Pico, Azzorre: cosa vedere e fare nell’isola “figlia dei vulcani”

Il vulcano Pico visto dall'isola di Faial (Azzorre)L’isola di Pico ospita l’omonimo vulcano che non solo rappresenta la vetta più alta delle Azzorre, ma anche di tutto il Portogallo (di cui ricordo che le Azzorre fan parte, anche se spesso si rischia di scordarlo… vista la mancata prossimità/continuità). La sua sagoma -ma più spesso solo la sua punta- è ben visibile dalle isole vicine Faial e São Jorge e se vi capita di sorvolare il gruppo centrale in aereo, probabilmente la vedrete emergere da un oceano di nuvole prima ancora che dall’oceano Atlantico. L’idea che delfini e balene nuotino quasi indisturbati nelle acque lì intorno, rende la faccenda ancora più romantica.

Trekking sul Pico
Il vulcano Pico, sull'isola di Pico (Azzorre)L’ascesa al vulcano Pico è probabilmente l’attività principale da fare sull’isola, e i suoi 2.351 metri da scalare sono più o meno alla portata di tutti quelli che hanno buona volontà, un po’ di allenamento sulle gambe e tanto tempo a disposizione: non si tratta di un trekking troppo impegnativo, ma molto lungo (bisogna tener conto di almeno 6 ore per salire e scendere, presumibilmente qualcuna in più). Astenersi persone di poca volontà.
Se si vuole salire sul Pico bisogna organizzarsi con largo anticipo perché soltanto un numero limitato di persone può accedervi nello stesso tempo. In alta stagione (agosto) se non ci si muove un bel po’ prima, si rimane fregati (ed è successo a me 🙁 ).
Per prenotare il “posto” bisogna contattare la Casa da Montanha (telefono +351.967.303.519, email casadamontanha@azores.gov.pt – è meglio se chiamate). Il numero di escursionisti ammessi contemporaneamente è 160. Quindi, se non si trova posto dall’oggi al domani, si può provare a recarsi lo stesso alla Casa da Montanha e mettersi in waiting list: prima o poi scenderà qualcuno che libererà un posto (dato che ci sono dei gruppi organizzati che salgono di notte per vedere l’alba dalla vetta, l’ipotesi che qualcuno scenda in mattinata e liberi un posto non è poi così campata in aria). Per quanto riguarda invece il Piquinho, ossia il pinnacolo che sporge dalla caldera e che rappresenta il punto più alto in assoluto del vulcano, soltanto 40 persone alla volta possono accedervi e rimanervi per un tempo massimo di 30 minuti.
Dopo tutta ‘sta pappardella, l’insegnamento quindi è: se avete intenzione di scalare il Pico perché è un vostro desiderio da quando avete 13 anni, non fate come me e prenotate molto prima. Io ho voluto rischiare perché non sapevo con certezza in quali giorni sarei capitata sull’isola di Pico e, inoltre, il tempo alle Azzorre (figurati alle Azzorre “di montagna”!) è sempre così variabile che non si possono pianificare attività nel lungo periodo. A me è andata male, spero che voi siate più fortunati e… lungimiranti.
In alternativa a salire sul Pico in autonomia, si può provare a contattare un’agenzia locale che di mestiere organizza trekking sul Pico con guida: vi costerà sui 40€ (60€ se si fa in notturna) anziché soltanto i 10€ di tassa d’accesso (12€ se si vuole arrivare fin sul Piquinho), ma ci sono più possibilità di trovare qualche posto se si decide “sotto data” di andare.
Vabbé, se riuscite a salire… mandatemi qualche foto 🙂
In qualsiasi caso, tranquilli che non si fanno tutti i 2.000 metri e rotti di dislivello a piedi, ma “soltanto” pochi meno di 1.000 dato che il campo base è la pluricitata Casa da Montanha a 1.200 metri slm.

Cosa fare a Pico… se non si sale sul Pico
L'isola di Pico, AzzorreSe, come me, non riuscite a salire sul Pico causa congiunzione astrale sfavorevole o se semplicemente non c’avete sbatti, non disperate perché sull’isola ci sono altre cose da fare. Un bel po’, a dirla tutta, tanto che ci si potrebbero passare diversi giorni. Di seguito vi do qualche spunto.

Abitazione tradizionale nella zona delle Adegas, Pico (Azzorre)Visitare le Adegas, ossia l’insieme di vigne vulcaniche e cantine dichiarate Patrimonio dell’Unesco non distanti da Madalena, il centro principale dell’isola. Non vi aspettate di percorrere le colline del Chianti o delle Langhe, la zona è per forza di cose più ristretta, ma è comunque molto interessante soprattutto perché qui non troverete le viti ordinate e in fila come siamo abituati noi, ma le piante crescono in maniera più o meno anarchica all’interno di piccole “celle” delimitate da muri di pietra lavica che, oltre a proteggerle da vento e schizzi d’acqua del vicino mare, restituiscono loro nella notte tutto il calore che immagazzinano durante il giorno. In questa zona sono anche molto caratteristiche (nonché fotogeniche) le abitazioni dei locali: bianchissime, sempre riverniciate da poco, con dettagli colorati e in pietra.
Se avete un’auto a noleggio (raccomandato) la via del vino sia a Nord che a Sud di Madalena si visita facilmente vista la breve distanza. È anche possibile fare un giro a piedi tra le vigne con andata o ritorno in bus (fare un check degli orari all’ufficio turistico prima di partire). Un giretto carino e rilassante, ma nulla a che vedere coi trekking che si possono fare alle Azzorre, con tutto il rispetto per le Adegas di Pico.

Con una giornata intera a disposizione (e avendo un’auto a noleggio) si può fare tutto il giro dell’isola, inclusa la visita ai laghetti vulcanici dell’interno. Nonostante sia una delle isole più grosse dell’arcipelago, la seconda dopo São Miguel, una giornata basta per girarla tutta in macchina, includendo varie soste balneari/culturali/naturalistiche e mangerecce.
Prendendo un po’ di quota, quindi percorrendo le strade secondarie di “montagna” e non la litoranea, si ha la possibilità di godere per quasi tutto il tempo -meteo permettendo, ma vista la variabilità delle Azzorre è quasi inutile specificarlo sempre- di un panorama stupendo sia sulla costa di Pico che sulla dirimpettaia São Jorge, se ci si trova sulla costa Nord (dall’altra parte, all’orizzonte c’è solo oceano).

L'interno di Pico, AzzorreVolendo stilare una to do list dei luoghi di interesse in cui fare una sosta durante un giro in macchina più o meno in tondo dell’isola di Pico, partendo da Madalena, ecco cosa ci metterei:

  • le già citate Adegas sia nei pressi di Lajido (a Nord di Madalena) che nella zona di Criação Velha (a Sud di Madalena);
  • le piscine naturali di Furna de Santo António, dove ci si può fare il bagno in una bella cornice;
  • i piccoli laghetti dell’interno, accompagnati quasi sempre da mucche sullo sfondo (se si ha fortuna di non beccare nuvole, anche dal Pico);
  • la cittadina di Lajes do Pico, fortemente legata ad un passato in cui la caccia alle balene era molto praticata. Lajes è il posto ideale in cui scoprire come avveniva la caccia e cosa si ricavava dalla lavorazione degli animali al Museu dos Baleeiros e al Centro de Artes e de Ciências do Mar;
  • la Gruta das Torres, il più grande tunnel lavico delle Azzorre, lungo circa 5 km. L’ingresso è a pagamento, 7€.
 

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