Cosa vedere a Savona in un giorno (+ chicche gastronomiche)

 
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Cosa vedere a Savona in un giorno
Savona è una città che si gira facilmente in un giorno, offrendo la possibilità di scoprire tutte le sue nascoste e inaspettate attrazioni. Perché nonostante non sia in primo piano sulla scena turistica italiana, è comunque in grado di sorprendervi sia sul piano culturale che su quello gastronomico (ditemi niente eh!). E se poi non dovesse essere così, venite pure a lamentarvi con me, ma son convinta che non ce ne sarà bisogno 😉 Personalmente è una città in cui torno sempre volentieri e spero, nelle righe che seguono, di far venire anche a voi un po’ voglia di visitarla.

Un breve premessa: si tratta di una città di provincia, assolutamente a misura d’uomo nonostante la presenza del porto, quindi non aspettatevi la movida (né la mentalità) di città del calibro di Milano o Roma: di conseguenza la troverete piuttosto sonnacchiosa la domenica e nei peridi festivi, quando i savonesi preferiscono restare a casa in inverno o andare a spiaggia in estate piuttosto che riversarsi nelle vie del centro che, tutto sommato, sono abbastanza deserte.



Cominciamo dal mare: Priamar e dintorni
Fortezza del Priamar, Savona
L’imponente Fortezza del Priamar svetta nelle vicinanze del porto ed è una delle cose che inevitabilmente si nota arrivando dal mare. Fu costruita nel 1542 dai genovesi e nel corso degli anni ha assunto diverse funzioni, tra cui anche quella di colonia penale in epoca risorgimentale ospitando il detenuto Giuseppe Mazzini (motivo dell’arresto? Attività cospirativa!). La sua cella, in cui fu rinchiuso da novembre 1830 a marzo 1831 è visitabile previo colpo di telefono al custode (329 2104905 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18). Oggi il Priamar, dopo decenni di abbandono, è sede di diverse attività culturali (ospita il Museo Archeologico ed il Museo Pertini e in estate si trasforma in teatro all’aperto con la stagione lirica estiva del teatro Chiabrera) nonché una delle location preferite dai savonesi per convolare a nozze. L’ingresso al Priamar è gratuito, si paga soltanto l’accesso ai musei e ovviamente gli spettacoli teatrali.

Cella di Mazzini, Priamar (Savona)

Attaccato al Priamar si trovano, da una parte la passeggiata a mare Walter Tobagi in cui si susseguono stabilimenti balneari e si intravede addirittura qualche fazzoletto di spiaggia libera (per fare il bagno però vi consiglio vivamente di spostarvi in un’altra località della Riviera di Ponente), e dall’altra il porto e la Darsena, messa a posto da non molto e resa davvero molto bella. Oggi non solo è il luogo ideale per fare due passi e fermarsi a bere o mangiare un boccone, ma è anche uno dei place to be nel contesto della nightlife savonese.

Fronte mare
Davanti alla Darsena si trova la torre del Brandale, uno dei simboli di Savona dalla notte dei tempi, mimetizzata tra le torri Riario e Corsi. La torre del Brandale è più affettuosamente chiamata della Campanassa perché ospita al suo interno una grande campana trecentesa (a Campanassa, appunto), i cui rintocchi segnano gli eventi più importanti della città. La torre è visitabile, ma solo previo appuntamento.

Immersione nel centro storico di Savona
Modellino del centro storico di Savona
Alle spalle della torre comincia il piccolo ma interessante centro storico, dove si trovano alcune chicche che nemmeno potete immaginare. In apertura accennavo alla capacità di Savona di saper sorprendere: ecco, continuate a leggere.

