Faial, Azzorre: cosa e vedere e fare nell’isola azzurra

Faial, Azzorre: cosa vedere e fareFaial, gruppo centrale delle Azzorre. Soprannominata l’ilha azul (isola azzurra) perché si tinge letteralmente di azzurro durante il periodo di fioritura delle ortensie, è un’isola che in uno spazio ridotto offre numerose attività interessanti, dal trekking, agli sport acquatici. Horta, la città principale nonché una delle cittadine più vivaci di tutte le Azzorre, da sola richiama una buona parte di turisti proprio grazie alla sua atmosfera cosmopolita. Insomma, un’isola in cui non ci si annoia e in cui si può passare un’intera settimana a “fare cose”. Se però siete di passaggio e disponete solo di un giorno o poco più per visitarla, bisogna fare una selezione delle cose da fare. Nelle righe che seguono, cerco di fornirvi qualche spunto.

Una delle attrattive principali è il giro della caldeira do Cabeço Gordo, nel bel mezzo dell’isola, ad un’altezza compresa tra i 900 e i 100 metri, con la possibilità di scorgere dei panorami mozzafiato sul vulcano Pico sull’isola dirimpettaia. Se però durante il vostro viaggio alle Azzorre di caldere ne avete già circumnavigato (a mio modesto parere la Caldeira das Setes Cidades nell’isola di São Miguel è imbattibile) potete optare per un altro giro a piedi che conduce al vulcano più giovane delle Azzorre, il Vulcão dos Capelinhos, per culminare poi con un bel tuffo nell’oceano presso le piscine naturali di Varadouro.
Il giro non è particolarmente impegnativo, ma se si ha un po’ di allenamento sulle gambe è meglio. Dura in tutto quasi 5 ore: circa 2 ore e mezzo dal punto di partenza nei pressi di Capelo fino al mare dove si trova l’ultima colata lavica del vulcano Capelinhos (ci sono numerosi saliscendi), poi un’altra ora e mezzo in piano per raggiungere le piscine naturali.
Cabeço Verde e Caldeirão, Faial (Azzorre)All’inizio del sentiero si può arrivare in taxi: i tassisti di Horta sanno dove portarvi e vi costerà 20€) dopodiché si comincia a camminare in una strada sterrata che, dopo poco, per un breve tratto, diventa asfaltata. Si raggiunge la prima cima, quella del vulcano Cabeço Verde a 487 metri di altezza e si prosegue poi per il Caldeirão e, successivamente, il Cabeço do Canto a 316 metri. Dopo queste tre cime vulcaniche, in mezzo a un paesaggio che più verde non si può, si approda direttamente sulla luna, ossia nella parte di isola più nuova, creatasi in anni recenti (1958) in seguito ad un’eruzione vulcanica sottomarina tanto spettacolare quanto paurosa per gli abitanti dell’isola (500 case son state distrutte dall’eruzione e diverse persone sono scappate dall’isola per non farvi più ritorno).
Qui, oltre a passeggiare in un paesaggio lunare con il mare sullo sfondo, si può visitare il Centro de Interpretação che fornisce informazioni sul vulcanismo, oppure salire sul faro, che durante l’eruzione è stato parzialmente sommerso dalla polvere.

Vulcão dos Capelinhos, Faial (Azzorre)Dopo una sosta a Capelinhos (passateci almeno un’oretta per visitare per bene la zona), si procede su una strada sterrata che costeggia l’oceano quasi tutta in piano o falsopiano alla volta di Varadouro. Dopo circa 30 minuti di cammino si trova un faro su cui si può salire.
A Varadouro, località molto frequentata dell’isola di Faial, si trovano delle belle piscine naturali a cui sono state affiancate altre piscine in muratura per i più piccini. Dopo aver camminato tutto il giorno, soprattutto se d’estate, non resisterete dal tuffarvi! Qui ci sono spogliatoi e docce gratuiti, nonché un piccolo bar in cui rifocillarsi.
Da qui potete poi chiamare un taxi (meglio concordare prima il “prelievo” col tassista) per far rientro a Horta, 25€.

Horta, isola di Faial (Azzorre)Anche se avete deciso di non trascorrere troppi giorni sull’isola di Faial, a Horta non dimenticatevi di:
1) bere un gin tonic dallo storico Peter’s (ormai diventato troppo turistico, ma pur sempre un’istituzione della città);
2) passare dal porto a vedere le pitture murali dei marinai che attraversano l’Atlantico. C’è una tradizione nata negli anni ’50 che suggerisce a chi si avventura per il mare, di lasciare una testimonianza a Horta per scongiurare la sfiga. Ecco com’è nata la coloratissima banchina del porto, ancora oggi molto utilizzata dagli equipaggi di lupi di mare che transitano da qui.

 

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