazzo, ci sono le sole porte cittadine sopravvissute: porta Serio e porta Ombriano.

In piazza, sotto i portici del Palazzo Comunale, si trova l’ufficio della Pro Loco: fateci un salto per recuperare qualche volantino e la piantina della città (non so voi, ma io sono ancora della vecchia scuola: amo avere una piantina cartacea delle città che visito).
E adesso guardatevi intorno.

Cattedrale di Santa Maria Assunta
Cattedrale di Santa Maria Assunta, CremaNel bel mezzo della piazza sorge, maestosa ed elegante, la Cattedrale di Crema. L’edificio che vediamo oggi non è quello romanico originario: l’antico Duomo è stato distrutto da Federico Barbarossa durante il famoso assedio, e alcuni resti si possono intravedere nella cripta.
L’attuale costruzione risale al periodo 1284-1341. Lo stile che contraddistingue la raffinata facciata è il gotico lombardo: da notare il sapiente utilizzo dell’argilla per impreziosire monofore, bifore e altri elementi architettonici, e il fatto che sia molto più alta della chiesa stessa.
L’interno è ampio, suddiviso in tre navate che a loro volta si dividono in cinque campate separate da massicci pilastri. Non c’è il transetto e ciò che vediamo oggi è il frutto di un restauro avvenuto in anni recenti (1952-59). Si nota appena entrati sulla sinistra ciò che rimane del periodo Barocco, in netta contrapposizione col resto della chiesa. Se devo essere sincera, l’interno del Duomo non mi è piaciuto granché, vi segnalo comunque che ci sono alcuni importanti dipinti (uno tra tutti: Cristo appare a San Marco di Guido Reni nella navata sinistra, terza campata) e ciò che rimane degli affreschi della controfacciata.

Il Torrazzo
Il Torrazzo di CremaA segnare il confine tra la piazza e via XX Settembre è il Torrazzo, inserito nel complesso del Palazzo Comunale come porta monumentale, in sostituzione di una porta, molto più modesta e sotto tono. Il Torrazzo incontra il gusto lombardo del primo Cinquecento e le sue due facciate si differenziano da un punto di vista decorativo: quella che si affaccia su piazza Duomo ha due nicchie ai lati della balconata con le statue di San Pantaleone, patrono della città, a sinistra e San Vittoriano a destra, e sotto l’orologio ha il graffito con lo stemma della città, nella facciata che si affaccia su via XX Settembre invece spicca un bassorilievo con il Leone di San Marco.
L’interno del Torrazzo oggi ospita gli uffici comunali.

Palazzo Comunale
Palazzo Comunale, CremaContiguo al Torrazzo è il Palazzo Comunale, voluto nel 1525 dal governo veneziano. Nell’edificio si fondono bene elementi architettonici lombardi, quali le cornici in cotto, al lessico dell’architettura veneziana, che si esprime ad esempio nelle eleganti trifore del piano nobile. Sempre legati alla Serenissima sono i numerosi stemmi di podestà veneti inseriti nel parametro murario (anche se alcuni risalgono al periodo post veneziano).

Torre Guelfa, Palazzo Pretorio, Palazzo Vescovile
Torre Guelfa, CremaSul lato settentrionale di piazza Duomo, noterete un torrione medievale in cui è affisso un altro Leone di San Marco: Venezia ha lasciato anche qui il suo zampino o, meglio, l’orma del suo leone. Si tratta della Torre Guelfa, la cosa più antica che si trova in piazza. Di fianco alla torre sorge il Palazzo Pretorio, costruito nel 1548 per ospitare la residenza del podestà e una nuova sala consiliare. Sontuoso è il portale d’onore, che si può ammirare da sotto i portici.
Infine, la piazza si conclude col Palazzo Vescovile, che sorge in tutta sobrietà, a fianco della Cattedrale.

Palazzo Benzoni, oggi sede della Biblioteca Civica

Palazzo Benzoni, oggi Biblioteca Civica di CremaA Crema ci sono tantissimi palazzi nobiliari, molto belli sia fuori ma soprattutto dentro. Son quasi tutti abitati e quindi, purtroppo per noi, non si possono visitare all’interno. Al massimo si può dare una sbirciata al cortile. C’è però un’eccezione, rappresentata da Palazzo Benzoni (da non confondersi con Palazzo Benzoni Donati di cui vi parlo tra un po’) dove ha sede la Biblioteca Comunale “Clara Gallini”. Si trova in via Civerchi e si riconosce subito per la sua elegante facciata. L’interno è uno splendore tra sontuosi stucchi e splendidi affreschi del Sei e Settecento. Gli orari in cui si può visitare il palazzo sono quelli della biblioteca, ossia: lunedì dalle 14:30 alle 18:30, martedì-venerdì dalle 9:30 alle 18:30 e sabato dalle 9:30 alle 12:30. Presumo che la vostra visita di Crema avvenga nel fine settimana: se di sabato vi faccio visitare la biblioteca come prima cosa subito dopo piazza Duomo (dato che poi nel pomeriggio chiude), se di domenica non potete purtroppo visitarla, ma sarebbe davvero un peccato.