Savona, città dei Papi
Cappella Sistina di Savona
Mai sentito parlare dei papi Sisto IV Giulio II? Bene, entrambi hanno avuto i natali nei dintorni di Savona e hanno contribuito a dare un tocco di personalità alla modesta città provinciale. Non sto divagando: ho introdotto il duo papale perché è proprio grazie a loro che a Savona, che non a caso è soprannominata la Città dei Papi, c’è una Cappella Sistina: non maestosa come quella di Roma, ma di tutto rispetto e assolutamente da vedere durante una visita in città (ne ho già parlato approfonditamente qui). La Cappella Sistina è adiacente alla Cattedrale dell’Assunta, una costruzione di per sé non pazzesca ma con un interno interessante. Notevole è in particolare il coro ligneo, realizzato per volere di Giuliano Della Rovere, futuro Papa Giulio II, personalità con una forte vocazione da mecenate. Anche gli appartamenti papali fanno parte di questo complesso, ma a ‘sto giro il papa interessato è Pio VII che qui trascorse due periodi della sua vita (da agosto 1809 a giugno 1812 e tra febbraio e marzo 1814) in qualità di prigioniero di Napoleone e senza la possibilità di avere contatti col mondo esterno. Molto avvincente la storia legata a questa prigionia, che rispecchia poi la disposizione degli ambienti (per fare un esempio, il papa poteva assistere alla messa in cattedrale ma senza entrarci, ossia rimanendo nei suoi appartamenti). Cattedrale, Cappella Sistina e appartamenti papali sono visitabili insieme prendendo parte ad una visita guidata (qui più info su giorni e orari).

Pausa frappé
Terminata la visita del complesso, concedetevi un frappé nella nuova sede della storica Latteria Gina in via Caboto 5R, davanti all’ingresso della chiesa, leggermente sulla destra. Qui il simpatico e infaticabile signor Pino Aonzo, personaggio amato da tutta la popolazione savonese, vi preparerà il frappè più buono mai assaggiato in vita vostra 🙂

Le icone con tre mani
Icona Gran Madre delle Tre Mani (Savona, Pinacoteca Civica)
Altra chicca del centro storico di Savona è la collezione di icone di Madonne con tre mani presso la Pinacoteca Civica in piazza Chabrol: una collezione davvero molto particolare (ne ho già parlato qui).

Il rito savonese delle 18
Piazza Mameli, Savona
Infine, è doveroso segnalare un rito molto particolare della città, che avviene in piazza Mameli alle 18 spaccate: tutto si ferma per un minuto per ricordare i caduti di tutte le guerre. Un rituale davvero commovente, a cui vi consiglio di assistere.

Chiaramente il centro storico di Savona non si esaurisce qui in quanto a cose da vedere, io mi son limitata ad accennarvi qualcosa delle più importanti. Però, essendo piccolino e raccolto, lo girerete praticamente tutto.

Cosa mangiare a Savona e dove
Farinata bianca, Savona
Savona è la città della farinata bianca, una specie di torta salata preparata con farina di grano e una piccola percentuale di farina di ceci. Rispetto alla farinata “normale”, il cui procedimento di cottura è lo stesso, è più croccante. Il posto ideale in cui assaggiarla, accompagnata da un bicchiere di nostralino, è Vino e Farinata in via Pia 15r. Un locale storico e molto caratteristico dove non si può prenotare, se non inviando un telegramma. Quindi andate in orario tattico e preparatevi a fare coda.
Altro must eat della città, è il panino con le fette, un panino di pane bianco imbottito da fette di panissa fritta (per chi non lo sapesse, la panissa è un altro piatto tipico della cucina ligure a base di farina di ceci, acqua e sale). Uno spuntino più che altro invernale che si può (deve!) provare in un altro storico e super caratteristico locale di Savona, una piccola botteguccia in vico Crema (traversa di via Pia) di cui mica ho capito se ha un nome o no, ma intanto non è importante perché tutti in città sapranno indicarvelo.
Altra sosta gastronomica da fare a Savona è la storica (sì, anche lei!) caffetteria Besio in piazza Mameli: qui potrete comprare e assaggiare un sacco di cose a base di chinotto, quello di Savona.

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La foto dell’icona con le tre mani mi è stata fornita dalla Pinacoteca Civica di Savona, mentre quella della Cappella Sistina dal Comune di Savona. Grazie a entrambi 🙂

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