Resegone: come organizzare il trekking da Milano (senza usare la macchina)

 

Resegone, LeccoDel Resegone ne abbiamo sentito parlare tutti, a prescindere dalla nostra provenienza geografica. Merito di Alessandro Manzoni, che all’inizio della sua più celebre opera lo ha descritto in questo modo: dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega. E se non avete letto proprio tutto I Promessi Sposi (era chiaro che stavo parlando di quest’opera, vero?), almeno fino a questo passo ci siete senz’altro arrivati.

Per quanto mi riguarda è dalle scuole superiori, quando la prof. di italiano si soffermava sulla descrizione del Resegone fatta dal Manzoni, che pensavo prima o poi di salire su questo monte dall’aspetto curioso. Ce ne ho messo di anni per realizzare questa impresa ma, alla fine, ce l’ho fatta! Mi è tornata la voglia (che poi non se ne era mai andata, ma stava soltanto decantando da qualche parte dentro di me) dopo essere salita sul dirimpettaio Monte Barro, e ho approfittato di una bella giornata di sole autunnale per conquistare la cima del Resegone. Perché son voluta salire nella punta più alta della sega, Punta Cermenati, a 1875 metri slm, anche se è doveroso dire che si possono fare un sacco di altri sentieri intorno al monte, anche meno impegnativi. Perché l’escursione che ho fatto io, e di cui vi parlerò di seguito, leggermente impegnativa lo è: bisogna arrampicarsi un po’ sulle roccette, soprattutto verso l’arrivo al rifugio Azzoni sotto la vetta, il dislivello non è proprio uno scherzo (1275 metri) e si cammina non meno di 5/6 ore (con un barbatrucco che poi vi spiego più avanti il dislivello si può ridurre a soli 550 metri e, di conseguenza, anche il tempo di percorrenza). Un’escursione che non consiglio proprio a tutti tutti, insomma. Per farla serve avere a disposizione una giornata intera e avere ai piedi un paio di scarponcini da trekking.



Cominciamo dall’aspetto pratico: come arrivare se non si ha la macchina (se l’avete impostate il navigatore e via, non vi servono di certo le mie indicazioni).
Da Milano come prima cosa bisogna prendere un treno per Lecco (sono piuttosto frequenti, ci mettono ~ 1 ora e costano sui 5€ solo andata). Arrivati in stazione acquistate all’edicola un biglietto per il bus (1,30€) e recatevi in piazza Mazzini a 5/6 minuti a piedi per prendere l’autobus n. 5 in direzione Funivia (qui si legge che il biglietto si può fare anche a bordo con una piccola maggiorazione, ma non ne ho esperienza diretta). NB controllate gli orari aggiornati sul sito ufficiale di Linee Lecco perché gli autobus non sono frequentissimi, soprattutto in alcuni periodi dell’anno e assicuratevi di non arrivare all’inizio del sentiero, quindi alla funivia, oltre le 10:30 del mattino, soprattutto se non intendete prendere la funivia (nel frattempo vi ho spoilerato il barbatrucco di cui sopra!). Il bus in 25 minuti circa vi porta fino alla stazione della funivia dove dovete decidere come proseguire: se prendere la funivia per essere recapitati in direttissima ai piani d’Erna oppure farvela tutta a piedi. Io ovviamente ho optato per la seconda opzione, ma non vi giudico se volete risparmiarvi circa un’ora e mezza di cammino e un bel po’ di dislivello 😉

Per chi decidesse di prendere la funivia, ecco qualche informazione di massima (vi rimando al sito ufficiale per dettagli più precisi):
– la funivia è aperta tutti i giorni, tutto l’anno dal mattino alla sera con pausa all’ora di pranzo nei giorni feriali
– le corse partono con un minimo di 5 persone ogni 15 o 30 minuti (dipende dal giorno)
– il biglietto di a/r costa 9€ o 10€, solo andata 6€

I camminatori “integrali” devono invece imboccare il sentiero sulla sinistra della funivia (c’è un grosso cartello giallo che indica tutti i sentieri). La prima tappa è il rifugio Stoppani, che si raggiunge facilmente in ~ 45/50 minuti ed è alla portata di tutti. È dal rifugio Stoppani che la faccenda si fa un po’ più “challenging“.

Segnaletica sui sentieri del Resegone

Intanto va detto che la segnaletica non è proprio il massimo (leggi: migliorabile) e la sottoscritta è riuscita ad allungare di un bel po’ proprio perché a un bivio cruciale dietro il rifugio Stoppani il cartello con le indicazioni non era molto visibile. Poco male, perché la variante che ho fatto è stata molto carina e mi ha permesso di fare due percorsi diversi per salire e scendere ai piani d’Erna.

In totale, dal rifugio Stoppani al rifugio Azzoni ci ho impiegato circa 2 ore e 10 minuti passando per la variante A1 che allunga un po’, altrimenti si segue il sentiero 1 che è un po’ più corto (io l’ho fatto al ritorno e, a scendere, ci ho messo ~ 35 minuti, ipotizzo quindi un ~ 45 minuti a salire, a cui si somma un’altra ora e 15/30 minuti per arrivare all’Azzoni).
Ai piani d’Erna l’A1 si ricongiunge con l’1 e si procede verso la vetta senza dover più cambiare sentiero (NB attenzione che in alcuni punti, soprattutto quando c’è un po’ da aiutarsi con le mani, a volte il segnavia è un po’ nascosto).

Non me la sento di dire che sia un sentiero difficilissimo ma ho già evidenziato, e lo rifaccio rischiando di risultare ripetitiva, che in certe parti c’è un po’ da arrampicarsi. E il livello di attenzione va tenuto sempre molto alto. Auto valutatevi prima di incamminarvi.

La vista in vetta è qualcosa di meraviglioso (la foto in fondo all’articolo parla da sola), vale tutta la fatica per arrivare fin su. Si vede da Lecco al Monte Rosa, con tanti laghi nel mezzo. Hai capito la Brianza! 🙂

Al rifugio Azzoni, se aperto (15/06 > 15/09 e 26/12 > 6/01 tutti i giorni – aprile>novembre sabato, domenica, mercoledì – solo sabato e domenica il resto dell’anno), si può anche mangiare qualcosa se non vi siete portati il pranzo al sacco. Io lo avevo, quindi non posso darvi il mio giudizio gastronomico, ma un signore con cui ho scambiato due parole era entusiasta della cucina!

In vetta, se c’è il sole e non troppo vento, si sta benissimo ma ricordatevi di non scendere troppo tardi perché la strada per tornare alla base è lunga, la funivia (se intendete prenderla), a una certa ora chiude e di bus per tornare a Lecco dalla partenza della funivia non ce ne sono molti (ricordatevi di controllare gli orari!).

Per concludere: come già detto, il Resegone offre diverse escursioni. Io vi ho parlato solo di quella che ho fatto. Spero di poterci tornare presto e integrare l’articolo con altre opzioni 🙂

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