Ex convento di Sant’Agostino

Il refettorio dell'Ex convento di Sant'Agostino, CremaIl refettorio dell'Ex convento di Sant'Agostino, CremaSpostatevi in piazza Terni De Gregory, dove c’è il Museo Civico, ci vogliono 5 minuti a piedi dalla biblioteca. Non vi faccio visitare ora il museo, ma nel pomeriggio, adesso vi porto nello splendido refettorio dell’ex convento di Sant’Agostino, che si raggiunge attraversando due bei chiostri. Il refettorio è una meraviglia: è affrescato in stile rinascimentale dal pennello di Giovan Pietro da Cemmo. Si osservano dei tondi in cui son raffigurate le storie bibliche, mentre santi, beati e dottori agostiniani sono rappresentati nelle lunette e, a decorare il tutto, c’è un bellissimo fregio. I lati brevi del refettorio vedono invece rappresentate la Crocifissione e l’Ultima Cena ispirata al Cenacolo vinciano.

Palazzo Bondenti Terni De Gegory

Palazzo Bondenti Terni De Gegory, CremaNon mi ero scordata del bel palazzo in cotto che si nota mentre si va al museo, l’ho tenuto apposta per il post refettorio, in modo da potermi soffermare sulla sua storia e… leggenda! Nulla però vi vieta di osservarlo prima di visitare il refettorio 😉

L’edificio, con una struttura grandiosa ed elegante, rappresenta il più significativo esempio di barocchetto presente in città. È costituito da due ali principali collegate da un corpo centrale arretrato. A proteggere l’aera c’è una muraglia che dà sulla strada e sulla piazza, abbellita da finestre ellittiche con eleganti lavorazioni in ferro battuto e sovrastata da tre sculture che rappresentano le figure allegoriche della Generosità, della Saggezza e della Prosperità e una quarta, una donna con una pecora, per ricordare che la famiglia Bondenti commerciava lana.

I lavori del palazzo iniziarono nel 1698 per volontà del conte Nicolò Maria Bondenti, lo stesso che ordinò poi di non terminarli nel 1737 in seguito a una tragedia che si consumò nel cantiere. Il giovane figlio del conte morì cadendo da un’ala in costruzione (quella destra, ancora oggi incompiuta) e il padre, distrutto dal dolore, ordinò non solo lo stop immediato dei lavori ma anche che quell’ala non venisse mai più completata in ricordo del figlio. A quanto pare però, quest’ultimo non ha mai del tutto abbandonato il palazzo: il suo fantasma è ancora lì che gironzola e tende a palesarsi nelle notti buie di tempesta

A prescindere dal fantasma, che comunque dona all’edificio quella giusta dose di mistero che lo rende ancora più affascinante, si tratta di uno dei palazzi più belli di tutta Crema, dal quale son passati anche ospiti illustri quali il re Vittorio Emanuele II nel 1859 e il Principe di Piemonte nel 1924 (i loro nomi, insieme a quelli delle famiglie proprietarie sono incisi in una targa nel porticato).

Il palazzo è dimora privata, quindi non visitabile al suo interno. Tuttavia, in alcune occasioni particolari è possibile intrufolarsi nel dentro e visitare una mostra, allestita in tre stanze, che riguarda la vita e i cimeli del Capitano di Fregata della Regia Marina Militare Com.te Terni Luigi de Gregorj, vecchio proprietario del palazzo. Per maggiori informazioni scrivete una mail al seguente indirizzo: [email protected]

Dove mangiare a Crema

Tortelli cremaschiE adesso tutti ad assaggiare la cucina cremasca, robusta e gustosa! L’argomento cosa mangiare a Crema l’ho già affrontato, in questa sede mi limito a fornirvi qualche nome di ristorante per andare sul sicuro.
Io ho provato il Quin, in via Racchetti 2 a due passi di numero dal Duomo. È una trattoria accogliente, dove poter gustare i piatti tipici della città. L’ambiente è carino, il servizio cordiale (nel mio caso però, è stato lentissimo) e il conto giusto.
La prossima volta (l’ho già detto che a Crema ci torno, vero?) voglio provare Il Ridottino, ospitato in un bel palazzo Seicentesco che un tempo fungeva da casa da gioco privata. A vedere le foto, l’ambiente sembra molto suggestivo e il dehor estivo una delizia. E si dice che si mangi pure bene (piatti della tradizione cremasca un po’ rivisitati) senza spendere una fortuna.

