Linea Cadorna: un itinerario storico e naturalistico sopra Porto Ceresio

 

Linea Cadorna, Porto CeresioQuella che sto per esporvi è una piacevole gita in giornata che unisce un po’ di trekking (nulla di troppo impegnativo, don’t worry) a un paesaggio mozzafiato -sul lago Ceresio aka lago di Lugano- e alla nostra eredità storica. Una passeggiata storico-paesaggistica insomma, sulla sponda italiana del lago al confine con la Svizzera.

Per chi, come me, parte da Milano, ci sono comodi collegamenti in treno per Porto Ceresio: dalla stazione di Porta Garibaldi si arriva in poco più di un’ora e con un esborso economico di circa 7€ (solo andata). Non bisogna nemmeno fare cambi, più comodo di così 😉



È proprio in stazione Porta Garibaldi, mentre stavo andando da tutt’altra parte, che ho sentito nominare per la prima volta Porto Ceresio. Il nome mi ha incuriosito, ancora di più il fatto che ci fossero treni con destinazione Porto Ceresio, e così mi sono poi documentata su questo “nuovo” posto una volta tornata a casa. Ho scoperto che è una piccola località sul lago -e la cosa mi è subito piaciuta- e che, come tante “colleghe” località lacustri ha dei monti alle spalle e quindi offre la possibilità di fare un po’ di trekking. Lago + trekking è una delle mie combo preferite, quindi Porto Ceresio è entrata subito nella lista dei posti da visitare al più pesto.

Cos’è la Linea Cadorna
Mentre organizziamo la gita (ho delegato un po’ di cose a Raff), scopriamo che sui monti sopra Porto Ceresio si trovano numerose testimonianze della Linea Cadorna, all’anagrafe sistema difensivo italiano alla Frontiera Nord verso la Svizzera o soltanto Frontiera Nord. Si tratta di una linea difensiva, appunto, formata da trincee, bunker e fortificazioni, che sarebbe dovuta servire per proteggere il confine italiano da invasioni nemiche attraverso la Svizzera.
Fu il Capo di Stato Maggiore Luigi Cadorna a dare l’ok ai lavori in previsione di possibili attacchi al confine durante la Grande Guerra, ma l’idea di realizzare una linea fortificata difensiva era nata molto prima, praticamente dalle origini del Regno d’Italia.
Nella realtà la Linea Cadorna non è mia stata utilizzata poiché da quella parte non successe mai niente, dato che la guerra si combatté sull’altro fronte, quello orientale. Ma nonostante ciò rimane un’interessante testimonianza del nostro passato nonché un’opera di ingegneria bellica da non sottovalutare. Tra l’altro, c’è chi se ne occupa tenendola pulita e accessibile al pubblico, quindi abbiamo un altro motivo per visitarla.
Prima di passare al lato pratico per organizzare l’escursione aggiungo che la Linea Cadorna non si esaurisce sulle montagne sopra Porto Ceresio (anzi, i tratti più lunghi e meglio preservati si trovano altrove), ma lì si ha comunque la possibilità di capirne bene la dinamica.

Itinerario e tempi di percorrenza
Uscendo dalla stazione ferroviaria di Porto Ceresio non andate verso il paese (vi ci porto poi ad escursione finita a bere una birra, ok?) ma dalla parte opposta e camminate per circa 5 minuti sulla strada asfaltata lungolago finché non trovate un cartello che indica il sentiero, che inizia in maniera un po’ nascosta e grezza dietro una casa dall’altra parte della strada. NB non incamminatevi se non avete almeno un paio di scarpe da ginnastica ai piedi, meglio se scarpe da trekking leggero.

Seguite le indicazioni per il sentiero E1 (curiosità: questo sentiero collega capo Nord a capo Passero in Sicilia attraversando tutta l’Europa): in circa 30 minuti avrete attraversato la prima parte nel bosco, in salita, che conduce fino al comune di Cuasso al Monte. Già in questo tratto troverete dei resti della Linea Cadorna (tra cui un bunker sotterraneo con “vista” sul lago), che probabilmente vi farà dilatare il tempo di percorrenza. Ad un certo punto il sentiero finisce per sbucare sulla strada asfaltata nei pressi di Borgnana, una frazione di Cuasso al Monte: da qui, sempre seguendo le indicazioni per il sentiero E1, dovete percorrere un tratto di strada asfaltata finché non ricomincia il sentiero (dovete quindi arrivare fino a Cuasso al Monte, ma è poca strada). NB a Borganana e a Cuasso al Monte ci sono due ristoranti se avete bisogno di rifocillarvi, poi più nulla (anche perché si torna tra i boschi). Io ho deciso di tirare oltre perché non mi ispiravano particolarmente, ma poi mi è toccato digiunare. Morale della favola: siate più furbi di me, che poi ci vuole poco, e portatevi dei panini per il pranzo!

Linea Cadorna, Porto Ceresio

A Cuasso al Monte riprende poi il sentiero E1, la direzione da seguire ora è Alpe della Croce. Dipendentemente da quanto tempo a disposizione avete, nonché voglia di camminare, potete valutare di percorrere il sentiero n. 11, che unisce due giri ad anello nei boschi sopra Cuasso. Noi abbiamo fatto solo un anello, altrimenti avremmo fatto notte. Ma è stato bello così 🙂

Dicevo, la direzione da seguire è Alpe della Croce, dove ci si arriva dopo circa un’ora e mezza di cammino (noi, tra l’altro, abbiamo tagliato un po’ passando per la cima del monte Derta e poi ricongiungendoci al sentiero). Le indicazioni da seguire sono sempre quelle dell’E1.

Arrivati all’Alpe della Croce si cammina ancora una decina di minuti per arrivare al Sasso Paradiso, il punto più bello di tutto l’itinerario, sia perché regala una vista straordinaria sul lago e la dirimpettaia Svizzera, ma anche perché qui la Linea Cadorna si fa parecchio interessante. Intanto, sotto allo stesso sasso c’è un bunker nel quale si può entrare a curiosare, e poi perché da qui si può scendere a valle percorrendo per un bel pezzo il tracciato della Linea, entrando e uscendo da vari tunnel. Da Sasso Paradiso a Cuasso al Monte non tornate quindi sui vostri passi, ma seguite la Linea Cadorna finché non finisce e diventa la variante 3V del sentiero. Indicativamente ci vuole un’oretta per tornare a Cuasso al Monte, ma dipende da quanto vi soffermate nei bunker delle fortificazioni.
Dopodiché bisogna tornare a Porto Cesareo ripercorrendo a ritroso prima la parte di strada asfaltata che passa per Borgnana e poi il sentiero (contate un’altra oretta, prendendovela comoda).
Tornati sul lungolago, adesso sì che si può finalmente andare a fare un salto in paese a bere la birretta che vi ho promesso all’inizio in uno dei tanti bar con vista! 😉

Dislivello totale: ~600 metri

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