Monte Cornizzolo: come arrivare e come organizzare l’escursione da Milano

 

Monte Cornizzolo vetta e rifugio Marisa ConsiglieriQuesta di cui sto per parlarvi è una gita di una giornata (o volendo anche mezza) piuttosto semplice e alla portata di tutti. Non è particolarmente impegnativa da un punto di vista fisico e, se avete la fortuna di beccare una bella giornata, la vista dalla vetta è davvero spaziale. Minima spesa, massima resa.

Di seguito qualche informazione pratica per organizzare la gita in giornata da Milano.
Anche in questo caso, come già successo per il Monte Barro e il Resegone, non serve necessariamente avere una macchina per arrivare all’imbocco del sentiero perché si può fare tutto coi mezzi pubblici. Anzi è penalizzante avere un’auto perché quello che sto per descrivervi non è un giro ad anello: partenza e arrivo sono infatti in due punti diversi (persino in due provincie diverse, da Lecco a Como). Se posteggiate la macchina in un punto, dovete poi tornare a recuperarla, col treno il problema non sussiste.
Ovviamente nulla vieta di ritornare sui propri passi, ma a me quando possibile piace fare andata e ritorno per vie diverse.



Da Milano, sia dalla stazione Centrale che da quella di Porta Garibaldi, si prende il treno per Civate (5,5€, solo andata). Ci mette un po’, circa un’ora e mezza, ma fa tutte le fermate. Non partite troppo tardi da Milano perché, nonostante l’escursione non sia particolarmente impegnativa, serve un po’ di tempo per farla tutta (e se, a differenza mia, beccate una giornata di sole, in vetta vorrete passarci un po’ di tempo).

 

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Ultimamente sto scoprendo la Brianza, zona che ho ignorato per un bel po’ di anni (ma non chiedetemi perché). È un’area verdissima, piena di laghi e montagne dove i panorami mozzafiato sono la normalità. In foto l’abbazia di San Pietro al Monte sopra Civate, un tempo abitata dai monaci benedettini. Si trova a 662 metri sul livello del mare e si raggiunge camminando per poco meno di un’ora in una mulattiera nel bosco. Da qui si vede molto bene il profilo del monte Barro e le sue gobbette in corrispondenza del “sentiero delle creste”. . . . . . #civate #brianza #sanpietroalmonte #lombardia #igersbrianza #panorama #beautifulview #montebarro #trekking #hiking

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Dalla stazione di Civate in 30/40 minuti a piedi arrivate all’inizio del sentiero attraversando il paese (NB la prima cosa da fare, non appena usciti dalla stazione, è portarsi dall’altra parte del cavalcavia: prendete le scalette sulla sinistra, attraversate e scendete dall’altra parte). La direzione da prendere è quella della frazione Pozzo. Potete impostare su Google Maps l’indirizzo del Crotto del Capraio, via Privata del Pozzo 42, un ristorante che sembra piuttosto promettente, tornerò anche per questo! 😀 Comunque non preoccupatevi perché, a parte il primo tratto vicino alla stazione, in paese si trovano frequenti cartelli con indicazioni: voi seguite quelle per San Pietro al Monte via località Pozzo (è possibile arrivarci via Val d’Oro, come tempistica è più o meno la stessa) .

Poco oltre il ristorante, cominciano diversi sentieri, tra cui il numero 10 che porta al complesso benedettino di San Pietro al Monte, la prima tappa di questo itinerario. La mulattiera entra nel bosco, è leggermente in salita ma alla portata di tutti e nel giro di 45 minuti conduce a questo posto speciale (sito ufficiale), mistico quanto basta e in una posizione di tutto rispetto. Durante il percorso nel bosco, incontrerete a cadenza più o meno regolare una dozzina di cartelli che spiegano la storia e le caratteristiche del monastero e che vi “ingolosiranno” parecchio. Arrivati a San Pietro al Monte la vista incomincia a essere degna di nota (qui son riuscita a intravedere qualcosa, poi salendo il nulla), quasi che ci si potrebbe fermare. Ma non fate i pigri e a ‘sto giro proseguite. Si torna un’altra volta per visitare bene il monastero (di domenica fanno delle visite guidate ed è possibile entrare nel complesso) e poi pranzo al crotto, ok?

Prima di proseguire fatemi aprire una parentesi. Lungo la strada che conduce al monastero si incontrano un paio di casote, dei piccoli edifici in pietra a secco in quota dove i contadini dei tempi passati, durante il periodo della fienagione, potevano ripararsi e trascorrere la notte. Se poi volete approfondire l’argomento, vi segnalo che in zona c’è pure un percorso ad anello che passa da San Pietro al Monte e che permette di visitarne un bel po’ (da queste parti ce ne sono parecchie).

Casote, Monte Cornizzolo

Proseguiamo adesso per la vetta del monte Cornizzolo a 1241 metri slm, entrando nel bosco. Ci vuole un’oretta, per arrivare fin sotto la croce metallica, minuto più minuto meno. Tralascio la parte sulla vista imperdibile perché io, come già accennato, ho visto solo nebbia (come rosico!).
Qui si può fare sosta per il pranzo. Se non ve lo siete portato, potete mangiare qualcosa al rifugio Marisa Consiglieri, poco sotto la croce (controllate qui se è aperto).

Come noterete, ci sono tantissimi sentieri che si intersecano nei pressi del rifugio e della vetta. Io adesso vi riporto a valle, ma valutate voi se proseguire per altri lidi.

La vista dalla vetta del monte Cornizzolo

Il ritorno lo facciamo sull’altro versante, avendo come obiettivo la stazione ferroviaria di Asso o quella di Canzo. La discesa, lungo il sentiero numero 6, è tranquilla e in un’ora e mezza circa si arriva alla località Gajum di Canzo.
In alternativa, prendendo la direttissima, ossia il sentiero numero 7, si può risparmiare una trentina di minuti ma il percorso, come suggerisce il nomignolo, picchia un po’ di più.
Dal Gajum qui calcolate poi altri 20/30 minuti per arrivare in stazione (è indifferente quale delle due).

I treni per Milano da Asso e Canzo sono quelli di Trenord, che arrivano quindi alle stazioni di Milano Domodossola o Cadorna. Il viaggio dura circa un’ora e venti e costa 5,50€. I treni sono piuttosto frequenti.

Avete visto che anche coi mezzi pubblici è fattibile? Aiutatemi quindi a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che non serve necessariamente avere una macchina per “fare cose” e, se vi va, condividette questo articolo.

Prima di concludere alcune informazioni di servizio:
– come già detto all’inizio questa escursione non è né particolarmente impegnativa né lunga: è alla portata più o meno di tutti
– il dislivello sia in salita che in discesa è sui 1000 metri
– è fattibile anche con delle scarpe da trekking leggero, ma se avete degli scarponcini che bloccano la caviglia è meglio

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