Santuario di Santa Maria della Croce

Santuario di Santa Maria della Croce, CremaDopo pranzo, concedetevi una passeggiata digestiva fino al Santuario di Santa Maria della Croce, l’unico monumento che rimane fuori dal centro storico. Ma anche uno dei più belli, se non il più bello in assoluto, quindi va visto. Inoltre il santuario è aperto in orario continuato dalle 7 alle 19, quindi è perfetto da visitare subito dopo aver mangiato, quando le attrazioni del centro stanno ancora facendo la siesta.
Non bisogna camminare moltissimo -25/30 minuti a dir tanto, si tratta di 2 km scarsi- e volendo i pigri possono prendere l’autobus, ma io vi suggerisco di andarci a piedi perché è bello scorgere il santuario in lontananza dal vialone per poi arrivare nel sagrato.

Non ci vuole un esperto di architettura o di storia dell’arte per riconoscere che il santuario è un vero e proprio gioiellino (dico ino perché, nonostante l’importanza che riveste, ha dimensioni piuttosto ridotte) e non appena lo avrete davanti o quando entrerete ve ne renderete conto.

Sorge nel luogo in cui la notte del 3 aprile 1490 la Madonna apparve, in borghese, a un’agonizzante Caterina degli Uberti. La giovane di nobile famiglia venne data in sposa a un pregiudicato bergamasco di cui a Crema non si conosceva la vera natura, tale Bartolomeo Pederbelli detto il Contaglio: lo avevano cacciato da Bergamo e provincia ed era approdato in città fingendosi una persona per bene. Ma così per bene non era se tentò di uccidere la moglie poco fuori da Crema, sulla strada per Bergamo (la spada che usò per colpire Caterina è conservata all’interno del Santuario).
Laddove si verificò l’apparizione della Vergine fu poi piantata una croce, che divenne presto meta di pellegrinaggio. In seguito il luogo ha documentato altri miracoli, come quello del 3 maggio 1490 quando un ragazzino che non riusciva a tenersi in piedi da solo a causa di gravi problemi ai piedi, riprese a camminare in autonomia.
Alla fine del Quattrocento venne così deciso di creare, in questo luogo miracoloso, un santuario dedicato alla Madonna. I lavori furono iniziati dall’architetto Giovanni Battagio, allievo del Bramante, e proseguiti da Giovanni Montanaro.

L’esterno, armonico ed elegante, si presenta come un’articolata struttura composta da un corpo centrale circolare (che all’interno diventa però ottagonale) a cui si affiancano quattro nuclei minori sormontati da cupole in rame. Queste ultime sono una modifica facente parte di un più ampio restauro stilistico avvenuto a inizio Novecento per sopperire ai danni subiti dall’edificio durante il terremoto del 1802. Oggi la chiesa si presenta in cotto a vista, ma non si esclude che in origine fosse quasi interamente dipinta.

L’interno, quello sì che è completamente decorato! Custodisce uno straordinario repertorio pittorico e non c’è un centimetro che non sia guarnito. Tra pitture, stucchi ed elementi decorativi, non si sa proprio dove guardare!

Terminata la visita del santuario, bisogna tornare in centro: ci sono ancora un bel po’ di cosa da vedere, e saranno ormai sicuramente aperte.

Chiesa della Santissima Trinità

Chiesa della Santissima Trinità, CremaLa prima cosa che vi porto a vedere non appena rientrati in città è una chiesa molto particolare, che son certa abbiate già notato nel corso della mattinata sia perché si trova lungo la centralissima via XX Settembre, ma soprattutto perché non ha solo una facciata, ma ne ha ben due! È la chiesa della Santissima Trinità con la sua facciata -ops, le sue facciate!- di color giallo chiaro a doppio ordine con le lesene che culminano con capitelli con foglie d’acanto. Un capriccio architettonico risalente alla prima metà del Settecento. La facciata più lunga, quella che dà sulla via, termina con un campanile in cima al quale è collocata la statua in bronzo del Redentore che, secondo me, gode di una bellissima vista sul piccolo centro e la campagna circostante (peccato non si possa salire!).
In chiesa si entra dal portale posto sul lato corto: l’interno è piccolino ma sorprendente: riccamente decorato e con una magnifica prospettiva pittorica nell’abside. Ah, il Barocco!

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

A pochi minuti a piedi dalla chiesa dalle due facciate, si trova un altro piccolo scrigno barocco della città, la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Da fuori non vi dirà proprio nulla, ma non vi azzardate a saltarla perché nel suo interno, ad aula unica, esplode un trionfo di pittura, probabilmente il più significativo esempio di pittura barocca cremasca. È Maria la protagonista principale di buona parte degli affreschi presenti nella chiesa, opera di Gian Giacomo Barbelli.

Piazza Trento e Trieste

Piazza Trento e Trieste, CremaSpostatevi ora in piazza Trento e Trieste, dove ci son cose da vedere su tutti i lati! Nel bel mezzo della piazza si trova il monumento ai caduti cremaschi, restaurato di recente, che dà le spalle al Mercato Austroungarico, il monumentale loggiato costruito nel 1842 per celebrare la seconda visita dell’imperatore Francesco I d’Austria nel Regno del Lombardo Veneto. Inizialmente aveva una funzione commerciale, mentre oggi gli è rimasta solo quella estetica.
Di fianco si nota la facciata capanna di una chiesa, o meglio, di un’ex chiesa quella di San Domenico che oggi ospita il teatro cittadino e una scuola musicale.
L’ultima cosa che vi invito a guardare in piazza è il palazzo dirimpettaio al Mercato Austroungarico, palazzo Benzoni-Donati. È un’elegante dimora nobiliare risalente al Cinquecento con un impianto a L.
Il palazzo viene chiamato anche Palazzo dell’Innominato perché, il personaggio di manzoniana memoria di cui non si poteva citare il nome (super riassunto: l’Innominato ne I Promessi Sposi aiuta Don Rodrigo a rapire Lucia ma poi si pente, si converte e decide di liberarla), fu ispirato alla figura di Francesco Bernardino Visconti, bisnipote dei Benzoni, che dimorò a lungo in quel palazzo poiché bandito dallo stato di Milano.

Oratorio di San Giovanni Battista

Oratorio di San Giovanni Battista, CremaE adesso vi porto a vedere un altro gioiellino che vi lascerà a bocca aperta, ma soltanto al suo interno perché da fuori è piuttosto scialbo e potrebbe anzi passare inosservato. Come avrete già notato girando per la città, Crema è piena di piccoli segreti ben preservati. E l’Oratorio di San Giovanni Battista è uno di questi.
L’oratorio sorge laddove c’era la casa di Caterina degli Uberti, la fanciulla a cui apparve la Madonna in circostanze non felicissime di cui vi ho parlato sopra, relativamente al Santuario di Santa Maria della Croce. L’esterno è piuttosto severo e anonimo, mentre il piccolo interno a navata unica è spettacolare. Anche qui c’è lo zampino, o meglio il pennello, di Gian Giacomo Barbelli che nel 1636 si occupò di realizzare l’intero ciclo di affreschi, dedicati alle Storie della vita del Battista.

Museo Civico di Crema e del Cremasco

Museo Civico di Crema e del CremascoCome ultima cosa, vi porto al Museo civico di Crema e del Cremasco. Si trova al piano superiore dell’ex convento di Sant’Agostino (in mattinata vi ho portato qui a visitare il refettorio) e, pur non essendo immenso, ospita diverse cose interessanti. Si tratta di un museo misto, suddiviso in diverse sezioni, caratteristica che non lo rende per nulla noioso! Non prendetemi per ignorante ma in alcuni grandi musei monotematici, dopo un po’ ci si stufa…
Si parte dalla sezione archeologica dove si possono ammirare diversi reperti che vanno dalla preistoria all’epoca longobarda, quasi interamente rinvenuti in territorio cremasco. Poi si passa alla Pinacoteca, che ripercorre principalmente la vita artistica locale e che si conclude con una parte dedicata all’arte moderna.
Infine, ci sono due interessantissime sezioni del museo che vengono aperte soltanto su richiesta (e voi richiedete che vi sarà dato!).
Una è quella dedicata ai monossili, le antiche piroghe realizzate scavando il tronco di un albero molto grosso che in passato venivano utilizzare per navigare i fiumi della zona e trasportare le merci.
L’altra è dedicata all’arte organaria che, come vi dicevo all’inizio, ha una lunghissima tradizione in territorio cremasco. Un’attività artigianale molto affascinante che viene spiegata a grandi linee in una delle due sale espositive (l’altra è più che altro multimediale).

Il museo è aperto nei seguenti giorni e orari: martedì 14:30-17:30; da mercoledì a venerdì 10-12 e 14:30-17:30; sabato, domenica e festivi 10-12 e 15:30-18:30. L’ingresso è gratuito. Sito ufficiale.

E bene, io per ora mi fermo qui. Vi suggerisco di non lasciare la città senza esservi portati a casa la spongarda e/o la treccia d’oro, due dolci tipici cremaschi che trovate più o meno in tutte le pasticcerie. Ci sarebbe una terza torta da portare via come ricordo, la torta bertolina, ma essendo autunnale non l’ho trovata in città durante la mia visita. Ma intanto a Crema ci voglio tornare, perché ci sono ancora un po’ di cose che voglio vedere e altre che voglio approfondire. Quindi continuate a seguirmi che tra qualche mese questo articolo verrà integrato con altri consigli, informazioni e suggerimenti. Ma se nel frattempo vi capita di visitare la città, voglio assolutamente sapere le vostre impressioni e, se avete qualcosa da consigliarmi, sbizzarritevi nei commenti!

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20 commenti per “Cosa vedere a Crema in un giorno. Un itinerario a piedi per scoprire la città”
  1. Bellissima rappresentazione della mia città, grazie

    P.S.
    solo una precisazione Porta Ombriano, non Ombrina.

  2. Molto interessante la descrizione della cittadina, non guasterebbe però una foto degli interni della chiesa di S.Maria delle Grazie..La chiesa di San Benedetto in piazza Garibaldi è degna di nota. Da evidenziare i pochi resti della cinta muraria.Per i locali dove recarsi a mangiare con siglerei:Trattoria Le Villette e Trattoria Belfiore. Brava!

    • Grazie del commento Donatella!
      Purtroppo non ho fatto delle belle foto alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, quindi ho preferito non metterne proprio. Ma ci riproverò la prossima volta 😉
      E grazie per i suggerimenti gastronomici, sempre apprezzatissimi dalla sottoscritta 😀
      Buona serata
      Silvia

  3. Complimenti per articolo molto interessante. Crema merita davvero una visita!!!! I tortelli cremaschi sono una bontà infinita e sono molti i ristoranti che li propongono. Agriturismo Loghetto organizza addirittura la scuola del tortello ogni ultimo sabato del mese. Su prenotazione impari a farli e te li porti a casa… 😉

    • Ciao Cinzia,
      grazie mille!
      Mi hai dato uno spunto bellissimo: io non sono una gran cuoca -anzi, non lo sono proprio!- ma l’idea di imparare a fare i tortelli cremaschi mi intriga un sacco e magari interessa anche a qualche altro lettore.
      Grazie ancora e buona serata
      Silvia

  4. Una rappresentazione bellissima della nostra città!!! La amo molto! Se posso (ho notato un occhio di riguardo culinario 😉 ) consiglio la Trattoria al Balurdù, vincitrice del primo premio per i tortelli cremaschi al Bontà di Cremona nel 2017 😉

    • Ciao Roberta,
      grazie mille!
      Certo che puoi, ogni suggerimento è più che ben accetto. Anzi, se ne hai altri, li ascolto molto volentieri.
      Grazie e buona giornata
      Silvia

  5. buon giorno, sono appena tornata da Crema…
    bellissima!!!!
    seguendo questa mini guidina ho girato la cittadina in lungo e in largo ed è stata un piacevole sorpresa.
    grazie per gli utilissimi consigli.

  6. Bellissimo articolo,pieno di entusiasmo,oltre che ricco di descrizioni,da utilizzare come una vera e propria guida.Crema sarà una meta tra le prime nella mia lista..

    • Grazie mille Beatrice!
      Crema è una città che sorprende e sono curiosa di sapere le tue impressioni quando andrai. 🙂
      Io credo tornerò in autunno per provare la torta bertolina.
      Buona serata
      Silvia

  7. bravo hai dato tanti consigli, salvo questo tuo blog sul mio pc, nel caso voglia andare a Crema e dintorni, cosa molto probabile.

  8. Oggi sono stata a Crema con i miei bimbi e mio marito e le informazioni sono state utilissime! Crema è carinissima e merita di essere visitata. Ottima gita in giornata con family a seguito perché il tragitto per noi dal confine svizzeri è comunque di 1ora 1/2 circa!
    Grazie!

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